Calcio Casteddu

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  • Cagliari-Juventus, smentito Spalletti: il tempo effettivo più alto della sesta giornata

    A volte, per rispondere alle polemiche, non servono ulteriori dichiarazioni. Basta guardare il cronometro. E quello di Cagliari-Juventus racconta una realtà decisamente diversa rispetto alle accuse rivolte da Luciano Spalletti alla formazione rossoblù.

    Secondo i dati Opta relativi alla sesta giornata di Serie A, la sfida tra la squadra di Fabio Pisacane e i bianconeri è stata quella con il maggior tempo effettivo di gioco dell’intero turno: 65 minuti e 53 secondi.

    Un dato significativo, soprattutto alla luce del confronto tra i due allenatori dopo il triplice fischio, quando Spalletti aveva accusato i sardi di essere particolarmente abili anche nel perdere tempo.

    Le accuse di Spalletti alla prova dei numeri

    Il dato statistico non permette di stabilire se siano esistiti singoli episodi di perdita di tempo, ma rende difficilmente sostenibile l’idea che il Cagliari abbia condizionato la partita attraverso continue interruzioni. Nel caso ce ne fosse ulteriormente bisogno.

    Al contrario, Cagliari-Juventus è stata la gara nella quale si è giocato di più, superando anche Sassuolo-Milan e Torino-Udinese.

    Un elemento che ridimensiona sensibilmente la ricostruzione del tecnico juventino e offre una lettura differente della gestione dell’incontro da parte dei rossoblù.

    Serie A, i tempi effettivi della sesta giornata

    Ecco la graduatoria completa elaborata sulla base dei dati Opta forniti, ordinata dal tempo effettivo più alto al più basso.

    Partita
    Tempo effettivo
    Cagliari-Juventus
    65:53
    Sassuolo-Milan
    64:22
    Torino-Udinese
    63:25
    Inter-Parma
    62:18
    Como-Roma
    59:52
    Atalanta-Venezia
    56:10
    Lazio-Monza
    56:08
    Napoli-Frosinone
    55:15
    Genoa-Fiorentina
    53:11
    Lecce-Bologna
    52:16
    Si gioca di più: un cambiamento che incide sulla preparazione

    Quattro incontri hanno superato 62 minuti di gioco effettivo, mentre Como-Roma ha sfiorato l’ora. All’estremo opposto figura Lecce-Bologna, con appena 52 minuti e 16 secondi.

    La tendenza a una maggiore continuità del gioco introduce anche un tema atletico particolarmente interessante.

    Se l’incremento di cinque o sei minuti effettivi a partita dovesse consolidarsi, una squadra impegnata in 50-60 incontri stagionali potrebbe accumulare complessivamente tra 250 e 360 minuti aggiuntivi di pallone in movimento rispetto a una stagione con tempi medi inferiori.

    Un carico che rende sempre più importanti le rotazioni, la gestione delle energie e la profondità delle rose.

    Pisacane, una risposta che arriva dal campo

    Tornando a Cagliari-Juventus, il dato dei 65 minuti e 53 secondi rappresenta un argomento oggettivo a favore della formazione di Pisacane.

    Le valutazioni sulle prestazioni possono naturalmente divergere, ma i numeri documentano che nessun’altra partita della giornata ha offerto una quantità superiore di gioco effettivo.

    Spalletti può avere avuto da ridire su determinati episodi. Ma sostenere che il Cagliari abbia costruito la propria partita sulle perdite di tempo appare, alla luce di questa statistica, una spiegazione poco convincente.

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  • Cagliari, Maldini eguaglia il suo primato stagionale di gol in A

    Quattro gol e la sensazione di aver trovato l’ambiente giusto per esprimere pienamente le proprie qualità. L’avventura di Daniel Maldini con la maglia del Cagliari è cominciata sotto i migliori auspici, tanto che il classe 2001 ha già raggiunto il proprio primato realizzativo in un singolo campionato di Serie A.

