Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

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Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo episodes

  • Ep. 553 Meditazione Rallegrare la mente ānāpānasati e muditā
    Una pratica che attraversa le prime tre tetradi della consapevolezza del respiro: dal corpo alle sensazioni fino alla mente. Quando la mente è calma e raccolta, la rallegriamo con muditā, la gioia compartecipe per la felicità altrui. Un esercizio prezioso per scoprire che la gioia non dipende dalle circostanze e per imparare a rallegrarsi del bene degli altri invece di confrontarsi o invidiare.
    Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 17 aprile 2026.
    Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
    36 min
  • Ep. 554 Riflessioni su muditā
    Il Buddha insegna al figlio Rāhula: "Medita sulla gioia compartecipe e il malcontento sarà abbandonato". Muditā è la gioia che proviamo quando un altro essere è felice, anche uno sconosciuto. Non è un sentimento da avere ma una pratica da coltivare. Davanti a chi ha quello che a noi manca, possiamo scegliere se irrigidirci nell'invidia o lasciar risuonare il cuore. Chi è felice solo per sé ha un'occasione di gioia al giorno, chi è felice anche per gli altri non smette mai.
    Riflessioni di Dharma registrate da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 17 aprile 2026.
    Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
    25 min
  • Ep. 551 Meditazione anapanasati e karuna
    Una pratica in due tempi: prima stabilizziamo il corpo e la mente con la consapevolezza del respiro, lasciando emergere un senso di quieta felicità. Poi, ben radicati in questo benessere, apriamo il cuore verso chi in questo momento attraversa sofferenza, conflitti o guerre. Non per assorbire il loro dolore, ma per offrire riconoscimento e stabilità. Un modo concreto per imparare a stare accanto alla sofferenza del mondo senza esserne travolti.
    Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 10 aprile 2026.
    Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
    40 min
  • Ep. 552 Riflessioni sull'essere isola di sé stessi
    Il Buddha racconta di un'epoca in cui gli uomini vivono solo dieci anni e per sette giorni si vedono come bestie, uccidendosi a vicenda. Alcuni si nascondono, e quando escono dai rifugi si abbracciano come "cari nemici ancora vivi". È da quel riconoscimento che ricomincia la moralità. L'aggressione non è nella nostra vera natura: per colpire l'altro bisogna prima sminuirlo. Il lavoro parte da noi, dalle piccole parole dette e da quelle non dette. Diventare isola di sé stessi è anche diventare lampada per gli altri.
    Riflessioni di Dharma registrate da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 10 aprile 2026.
    Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
    33 min
  • Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 22 dicembre 2025: un giorno di libertà dalla propria bontà
    Riflessioni di Ajahn Jayasaro.
    Due amici si consideravano fondamentalmente delle brave persone.
    Un giorno però si presentò loro un’occasione per guadagnare molto denaro facendo qualcosa che sapevano non essere del tutto giusto. Ragionandoci, pensarono che era un caso speciale, un’opportunità unica nella vita; se non l’avessero colta, se ne sarebbero pentiti; sarebbero stati degli sciocchi a lasciarsela sfuggire. Del resto, se non l’avessero fatto loro, prima o poi lo avrebbe fatto qualcun altro. In fondo si trattava di un episodio isolato, non c’era bisogno di pensarci troppo su.
    E poi, si dicevano, (erano buddhisti) anche l’attaccamento alla bontà è da biasimare.
    Così lo fecero. E andarono ad aggiungersi alla lunga lista delle brave persone che decidono di prendersi un giorno libero dalla propria bontà.
    I due amici salparono verso un’isola lontana, che avevano scoperto in un viaggio precedente. L’isola era abitata da persone con un solo occhio, posto al centro della fronte. Il loro piano era di rapire uno o due isolani e venderli nella loro città, in un’epoca anteriore all'affermazione dei diritti umani.
    Tuttavia, appena sbarcati, furono avvistati da un gruppo di giovani con un solo occhio, catturati e venduti come schiavi allo zoo dell’isola.
    Lettore, se stai pensando: “Ben gli sta”, è possibile che anche tu sia caduto nella stessa trappola?
    Ajahn Jayasāro, 22 dicembre 2025
    3 min
  • Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 30 dicembre 2025: tutto conta, nulla è perduto.
    Riflessioni di Ajahn Jayasaro.
