Borghi Fantastici - MITUR

Borghi Fantastici - MITUR

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Borghi Fantastici - MITUR episodes

  • Atessa (CH) - La costola del Drago
    In Abruzzo, nella Comunità Montana Valsangro, sorge Atessa. Un antico borgo di circa diecimila anime, un tempo feudo di varie famiglie nobiliari. Atessa conserva ancora una struttura medioevale e il paese si distribuisce sul suo colle creando una suggestiva forma di mezzaluna.
    Porta San Michele, Porta Santa Margherita, l’Arco ‘Ndriano sono gli storici punti di accesso al centro del paese. Dove ci si può perdere, tra antichi palazzi Settecenteschi, passeggiando lungo vicoli, stradine, scalinate, piazze, e visitando la Chiesa di Santa Croce, quella di San Pietro, il Museo Sassu, ma soprattutto il Duomo di San Leucio.
    Se pensate che le leggende siano solo fantasia, nel Duomo di San Leucio, potreste ricredervi. All’interno della chiesa, in un reliquiario, è custodita, ascoltate bene, una costola di Drago. E il Duomo di San Leucio sorge proprio sopra alla caverna del Drago. Ma niente paura, ormai il Drago è morto, dicono che l’abbia ucciso San Leucio stesso che, con un gesto eroico, ha salvato la vita agli abitanti di Atessa.
    Infatti, attorno al 400 dopo Cristo, il paese di Atessa era diviso in due parti Ate e Tixia. I due villaggi erano separati da una valle paludosa, attraversata da due fiumi, l’Osente e il Pianello. In mezzo agli acquitrini, tra la foschia e la melma della palude, viveva un temutissimo Drago. Quella creatura mostruosa faceva sparire pecore, agnelli, bestiame, tutto finiva tra le sue infuocate e affamate fauci. Il Drago inghiottiva persino gli uomini.
    Gli abitanti di Ate e Tixia avevano il terrore scolpito in volto ogni volta che erano obbligati ad attraversare la valle del Drago. Per questa ragione erano soliti guardarsi solo da lontano, senza potersi sfiorare, senza che le loro parole potessero riuscire a colmare quella pericolosissima distanza.
    Un giorno nella valle, arrivò Leucio d’Alessandria d’Egitto, vescovo di Brindisi, ed entrò direttamente nella caverna del Drago, senza paura. Si diceva addirittura che ne avesse già ucciso un altro, tempo prima. Per tre giorni, quell’impavido uomo, che diventerà santo con il nome di San Leucio, diede da mangiare alla bestia. Quando il mostro fu sazio, San Leucio lo incatenò. Poi, con un affondo della spada, lo uccise.
    Mentre il sangue colava, San Leucio lo raccolse per utilizzarlo per guarire gli uomini dalle malattie. Prima di abbandonare il corpo del Drago, però, egli ne estrasse una costola, per donarla agli abitanti di Ate e Tixia, in ricordo di quel giorno glorioso. Grazie a questo gesto, finalmente, gli abitanti poterono unirsi e vivere tutti insieme nel paese di Atessa.
    Ora, una costola enorme è custodita nel Duomo del paese e pare che il solo guardarla renda forti.
    Una cosa è certa, il Drago per fortuna non ingurgitò tutti i fichi secchi della zona. Infatti ogni anno, a fine agosto, si celebra una delle eccellenze di Atessa, il Fico Reale. Storica leccornia e presidio slow food.
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  • Civitella del Tronto (TE) - Il crocevia dei misteri
    C’è un borgo, situato nell’entroterra abruzzese, che cela tra le sue mura una moltitudine di leggende e segreti. Si tratta di Civitella del Tronto, paese ricco di arte e storia, un tempo città-vedetta del Regno di Napoli.
    Civitella del Tronto è un susseguirsi di edifici storici che arricchiscono di fascino e suggestione l'intricato dedalo di piazze e vicoli che la compongono. Passeggiando per il borgo è possibile imbattersi nella “Ruetta", la via più stretta d'Italia, larga appena 40 centimetri; o visitare la mastodontica Fortezza borbonica, ultima roccaforte a cadere davanti all’esercito piemontese.
    Civitella del Tronto è un vero e proprio crocevia di misteri.
    Il più famoso è stato rinvenuto nel 1971, durante uno scavo archeologico vicino alla Grotta di Sant’Angelo. Gli archeologi rinvennero lo scheletro di una donna gigantesca, alta più di due metri e dieci. Era stata sepolta con le braccia incrociate sul petto e stringeva a sé un oggetto insolito: una sorta di mazza forgiata con ferro e rame, munita di una estremità uncinata avvolta in una rete metallica.
    Grazie agli esami successivi si scoprì che la gigantessa di Civitella, che aveva un’età compresa fra i ventidue e i venticinque anni, presentava una profonda frattura cranica, chiaro segno di una morte violenta.
    Gli studiosi si sono a lungo interrogati su questo ritrovamento, ma non sono ancora riusciti a scoprire chi fosse quella donna altissima, né come o perché fu uccisa. Forse non lo sapremo mai.
    Un’altra stranezza che caratterizza Civitella del Tronto sono gli strani lamenti e sospiri che provengono dal “Pozzo del Suicida”, luogo in cui si è tolto la vita un giovane negli anni ‘70. Un team di acchiappa fantasmi ha svolto in loco delle indagini sul paranormale, senza però trovare effettivi riscontri di quanto affermano gli abitanti.
