Torcello è un’isola, situata nella parte nord-orientale della Laguna di Venezia. Si raggiunge in 5 minuti di traghetto dalla vicina Burano. L’isola di Torcello rappresenta il primo insediamento umano dell’intera laguna ed è un luogo davvero suggestivo. Consente di immergersi in un ambiente naturale, silenzioso, ricco di arte e dalle origini antichissime.
Appena sbarcati, una piacevole passeggiata, che costeggia l’acqua, permette di raggiungere la piazzetta del paese, dopo aver attraversato un ponte senza sponde, detto il Ponte del Diavolo. In piazza, si trovano il Palazzo del Consiglio, in stile gotico, e il Palazzo dell’Archivio. Qui è ospitato il Museo di Torcello, in cui sono conservati numerosi reperti di epoca latina, bizantina e medievale. A pochi passi di distanza, si trova la Basilica di Santa Maria Assunta la quale, con i suoi mosaici dorati, mostra l’unione preziosa tra arte e spiritualità. Tra la Basilica e i resti del Battistero, c’è la Chiesa di Santa Fosca, adornata esternamente da un elegante porticato.
Proseguendo il cammino, arrivati nello spiazzo adiacente i due edifici sacri, vi accoglierà una poltrona in pietra, che cela una storia molto curiosa. Provate pure a sedervi sopra, potrebbe capitare di sentirvi forte come un potente guerriero, come il temuto Attila, detto il Flagello di Dio. Stiamo infatti parlando del Trono di Attila.
Secondo una storia, nel 452 Attila, il re degli Unni, guidò i suoi guerrieri alla conquista dell’entroterra veneto, dopo aver già raso al suolo diverse città friulane. In breve tempo, si diffusero le voci dell’avanzata degli Unni. Fu seminato terrore tra gli abitanti, soprattutto da chi aveva assistito alle feroci gesta di quegli uomini venuti dalla steppa. Gli abitanti di Altino non rimasero ad attendere l’invasione, scapparono in mare e raggiunsero l’isola di Torcello. Attila li inseguì, e anche lui arrivò con i suoi uomini sull’isola. Allora forse, stanco di squarciare corpi a destra e manca, decise di sedersi proprio su quel possente trono di pietra.
E proprio da lì, quell’uomo con le braccia forzute, che incuteva paura persino con lo sguardo, si concesse fiumi di vino, brindando con i suoi uomini, immerso nel divertimento di feste organizzate in suo onore. Come in uso presso la steppa, i pasti si componevano di radici e carne cruda, su piatti di legno. Ma presto, gli Unni, rifocillati, ripresero le loro conquiste e abbandonarono l’isola.
Torcello rappresentò il primo insediamento della civiltà nella laguna, ed ora mantiene il fascino di un’isola sospesa nel tempo, con il campanile dell’anno 1000 che si staglia verso l’alto e che diventa contrappunto perfetto, nel profilo pianeggiante di quelle terre sull’ acqua.