Queste riflessioni di Dharma partono dal terzo insegnamento del Buddha, il Sermone del Fuoco, che il Beato diede a mille monaci seguaci di una scuola di adorazione del fuoco.
Puoi trovare una meditazione guidata basata su questo sutta, “Meditazione guidata sull’apprezzare gli eventi della vita“.
Tutti i sensi, compresa la mente, ci insegna il Buddha, bruciano mediante il fuoco dell’attaccamento, dell’avversione e dell’illusione, i tre veleni che sono alla base della continua presenza dell’insoddisfazione e del dolore, di dukkha. Ma sebbene sia questi i mezzi del fuoco, la ragione per cui il fuoco c’è è la nostra nascita, che porta alla vecchiaia, al dolore e, alla fine, alla morte.
Questo insegnamento di Dharma del Buddha sembra incredibilmente pessimista, ma in realtà è un gioiello prezioso, perché ci indica che, in quanto umani, siamo soggetti a questo fenomeno, a questo processo, ma che possiamo fare qualcosa per interromperlo. Che cosa? Usando la retta consapevolezza, riconoscere che quello che tocchiamo, percepiamo, sentiamo e pensiamo non è esattamente quello che realmente è, ma che lo stiamo costruendo con la nostra mente, e che questa costruzione non è reale e possiamo farla decantare alla luce della calma profonda della coscienza. Così il fuoco andrà a placarsi, e magari potremo guardarlo con affetto, come guardiamo il fuoco di un caminetto di inverno.
SN 35.28: Adittapariyaya sutta – Il sermone del fuoco
Così ho sentito. Una volta il Beato soggiornava presso Gaya, sul colle Gayasisa, insieme a mille monaci. Ivi rivolgendosi ai monaci disse:“ Monaci, tutto brucia! E cosa brucia, o monaci?La vista brucia, o monaci, le forme ed i colori bruciano, la coscienza visiva brucia, il contatto visivo brucia, e qualsiasi sensazione sorga in dipendenza dal contatto dell’occhio con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.L’udito brucia, o monaci, i suoni bruciano, la coscienza uditiva brucia, il contatto uditivo brucia, e qualsiasi sorga in dipendenza dal contatto dell’orecchio con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.L’olfatto, o monaci, brucia, gli odori bruciano, la coscienza olfattiva brucia, il contatto olfattivo brucia, e qualsiasi cosa sorga in dipendenza dal contatto del naso con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angoscia e dello scoramento.Il gusto, o monaci, brucia, i sapori bruciano, la coscienza gustativa brucia, il contatto gustativo brucia, e qualsiasi cosa sorga in dipendenza dal contatto della lingua con i suoi oggetti – sia essa percepita come piacevole, spiacevole o neutra – anche questa brucia. Mediante cosa brucia? Brucia mediante il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco della confusione. Brucia, vi dico, a causa della nascita, della vecchiezza e della morte, della pena, del lamento, del disagio, dell’angos