    L’ultima soddisfazione è arrivata contro la Juventus, grazie a una conclusione da distanza ravvicinata che ha permesso al fantasista rossoblù di aggiornare il proprio bottino stagionale. Un gol importante anche sotto il profilo statistico, che conferma l’eccellente impatto del giocatore sulla realtà cagliaritana.

    Quattro reti, come nella stagione al Monza

    Con la marcatura realizzata contro i bianconeri, Maldini ha raggiunto quota quattro gol, eguagliando il proprio miglior rendimento nel massimo campionato italiano.

    Il precedente risale alla stagione 2023-24, quando il figlio d’arte realizzò quattro reti indossando la maglia del Monza, dopo aver iniziato l’annata con l’Empoli.

    Un risultato che il numero rossoblù ha dunque raggiunto già nella prima parte del nuovo campionato, con tutto il tempo a disposizione per migliorarlo ulteriormente e stabilire un nuovo record personale.

    La Nazionale come riconoscimento della crescita

    Il buon momento vissuto in Sardegna non è passato inosservato neppure al commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini.

    L’impiego di Maldini in occasione degli ultimi impegni degli Azzurri in Nations League ha rappresentato un riconoscimento significativo per il percorso intrapreso dal centrocampista offensivo.

    Un premio alla qualità delle prestazioni e alla capacità di incidere concretamente, trasformando il proprio talento in numeri importanti.

    Cagliari, un Maldini sempre più determinante

    Oltre alle quattro reti, a impressionare è soprattutto la naturalezza con cui Daniel Maldini si è inserito nei meccanismi offensivi della formazione allenata da Fabio Pisacane.

    Tecnica individuale, sensibilità negli ultimi metri e capacità di trovare la porta costituiscono un patrimonio prezioso per l’attacco rossoblù.

    Adesso si apre la possibilità di andare oltre i propri limiti precedenti. L’obiettivo di incrementare le marcature stagionali rappresenta un obiettivo statistico, ma ciò che conta maggiormente è la continuità.

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  • Cagliari, Massolin si presenta: personalità e un mancino tutto da scoprire

    Esordire in Serie A con la maglia del Cagliari, affrontando la Juventus, non è esattamente il modo più semplice per rompere il ghiaccio. Eppure Yanis Massolin, centrocampista francese di proprietà dell’Inter, ha affrontato il suo debutto assoluto in rossoblù mostrando qualità che meritano attenzione.

    Fabio Pisacane ha scelto di schierarlo sulla trequarti, accanto a Daniel Maldini, affidandogli un ruolo nel quale tecnica, lettura degli spazi e rapidità di pensiero risultano fondamentali.

    Un fisico imponente e un sinistro dominante

    La prima caratteristica che colpisce osservando Massolin è certamente la struttura fisica. Alto, solido e con una presenza importante, il francese possiede caratteristiche atletiche che lo rendono immediatamente riconoscibile.

    Ma sarebbe riduttivo fermarsi all’aspetto fisico. Il ragazzo ha mostrato anche una buona sensibilità tecnica, accompagnata da un tocco di palla interessante.

    C’è poi una peculiarità evidente: l’utilizzo pressoché esclusivo del piede sinistro. Una caratteristica che condiziona inevitabilmente orientamento del corpo, conduzione e scelte in possesso. Massolin tende a cercare continuamente il proprio piede preferito, anche quando una soluzione differente potrebbe consentirgli di accelerare la giocata.

    Qualche errore, ma anche segnali incoraggianti

    Naturalmente, la prestazione non è stata priva di sbavature. Qualche imprecisione tecnica e alcune situazioni gestite con poca immediatezza hanno ricordato quanto sia complicato confrontarsi con il massimo livello del calcio italiano.

    Sarebbe però ingeneroso giudicare il francese esclusivamente attraverso questi episodi. Massolin ha lasciato intravedere potenzialità interessanti, tanto sul piano tecnico quanto nella capacità di utilizzare il proprio corpo per proteggere il pallone.

