Montechiarugolo è un paese adagiato sulle terre che si estendono tra la città di Parma e quella di Reggio Emilia. A pochi passi dal fiume Enza, il comune si compone di varie frazioni ma il vero cuore di Montechiarugolo è un piccolissimo borgo, un centro storico medioevale racchiuso da mura di cinta e sorto attorno a un maestoso Castello. Nel borgo, le case colorate restituiscono ancora l’atmosfera di un villaggio antico, di quando uomini a cavallo attraversavano quelle stradine ed entravano nel Castello da uno dei due ponti levatoi.
Il Castello è tuttora circondato da un fossato, che nei secoli addietro ostacolava l’accesso dei nemici e, allo stesso tempo, proteggeva gli abitanti della fortezza. Eppure, non è possibile evitare in eterno il destino che accomuna tutti gli uomini. Lo raccontano persino le leggende. Prima o poi, arriva al cospetto di chiunque quella figura che conduce nell’aldilà. Non è detto sia vestita di nero e con la falce in mano, potrebbe comparire vestita di bianco, sotto le spoglie di una fanciulla affascinante, la più leggiadra di tutte, proprio come apparve la Fata Bema.
Correva l’anno 1593, il castello di Montechiarugolo era governato dalla famiglia dei Torelli. Pomponio Torelli era un uomo di grande cultura, umanista e mecenate, ed era solito ravvivare la vita del borgo con feste a cui partecipavano tutti i paesani. Un giorno, si presentò alla festa anche una giovane donna molto bella, di nome Bema. Era una forestiera e faceva l’indovina: la donna, infatti, era capace di leggere il futuro. Gli abitanti del villaggio si misero subito in fila, per salire sul palchetto e lasciarsi predire il proprio destino. A loro si aggiunse anche Pio Torelli, il figlio di Pomponio. Quando Bema lesse la mano del bambino, il responso non fu affatto lieto: “"Vedo un lago di sangue, su cui galleggiano nobili teste e vedo anche il capo di questo bambino".
Udite queste parole, il Duca di Parma Rabuccio I Farnese fece catturare l’indovina tuttavia, grazie all’intercessione di Pomponio Torelli, Bema fu presto liberata, a patto che non lasciasse mai più Montechiarugolo. Così, la fanciulla entrò a far parte della corte e Pio Torelli, ormai cresciuto, un giorno la chiese in sposa. Ma Bema rifiutò, aveva umili origini, inconciliabili con quelle della Signoria del Castello. Pio Torelli, assai triste e tormentato, si allontanò dalla fanciulla e si rifugiò a Parma, proprio dal Duca Rabuccio. E, proprio qui, egli cadde nei sotterfugi del nobile, fu tradito da quell’uomo scaltro che, assetato di potere, fece decapitare Pio nella pubblica piazza. Quella morte realizzò, purtroppo, la profezia dell’indovina e le distrusse anche il cuore. Bema in realtà amava Pio Torelli e, seppur addolorata per la perdita, come aveva promesso, rimase a Montechiarugolo. Un giorno, ormai anziana, Bema scomparve dal villaggio. Il suo corpo fu ritrovato molto tempo dopo, mummificato, nelle segrete del castello. Accanto al corpo giaceva un foglietto in cui era scritto: “Della Bema questo è il corpo, chi felice viver vuole non lo tolga dal suo letto".
Oggi, quel corpo è ancora lì, visibile all’interno del Castello. Si narra, che il fantasma di Bema compaia tra le strade del borgo a maggio, nel giorno dell’uccisione di Pio. Si aggira con fare gentile, senza spaventare nessuno. Bema va incontro alle giovani donne, sorride e le protegge come fosse una Fata, soprattutto quando è sera, magari il giorno prima delle nozze.