Il borgo di Gradara è un gioiello medioevale, perfettamente conservato. Si erge su un colle, ed è protetto da una doppia cinta muraria, tanto imponente quanto armoniosa. Varcate quelle fortificazioni, ci si immerge in un’atmosfera suggestiva e si arriva al cospetto del Castello. È una Rocca maestosa, con ponti levatoi, passaggi segreti, sale sfarzose e prigioni, nei sotterranei del mastio. Tra le mura del Castello di Gradara, hanno vissuto prestigiose famiglie nobiliari, del Medioevo e del Rinascimento, come i Malatesta, i Borgia, gli Sforza e i Della Rovere.
Tutto il borgo ancora riecheggia di una storia secolare, fatta di guerre, intrighi, conquiste, ma anche di amori e tragiche leggende. Come quella di Paolo e Francesca.
Francesca da Polenta era una fanciulla in età da marito. Suo padre, Guido Minore da Ravenna, decise di dare la mano della figlia a Giovanni Malatesta, detto Giangiotto o Gianni lo Sciancato, per via di una gamba che lo rendeva zoppo. Come d’uso all’epoca, il matrimonio era combinato. Ma per evitare le possibili resistenze di Francesca, il padre osò di più e organizzò il matrimonio per procura. Francesca, quindi, ignara di tutto, il giorno del matrimonio trovò all’altare Paolo, il fratello di Giangiotto, detto Il Bello. Fu una grande gioia! Ma il tempo della felicità non durò a lungo.
La prima notte di nozze, Francesca vide Giangiotto tra le lenzuola e così scoprì l’inganno. Ma la novella sposa non poté far più nulla, ormai aveva detto sì. I due presto si trasferirono nel castello di Gradara e la fanciulla visse in quelle stanze, come una sposa sconsolata.
Paolo invece non si rassegnò. Dal giorno di quel finto matrimonio, provò una fitta al cuore. Era il rimorso per l’inganno a cui si era prestato, misto a un vero sentimento d’amore, per la bella Francesca divenuta sua cognata.
Così Paolo prese a frequentare la Rocca, con la scusa di dover governare dei terreni intorno alla fortezza. E di giorno in giorno gli incontri con Francesca divennero degli incontri d’amore segreti.
Ma qualcuno se ne accorse.
Malatestino dall’Occhio, fratello anche lui di Paolo e Giangiotto, aveva un occhio solo ma con quello vedeva fin troppo bene. Malatestino rivelò, dunque, gli incontri degli amanti a Giangiotto. E quello, tradito ma per primo traditore, accecato dalla gelosia, decise di nascondersi in un passaggio segreto.
“Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse” racconta Dante, nel V canto dell’Inferno.
Paolo e Francesca infatti erano intenti a leggere un libro, quando Giangiotto apparve all’improvviso da una botola e, vendicativo come era, trafisse, in un colpo solo, i due amanti.
Chi oggi visita il Castello di Gradara ed entra nella camera di Francesca, può vedere il leggio su cui poggiava quel libro galeotto. Ci piace vedere in questa triste storia l’invito a perdersi, insieme con la persona amata, tra le righe di una poesia, dove il sentimento puro può durare davvero per l’eternità.