    Pisacane può avere una risorsa in più

    Il vero interrogativo, adesso, riguarda il suo impiego futuro. Per acquisire sicurezza, migliorare i tempi delle giocate e comprendere fino in fondo le richieste tattiche di Pisacane, Massolin avrà bisogno di continuità.

    Non necessariamente di una maglia da titolare garantita, ma di ulteriori opportunità per misurarsi con la categoria.

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  • Bonazzoli: “Mi voleva il Cagliari in A ma sono rimasto in B per stare vicino ai miei genitori”

    Al Cagliari Bonazzoli ci ha pensato, ma alla fine ha detto no per un motivo ben preciso. Spiegato in un intervista al corriere della Sera.

    La decisione

    “Ho rifiutato: in fondo queste sono le mie terre specie dopo aver girato l’Italia, desideravo star vicino ai genitori, starci insieme, a volte penso di averli trascurati o comunque di sicuro mi sono perso un sacco di stagioni, quelle dell’infanzia, della crescita”.

    L’uomo

    Bonazzoli è un anti-personaggio; avrebbe meritato più considerazione in Nazionale maggiore (una stagione in A da 12 gol e una da 10 non son bastate nemmeno per uno stage!), ma lo diciamo noialtri, a lui non vanno le polemiche. C’erano delle aspettative, sul talento precoce Bonazzol c’erano profonde aspettative.

    L’interesse del Cagliari

    A spingere l’interesse dei rossoblù era stato soprattutto il rendimento di Bonazzoli nella passata stagione. Con l’attaccante che aveva trovato grande continuità realizzativa in Serie A, chiudendo il campionato con 10 gol in 35 presenze. Bonazzoli è un centravanti completo. Oltre alla capacità realizzativa, il giocatore è apprezzato per la gestione del pallone e per la possibilità di partecipare alla costruzione della manovra offensiva. La sua fisicità gli permette di lavorare anche spalle alla porta, creando spazi per i compagni e aiutando la squadra nella risalita del campo. Una delle sue qualità più riconoscibili riguarda inoltre la capacità di trovare gol spettacolari grazie alle doti acrobatiche. Negli ultimi anni l’attaccante si è distinto per alcune reti di pregevole fattura, diventate un elemento caratteristico del suo repertorio.

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  • Venezia: accordo vicino con l’ex Cagliari Nicola

    Il Venezia sta sciogliendo le riserve per quanto riguarda la successione di Giovanni Stroppa esonerato questa mattina dopo il ko di ieri in casa dell’Atalanta.

    Nicola vicinissimo

    Come riporta tuttomercatoweb.com, le candidature forti erano quelle di Paolo Zanetti e Davide Nicola e, nelle ultime ore, il nome di quest’ultimo sta convincendo sempre di più la società lagunare, che un contratto fino al 30 giugno, con opzione per il secondo, al tecnico ex Cremonese, che deve risolvere un contratto ancora in essere con i lombardi. Le parti sono molto vicine a un’intesa, l’accordo potrebbe essere già ratificato nelle prossime ore.

    Esperienza in situazioni difficili

    Nonostante il suo esonero alla Cremonese (comunque retrocessa in B a fine campionato scorso) Nicola ha già a vuto a che fare con diverse situazioni nelle quali era necessario invertire una fase negativa. Tra le esperienze recenti anche quella con il Cagliari, culminata con una tranquilla salvezza ma interrotta dopo un anno per lasciar spazio a Fabio Pisacane. A Venezia, venisse ingaggiato arriverebbe un allenatore pragmatico che sa adeguare il guanto alla mano. Il suo sistema di base preferito nella sua testa (come il 3-5-2, usato per la maggiore quando c’è da indossare l’elmetto), ma in carriera ha usato praticamente tutti i sistemi di gioco, come il primo anno a Livorno, per esempio, aveva iniziato la stagione col 4-3-3 per poi finirla con il 3-5-2, Indipendentemente dal modulo, non è per antonomasia un allenatore offensivo. A Nicola infatti piace difendere basso, per poi ripartire con in contropiede con la velocità degli esterni che, in fase d’attacco, diventano degli attaccanti.

