Calcio Casteddu

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Calcio Casteddu episodes

  • Serie A 2026/2027, rivivi la sesta giornata con la sintesi delle 10 partite giocate

    La serie A è ripartita, con gli anticipi di sabato scorso, dopo essere stata ferma per la lunga sosta delle nazionali. In testa ci sono due squadre (Inter e Lazio a 15 punti) inseguite dalla Roma a 13 e la meraviglia Cagliari al quarto poso in piena zona Champions con 13. I rossoblù si godono questo gran momento, che vede loro davanti a compagini in lotta per lo scudetto come Milan, Juventus, Como e Napoli. In coda, 0 punti dopo sei partite, il Venezia ha esonerato il tecnico Stroppa.

    Cosa è accaduto nelle dieci gare del sesto turno

    Genoa-Fiorentina 2-1 (sabato)

    Rossoblù avanti al 7′ con il terzo gol in campionato di Osmajic, che mette in rete un tiro-cross dalla destra di Ellertsson. Il Grifone raddoppia al 15’ con Messias, che raccoglie un assist sempre del montenegrino. Nella ripresa i viola accorciano al 73’ con un tiro di Jimenez deviato nella propria porta da Vasquez, poi Ndour prende un palo nel finale. Per il Genoa prima vittoria in campionato.

    Inter-Parma 3-0 (sabato)

    I campionai d’Italia ripartono dopo la sosta con un successo a San Siro. Un pasticcio tra Corvi e Keita regala a Sucic la rete del vantaggio, poi il rigore di Calhanoglu e il destro incrociato di Thuram arrotondano il punteggio già prima dell’intervallo. Vittoria da ex per Chivu, esordio amaro per Gilardino, che due settimane fa aveva preso il posto di Cuesta che aveva rescisso il contratto.

    Napoli-Frosinone 3-0 (sabato)

    La sosta per le nazionali ha fatto molto bene a Kevin De Bruyne trascinatore nella vittoria sui laziali. Il belga realizza una doppietta, segna su rigore (ripetuto dopo l’errore di Hojlund) e poi nel finale, al 94′ per chiudere il match. Nel primo tempo anche il gol al 32′ di Lang. Punita forse eccessivamente nel punteggio la squadra di Alvini che ha disputato comunque una buona gara. Il Napoli sale a 10 punti.

    Como-Roma 0-0 (domenica)

    Secondo pareggio di fila per la squadra di Gasperini che, dopo il 2-2 con l’Inter, impatta in inferiorità numerica nella ripresa al Sinigaglia. In avvio chance per Dybala, attento Gollini su Nico Paz. Palo di Pellegrini, schierato titolare dopo 6 mesi. Ci provano anche Caqueret e Malen, che al 53′ rimedia un rosso diretto per l’entrata su Kaiki. Perrone spreca il vantaggio, tentativi di Paz e Rodriguez nel finale

    Lazio-Monza 3-1 (domenica)

    La squadra di Gattuso soffre ma vince ancora e resta in testa alla classifica insieme all’Inter. Nuno Tavares sblocca dopo 3’ con una gran botta di sinistro da fuori area, raddoppia Isaksen ispirato da Noslin che al 35’ costringe Lucchesi al fallo da rosso. Nonostante l’uomo in meno, il Monza si trasforma nella ripresa: dopo pochi secondi accorcia con Goglichidze e sfiora addirittura il pari in più occasioni, con Mandas decisivo su Dany Mota. Nel finale Pinamonti la chiude

    Lecce-Bologna  1-2 (domenica)

    A sbloccare il risultato è proprio l’attaccante rossoblù al 17’, con una spettacolare conclusione in acrobazia su assist di Cambiaghi. Al 64′ il pari salentino con Fatah, prima del gol da tre punti di Enem (ancora su assist di Cambiaghi). La squadra di Palladino sale così a quota 5 punti grazie alla prima vittoria stagionale, utile ad allontanare la zona pericolosa della classifica. Ferma a quota 6 la squadra di Di Francesco.