    Tutto conta, nulla è perduto. Abbiate cura delle cose piccole e insignificanti perché, in fin dei conti, nulla è piccolo e insignificante. Se qualcosa è importante, allora ogni cosa lo è.
    Il Dhammapāda lo esprime così:
    Non sottovalutare la creazione di cattivo kamma, supponendo: “Non avrà alcuna conseguenza”. Proprio come una brocca si riempie d'acqua, goccia a goccia, così anche lo stolto accumula cattivo kamma, a poco a poco.
    Non sottovalutare l'importanza di creare buon kamma, supponendo: “Non avrà alcuna conseguenza”. Proprio come una brocca si riempie d'acqua, goccia a goccia, così anche il saggio accumula buon kamma, a poco a poco. (vv. 121-122)
    Ajahn Jayasāro, 30 dicembre 2025
    2 min
  • Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 27 dicembre 2025 sull'apprendere dall'esperienza
    Riflessioni di Ajahn Jayasaro.
    Nella pratica del Dhamma impariamo ad apprendere dall’esperienza.
    L’onnipresenza dell’impermanenza,
    l’instabilità cronica dei fenomeni,
    il fluire senza essenza, privo di un possessore o del bisogno che ve ne sia uno: queste parole non sono profondi concetti filosofici da contemplare, sono soltanto tentativi inadeguati di orientare la nostra attenzione verso il modo in cui le cose sono, sono sempre state e sempre saranno.
    Le parole non sono tanto dita che indicano la luna, sono piuttosto nasi che puntano verso lo spazio poco illuminato in cui ci troviamo.
    Che cosa fare allora?
    Accendiamo la luce. Abbassiamo il volume del rumore interiore. Guardiamo con la meraviglia di un bambino che si trova per la prima volta allo zoo. Godiamoci questa occasione di essere ascoltatori, apprendisti, di essere il conoscere.
    Ajahn Jayasāro, 27 dicembre 2025
    2 min
  • Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 20 dicembre 2025 sulla Sindrome da Nostalgia del Samadhi (SNS)
    Riflessioni di Ajahn Jayasaro.
    La Sindrome da Nostalgia del Samādhi (SNS) è un termine che potrebbe non esservi familiare, principalmente perché l'ho appena coniato. Tuttavia, si tratta di un disturbo comune nelle comunità di meditazione. Di solito, nel primo anno di meditazione, forse durante il primo ritiro, un meditante sperimenta un'esperienza improvvisa di samādhi e gli piace. Molto. Gli piace così tanto che, la volta successiva che si siede a meditare, è pieno di aspettative e desiderio di provare di nuovo quello stato. Presume che sarà in grado di riprendere da dove aveva interrotto l'ultima volta. Chi ha detto che la meditazione è difficile? E resta deluso. Quel meraviglioso stato mentale non si ripresenta. Nei giorni e nelle settimane successive prova tutto ciò che gli viene in mente per ricreare le condizioni affinché si ripresenti, ma invano. Subentra la nostalgia. Nei casi più gravi di SNS, passano gli anni e all'inizio dei ritiri chi ne soffre continua a sperare contro ogni speranza di poter rivivere quei dorati momenti di tanto tempo fa.
    La mia opinione? Quel primo momento è stato un caso fortuito. È dipeso da una serie di circostanze uniche che si sono allineate. È stato un assaggio di samādhi. Il duro lavoro necessario per stabilizzarlo resta da fare, e ciò include la formazione negli ambiti di dāna e sīla*.
    Un punto importante da tenere a mente per chi soffre di SNS è che le esperienze di picco non sono l'obiettivo della meditazione. Nessuna esperienza lo è. L'obiettivo è comprendere la natura di tutte le esperienze e lasciar andare ogni attaccamento all'idea del sé o di appartenenza al sé. Desiderare ardentemente un'esperienza di picco significa perdere di vista l'obiettivo.
    Ajahn Jayasāro, 20 dicembre 2025
    * NdT: Dāna e Sīla, le prime due virtù delle dieci perfezioni (pāramī). Dāna è la perfezione della generosità, sīla quella della virtù.
    4 min
  • Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 16 dicembre 2025 sul cinico interiore
    Riflessioni di Ajahn Jayasaro.