    La scheda di Nicola

    Nato a Torino nel 1973, da calciatore ha giocato praticamente solo in Serie B come difensore, condividendo anche un anno lo spogliatoio e il reparto difensivo del Genoa col nostro attuale dS Giacchetta. Da allenatore, inizia l’avventura dove ha smesso da calciatore, ovvero nel Lumezzane, in Serie C, portandolo al sesto e all’ottavo posto in due anni. Nel 2012 arriva la chiamata del Livorno che porta subito in Serie A tramite i play-off.. La società toscana lo esonera e poi lo richiama, anche conclude la stagione all’ultimo posto.

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  • Giudice Sportivo: stop di un turno per Pisacane e Spalletti

    Preso atto del referto arrivato sul suo tavolo, il giudice Sportivo ha inflitto un turno a Fabio Pisacane e Luciano Spalletti per l’accesso confronto tra i due al termini di Cagliari-Juventus 1-1.

    L’accaduto

    La lite è arrivata al fischio finale, subito dopo l’1-1 del campo. I due tecnici si avvicinano a bordocampo per la classica stretta di mano… ricca però di tensione. I due parlano faccia a faccia per qualche istante, visibilmente nervosi. I toni si alzano, poi vengono separati dai rispettivi staff. Alla fine l’arbitro Marcenaro estrae il rosso per entrambi. Ed entrambi gli allenatori appaiono decisamente sorpresi per la sua decisione.

    Le motivazioni

    A Pisacane “per avere, al termine della gara, reagito al comportamento provocatorio dell’allenatore della squadra avversaria alimentando un momento di tensione tra i componenti delle due panchine” A Spalletti per la stessa motivazione.

    Le parole dei due protagonisti nelle interviste

    Spalletti: “La lite? Non è successo nulla, gli ho fatto i complimenti, gli ho detto che sono bravi… anche a perder tempo. Pisacane mi ha risposto ‘in che senso perder tempo?’, ma non è stato niente di che…”. 

    Pisacane: “C’è stato un saluto un po’ energico, già dalla conferenza di ieri Spalletti era un po’ preoccupato, questo ci fa capire che stiamo facendo cose buone. Poteva finire tutto con un abbraccio, anche perché hanno ampiamente meritato il pareggio. Dispiace…”. 

    Le altre decisioni del Giudice Sportivo. Niente Cagliari per Lucchesi

    Una giornata di squalifica per Elmas dell’Atalanta Malen della Roma e Lucchesi del Monza. Quest’ultimo salterà la gara di lunedì contro il Cagliari. Ecco la motivazione: “per avere commesso un intervento falloso su un avversario in possesso di una chiara occasione da rete”

    Cagliari multato

    Il Giudice Sportivo ha poi deciso che il club rossoblù dovrà versare una multa di 4.000 euro, per lancio di tre fumogeni nel recinto di gioco da parte dei suoi tifosi durante la partita. Applicata comunque un’attenuante (prevista dall’articolo 29, comma 1, lettera b, del Codice di giustizia sportiva) che porta alla riduzione dell’importo della sanzione.

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  • Il Cagliari Primavera di Gallego c’è

    Ieri, al ritorno in campo dopo la lunga sosta, il Cagliari ha ottenuto un punto nel posticipo della sesta giornata del campionato Under 20 di Primavera 1, nel match col Monza. Grande rammarico in una partita dominata per molti minuti, ma impattata 1-1, grazie alla prodezza di Costa.