    Sassuolo-Milan 1-1 (domenica)

    Al Mapei Stadium succede tutto nella ripresa: Rabiot porta avanti il Milan con un sinistro di potenza, immediato il pari di Odenthal, in mischia. Decisivo Muric in più occasioni, soprattutto nel finale del primo tempo quando dice di no a Ramos (due volte in pochi secondi), Moreira e Pavlovic. Rossoneri in ansia per Gabbia (infortunio muscolare in avvio), ko anche Leysen

    Cagliari-Juventus 1-1

    Atalanta-Venezia 3-0 (ieri)

    Dopo la sconfitta di Torino contro la Juventus nell’ultimo turno di campionato, gli orobici sono tornati a vincere e lo hanno fatto anche in maniera netta alla New Balance Arena. Parte fortissimo la squadra di Sarri, che segna con Kessié e Krstovic al 4′ e al 7′. Al 31′ ancora l’attaccante realizza la sua personale doppietta e chiude virtualmente il match. Al 37′ prova a riaprirla Hainaut ma nella ripresa l’Atalanta controlla e porta a casa il risultato- Per il Venezia, 0 punti in sei gare,è notte fondissima. 

    Ore 20.45 Torino-Udinese 2-1 (ieri)

    Crisi profonda per gli ospiti, alla quarta sconfitta di fila, i quali non riescono a risollevarsi e hanno perso al termine di una gara molto intensa. La gara si accende nel finale di primo tempo con il vantaggio granata firmato da Bragança. Il pareggio friulano porta la firma di Ekkelenkamp, ma nella ripresa Bertola e Okoye combinano un pasticcio e Kulenovic può appoggiare in rete il pallone che vale la vittoria per il Toro di Abate.

    Potete leggere la classifica all’interno del nostro sito

    Il prossimo turno

    7^ GIORNATA

    Venerdì
    Ore 20.45 Frosinone-Sassuolo (Dazn)
    Sabato
    Ore 18 Bologna-Inter (Dazn)
    Ore 20.45 Roma-Genoa ( Dazn e Sky)
    Domenica
    Ore 12.30 Udinese-Lecce (Dazn)
    Ore 15 Fiorentina-Como (Dazn)
    Ore 18 Milan-Atalanta (Dazn / Sky)
    Ore 20.45: Juventus-Lazio (Dazn)
    Lunedì
    Ore 18.30 Monza-Cagliari (Dazn)
    Ore 20.45 Parma-Torino (Dazn e Sky)

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  • Mendy, la Gazzetta celebra il colpaccio: “Preso a 10mila euro, oggi è oro”

    Paul Mendy è una delle grandi sorprese del Cagliari di questo inizio di stagione. Il 19enne attaccante senegalese, arrivato in Sardegna con un investimento minimo, si è rapidamente trasformato in una delle pedine più importanti della squadra di Fabio Pisacane. La sua crescita è diventata evidente partita dopo partita, fino a renderlo praticamente imprescindibile nel reparto offensivo rossoblù.

    La Gazzetta dello Sport ha dedicato un approfondimento a firma del giornalista Francesco Velluzzi al percorso del giovane centravanti, sottolineando il valore dell’operazione compiuta dal Cagliari e il rendimento mostrato dal giocatore.

    Preso per 10 mila euro

    La storia di Mendy comincia con un investimento sorprendentemente contenuto. Il Cagliari lo ha prelevato nel febbraio 2025, quando il giocatore aveva 18 anni, da un club della seconda divisione senegalese. L’operazione è costata appena 10 mila euro.

    Una scommessa che oggi assume un valore completamente diverso, considerando la centralità conquistata dall’attaccante nella squadra rossoblù. Dopo un primo periodo di ambientamento, Mendy ha progressivamente convinto l’ambiente, fino a diventare il riferimento centrale dell’attacco.

    Dalla rete di Bergamo all’assist per Maldini

    Il percorso di crescita è stato accompagnato da prestazioni sempre più convincenti. La Gazzetta sottolinea il rendimento del giovane attaccante, capace di contribuire non soltanto attraverso i gol, ma anche con il lavoro al servizio dei compagni.

    Tra i momenti più significativi viene ricordato il gol realizzato a Bergamo e l’assist fornito a Daniel Maldini, una giocata che ha confermato la capacità del senegalese di incidere anche nella costruzione delle azioni offensive.