    I cinici si considerano realisti, eroi tanto coraggiosi da affrontare senza battere ciglio le verità sgradevoli della vita, davanti alle quali la maggior parte delle persone chiude gli occhi. Esse liquidano l’idea di altruismo come ingenua, frutto di un pensiero illusorio. I cinici più cerebrali sono attratti dalle teorie della biologia evoluzionistica e spesso le considerano come vangelo. A loro dire, la scienza riduce la bontà ad una questione di replicazione dei geni.
    Una persona sacrifica un giorno libero per fare volontariato, o per compiere una buona azione. Molte ore dopo, nella sua mente affiorano dei pensieri che anticipano le lodi che potrebbe ricevere grazie a questo, e si manifesta un senso di piacere. Quindi il cinico interiore dice: “Siamo onesti. È proprio per questo che sto facendo tutto ciò, non è vero?”. La voce critica interiore appare del tutto autentica. Ma dobbiamo porci una domanda: su quali basi pochi pensieri autocelebrativi vengono considerati più reali di tutti i pensieri gentili, generosi e altruisti che li hanno preceduti e seguiti? Perché un pensiero negativo dovrebbe essere più autentico di uno positivo?
    La consapevolezza degli stati mentali non è un atto isolato. Le nostre convinzioni, i nostri valori, i nostri pregiudizi condizionano quali pensieri sorgono nella nostra mente e il peso che attribuiamo loro. Radicarsi nella Retta Visione è essenziale per crescere nel Dhamma. Nessuna voce impermanente dentro di noi - positiva o negativa che sia - è ciò che siamo.
    Ajahn Jayasāro, 16 dicembre 2025
    3 min
  • Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 13 dicembre 2025 un aneddoto di vita
    Riflessioni di Ajahn Jsayasaro.
    Fine dicembre 2018.
    Stavo camminando da Bodh Gaya a Kusinara per festeggiare i miei 60 anni. I primi giorni erano stati duri, ma poi avevo trovato un certo ritmo. Accadde quindi il primo contrattempo, nel quale persi alcuni oggetti importanti del mio bagaglio, tra cui ago e filo.
    Il pomeriggio seguente, una figura insolita si avvicinò a me, mormorando, cantilenando, saltellando e danzando, il tutto con un sorriso beato sul volto. Quando mi fu vicino, il suo sguardo si fissò e tutto il suo corpo ebbe come una scossa. Cadde a terra, prostrandosi e rendendo evidente che mi stava implorando di diventare il suo maestro spirituale. Una situazione delicata, che pensavo di aver gestito con tatto, finché non afferrò la mia borsa a tracolla, insistendo per portarla lui. Non avevo scelta. Guardarlo ballare davanti a me lungo la strada mentre portava tutti i miei averi non fu proprio un’esperienza tranquilla.
    Poi arrivò il secondo contrattempo. La mia polverosa veste sottile si strappò: un taglio di circa trenta centimetri e niente ago né filo per ripararla. Il mio nuovo discepolo mi rassicurò. Indicò un villaggio a circa due chilometri a ovest, e mi fece chiaramente capire le sue intenzioni. Gli feci segno che non era necessario, ma insistette. Gli chiesi di lasciarmi la tracolla, ma era già partito. Mi sedetti sotto un albero e lo guardai scomparire.
    Feci l’unica cosa che potevo fare: prendermi cura della mia mente. Sorsero pensieri come “Stanotte farà davvero freddo” o “Come farò a proseguire il giro delle elemosine senza la ciotola?”; non furono accolti e se ne andarono. Attesi, un respiro alla volta.
    Un’ora dopo il mio discepolo tornò, raggiante. Tirò fuori ago e filo e con fare orgoglioso iniziò a ricucire la mia veste con grande maestria. Una volta finito, me la porse rispettosamente, si inchinò, fece un largo sorriso e si incamminò, mormorando, cantando, saltellando, danzando, verso il sole al tramonto.
    La tracolla, per fortuna, me l’aveva lasciata.
    Ajahn Jayasāro, 13 dicembre 2025
    4 min

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Nel podcast dell'Associazione Kalyanamitta (una volta "Terrapura"), proponiamo meditazioni guidate nella tradizione buddhista e in quella laica della mindfulness e riflessioni e insegnamenti del Dharma Buddhista, adatti a principianti ed esperti.

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