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Le idee e le riflessioni qui presenti sono frutto del lavoro di Ivan Makendonski, capo del personale di Breez, con il quale ho collaborato per la stesura dell’articolo.
Intermediari, commissioni, tempi di attesa. I sistemi di pagamento tradizionali coinvolgono innumerevoli attori per completare un pagamento. La finalizzazione di una transazione nel mondo fiat, se raffigurata, potrebbe essere rappresentata con una serie di scatole cinesi del credito. Il credito che l'app fintech ha con le carte di pagamento, il credito che le carte hanno con le banche e il credito che le banche hanno con altre banche, con le quali eseguono settlement periodici per bilanciare le entrate e le uscite.
La possibilità di effettuare un settlement istantaneo cambia radicalmente gli scenari. Molti meno intermediari coinvolti, quasi nessun tempo di attesa e minor rischio di controparte. Quando il denaro lascia il mittente e arriva al destinatario in pochi millisecondi, il credito non diventa un elemento indispensabile.
Abbiamo già analizzato nella puntata precedente di questa serie come il settlement immediato reso possibile dal Lightning Network abbia il potenziale di rivoluzionare il settore edile. In questa puntata ci concentreremo sulla logistica.
I voti fanno gola.
Quando si tratta di aggiungere dei punti percentuali alla tabellina delle preferenze, i partiti politici non si fanno pregare. E’ quindi normale che anche un tema dipinto come controverso dalla stampa generalista possa diventare oggetto delle mire di politici alla ricerca di consensi.
E’ ciò che si sta iniziando a intravedere anche con Bitcoin. Parlamentari e candidati alle elezioni che flirtano con i concetti di separazione tra Stato e moneta, di scarsità, di privacy e di libertà individuale stanno spuntando un po’ ovunque e si stanno costruendo un’immagine Bitcoin-friendly nelle cerchie della comunità.
Affermare che non si è interessati alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come dire che non si è interessati alla libertà di parola perché non si ha nulla da dire.
Il whistleblower dell’NSA Edward Snowden pronunciava queste parole in un’intervista rilasciata nel 2015 al Guardian, dando vita a quella che sarebbe diventata una citazione iconica.
In Svezia una legge anti-corruzione faciliterebbe gli attacchi fisici ai detentori di criptovalute. L'importanza fondamentale della privacy per le libertà individuali.
Secondo un nuovo rapporto del Congressional Budget Office, la proposta di legge statunitense che permetterà di finanziare Israele per il conflitto in corso nella Striscia di Gaza, aggiungerà $26,8 miliardi al deficit di bilancio degli Stati Uniti.
Dall’11 settembre 2001 solamente le guerre condotte da Washington hanno causato tra le 897.000 e le 929.000 morti dirette, tra cui soldati, civili e oppositori. Considerando anche quelle indirette - indotte da malattie, distruzione di infrastrutture e altri fattori - l’ordine diventa quello dei milioni.
Nel mondo che gravita intorno a Bitcoin è ricorrente un detto: Make war unaffordable - Rendi la guerra inaccessibile. La frase si riferisce al fatto che in un ipotetico Bitcoin Standard sarebbe molto più complesso finanziare conflitti e guerre perpetue. In questa fermata proviamo a capire quanto di vero c’è nello slogan. Per farlo, però, serve prima rendersi conto di come oggi vengano finanziate le guerre.
Kakeibo.
In giapponese esiste un termine che indica un metodo molto diffuso per tenere sotto controllo le proprie spese. E’ tanto semplice quanto efficace: consiste nel segnarsi in un taccuino le entrate e le uscite economiche per non spendere più di ciò che si guadagna. La parola, pronunciata kah-keh-boh, significa letteralmente registro finanziario della famiglia.
L’esistenza di tale usanza non è un caso: la propensione al risparmio delle famiglie giapponesi è storicamente più elevata rispetto a quella di molte altre nazioni. Il Giappone è uno degli ultimi baluardi della cultura del risparmio.
