Babilonia

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Babilonia episodes

  • Silvia Mandolini

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    La nostra ospite di oggi è una violinista dal percorso artistico ricco e sfaccettato, capace di attraversare con naturalezza repertori che spaziano dal barocco alla musica contemporanea. Nata a Montréal nel 1970, Silvia Mandolini si forma inizialmente al Conservatoire de Musique de Montréal sotto la guida di Raymond Dessaints e Johanne Arel. Successivamente perfeziona la sua formazione alla McGill University prima di trasferirsi in Italia, nel 1994. Qui ottiene il diploma in violino presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, studiando con Daniele Gay. Nei primi anni della sua carriera, Mandolini è attiva in Canada come membro dell’Orchestre Baroque de Montréal e dell’Ensemble Contemporain de Montréal, distinguendosi subito per la sua versatilità e per l’interesse nei confronti del repertorio contemporaneo. In Italia avvia un’intensa attività orchestrale e cameristica, e dal 2008 è primo violino stabile dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, città dove risiede e sviluppa anche progetti artistici indipendenti. Parallelamente, si dedica con passione alla musica da camera e alla musica contemporanea, collaborando con ensemble come Divertimento Ensemble, Sentieri Selvaggi, Tactus, Virtuosi Italiani, Quartettone e il gruppo di tango contemporaneo Tango Seis. Uno degli ambiti più significativi del suo percorso è quello della musica contemporanea per violino solo. Silvia Mandolini ha presentato prime esecuzioni assolute di compositori come Luca Francesconi, Giorgio Magnanensi, Franco Donatoni, Iannis Xenakis, Jean Barraqué, Lelio Camilleri, Ana Sokolović, Claudio Teatini e Mario Macaretti, tra gli altri. Ha partecipato a festival e rassegne internazionali di grande prestigio come la Biennale di Venezia, Milano Musica, Angelica, Verona Contemporanea e Serico‑Tonale. Oltre all’attività concertistica, Mandolini ha collaborato con il compositore Giovanni Venosta per la registrazione delle colonne sonore dei film di Silvio Soldini, tra cui Pane e tulipani e Le acrobate, e ha partecipato a sperimentazioni di musica elettronica dal vivo, come il progetto MAGIK a Vancouver.

    Prima emissione: 3 febbraio 2026

    44 min
  • Emiliano D’Auria

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    Pianista e compositore, il nostro ospite di oggi veste da tempo anche i panni dell’organizzatore, in particolare come direttore artistico del Festival JazzAP e del Cotton Jazz Club di Ascoli Piceno, sua città natale. Come musicista e leader di formazioni ben assortite, Emiliano D’Auria ha sempre cercato di restituire una lettura originale della sua intima fascinazione per le atmosfere e i territori del profondo nord europeo, che come sappiamo animano una parte significativa del catalogo ECM. Lo si capisce bene ascoltando il suo quinto lavoro discografico pubblicato nel 2023, First rain, che non a caso ha registrato nelle remote, antiche e sconfinate terre scandinave dell’isola di Giske, in Norvegia, dove l’attesa dell’imminente «prima pioggia» di primavera diventa una metafora relativa alla concretizzazione del progetto sonoro che prende corpo attraverso dodici composizioni inedite, tutte farina del sacco di Emiliano D’Auria. In quel caso era in compagnia di un quartetto tutto italiano che, tra l’altro, è stato protagonista di un appuntamento con la nostra rassegna Tra jazz e nuove musiche, ma sulla nostra arca radiofonica ci parlerà prima di tutto del suo progetto più recente, The baggage room, realizzato registrato al Bunker Studio di Brooklyn (NY) alla testa di un quintetto costituito da affermati musicisti americani. Un’occasione babilonica per addentrarci nel laboratorio creativo di uno dei pianisti più interessanti della scena jazz italiana.