    Concretezza

    Se si eccettua il netto ko subito dall’Inter (attuale capolista) che vinse 6-1, la squadra di Gallego se la gioca con tutte e gli 8 punti in classifica dopo sei partite disputate, la mettono a -2 dai play-off. Certo il cammino è lungo, ma le premesse ci sono tutte. Il Genoa e la Lazio (entrambe a 10 punti) sono raggiungibili e, con quello che si è visto ieri in qualità, potranno anche essere scavalcate. A patto che ci sia ovviamente continuità.

    La classifica dopo la sesta giornata

    Come già scritto a guidare il gruppo delle 20 squadre, c’è l’Inter a 14 punti, due di vantaggio su Parma. Roma e Bologna e quattro su Lazio e Genoa. Nello scorso turno ha vinto solo il Bologna (netto 4-1 alla Lazio) e il Genoa (3-1 sul campo della Juventus) mentre l’Inter è stata fermata 2-2 dalla matricola Como, il Parma 1-1 in casa della Fiorentina campione d’Italia, e la Roma 1-1 dall’Empoli. A 9 punti, davanti al Cagliari c’è il Cesena, che ha sconfitto 2-1 il Torino, mentre dietro ai rossoblù si palesa il Lecce, corsaro 2-0 in casa dell’Hellas Verona. Con i pugliesi a 7 punti lo stesso Hellas Verina, ma anche il Sassuolo che ieri ha inflitto un 4-2 alla matricola Albinoleffe e il Milan ko 2-0 con l’Atalanta, che ha 6 punti come il Como. Il Torino con 5 ha gli stessi punti del Monza, uno in più su Fiorentina e Albinoleffe e 2 sull’inattesa cenerentola Juventus. Il momento dei bianconeri resta complicato. Tre punti nelle prime sei giornate, nessuna vittoria e l’ultimo posto in classifica rappresentano numeri lontani dalle aspettative della formazione di Simone Padoin. Anche il ko con il Genoa, subito a Vinovo contro il Genoa, ha infatti confermato le difficoltà di questo avvio

    Le nobili in difficoltà

    Torino e Atalanta sono state per anni il fiore all’occhiello del campionato Primavera. Adesso si trovano in difficoltà così come la Juventus ultima. Anche questo è segno di calcio che cambia anche livello giovanile.

    Il prossimo turno e la programmazione TV

    7ª giornata

    Venerdì 
    ore 15 | Parma-Bologna | Canale 60
    Sabato
    ore 11 | Lecce-Cesena | Primavera TV
    ore 11 | Milan-Cagliari | Canale 60
    ore 13 | Lazio-Inter | Canale 60
    ore 15 | Albinoleffe-Fiorentina | SoloCalcio
    ore 15 | Torino-Roma | Primavera TV
    Domenica
    ore 11 | Monza-Juventus | Canale 60
    ore 13 | Como-Hellas Verona | Primavera TV
    ore 13 | Empoli-Atalanta | Canale 60
    ore 15 | Genoa-Sassuolo | Primavera TV

     

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  • In avvio di Serie A col Venezia Stroppa ha fatto peggio anche del primo Allegri al Cagliari

    Questa mattina, come previsto dopo il ko del suo Venezia ieri per 3-1 in casa dell’Atalanta, per Giovanni Stroppa è arrivato l’esonero. Una decisone rimandata dalla società prima della lunga sosta è questa mattina invece messa in atto.