    Ma non è finita qui! Altre indagini hanno interessato un antico lavatoio conosciuto come la “Fonte Vecchia”. Secondo alcuni archivi, durante il medioevo, ci sarebbero state delle aggressioni ai danni delle lavandaie da parte di un branco di “lupi mannari” che le costrinsero ad abbandonare la Fonte. Purtroppo, anche in questo luogo, non sono stati registrati dati a supporto di questo racconto.
    Sembra perciò che Civitella sia restia a svelare i suoi segreti.
    Noi vi consigliamo comunque di visitarla. Tra un giro per il borgo e un piatto di ceppe al ragù - leccornia tipica del posto - potreste imbattervi nella soluzione di uno di questi misteri.
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  • Massa d’Albe (AQ) - I due Soli
    Massa d’Albe è la meta perfetta per gli appassionati di storia e archeologia. In questo borgo, situato nell’Abruzzo, è infatti possibile visitare i resti del borgo medioevale fortificato di Albe Vecchio, il castello Orsini e la chiesa di San Pietro d'Albe, edificata sulle rovine di un precedente tempio dedicato ad Apollo, di cui conserva ancora testimonianze scultoree.
    Prima di Massa d’Albe e di Albe Vecchio, tuttavia, vi era in questa zona una cittadina di nome Alba Fucens. Venne fondata da Roma come colonia di diritto latino e i suoi resti sono emersi soltanto di recente.
    Gli scavi hanno riportato alla luce la struttura tipica di un forte romano, composta da una griglia di cardi e decumani. Percorrendone la strada principale è possibile ammirare le ben conservate mura difensive, i resti del teatro cittadino, e una domus romana con i caratteristici muri a secco e mosaici.
    Immaginatevi come doveva essere viva e brulicante questa città durante la sua epoca d’oro. Ed è proprio in quel periodo, nel 206 avanti Cristo, che si verificò il cosiddetto “prodigio dei due soli”, raccontato da Tito Livio, storico dell’epoca.
    Secondo gli scritti di Tito Livio, nel cielo di Alba Fucens, una mattina, sorsero due soli gemelli.
    La popolazione, intimorita, scambiò quello strano evento per un presagio nefasto, e perciò in molti abbandonarono la cittadina.
    Oggi, tuttavia, grazie alle moderne scoperte scientifiche siamo in grado di dare una spiegazione a questo evento straordinario, che ha anche un nome tecnico: halo, o parelio.
    Si tratta di un fenomeno ottico atmosferico dovuto alla rifrazione della luce solare da parte di piccoli cristalli di ghiaccio sospesi nell'atmosfera, che creano l’illusione di un doppio sole.
    È un evento rarissimo, che difficilmente si ripete nello stesso posto. Ma improbabile non vuol dire impossibile. Perciò, quando visiterete il borgo di Massa d’Albe, tenete d’occhio il cielo, perché magari, anche solo per un momento, potreste vedere il sole sdoppiarsi.
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  • Rocca Calascio (AQ) – La scultura di San Michele armato
    In origine Rocca Calascio era una grande torre d’avvistamento fortificata. Poi, col trascorrere del tempo, le crebbe attorno un borghetto, che però venne presto abbandonato dai suoi abitanti. Fu solo a partire dagli anni ’80 che venne recuperato, e oggi, passeggiandovi, potrete incontrare i suoi primi residenti dopo secoli di abbandono.
    Rocca Calascio si trova nel cuore dell’Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, luogo di partenza ideale per bellissime escursioni. Dalla cima del borgo lo sguardo si perde nel paesaggio selvaggio e mozzafiato fino ad approdare all’inconfondibile profilo della locale fortezza medievale.
    Questa antica struttura, costruita in pietra bianca a conci squadrati, è composta da un mastio centrale protetto da una cerchia muraria e da quattro torri d’angolo. Un tempo vi si accedeva da un ponte levatoio in legno; adesso, invece, si entra superando una semplice rampa. La costruzione è talmente suggestiva da aver attratto l’interesse di molti registi. Tra queste mura, infatti, sono stati girati numerosi film come “Lady Hawke”, con Michelle Pfeiffer e Rutger Hauer, o “Il nome della rosa” con Sean Connery.
    Nelle vicinanze del castello si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un edificio religioso di grandi dimensioni, se si considera l’esiguo numero di case nel borgo. La chiesa, probabilmente fondata su una edicola rinascimentale, conserva al suo interno un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa ed una scultura di San Michele armato.
    Si dice che questa scultura avesse lo scopo di proteggere gli abitanti dagli attacchi degli uomini-lupo che abitavano sui monti circostanti. Sembra infatti che, nel medioevo, fossero avvenuti svariati attacchi ai danni dei viandanti che transitavano da qui; attacchi che erano stati ricondotti non ad animali normali, bensì ai servi del Maligno.
    Oggi questi fatti sono stati smentiti dalla ricerca storica, ma è anche vero che i lupi hanno ripopolato la zona e non è inusuale imbattersi in loro se ci si spinge in alto sui monti. Se però rimarrete a valle, potrete godervi un trekking senza preoccupazioni. E non temete gli uomini-lupo, perché su di voi veglierà San Michele armato.
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Borghi Fantastici, la guida fantasy ai Borghi Italiani, è il progetto vincitore del Contest Viaggio in Italia promosso dal Ministero del Turismo in collaborazione con Invitalia.

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