Ora nessun dubbio: l’Iran andrà a giocare il Mondiale in programma dall’11 giugno al 19 luglio, ma lo farà avendo come ritiro la sede di Tijuana, in Messico, a pochi km da San Diego, ma non più Tucson, in Arizona. Dunque la Federazione della nazione asiatica, avevano continuato ad avere non pochè perplessità.
L’incolumità dei giocatori
Fondamentale questo fattore, ma anche quello dei giornalisti inviati e i sostenitori della nazionale di un Paese più discusso ad oggi rimane l’obiettivo primario da salvaguardare. “Parteciperemo sicuramente alla Coppa del Mondo 2026, ma i paesi ospitanti devono tenere conto delle nostre preoccupazioni“, ha fatto sapere la Federazione sul suo sito ufficiale. In merito il presidente Mehdi Taj non hanno lasciato dubbi: “I giocatori della nazionale ai Mondiali rappresenteranno il popolo, i combattenti del paese, il leader (Supremo Mojtaba Khamenei ndr) e il paese. La nostra nazionale è una squadra nazionale di calcio in tempo di guerra, pilastro di autorità e resistenza“.
Il girone dell’Iran
La nazionale è stata sorteggiata nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. La sua prima partita del girone sarà contro gli All Whites il 15 giugno al SoFi Stadium di Los Angeles, prima di affrontare Belgio ed Egitto.
Italia fuori dal mondiale ma club italiani rappresentati da giocatori che militano nel nostro campionato
Sono diversi i calciatori (che militano nella nostra Serie A e non solo) già convocati dalle rispettive nazionali per i Mondiali 2026. Le liste ufficiali iniziano a delineare. Ecco la situazione al momento:
Atalanta: Hien (Svezia), Kolasinac (Bosnia), Kossounou (Costa d’Avorio), Pašalić (Croazia)
Bologna: Moro (Croazia), Ferguson (Scozia), Freuler (Svizzera), Heggem (Norvegia)
Cagliari: – Nessuno
Como: Baturina (Croazia)
Cremonese: Thorsby (Norvegia)
Fiorentina: Pongračić (Croazia)
Genoa: Østigård (Norvegia)
Inter: Thuram (Francia), Bonny (Costa d’Avorio), Sučić (Croazia), Akanji (Svizzera)
Juventus: Holm (Svezia), Bremer (Brasile), Conceição (Portogallo)
Lazio: – Nessuno
Lecce: – Nessuno
Milan: Maignan (Francia), Rabiot (Francia), De Winter (Belgio), Saelemaekers (Belgio), Modrić (Croazia), Leão (Portogallo), Jashari (Svizzera)
Napoli: De Bruyne (Belgio), Lukaku (Belgio), Gilmour e McTominay (Scozia)
Parma: Suzuki (Giappone)
Pisa: Aebischer (Svizzera)
Roma: Koné (Francia), Ndicka (Costa d’Avorio), Wesley (Brasile)
Sassuolo: Muharemović (Bosnia), Thorstvedt (Norvegia)
Torino: Vlašić (Croazia), Adams (Scozia), Pedersen (Norvegia)
Udinese: Karlström (Svezia)
Hellas Verona: – Nessuno
Venezia: Svoboda (Austria)
L’edizione più ricca di squadre
Ad organizzare il primo campionato iridato della storia a 48 squadre, saranno Stati Uniti, Canada e Messico. Come tutti gli appassionati sanno, purtroppo per la terza edizione di fila non ci sarà l’Italia (che ancora una volta non è riuscita a qualificarsi) dopo aver perso la finale play-off con la Bosnia. Le ultime qualificate sono Iraq e RD Congo. A inaugurare la competizione sarà Messico-Sudafrica, mentre la fase a eliminazione diretta avrà inizio a partire dal 28 giugno, con finale fissata per domenica 19 luglio 2026 al New York New Jersey Stadium alle ore 21.
Intanto all’interno della Fifa si discute già di un’ulteriore espansione per l’edizione in programma tra 4 anni e allargata all’organizzazione di sei nazioni per il centenario. Un altro step che sarebbe epocale, dopo il passaggio da 32 a 48 nazionali. La novità è che il presidente Gianni Infantino sta ragionando a una nuova ipotesi, quella di portare la Coppa del Mondo a 66 squadre partecipanti. Appare indubbio che la volontà di ampliamento del torneo, offrirebbe intanto a un maggior numero di Paesi l’opportunità di competere sul palcoscenico più importante del calcio, con nazioni che non si sono mai qualificate in precedenza ai Mondiali. E dall’altra parte potrebbe (forse) ridurre il numero di esclusioni eccellenti, come capitato ancora una volta all’Italia che, dopo Russia 2018 e Qatar 2022, non si p qualificata per l’imminente torneo iridato negli Usa, in Canada e Messico. Se il nuovo formato si dimostrerà vincente sia dal punto di vista commerciale e agonistico (secondo i colleghi di BeIn Sports) la pressione all’interno della Fifa per aumentare ulteriormente il numero di partecipanti potrebbe aumentare in maniera rilevante.
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