    Prima emissione: 18 marzo 2025

    48 min
  • Francesca Baccolini

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    La nostra ospite di oggi è una contrabbassista, bassista elettrica, compositrice e performer italiana, tra le figure più versatili e innovative della scena musicale contemporanea. Nata nel 1982 a Livorno, Francesca Baccolini vive e lavora tra Bologna e il resto d’Europa, dove sviluppa un’intensa attività artistica che attraversa i confini del jazz, della musica elettronica, della performance e della sperimentazione sonora. Formatasi presso il Conservatorio G. B. Martini di Bologna con indirizzo jazz, Francesca inizia presto a coltivare un linguaggio personale che si nutre di improvvisazione radicale, ricerca timbrica e contaminazioni interdisciplinari. Nel 2010 fonda Hobocombo, trio dedicato alla rilettura dell’opera del compositore newyorkese Moondog, un sottovalutato quanto importante precursore del minimalismo. Il gruppo diventa un punto di riferimento per la nuova scena elettroacustica europea e si esibisce in numerosi festival internazionali, fondendo folk, percussioni ipnotiche, testi visionari e un’estetica essenziale. Francesca è anche parte stabile de L’Orchestrina di Molto Agevole, originale ensemble che reinterpreta il repertorio del liscio italiano con sensibilità contemporanea e ironia, unendo tradizione popolare e attitudine sperimentale. Parallelamente, collabora con numerosi artisti visivi, coreografi e registi: tra le sue collaborazioni più importanti c’è quella con Roberto Passuti, con cui ha realizzato spettacoli in cui suono, movimento e luce convivono in composizioni ibride e multisensoriali. Negli ultimi anni ha dato vita anche ad un suo percorso solista, sviluppando live set elettroacustici e installazioni sonore nei quali il contrabbasso dialoga con elettronica e materiali acustici manipolati in tempo reale.

    Prima emissione: 11 novembre 2025

    50 min
  • Andrea Satta

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    Sull’Arca Radiofonica di Babilonia ospitiamo questa settimana Andrea Satta, musicista, pediatra e scrittore dagli orizzonti sonori assai vasti, proprio come piace a noi. Fondatore, cantante e autore dei testi di una delle band cantautorali più significative del panorama musicale italiano, i Têtes de Bois, è ideatore e direttore artistico dei molti festival e progetti portati avanti dal gruppo a partire dal 1992 (“Stradarolo”, “Sotto il cielo di Roma e Berlino”, “Ferrovia dell’Allume”, “Avanti Pop”, “41° Parallelo”, “Festival della Bicicletta”, “Palco a Pedali” ecc.) e accanto alla sua carriera artistica porta avanti l’attività di pediatra nella periferia romana. Ciclista per vocazione, poeta e scrittore, ha all’attivo due libri: I riciclisti (Ediciclo, 2009) e Ci sarà una volta – favole e mamme in ambulatorio (Infinito Edizioni, 2011). È stato inviato al Giro d’Italia e al Tour de France per il Manifesto e L’Unità (su quest’ultima testata con il vignettista Sergio Staino), e di conseguenza le peregrinazioni sonore di Babilonia non lo spaventano affatto. In momentanea libera uscita dai Têtes de Bois, ci presenta oggi il suo primo album da solista, “Niente Di Nuovo Tranne Te”. Un lavoro che si avvale di preziosi compagni d’avventura che affiancano Satta nei suoi dodici brani: Giovanni Truppi, Daniele Silvestri, Paolo Benvegnù, gli stessi Têtes de Bois, insieme a Giorgio Maria Condemi a chitarre, batterie, basso e banjo. Folk, echi di Tom Waits, fiati e arrangiamenti orchestrali s’incontrano in uno sguardo autentico, che racconta luoghi di confine tra provincia e periferia, dove i centri commerciali hanno preso il posto dei fiumi e il meccanico sembra uno psicologo di automobili e di affetti.

    Prima emissione: 4 marzo 2025.