    Il suo modo di interpretare il ruolo è fatto di fisicità, movimenti e disponibilità al sacrificio. Quando il Cagliari recupera palla e riesce a ripartire rapidamente, Mendy può diventare particolarmente pericoloso.

    La crescita sotto gli occhi di Pisacane

    Una parte importante della trasformazione del giocatore è arrivata attraverso la fiducia ricevuta dall’allenatore. Fabio Pisacane ha scelto di puntare sul giovane centravanti, concedendogli continuità e responsabilità. Una decisione che sembra aver favorito anche la crescita sul piano della personalità.

    La Gazzetta evidenzia proprio questo aspetto: Mendy ha iniziato a giocare con maggiore naturalezza dopo aver superato il peso iniziale legato alla nuova realtà e alle aspettative. Il suo percorso dimostra quanto possa essere importante concedere tempo e fiducia a un giovane arrivato da un contesto completamente diverso.

    A soli 19 anni, Mendy ha davanti a sé un percorso ancora lungo e la possibilità di migliorare ulteriormente attraverso la continuità.

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  • Venezia, esonero per Stroppa: tra i papabili sostituti c’è Nicola

    Il Venezia cambia allenatore. La società arancioneroverde ha deciso di esonerare Giovanni Stroppa dopo un avvio di campionato particolarmente difficile, culminato nella sesta sconfitta consecutiva in Serie A.

    La formazione lagunare è infatti ancora ferma a zero punti dopo sei giornate e occupa l’ultimo posto in classifica. Un rendimento che ha spinto il club ad accelerare le valutazioni già avviate nelle scorse ore e a optare per il cambio in panchina.

    Stroppa paga il pessimo avvio

    La decisione arriva al termine di una riflessione interna alla società, che aveva iniziato a valutare il futuro dell’allenatore dopo i risultati delle prime giornate. La sconfitta contro l’Atalanta, maturata con il punteggio di 3-1, ha rappresentato l’ultimo capitolo di una serie negativa senza interruzioni.

    Il Venezia ha infatti perso tutte le prime sei partite di campionato, rimanendo così senza punti e con la necessità di trovare rapidamente una svolta. La società ha quindi scelto di interrompere il rapporto con Stroppa e di guardare immediatamente alle possibili alternative.

    Paolo Zanetti resta l’idea più calda

    Tra i nomi valutati per la successione c’è soprattutto quello di Paolo Zanetti. L’allenatore conosce già molto bene l’ambiente veneziano, avendo guidato il club dal 2020 al 2022.

    Il suo ritorno rappresenterebbe quindi una soluzione caratterizzata dalla conoscenza della società e del contesto, elementi che potrebbero favorire un inserimento rapido in una squadra chiamata a reagire dopo un avvio complicato.

    Secondo quanto riportato da Gianlucadimarzio.com, quella di Zanetti resta al momento un’ipotesi particolarmente concreta.

    In corsa anche Davide Nicola

    Il Venezia non starebbe però valutando una sola soluzione. Tra i profili che potrebbero tornare in considerazione c’è infatti anche Davide Nicola, allenatore con esperienza nel campionato italiano e già coinvolto in passato in diverse situazioni nelle quali era necessario invertire una fase negativa. Tra le esperienze recenti anche quella con il Cagliari, culminata con una tranquilla salvezza ma interrotta dopo un anno per lasciar spazio a Fabio Pisacane.

    La scelta definitiva dovrebbe arrivare nelle prossime ore, con Zanetti e Nicola tra le principali alternative per raccogliere l’eredità di Stroppa.

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  • Spalletti, a Cagliari il crollo emotivo: nervosismo tra i temi caldi sui quotidiani

    Il nervosismo di Luciano Spalletti continua a occupare un posto centrale nelle pagine dedicate alla Juventus. Il pareggio ottenuto contro il Cagliari ha infatti lasciato strascichi non soltanto sul piano del risultato, ma anche per quanto riguarda l’atteggiamento mostrato dall’allenatore bianconero nel dopo partita.