Questa caratteristica ha contribuito a sostenere negli anni l'investimento interno e l'accumulo di capitale, fattori cruciali per lo sviluppo tecnologico e l'innovazione. La combinazione di questi aspetti con il fortissimo senso dell’etica del lavoro presente nel paese del Sol Levante, ha permesso al Giappone di diventare uno dei leader mondiali nel settore tecnologico, mantenendo però allo stesso tempo un profondo rispetto per le tradizioni e i valori culturali. L’isola nipponica è un esempio unico al mondo di bilanciamento tra progresso tecnologico e continuità storica.
La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano una regolamentazione della fiscalità legata al mondo delle criptovalute. Alcuni punti, tuttavia, non sono risultati chiari e la sensazione è che la norma sia stata scritta approssimativamente. Era quindi molto atteso da fiscalisti e addetti ai lavori il documento che fornisse chiarimenti, commenti e interpretazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Quel documento è arrivato lo scorso 27 ottobre: 118 pagine di pura passione. Per capire quali sono i punti chiave e - in particolare - qual è oggi la situazione fiscale delle criptovalute in Italia, ho parlato con Gigi Turla, educatore in finanza d’impresa e commercialista.
Quattro giorni di summit a Viareggio e due giorni di conferenza internazionale a Lugano. Se non geograficamente italiana al 100%, è stata pur sempre una Bitcoin Week italofona.
Il venture capital Fulgur Ventures, gestito da Oleg Mikhalsky, ha organizzato a Viareggio l’evento Build the Builders, dal 15 al 18 ottobre, riunendo in Toscana gli addetti ai lavori del mondo Bitcoin più attivi. Tra i nomi principali presenti all’evento Adam Back, Peter Todd, Samson Mow, Giacomo Zucco, Jimmy Song e Max Kaiser con Stacy Herbert. Non sono mancati poi sviluppatori e ricercatori coinvolti direttamente nello sviluppo di Stratum V2, RGB, Taproot e Lightning Network.
Dell’evento, tre pieni giorni sono stati dedicati a presentazioni e panel sullo stato di Bitcoin. Il protagonista indiscusso è stato evidentemente il lato tecnologico, con diversi dibattiti relativi ai protocolli in costruzione su Bitcoin e agli standard da condividere per rendere il processo di sviluppo, oltre che al funzionamento stesso dei vari servizi, più fluido.
Quella che sembrava una maratona si sta trasformando sempre più in una corsa sprint. Ormai non si parla d’altro che degli ETF spot su Bitcoin che potrebbero essere approvati a breve, complici una serie di concause che coinvolgono BlackRock, Grayscale, la SEC e la domanda di mercato. Si è arrivati persino alla manipolazione del prezzo tramite la veicolazione di fake news su testate di settore.
What a time to be alive. Andiamo con ordine.
Avanti con l’euro digitale. A stabilirlo è stata la banca centrale europea lo scorso 18 ottobre, che con un comunicato stampa ha annunciato la volontà di lanciare la fase di “preparazione” della tecnologia. La decisione arriva al termine dei due anni della fase di ricerca, in cui Francoforte ha selezionato vari player fintech nel settore dei pagamenti per ipotizzare il design della futura CBDC (Central Bank Digital Currency) comunitaria.
Anche la fase di preparazione, che partirà l’1 novembre 2023, durerà due anni e culminerà con la decisione definitiva relativa all’effettivo lancio dell’euro digitale. Se tutto dovesse procedere secondo i piani di Francoforte, il lancio definitivo della Cbdc avverrebbe tra fine 2025 e inizio 2026.
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Non potrà scalare, non tutti avranno un nodo, non tutti saranno in grado di aprire i propri canali, troppi pagamenti falliranno. Le critiche al Lightning Network nel 2023 hanno visto un’impennata difficilmente pronosticabile, soprattutto in una fase in cui lo sviluppo sta facendo passi da gigante nella risoluzione dei limiti del protocollo: lo splicing, il miglioramento dei Lightning Service Provider, multi-party channel e multi-channel open, vanno tutti nella stessa direzione: l’ottimizzazione dell’esperienza utente per rendere l’utilizzo non-custodial del Lightning Network alla portata di tutti.
