Siamo nel bellissimo borgo di Barolo, in provincia di Cuneo, Piemonte.
Molto tempo fa, le popolazioni celtiche di passaggio chiamarono questa località “bas reul”, luogo basso, ma col passare dei secoli il nome cambiò fino a divenire Barolo. Oggi, questo borgo medievaleggiante, conosciuto principalmente per l’omonimo vino che produce, è dominato dal Castello della Volta, un’antica roccaforte che custodisce una leggenda popolare.
Si racconta che, all’inizio del XIV secolo, il castello fosse da poco diventato proprietà dei marchesi Falletti, una famiglia che vantava grandi ambizioni di espansione in quella zona. Avendo da poco concluso una guerra contro la famiglia Visconti, i Falletti decisero di celebrare la vittoria e organizzarono dei festeggiamenti talmente sfarzosi da richiamare le genti delle città limitrofe.
I marchesi fecero allestire delle grandi griglie nella piazza del paese e macellarono maiali, buoi, capretti, conigli e galline per sfamare i partecipanti.
Contemporaneamente, al castello, i Falletti organizzarono una festa riservata alla nobiltà locale. Numerose carrozze arrivarono da fuori e nella rocca si riversarono cavalieri e dame, religiosi e signorotti locali, artisti e mecenati. C’erano talmente tante persone che lo spazio nel castello non era sufficiente per ospitarle tutte: i Falletti dovettero attrezzare una tavolata nell’ampio cortile per trovare posto agli invitati.
I festeggiamenti si protrassero per una giornata intera, colma di ebbrezza e allegria, ma, al crepuscolo, comparvero dei nuvoloni neri all’orizzonte. Il cielo si oscurò di colpo e, nel giro di pochi minuti, un violento temporale si abbatté su Barolo.
Gli ospiti corsero al riparo e si stiparono nella Sala della Volta, l’unico salone che poteva accoglierli tutti, a patto che stessero in piedi. Nonostante fosse luglio, la servitù accese il camino della sala, così che gli abiti bagnati potessero asciugare, e i camerieri portarono vino cotto e speziato per riscaldare i partecipanti. Tutti ne bevvero in abbondanza, anche le dame, e presto furono ubriachi che si abbandonarono ad una incontrollata lussuria.
Allora, per punire tanta scelleratezza, Dio fece crollare la volta del salone, seppellendo tutti i partecipanti.
Udendo il frastuono proveniente dal castello, gli abitanti accorsero preoccupati. Trovarono la rocca vuota e, vedendo le macerie nel salone, intuirono quanto era successo. Così gli uomini si rimboccarono le maniche e rimossero travi e calcinacci, ma sotto non trovarono traccia né dei nobili, né dei Falletti.
Misterioso e affascinante, ancora oggi il castello racchiude molti segreti. Prendetevi un pomeriggio per visitarlo - non ne rimarrete delusi - e, alla sera, potrete proseguire la vostra visita nel borgo, magari degustando un calice di vino in una delle tante enoteche del borgo.