    A rilanciare il tema è soprattutto il Corriere dello Sport, che dedica alla situazione emotiva del tecnico diversi approfondimenti. Nel commento firmato da Massimiliano Gallo vengono riprese le parole pronunciate da Spalletti dopo la gara dell’Unipol Domus, con un riferimento diretto alla fase della carriera che sta attraversando.

    “Io non mi gioco il risultato della partita di stasera, mi gioco il finir bene una carriera perché ormai ho 70 anni”, ha dichiarato l’allenatore. Una frase che restituisce il peso che Spalletti sembra attribuire al percorso con la Juventus e alla necessità di ottenere risultati nel corso della stagione.

    Una Juventus ancora senza identità

    Il quotidiano affronta il momento bianconero anche attraverso l’analisi di Fabrizio Patania, che mette in evidenza quello che considera uno dei principali problemi della squadra. Secondo Patania, sorprende la “mollezza di una Juve a cui manca l’anima tradizionale”.

    Il riferimento è a una squadra che, nonostante il lavoro portato avanti dall’allenatore, appare ancora alla ricerca di una precisa identità. La partita contro il Cagliari ha contribuito ad alimentare questi interrogativi. La Juventus ha controllato buona parte della gara, ma dopo essere andata sotto nel punteggio ha dovuto attendere l’80’ per trovare il pareggio con Kolo Muani.

    Nel finale i bianconeri hanno anche avuto alcune occasioni per completare la rimonta, senza però riuscire a trovare il gol decisivo.

    Ora c’è il Celta Vigo

    La Juventus è chiamata adesso a voltare pagina rapidamente. Il prossimo appuntamento sarà infatti quello europeo contro il Celta Vigo, occasione nella quale Spalletti sembra intenzionato a modificare diversi elementi della formazione.

    Tra le novità previste c’è Woltemade, destinato a partire titolare al posto di Kolo Muani. Anche il reparto difensivo potrebbe cambiare volto, con Gatti e Kelly candidati a tornare nell’undici iniziale al fianco di Bremer.

    Le rotazioni rappresenteranno quindi una possibilità per Spalletti di valutare altre soluzioni e cercare risposte dopo una prestazione che ha lasciato più di un dubbio.

    Il peso delle tensioni

    Il tema principale resta però il rapporto tra l’allenatore e il momento della squadra. Dopo la partita contro il Cagliari, Spalletti è apparso particolarmente nervoso e le sue dichiarazioni hanno alimentato ulteriormente il dibattito. Il tecnico dovrà ora trasformare questa tensione in una risposta sul campo, cercando di dare maggiore chiarezza a una Juventus che appare ancora confusa e priva di un’identità definita.

    Dopo il pareggio di Cagliari, la Juventus ha bisogno di ritrovare certezze e continuità, mentre Spalletti è chiamato a dimostrare che il percorso intrapreso può produrre una squadra più riconoscibile e competitiva, magari ritrovando in primis la calma del suo allenatore.

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  • Cagliari da solo al quarto posto, è zona Champions: momento da assaporare

    Un buon inizio di campionato poteva essere messo in conto. Ritrovarsi però dopo sei giornate al quarto posto in solitaria, in piena zona Champions League, con 13 punti, va decisamente oltre le aspettative più ottimistiche.

    È il momento del Cagliari di Fabio Pisacane, una squadra che settimana dopo settimana sta trasformando quello che poteva sembrare un semplice avvio positivo in qualcosa di più concreto. Il pareggio per 1-1 contro la Juventus ha fornito un’ulteriore conferma: i rossoblù non stanno occupando quelle posizioni per caso.

    Davanti c’è soltanto la Roma con 14 punti, mentre in vetta si trovano Inter e Lazio a quota 16. Un quadro che, dopo appena sei giornate, permette al Cagliari di vivere un momento da sogno.

    Il pareggio con la Juventus vale più di un punto

    La sfida dell’Unipol Domus ha mostrato ancora una volta alcune delle caratteristiche che hanno permesso al Cagliari di arrivare così in alto. La Juventus ha fatto la partita per lunghi tratti, ma i rossoblù sono riusciti a passare in vantaggio con Daniel Maldini e a difendere il risultato fino all’80’, quando Kolo Muani ha trovato la rete dell’1-1.

