Triora è un piccolo borgo, arroccato su un’altura di 800 metri. Il paese è immerso tra le foreste, ai piedi delle Alpi Liguri, nella suggestiva Valle Argentina. Il centro storico di Triora conserva ancora le mura medioevali, le torri difensive e i resti del vecchio castello. Camminando tra i vicoli stretti, chiamati carrugi, si incrociano piccole piazze e punti panoramici ma, soprattutto, si respira l’atmosfera di un tempo passato, tanto suggestivo quanto misterioso. Un tempo legato alla tradizione contadina, agli antichi mestieri del borgo e alle pratiche della stregoneria. Triora è conosciuto da secoli come il borgo delle streghe.
La storia che raccontiamo si svolge alla fine del 1500. i contadini di Triora lavoravano ogni giorno, duramente, quella terra fertile che da sempre regalava loro raccolti abbondanti, e per questo era definita il granaio della Repubblica di Genova.
Eppure, per tre anni consecutivi, accadde qualcosa di inaspettato, che sconvolse la vita della popolazione. Smise di piovere per intere settimane. La terra si seccò a poco a poco, i campi diventarono aridi, il grano non crebbe più. Il bestiame morì e la gente iniziò a patire la fame e le pestilenze. Quelli furono gli anni di una gravissima siccità.
Ma quel che è peggio è che a stomaco vuoto, e stanco dei soprusi dei più ricchi, il popolo perse completamente il lume della ragione. Iniziò allora il periodo più cupo della vita di Triora, in cui tutti gli abitanti parteciparono ad una maledetta caccia alle streghe.
Si diffusero la superstizione, i sospetti, le dicerie per trovare coloro che venivano ritenute responsabili di tutte quelle sofferenze. Così il podestà fece arrestare almeno venti donne. In realtà, saranno state più di duecento, convinto com’era che se non pioveva, era colpa loro. Se il grano non cresceva, era colpa loro. Se la gente moriva, era sempre colpa di quelle donne, perché tutti, non solo lui, credevano che fossero delle streghe. Furono accusate di aver siglato un patto con il diavolo, di aver compiuto sortilegi e malefici, persino di aver giocato a palla con i bambini in fasce, lanciandoli da un albero all’altro.
Anche se le accuse erano tutte incredibili e assurde, le donne vennero ugualmente imprigionate e subirono le più atroci torture. Alcune di loro cercarono di fuggire, gettandosi dalla finestra, altre non sopravvissero, come una donna dal nome Isotta Stella.
Il palazzo Stella, situato nel cuore del piccolo borgo di Triora, oggi ospita proprio il Museo Etnografico e della Stregoneria, dove è possibile conoscere la triste sorte subita dalle streghe.
E ogni anno, in ricordo di quelle povere fattucchiere, che in verità non avevano colpa di nulla, a Triora si svolge Strìgora. La festa che immerge il borgo in un’atmosfera d’incanto, magica e grottesca.