13 luglio 1979, lungotevere Arnaldo Da Brescia. Un cinquantaduenne in abiti borghesi è alla guida della sua vettura, sta andando in ufficio. Per lui è uno degli ultimi giorni di lavoro al servizio dello Stato: lo attendono la pensione e un incarico, già accettato, da direttore della vigilanza e della sicurezza di una grande azienda farmaceutica. Prospettive che non si realizzeranno mai perché alle spalle della sua auto c'è un veicolo con a bordo un commando brigatista che è lì per ucciderlo. A distanza di quasi mezzo secolo l'omicidio del tenente colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, già confidente di Mino Pecorelli e del generale Dalla Chiesa, resta un caso non del tutto risolto, con zone d'ombra che toccano la Banda della Magliana, il sequestro Moro e la P2.
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