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Libro: L'etica della libertà
Autore: Murray N. Rothbard
Editore: Liberilibri
Anno di pubblicazione: 1982
Solitamente, i liberals preferiscono riservare l'appellativo di "diritti" a diritti "umani", come la libertà di parola, e in tale concetto non comprendono la proprietà privata.
E tuttavia è vero l'esatto contrario: il concetto di "diritti" ha senso soltanto se li si considera come diritti di proprietà. Infatti, non solo non esistono diritti umani che non siano al tempo stesso diritti di proprietà ma, se questi ultimi non rappresentano la norma alla quale rapportarsi, i diritti umani perdono il loro valore assoluto e la loro chiarezza, facendosi confusi e vulnerabili.
Iniziamo coll'affermare che i diritti di proprietà possono essere considerati identici ai diritti umani in due sensi: in primo luogo, la proprietà può derivare soltanto dalle persone, cosicché i loro diritti alla proprietà sono diritti che appartengono agli esseri umani; inoltre il diritto al proprio corpo, alla libertà personale, è un diritto alla proprietà della persona, oltre che un "diritto umano". Ma, e questo ha una maggiore importanza per il nostro esame, i diritti umani, quando non vengono espressi in termini di diritti di proprietà, si dimostrano vaghi e contraddittori, facendo sì che i liberals indeboliscano quegli stessi diritti in nome della "politica pubblica" o del "bene generale".
Estratto di Difendere l’indifendibile
Libro: Difendere l’indifendibile
Autore: Walter Block
Editore: Liberilibri
Anno di pubblicazione: 1976
Pur colpite da continue vessazioni le prostitute continuano i loro traffici con il pubblico. Il valore del loro servizio è comprovato dal fatto che la gente continui a cercarle, nonostante gli ostacoli di ordine sociale e legale.
Si può definire prostituta colei che si presta ad uno scambio spontaneo di servizi sessuali dietro pagamento. Ma la parte essenziale di questa definizione è proprio “scambio spontaneo”. La copertina di una rivista disegnata da Norman Rockwell parecchi anni fa illustrava l’essenza della prostituzione, se non il suo specifico. Ritraeva un lattaio e un pasticciere, in piedi accanto ai loro furgoni per le consegne a domicilio, intenti a consumare fette di crostata e latte. Tutti e due erano chiaramente soddisfatti del loro “scambio spontaneo”.
Tornano per il periodo estivo le fermate dedicate a estratti di libri importanti per comprendere le implicazioni economiche e politiche di Bitcoin.
Le fermate saranno sette, da sabato 3 agosto a sabato 31 agosto. Gli approfondimenti tradizionali riprenderanno mercoledì 4 settembre.
Libro: L’intelligenza del denaro. Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto
Autore: Alberto Mingardi
Editore: Marsilio
Anno di pubblicazione: 2013
Siamo tutti consumatori e siamo tutti produttori. Dovremmo avere una certa familiarità con il funzionamento di un’economia di mercato. Essa è frutto, secondo Adam Smith, di una propensione innata nella natura umana: «la propensione a trafficare, barattare e scambiare una cosa con l’altra».
Da punto di riferimento dell’informazione tecnologica ad agglomerato di luoghi comuni e banalità. Sembra essere questa la parabola discendente che ha visto protagonista Punto Informatico, noto blog di notizie focalizzate sulla tecnologia.
Nato nel 1996, negli anni Punto Informatico si è affermato tra le fonti leader per la nicchia di appassionati tech, costituendo una risorsa autorevole e aggiornata per notizie, recensioni e approfondimenti. Negli ultimi tempi, tuttavia, la qualità dei contenuti è andata via via declinando, in particolare per il macro-tema delle criptovalute.
Il recupero del mercato
Secondo Bitfinex il mercato bitcoin ha mostrato segnali di recupero, con il prezzo che ha raggiunto un massimo di $68.560 negli ultimi 39 giorni, registrando un incremento del 29% dal minimo locale del 5 luglio. La ripresa è stata segnata da cinque chiusure giornaliere consecutive in verde dal 12 al 16 luglio, indicando un forte slancio rialzista.
Uno degli eventi chiave che ha influenzato il mercato è stata la liquidazione completa di oltre 48.000 bitcoin da parte della Bundeskriminalamt tedesca - l’Ufficio federale della polizia criminale - che ha creato una pressione di vendita significativa. Tuttavia, il mercato ha assorbito il deflusso con la domanda, come ha dimostrato l’aumento del prezzo del 14% nei cinque giorni successivi: da $55.000 a $62.700. Ora Berlino è rimasta senza più alcun bitcoin, come evidenziato dall’agenzia di analisi on-chain Arkham Intelligence.