    Nel finale la squadra di Pisacane ha dovuto soffrire, resistendo alla pressione bianconera e portando a casa un punto prezioso. È proprio questa capacità di soffrire, restare compatti e sfruttare le occasioni a rendere il Cagliari una delle realtà più interessanti di questo primo scorcio di stagione.

    Maldini vive il suo momento migliore

    Tra i protagonisti c’è sicuramente Daniel Maldini. Il fantasista sta attraversando un momento d’oro e anche contro la Juventus ha confermato il proprio rendimento, realizzando il gol che aveva portato avanti il Cagliari.

    Dopo essere stato protagonista anche nel mese di settembre, Maldini sta diventando uno degli elementi più importanti del sistema offensivo rossoblù.

    Mendy corre per due, Romano dà qualità

    Un altro giocatore diventato fondamentale è Paul Mendy. Il centravanti offre un lavoro continuo per la squadra, muovendosi e creando spazi anche per i compagni. Contro la Juventus è stato prezioso anche nell’azione che ha portato al vantaggio di Maldini, con la sponda che ha permesso al fantasista di presentarsi davanti a Vicario.

    Accanto a lui continua a crescere Alessandro Romano. Il classe 2006 garantisce qualità e quantità in mezzo al campo e ha ormai acquisito una presenza sempre più importante nel centrocampo rossoblù.

    Caprile una certezza

    Tra i punti di forza della squadra c’è poi Elia Caprile. Il portiere continua a fornire prestazioni di alto livello e si sta confermando tra gli estremi difensori più affidabili del campionato.

    Anche contro la Juventus il suo contributo è stato fondamentale, soprattutto nella parte finale della gara, quando i bianconeri hanno aumentato la pressione alla ricerca del gol della vittoria.

    Winks detta i tempi, difesa granitica

    A centrocampo il Cagliari può contare sulla regia di Harry Winks, elemento fondamentale per dare ordine alla manovra e gestire i tempi della squadra.

    In difesa, invece, la leadership di Yerry Mina continua a rappresentare una garanzia. Al suo fianco stanno offrendo solidità anche Alessandro Deiola e Juan Rodriguez, mentre sulle corsie il lavoro di Zé Pedro e Adam Obert contribuisce all’equilibrio complessivo della formazione. Un sistema nel quale ogni elemento sembra avere un compito preciso.

    Adopo, equilibrio e dinamismo

    Un altro giocatore prezioso è Michel Adopo, capace di muoversi tra centrocampo e trequarti e di garantire dinamismo in entrambe le fasi. La somma di queste caratteristiche ha prodotto una squadra che, dopo sei giornate, appare già particolarmente equilibrata.

    E soprattutto il Cagliari non sembra ancora aver espresso tutto il proprio potenziale.

    Tante alternative ancora da scoprire

    Il gruppo di Pisacane può infatti contare su diversi giocatori che possono ancora diventare protagonisti. Tra questi ci sono Sugawara, Massolin, Kofler, Nzola, Gagliardini e Kevin Carlos.

    Elementi che possono aumentare ulteriormente la qualità e le alternative a disposizione dell’allenatore durante una stagione inevitabilmente lunga. Il Cagliari ha quindi già raccolto 13 punti e occupa una posizione che nessuno avrebbe probabilmente immaginato alla vigilia del campionato, ma la sensazione è che ci siano ancora diverse carte da giocare.

    Per ora resta un sogno ad occhi aperti. E l’unica cosa da fare è goderselo, finché dura.

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  • Quotidiani sportivi: le prime pagine di oggi

    La Juventus è il tema principale delle prime pagine dei quotidiani sportivi di martedì 13 ottobre. Dopo il pareggio di Cagliari, i giornali mettono sotto osservazione il lavoro di Luciano Spalletti, con particolare attenzione alle difficoltà del reparto offensivo. Tuttosport apre con un messaggio chiaro: “La Juve promette un vero 9 a Lucio”, sottolineando la necessità di intervenire sul mercato per affiancare un centravanti a Kolo Muani. Il quotidiano evidenzia anche le difficoltà di Woltemade, mentre Ekhator è ancora fermo e Alajbegovic viene indicato tra i giocatori che potrebbero trovare spazio.

