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Chissà se, nell’architettare l’ultima prova di forza nei cieli d’Europa, Alexander Lukashenko ha valutato attentamente le conseguenze? Il dirottamento di un aereo Ryanair per arrestare il giornalista dissidente Roman Protasevich e la sua compagna (che si trovavano a bordo), permette di capire fino a che punto il presidente bielorusso - al potere da quasi 30 anni - è disposto ad andare per reprimere chi non lo vuole più.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: Joe Biden ha chiesto “un’indagine internazionale”, l’Unione europea ha prontamente ritirato i diritti di sbarco alla Bielorussia, ma ha anche imposto nuove sanzioni. Inoltre, il pacchetto economico da 3 miliardi di euro in investimenti pronto ad andare da Bruxelles in Bielorussia è stato congelato “finché la Bielorussia non diventerà democratica". Secondo la Fondazione Belarus Women nel Paese ci sarebbero 35'000 oppositori agli arresti, 258 prigionieri politici e 7 oppositori sono morti durante la loro detenzione.
Chi è dunque il giornalista 26enne attualmente in prigione a Minsk e rischia la pena di morte? Che cosa ha portato Lukashenko a compiere un tale gesto? L’appoggio, finora incondizionato, di Vladimir Putin ed il sostegno della Cina basteranno a garantirgli l’impunità? Cosa rimane delle proteste contro il voto di agosto 2020? Fino a che punto le sanzioni imposte mettono in difficoltà il paese? Quale sarà ora il ruolo della Russia?
Ne parliamo con:
Rosalba Castelletti, già corrispondente di la Repubblica a Mosca, è stata recentemente a Minsk;
Natalia Dulina, docente di italiano a Minsk, arrestata durante una manifestazione;
Francesco Giumelli, professore di relazioni internazionali all’Università di Groningen, Olanda;
Beda Romano, corrispondente da Bruxelles per il Sole24ore.
Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Chissà se, nell’architettare l’ultima prova di forza nei cieli d’Europa, Alexander Lukashenko ha valutato attentamente le conseguenze? Il dirottamento di un aereo Ryanair per arrestare il giornalista dissidente Roman Protasevich e la sua compagna (che si trovavano a bordo), permette di capire fino a che punto il presidente bielorusso - al potere da quasi 30 anni - è disposto ad andare per reprimere chi non lo vuole più.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: Joe Biden ha chiesto “un’indagine internazionale”, l’Unione europea ha prontamente ritirato i diritti di sbarco alla Bielorussia, ma ha anche imposto nuove sanzioni. Inoltre, il pacchetto economico da 3 miliardi di euro in investimenti pronto ad andare da Bruxelles in Bielorussia è stato congelato “finché la Bielorussia non diventerà democratica". Secondo la Fondazione Belarus Women nel Paese ci sarebbero 35'000 oppositori agli arresti, 258 prigionieri politici e 7 oppositori sono morti durante la loro detenzione.
Chi è dunque il giornalista 26enne attualmente in prigione a Minsk e rischia la pena di morte? Che cosa ha portato Lukashenko a compiere un tale gesto? L’appoggio, finora incondizionato, di Vladimir Putin ed il sostegno della Cina basteranno a garantirgli l’impunità? Cosa rimane delle proteste contro il voto di agosto 2020? Fino a che punto le sanzioni imposte mettono in difficoltà il paese? Quale sarà ora il ruolo della Russia?
Ne parliamo con:
Rosalba Castelletti, già corrispondente di la Repubblica a Mosca, è stata recentemente a Minsk;
Natalia Dulina, docente di italiano a Minsk, arrestata durante una manifestazione;
Francesco Giumelli, professore di relazioni internazionali all’Università di Groningen, Olanda;
Beda Romano, corrispondente da Bruxelles per il Sole24ore.
Modem su Rete Uno alle 8.20, in replica su Rete Due alle 19.25. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app: RSINews e RSIPlay

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