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Mercato: una fase discendente
Il prezzo di bitcoin sta attraversando un momento di debolezza, sia su timeframe più lunghi (giornalieri, settimanali e mensili) sia su timeframe più brevi (da un minuto a 15 minuti di trading).
Secondo Bitfinex uno dei fattori chiave dietro questa debolezza è la significativa pressione di vendita.
Ci troviamo di fronte a una crisi del debito che colpisce soprattutto i Paesi del Sud del mondo, generando miseria e angoscia e privando milioni di persone della possibilità di un futuro dignitoso. Nessun governo può pretendere moralmente che il suo popolo soffra privazioni incompatibili con la dignità umana.
Serve una nuova architettura finanziaria internazionale che spezzi il ciclo del debito.
A pronunciare queste parole non è stato un dirigente bancario, un amministratore di un fondo d’investimento, un banchiere centrale o un ministro dell’Economia.
E’ stato Papa Francesco.
Come segnalato da National Catholic Reporter, lo scorso 6 giugno il Pontefice ha ammonito la platea di economisti che lo ascoltava circa la necessità di trovare un’alternativa al sistema finanziario tradizionale che oggi strozza le speranze di crescita e di riscatto di gran parte della popolazione mondiale.
La presa di posizione del Papa può sorprendere, ma solo fino a un certo punto.
Il mining di Bitcoin è inevitabilmente destinato a crescere.
Con la diffusione della tecnologia e l’enorme quantità di energia non sfruttata ancora da intercettare, gli incentivi puntano tutti verso un aumento estremamente significativo dell’industria nei prossimi anni.
Come molti di voi lettori ben sanno, l’incremento del mining implica inevitabilmente una crescita dell’hash rate, ossia la potenza computazionale espressa dal network. E a sua volta, con quest’ultima, è legittimo aspettarsi anche un aumento dell’energia utilizzata, anche se non perfettamente lineare per via dei progressi dell’efficienza di software e hardware specializzati nel tempo.
Quindi, no: il mining di Bitcoin non consumerà meno energia in futuro. Ne consumerà di più.
E questa è una buona notizia.
Dopo mesi di apatia e movimenti laterali dei prezzi, si stanno manifestando i primi segnali di una rinnovata attività speculativa nel mercato. Secondo Glassnode la maggior parte degli investitori in bitcoin sta mantenendo profitti non realizzati, con un rinnovato appetito per la speculazione dopo due mesi di scambi piatti.
Il Mercato degli hodler
Gli investitori di lungo termine, conosciuti per la loro pazienza e resilienza, stanno attualmente dominando il mercato. La fornitura di bitcoin detenuta per più di un anno è aumentata significativamente. Questo comportamento si riflette nei dati che mostrano una diminuzione della fornitura attiva di bitcoin negli ultimi 1 e 2 anni.
L'Idra è una delle creature più affascinanti della mitologia greca.
Descritta come un enorme serpente acquatico con molte teste, secondo il mito l'Idra abitava nelle paludi vicino a Lerna, un'antica città dell'Argolide. La leggenda narra che ogni volta che una delle teste dell'Idra veniva tagliata, al suo posto ne spuntavano due nuove, rendendo il mostro quasi impossibile da sconfiggere.
Come spesso accade, i concetti derivanti dalla mitologia possono trovare applicazioni anche nel mondo contemporaneo e le ultime settimane ne sono state un’ulteriore dimostrazione. L’Idra si può identificare anche nel mondo digitale e risponde al nome di Bitcoin.
Un rumor che innesca una riflessione. E’ davvero possibile?
Il riferimento è al tweet di Kyle Chasse, investitore in bitcoin della prima ora, secondo cui Donald Trump, in caso di elezione a novembre, potrebbe valutare l’ipotesi di utilizzare bitcoin per ridurre il debito pubblico statunitense.
David Bailey, Ceo di Bitcoin Magazine e consulente crypto per la campagna di Trump, ha rivelato che Trump ha chiesto informazioni sull'utilizzo di bitcoin per risolvere il problema del debito nazionale degli Stati Uniti. Il team di Bitcoin Magazine sta attualmente consigliando Trump sulla formulazione di una politica favorevole a Bitcoin e alle criptovalute.
La suggestione merita una riflessione, non prima però di aver fatto una premessa.
Sono due i temi di questo Bitcoin Report: lo stato attuale del mercato Bitcoin, con un quadro dettagliato delle recenti dinamiche di prezzo, e l'influenza delle decisioni macroeconomiche, in particolare quelle della Federal Reserve, sul mercato dei digital asset.
Sembra quasi che questa newsletter si stia trasformando in “Bitcoin Train - Edizione Stati Uniti”. Non temete, non è così, ma l’attualità impone di dedicare anche questa fermata, come tre delle ultime cinque, a Washington.
Oltreoceano si susseguono novità giorno dopo giorno in un dibattito pubblico in cui Bitcoin, insieme ai temi a esso associati, emerge sempre di più. Questa settimana è il turno di due scontri:
* Quello tra il Congresso e il governo sulla gestione dei cosiddetti digital asset.
* Quello tra il Comitato dei Servizi Finanziari e la Federal Reserve sul dollaro digitale.
Eventi contrastanti, la cui logica risponde a interessi diametralmente opposti, ma che trovano spazio in un Paese la cui divisione politica e ideologica è sempre più radicale: gli Stati Uniti.
Da una parte la criminalizzazione di strumenti finalizzati al miglioramento della privacy, dall’altra la spinta uguale e contraria di forze che vogliono rifarsi ai principi libertari dei padri fondatori americani.
Gli eventi a cui mi riferisco sono tre: il caso Tornado Cash, una lettera bipartisan in difesa dei servizi non-custodial e una legge in Oklahoma che dichiara la self-custody e il mining come diritti.
Un miliardo: Bitcoin ha recentemente toccato il record simbolico di transazioni on-chain.
Nonostante questo dato, sottolinea Bitfinex, la componente finanziaria non sembra passarsela benissimo nel breve periodo. La fase attuale è caratterizzata da una pressione di vendita che ha portato il prezzo da $65.000 a $60.000. L'analisi on-chain rivela che tale pressione proviene principalmente dai detentori a breve termine, ossia coloro che hanno mantenuto bitcoin per meno di 155 giorni. Questo tipo di investitori sta realizzando profitti a breve termine, mentre gli investitori a lungo termine sembrano rimanere fermi nelle loro posizioni.
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