    Il pareggio di Cagliari lascia dunque qualche interrogativo alla Juventus, anche se Spalletti viene raccontato soprattutto attraverso il suo atteggiamento deciso. Il Corriere dello Sport titola “Lucio, amaro Juve”, accompagnando il titolo con la frase del tecnico: “Qui mi gioco il fine-carriera”. Il quotidiano riporta anche un altro passaggio significativo: “Non sempre vince chi spende di più”. Sul fronte bianconero, l’attenzione è già rivolta al prossimo appuntamento europeo contro il Celta.

    Grande spazio viene riservato anche alla Champions League, con il confronto tra le situazioni di Inter e Napoli. Per Tuttosport c’è “Inter e Napoli, c’è lo zero da cancellare”, mentre la Gazzetta dello Sport sintetizza l’attesa con “Ora si fa sul serio”. Il quotidiano milanese mette in copertina Lautaro e De Bruyne e sottolinea la necessità per entrambe le squadre di conquistare punti nel percorso europeo. Il Corriere dello Sport, invece, dedica la prima pagina a Chivu, con il titolo “Chivu no limits” e l’obiettivo dichiarato di affrontare il Bruges con ambizioni importanti.

    Tra gli altri risultati di campionato, viene celebrato il successo del Torino sull’Udinese per 2-1. Tuttosport dedica ai granata un titolo molto diretto: “Sì Toro! Ci vuole Kulenovic”, mentre la Gazzetta evidenzia proprio il gol decisivo dell’attaccante arrivato dopo l’errore di Okoye.

    Spazio anche all’Atalanta, protagonista del 3-1 al Venezia. La doppietta di Krstovic e il primo gol di Kessié hanno permesso alla squadra di Sarri di tornare al successo.

    Per quanto riguarda il Cagliari, la fotografia offerta dalla classifica è particolarmente positiva: i rossoblù sono quarti con 13 punti, davanti a diverse squadre considerate più attrezzate. Dopo sei giornate, la squadra di Pisacane continua quindi a vivere una posizione di assoluto prestigio, mentre il pareggio con la Juventus conferma la capacità del gruppo di competere anche contro una grande del campionato.

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  • Serie A, Torino-Udinese 2-1: quarta sconfitta di fila per i bianconeri

    Il Torino supera 2-1 l’Udinese e conquista una vittoria importante nella sesta giornata di campionato. I granata riescono a massimizzare le occasioni costruite e portano a casa tre punti pesanti.

    A decidere la sfida sono Bragança e Kulenovic, con il portiere dell’Udinese Okoye protagonista in negativo in occasione della seconda rete torinese.

    La gara

    Per oltre mezz’ora la gara rimane bloccata, con poche occasioni da entrambe le parti. L’Udinese prova a fare qualcosa in più, ma al 36’ è il Torino a passare in vantaggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dalla sinistra, Adams tenta una girata e colpisce il palo. Sulla respinta si avventa Bragança, che è il più rapido di tutti e deposita il pallone in rete con Okoye ormai fuori causa.

    L’Udinese non si lascia condizionare dallo svantaggio e riesce a reagire prima dell’intervallo. Al 43’ arriva infatti l’1-1. Solet allarga il gioco per Ebosse, che serve Ekkelenkamp. Il centrocampista prova la conclusione, ma il primo tentativo viene respinto da Comuzzo. Ekkelenkamp è però bravo a recuperare il pallone e, con il mancino, supera Perri. Le due squadre vanno così negli spogliatoi sul risultato di parità.

    Nella ripresa il Torino prova a tornare avanti. All’53′ Okoye commette un errore in uscita, perdendo il controllo del pallone. Simeone non riesce però ad approfittarne e conclude alto, sprecando una buona opportunità.

    Il gol della vittoria arriva al 68’ e nasce ancora una volta da un errore del portiere dell’Udinese. Su un pallone lungo, Okoye esce dalla propria area di intervento, ma non trova l’intesa con il neo entrato Bertola e finisce per travolgerlo. Il pallone prosegue alle loro spalle e Kulenovic, entrato in campo da pochi istanti, deve soltanto depositarlo nella porta rimasta sguarnita. È il gol del 2-1, che permette al Torino di tornare avanti e di gestire poi il risultato fino al fischio finale.