    46 min
  • Reda Zine

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    Il nostro ospite di oggi è un artista italo-marocchino decisamente babilonico, il cui percorso artistico abbraccia tradizione gnawa, afrobeat, cinema e impegno culturale. Tra le strade polverose di Casablanca e i vicoli sonori di Bologna si muove infatti da anni Reda Zine, musicista, regista, attivista e mediatore culturale, un artista che ha fatto del dialogo tra mondi e tradizioni il cuore pulsante della propria ricerca. Nato in Marocco ma cittadino del mondo, Reda cresce immerso nelle sonorità rituali della cultura gnawa, quella musica ipnotica che mescola i ritmi africani con la spiritualità sufi e che per secoli ha rappresentato un ponte invisibile tra Africa subsahariana, Nord Africa e Mediterraneo. Lo strumento che diventa il suo marchio di fabbrica è il guembri, un basso a tre corde rivestito di pelle di capra, capace di produrre un suono profondo, caldo, ancestrale, che guida le cerimonie di trance e i canti delle confraternite gnawa. Trasferitosi in Italia, Reda porta con sé non solo un bagaglio musicale ma anche un’urgenza culturale. A Bologna fonda il Laboratorio Sociale Afrobeat, un collettivo che mescola groove, afro-funk e attivismo sociale. Da lì nasce anche il progetto Voodoo Sound Club, un ensemble che fonde afrobeat, jazz e psichedelia con un sound energetico e militante. Ma il cuore artistico di Reda pulsa soprattutto nel progetto Fawda (in arabo “Caos”), un ensemble dove la tradizione Gnawa incontra la sperimentazione elettronica, il desert blues, il rock psichedelico e la poesia sufi. Reda è anche regista e autore: con il suo documentario “The Long Road to the Hall of Fame”, dedicato al leggendario gruppo Public Enemy, ha raccontato le connessioni profonde tra arte, resistenza e diritti civili.

    Prima emissione: 28 ottobre 2025.

    49 min
  • Riccardo Gola

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    Il nostro ospite di oggi è un artista decisamente multidisciplinare, e quindi a suo modo babilonico. Riccardo Gola lavora infatti dal 2006 come illustratore, art director e graphic designer, e ha curato la direzione artistica e illustrato centinaia di copertine di libri per editori come Rizzoli, Garzanti o Longanesi. Ha progettato loghi e identità visive per eventi come festival musicali, festival cinematografici e campionati sportivi. Nel 2021 ha illustrato due libri: “La storia del jazz in 50 ritratti“ di Paolo Fresu e Vittorio Albani (Centauria) e “7 daily rituals: gratitudine“ di Federica Avanzi e Simone Massarini (Vivida Books). La sua attività di musicista scorre dal 2011 su un binario parallelo e complementare, il suo strumento principale è il contrabbasso ma ama suonare anche il basso elettrico e il synth. Si è laureato alla Siena Jazz University, studiando con insegnanti come Joe Sanders, Greg Hutchinson, Ralph Alessi e Seamus Blake, e fa parte di alcune delle band più interessanti della scena jazz contemporanea italiana come Storytellers di Simone Alessandrini e il trio Folkways di Costanza Alegiani. Oggi ci parlerà in particolare, tra le altre cose, del suo più recente progetto da bandleader, Cosmonautica, un quartetto completato da Francesco Bigoni al sax tenore e clarinetto, Enrico Zanisi al pianoforte, ed Enrico Morello alla batteria per il quale ha firmato l’intero repertorio.

    Prima emissione: 18 febbraio 2025.

    48 min
  • Virginia Guastella

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    La nostra ospite di oggi è una compositrice, pianista e direttrice artistica italiana. Nata a Palermo nel 1979, Virginia Guastella si è imposta sulla scena internazionale grazie a un linguaggio musicale personale che fonde rigore classico, sperimentazione timbrica, improvvisazione e uno spiccato gusto per la contaminazione tra generi. Dotata di un precoce talento, consegue il diploma in pianoforte a soli 17 anni e prosegue gli studi a Bologna, dove si diploma in composizione sotto la guida di Adriano Guarnieri e si laurea con lode in Estetica musicale, approfondendo in modo interdisciplinare i rapporti tra musica, filosofia e arti visive. Si perfeziona inoltre presso l’Accademia Chigiana di Siena, seguendo corsi con Salvatore Sciarrino e Boris Petrushansky. Parallelamente, frequenta masterclass di direzione d’orchestra con Piero Bellugi e Gillian B. Anderson, specializzandosi anche nella sonorizzazione di film muti, uno dei campi che la vedono protagonista anche a livello internazionale. Virginia Guastella è autrice di un ampio catalogo che comprende musica orchestrale, da camera, elettronica, teatro musicale, opere radiofoniche e colonne sonore, caratterizzato da una forte tensione espressiva e da un’originale ricerca timbrica. Parallelamente all’attività compositiva è anche pianista e performer, interprete d’elezione delle proprie musiche e di un’ampia gamma di repertori contemporanei, e ha collaborato con importanti ensemble e solisti tra cui l’Icarus Ensemble (che dirige regolarmente), il Duo Improbabile (formazione piano-percussioni con cui esplora l’intersezione tra jazz, classica e rock) e gruppi vocali e strumentali in Europa e negli Stati Uniti.