L'apoliticità non esiste. Tutto è politica.
Quando lo scrittore tedesco Thomas Mann scriveva queste parole non si riferiva di certo a Bitcoin. Eppure la citazione è estremamente attuale anche nella nostra nicchia, se così ha più senso definirla. Se un tema entra a gamba tesa nel dibattito elettorale della più grande potenza mondiale, gli Stati Uniti, può essere etichettato come “di nicchia”? La risposta la lascio a voi lettori.
In ogni caso, Mann aveva ragione proprio dal punto di vista letterale. Il termine “politica” è definito come il complesso delle attività che si riferiscono alla ‘vita pubblica’ e agli ‘affari pubblici’ di una determinata comunità. Dunque, davvero tutto è politica. Anche Bitcoin.
Tra gli addetti ai lavori era una notizia già nell’aria e negli ultimi giorni è arrivata l’ufficialità.
Relai, uno dei servizi più utilizzati in Europa per acquistare bitcoin senza la necessità di verificare la propria identità con le procedure di KYC, introdurrà queste ultime a partire dal 31 ottobre. L’azienda svizzera lo ha fatto sapere con un blog-post pubblicato sul proprio sito lo scorso 10 luglio.
Per rispettare la legge, ora dobbiamo richiedere la verifica per tutti gli utenti ed eliminare i limiti di non verifica. Anche se abbiamo cercato e sperato di trovare una soluzione diversa, questo cambiamento è necessario. Dopo il 31 ottobre, solo gli utenti verificati potranno utilizzare Relai. […] E’ sempre possibile recuperare la frase di backup di 12 parole e i bitcoin rimarranno al sicuro nella vostra custodia.
Il campo si restringe, dunque. Acquistare bitcoin senza lasciare nome, cognome, data di nascita, documenti d’identità, indirizzo, analisi del sangue e frammenti di Dna diventerà sempre più difficile. Ma le soluzioni ci sono e alcune sono sorprendentemente semplici anche per gli utenti meno tecnologici.
In questa fermata vediamo quali sono i servizi più popolari e affidabili sul mercato per comprare e vendere bitcoin senza le procedure di Know Your Customer, con i vantaggi e gli svantaggi di ognuno. L’ordine è del tutto casuale e non costituisce una differenza di qualità tra i servizi.
E’ tornata una volatilità significativa sul mercato nelle ultime settimane. Secondo Bitfinex sarebbe stata scatenata in gran parte dalla vendita di bitcoin da parte del governo tedesco. Quest’ultima, proveniente da confische legali, ha aggiunto una pressione di vendita sostanziale al mercato, contribuendo a un periodo di incertezza e fluttuazioni dei prezzi. La vendita ha riguardato circa $195 milioni in bitcoin.
* “I bitcoin non sono solo la nuova frontiera della tecnologia informatica applicata all’economia e alla finanza, ma anche strumenti per il riciclaggio e le transazioni illegali di mafie e terrorismo nel web" - Vincenzo Musacchio, criminologo, Rai News.
* “I limiti all’uso del contante rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione” - Bankitalia, Corriere.
* “Rialzare a € 5.000 il tetto al contante è una misura che favorisce il riciclaggio e il nero”, Franco Mirabelli, Domani.
Da anni l’immaginario collettivo, alimentato dalla stampa tradizionale, associa direttamente criptovalute e contanti al mondo del crimine e del riciclaggio. Bitcoin e criptovalute, per via della loro breve storia, hanno questo stigma quasi fin dalla loro nascita. Il contante, invece, ha assunto un’accezione sempre più negativa con il progressivo diffondersi dei pagamenti digitali dei circuiti tradizionali. Il tracciamento e la trasparenza apparentemente garantiti da POS e pagamenti telematici hanno conquistato il favore di politica, giornalisti e opinione pubblica con la promessa di un futuro con meno crimine e più legalità.
La cronaca, tuttavia, ci mostra una realtà molto diversa.
La Spagna ha un problema: genera troppa energia elettrica.
A raccontarlo è un recente articolo della BBC che spiega come i grandi investimenti in rinnovabili hanno portato il Paese iberico ad affrontare ora un eccesso di offerta di elettricità: la domanda non basta a consumare la corrente prodotta e questo è, notoriamente, un problema per le reti elettriche.
Lo squilibrio spagnolo: cresce l’offerta, non la domanda
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