    Torino a quota 7, Udinese ferma a 4

    La vittoria consente ai ragazzi di Abate di conquistare tre punti preziosi. Il Torino sale così al dodicesimo posto con 7 punti, allungando proprio sull’Udinese, che rimane ferma a quota 4.

    Per i granata si tratta quindi di un successo costruito sulla capacità di sfruttare al massimo le occasioni create, mentre la squadra di Runjaic paga a caro prezzo gli errori commessi nella propria area, soprattutto quelli che hanno favorito il secondo gol del Torino. L’Udinese ora è a – 9 dal Cagliari, mentre il Torino recupera due punti ai sardi e sale a – 6.

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  • La giornata rossoblù su CalcioCasteddu: il riassunto

    Quotidiani sportivi: le prime pagine di oggi

    Per il Cagliari un pareggio con la Juventus che certifica la concretezza

    Cagliari-Juventus, vota le pagelle dei Tifosi

    Cagliari Primavera, si riparte dopo la sosta: ad Assemini oggi arriva il Monza

    Cagliari-Juventus, Mina risponde a Spalletti: “Non sono antisportivo. Gli ho detto: ti voglio bene, mister”

    Il Cagliari-Juventus di Mina: attaccato da Spalletti ma giudicato MPV del match da Eurosport

    Cagliari, omaggio a Beniamino Zuncheddu: maglia speciale e applausi alla Unipol Domus

    Calcio a 5 donne. Virdis e l’Italia fanno festa: centrata la storica qualificazione alla fase finale dell’Europeo

    Primavera 1. Il Cagliari domina, rischia di perdere e nel finale pareggia 1-1 col Monza

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  • Serie A, l’Atalanta batte 3-1 il Venezia: profondo rosso per i lagunari

    L’Atalanta supera il Venezia per 3-1 e conquista tre punti importanti nel posticipo della sesta giornata di Serie A. La squadra di Maurizio Sarri indirizza la partita già nei primi minuti, costruendo un vantaggio di tre reti nel primo tempo e riuscendo poi a gestire il tentativo di rimonta degli ospiti nella ripresa.

    Il successo permette alla formazione bergamasca di salire a quota 9 punti in classifica, rimanendo a ridosso di Napoli e Frosinone, dietro anche al Cagliari a quota 13. Per il Venezia, invece, arriva la sesta sconfitta consecutiva: i lagunari restano così fermi a zero punti.

    La gara

    L’Atalanta parte con grande aggressività e trova il vantaggio appena al 4’. A firmare l’1-0 è Franck Kessié, che realizza così il suo primo gol con la maglia nerazzurra. Il centrocampista ivoriano entra in area e supera il portiere del Venezia Stankovic con un pallonetto preciso.

    Passano appena due minuti e la Dea raddoppia. Al 6’ è Nikola Krstovic a trovare la rete con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un avvio devastante per la formazione di Sarri, che mette immediatamente in difficoltà gli avversari.

    L’Atalanta continua a controllare la partita e al 30’ arriva anche il terzo gol. Krstovic firma la propria doppietta personale con una deviazione sotto misura, dopo che Stankovic aveva respinto una conclusione di Rowe.

    Sul 3-0 la partita sembra ormai indirizzata definitivamente, ma il Venezia riesce ad accorciare le distanze prima dell’intervallo. Nel finale del primo tempo è infatti Hainaut a realizzare il gol del 3-1, riaprendo almeno parzialmente la sfida.

    Nella ripresa i lagunari tornano in campo con un atteggiamento più aggressivo e costruiscono diverse occasioni per provare a ridurre ulteriormente il passivo. Il Venezia arriva anche vicino al secondo gol, colpendo un palo con Yeboah.

    La Dea chiude la partita in dieci uomini a causa dell’espulsione di Eljif Elmas, punito per un brutto fallo ai danni di un avversario. Nonostante l’inferiorità numerica, l’Atalanta riesce a conservare il risultato e porta a casa il successo.