    Prima emissione: 21 ottobre 2025

    50 min
  • Eugenio Renzetti

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    Abbiamo oggi il piacere di ospitare un talento emergente del jazz italiano, il trombonista e compositore Eugenio Renzetti. Dopo il diploma in trombone, ottenuto presso il Conservatorio di Cesena, accumula un’importante serie di esperienze da orchestrale, con grandi formazioni come la Rieti Jazz orchestra, la Maderna Jazz Orchestra o l’Orchestra Operaia. E’ primo trombone della New Talents Jazz Orchestra di Mario Corvini, collabora attivamente in formazioni ridotte insieme al trombonista Marcello Rosa e nel 2018 fonda la Filarmonica Sabina Foronovana, un agguerrito ensemble di giovani strumentisti a fiato. Oggi ci occuperemo in particolare del suo più recente lavoro da solista, una sorta di concept album che nasce dalla lettura e quindi dalla passione per i capolavori di Franz Kafka. Per il suo K-024, pubblicato nel 2024 in occasione dei cent’anni dalla scomparsa del grande scrittore boemo, Renzetti guida un settetto illuminato dagli intrecci sassofonistici di Simone Alessandrini e Roberto Bottalico, il Group Zero che come sentiremo mette in mostra arrangiamenti complessi e vben congeniati e un interplay raffinatissimo. Un lavoro, tra l’altro, impreziosito dalla presenza della “voce virtuale” di Federico Sanguineti, figlio del grande poeta e critico letterario Edoardo.

    Prima emissione: 14 gennaio 2025

    48 min
  • Angela Nisi

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    La nostra ospite di oggi è una cantante lirica che ha intrapreso la carriera di soprano lirico nel 2010, affrontando con pari dedizione il repertorio operistico, sinfonico e cameristico. Diplomata in canto e laureata in musicologia, Angela Nisi ha frequentato l’Accademia di recitazione del Teatro Stabile di Torino, diretta da Davide Livermore, e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Renata Scotto. Il suo repertorio spazia dai ruoli romantici e drammatici – come Violetta ne La traviata o Desdemona in Otello – a personaggi più lirici e delicati, fino a incursioni nella musica sinfonica e da camera. Ha calcato i palcoscenici di teatri importanti, dal San Carlo di Napoli al Maggio Musicale Fiorentino, collaborando con direttori come Antonio Pappano e Daniel Oren. All’attività artistica Angela affianca una costante ricerca, che l’ha portata a laurearsi in musicologia presso l’Università Tor Vergata di Roma. Accanto alla carriera artistica, porta avanti anche una dimensione di ricerca e divulgazione: ama condividere riflessioni su musica, canto e perfino discipline come lo yoga, che considera parte integrante della sua espressività. Tra le altre cose, oggi ci parlerà di un album fresco di stampa, pubblicato da Brilliant Classics: Porrino: I canti dell’esilio (Songs of Exile). Accompagnata da Enrica Ruggiero, la sua “pianista di fiducia”, con questo disco Angela Nisi esplora il repertorio inedito di un autore che merita decisamente di essere riscoperto, il compositore sardo Ennio Porrino.

    Prima emissione: 23 settembre 2025.

    48 min
  • Danjlo

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    Il nostro ospite di oggi è Danilo Turco, in arte Danjlo, polistrumentista, produttore, autore, sound designer e regista, con una carriera iniziata precocemente e che lo ha fatto conoscere come uno dei più eclettici e talentuosi artisti della sua generazione. Dalla sua partecipazione come sound designer al collettivo The Jackal dove, a soli 19 anni, ha dato un contributo fondamentale nella creazione dell’immaginario artistico che li ha resi famosi, alla scrittura per gli Almamegretta, per i quali ha scritto e composto alcuni brani contenuti in Senghe, ultimo album della band napoletana. Danjlo è passato attraverso collaborazioni che a vario titolo lo hanno visto partecipe a progetti con il Cirque Du Soleil, Frank Matano e Le Iene, e nel 2023 è tornato a produrre un lavoro da solista, il terzo, dal significativo titolo Post Internet. Ascolteremo quindi degli esempi della sua originale e a tratti inafferrabile poetica, come sempre tra una sorpresa e l’altra del nostro babilonico itinerario sonoro.

    Prima emissione: 26 novembre 2024

    45 min

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