Critiche interessate
Nonostante questo, negli ultimi mesi Twitter è stato un trionfo di funerali al layer-2 guidato in particolare da due capi branco: Burak, l'ideatore del protocollo Ark, e Paul Sztorc, promotore delle Drivechain tramite le Bitcoin Improvement Proposal 300 e 301. Entrambe le proposte - seppur estremamente diverse tra loro sia in quanto a design che in quanto a sviluppo (Ark, di fatto, non esiste ancora, mentre BIP300 e BIP301 sarebbero pronte da implementare) - propongono delle soluzioni al problema della scalabilità di Bitcoin alternative al Lightning Network.
Per questo negli ultimi mesi sia Burak che Sztorc hanno impiegato tempo e risorse per alimentare una campagna di discredito del Lightning Network, mettendo in luce le proprie proposte come alternative più efficaci.
La settimana del 9 ottobre, tuttavia, è stato pubblicato il report sullo stato del Lightning Network da parte di River Financial: i dati mettono a tacere le critiche strumentali.
La crescita del Lightning Network
Gran parte del report di River mette a confronto lo stato della rete ad agosto 2023 con quello ad agosto 2021. Nei due anni presi in considerazione il volume di ricerca su Google per il termine “Bitcoin” è diminuito del 45% e il prezzo è calato del 44%. L’interesse, quindi, è andato scemando. Nonostante ciò, la crescita è stata vertiginosa.
Le transazioni
Il primo capitolo del report è dedicato alle transazioni.
Sulla base dei dati forniti dagli operatori dei nodi che comprendono il 52% della capacità pubblica della rete, River stima che lo scorso agosto siano avvenute circa 6,6 milioni di transazioni Lightning.
Il dato rappresenta un aumento del 1.212% rispetto allo stesso mese del 2021, in cui si è stimato fossero stati effettuati 503.000 pagamenti.
6,6 milioni di transazioni in un mese significa 2,5 transazioni al secondo, contro le 0,2 di agosto 2021. La media on-chain è di 4,4 transazioni al secondo: il Layer-2, nato nel 2018, processa l’equivalente della metà delle transazioni del Layer-1, nato nel 2009. Non male come risultato.
Il volume totale delle transazioni lo scorso agosto è stato di circa $78,2 milioni, con un importo medio di 44.700 sats, quasi $12. Ad oggi si contano 16.000 nodi pubblici e circa 70.000 canali pubblici sul Lightning Network.
L’ecosistema
Il report mappa un totale di 173 aziende coinvolte nell’ecosistema Lightning. Le società sono distribuite in 28 categorie diverse, tra cui wallet, exchange e servizi di routing.
Un limite all’adozione del Lightning Network è certamente la tendenza del pubblico a mantenere i propri bitcoin sugli exchange. Secondo il report tra il 70% e l’80% degli utenti si affida alle piattaforme centralizzate, non venendo a contatto con Lightning fino a quando queste non decidono di implementarlo. Dal 2018, 26 exchange hanno integrato il Lightning Network.
Casi d’uso
Bitcoin: riserva di valore
Secondo il report, la funzione principale di Bitcoin al giorno d'oggi è quella di riserva del valore. Solo l’11% degli utenti utilizzerebbe Bitcoin già come mezzo di scambio. La narrativa dell’oro digitale è dunque prevalente ed è normale che sia così: la naturale evoluzione della moneta prevede in primis la funzione riserva di valore, per poi raggiungere quella di mezzo di scambio e, infine, quella di unità di conto.
Lightning: gaming, tips e micropagamenti
Il report esamina anche i principali casi d'uso che stanno emergendo sul Lightning Network. Gran parte delle transazioni viene effettuata nel mondo del gaming, dell’e-commerce, dei micropagamenti per la fruizione di contenuti in streaming e dei prelievi e depositi da e verso4 exchange.
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