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  • Cagliari-Juventus, è Spalletti contro tutti: tensione anche nelle interviste

    Cagliari e Juventus hanno chiuso la sfida dell’Unipol Domus sull’1-1, portando a casa un punto ciascuna. Sul terreno di gioco, dunque, nessuna delle due squadre è uscita sconfitta. Fuori dal campo, però, la serata ha avuto un protagonista assoluto per le tensioni generate nel corso e dopo la partita: Luciano Spalletti.

    Il tecnico della Juventus ha vissuto una serata particolarmente nervosa, caratterizzata da diversi episodi di confronto. Prima il battibecco con Yerry Mina nel tunnel degli spogliatoi durante l’intervallo, poi l’alterco con Fabio Pisacane al termine della gara e, successivamente, alcuni momenti di tensione anche con giornalisti e opinionisti.

    Il confronto con Mina all’intervallo

    Il primo episodio è avvenuto durante l’intervallo, quando Spalletti e Mina sono stati protagonisti di un battibecco nel tunnel che conduce agli spogliatoi. Il difensore colombiano era già stato al centro dell’attenzione per il proprio modo di interpretare la partita e per alcuni duelli particolarmente intensi con gli attaccanti bianconeri. Nel post partita, Mina ha ridimensionato l’accaduto: “Mi sono girato da lui e gli ho detto che gli voglio bene, nulla più”. 

    La tensione con Pisacane

    Il momento più acceso è arrivato però al termine della partita. Dopo il fischio finale, Spalletti e Pisacane hanno avuto un confronto, con gli staff delle due squadre intervenuti per separarli. Il tecnico juventino ha rivolto al collega un riferimento alle perdite di tempo del Cagliari, anziché limitarsi al tradizionale saluto di fine gara.

    La situazione è quindi degenerata in un alterco, anche perché Spalletti ha tentato di far passare il povero Pisacane per un “aggressore”, lamentando una stretta del collega sul braccio. Il confronto tra i due allenatori è diventato così uno degli episodi più discussi della partita.

    La discussione con Stramaccioni

    Il nervosismo di Spalletti non si è però fermato al terreno di gioco. Durante l’intervista a Dazn, il tecnico è stato coinvolto in un confronto verbale con Andrea Stramaccioni, che gli aveva chiesto di commentare la maggiore incisività mostrata dalla Juventus con un attacco a due rispetto alla soluzione con un’unica punta.

    La risposta dell’allenatore è stata particolarmente pungente: “Sì Andrea, ma nel primo tempo c’eri a vedere la partita?”. Una replica antipatica che ha spostato il confronto dall’analisi tattica al piano personale, evidenziando ulteriormente il particolare stato d’animo del tecnico dopo il pareggio.

    Il botta e risposta con la Rai

    Un altro episodio si è verificato ai microfoni della Rai, durante “La domenica sportiva”. Alla domanda dell’inviata sulle tensioni avvenute nel finale della partita, Spalletti ha risposto in maniera piccata: “Rispondiamo a questa domanda tanto a voi vi interessano i casini”.

    Ancora tensione in sala stampa

    La serata di Spalletti si è conclusa con un altro botta e risposta durante la conferenza stampa. A una domanda ancora una volta sul confronto avuto con Pisacane, il tecnico ha risposto in maniera altrettanto diretta: “Lo so che a te interessano queste cose, te la spiego”.

    Una sequenza di episodi che ha quindi caratterizzato il post partita molto più del risultato stesso. Il dato curioso è che, sul piano strettamente sportivo, la Juventus non aveva disputato una partita negativa. La squadra bianconera ha infatti fatto la partita per lunghi tratti, mantenendo il controllo del gioco e aumentando progressivamente la pressione dopo il gol del Cagliari.

    Per Spalletti resta quindi una serata nella quale il risultato non ha premiato pienamente la prestazione della sua squadra. A far discutere, però, sono state soprattutto le numerose tensioni, dal confronto con Mina a quello con Pisacane, passando per i botta e risposta con Stramaccioni e i giornalisti. Una giornata di forte nervosismo per il tecnico bianconero, segno di come il Cagliari stia dando parecchio fastidio. Per Pisacane e i suoi ragazzi questo nervosismo è da prendere come un attestato di stima.

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