    Specialista in promozioni dalla B ma disastroso in A

    Al Crotone, Stroppa arriva nel 2018 in un momento complicato. Parte, viene esonerato, richiamato, rimette insieme i pezzi e nel giro di un anno cambia tutto: nella stagione 2019-2020 conduce i pitagorici a una promozione diretta in Serie A, riportando la squadra nella massima serie dopo due anni. Al Monza di Berlusconi scrive la storia con la prima Serie A del club, poi va alla Cremonese e centra un’altra promozione. Ma il rapporto con il massimo campionato è disastroso. Infatti l’ultima vittoria in Serie A risale al 17 gennaio 2021, alla guida del Crotone, quando la sua squadra di allora si impose con un netto 4-1 al Benevento. Da allora, però, una striscia negativa che recita 1 pareggio e 17 sconfitte nelle 18 partite fino a ieri in panchina. Il Monza lo esonerò dopo l’unico punto conquistato, l’1-1 alla guida del Monza sul campo del Lecce nel settembre 2022 e al suo posto promosse dalla Primavera Raffaele Palladino. Con questa sconfitta Stroppa ha dunque fatto 0 su 6, leggermente meglio fece il primo Max Allegri da allenatore del Cagliari. Che perse le prime cinque partite (1-4 con la Lazio, 2-0 a Siena, 0-1 con la Juventus, 1-0 con l’Atalanta e 2-0 a Lecce) prima di conquistare il primo punto nel sesto turno, pareggiando 0-0 col Milna.

    La scheda

    Giovanni Stroppa, classe 1968, è stato un ottimo trequartista da calciatore e certamente, un campione mancato date le sue doti. Appesi gli scarpini al chiodo, inizia ad allenare nel settore giovanile del Milan, scalando le gerarchie fino alla Primavera. Nel luglio del 2011 si accasa al Sudtirol, piazzandosi settimo in Serie C. L’estate successiva, per lui, c’è il neopromosso Pescara e rimasto orfano di Zeman. A novembre, però, si dimette dopo 11 punti in 13 partite. A giugno del 2013 diventa allenatore dello Spezia (in Serie B), salvo poi essere esonerato il 14 dicembre. Rimane libero sino all’aprile del 2015, quando torna in Serie C e al Sudtirol che porta al decimo posto per due anni consecutivi. Nel 2016 la prima soddisfazione della sua carriera: prende il posto di De Zerbi sulla panchina del Foggia e riesce a portarlo in Serie B dopo quasi 20 anni di assenza. Sempre col Foggia si aggiudica anche la Supercoppa di Lega Pro ai danni del Venezia, allora allenato da Pippo Inzaghi e della Cremonese. L’anno successivo, invece, riesce a salvare i pugliesi, piazzandosi addirittura vicino ai playoff dopo un inizio difficile. Il resto è storia scritta nelle righe precedenti.

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  • Serie A 2026/2027, rivivi la sesta giornata con la sintesi delle 10 partite giocate

    La serie A è ripartita, con gli anticipi di sabato scorso, dopo essere stata ferma per la lunga sosta delle nazionali. In testa ci sono due squadre (Inter e Lazio a 15 punti) inseguite dalla Roma a 13 e la meraviglia Cagliari al quarto poso in piena zona Champions con 13. I rossoblù si godono questo gran momento, che vede loro davanti a compagini in lotta per lo scudetto come Milan, Juventus, Como e Napoli. In coda, 0 punti dopo sei partite, il Venezia ha esonerato il tecnico Stroppa.

    Cosa è accaduto nelle dieci gare del sesto turno

    Genoa-Fiorentina 2-1 (sabato)

    Rossoblù avanti al 7′ con il terzo gol in campionato di Osmajic, che mette in rete un tiro-cross dalla destra di Ellertsson. Il Grifone raddoppia al 15’ con Messias, che raccoglie un assist sempre del montenegrino. Nella ripresa i viola accorciano al 73’ con un tiro di Jimenez deviato nella propria porta da Vasquez, poi Ndour prende un palo nel finale. Per il Genoa prima vittoria in campionato.

    Inter-Parma 3-0 (sabato)

    I campionai d’Italia ripartono dopo la sosta con un successo a San Siro. Un pasticcio tra Corvi e Keita regala a Sucic la rete del vantaggio, poi il rigore di Calhanoglu e il destro incrociato di Thuram arrotondano il punteggio già prima dell’intervallo. Vittoria da ex per Chivu, esordio amaro per Gilardino, che due settimane fa aveva preso il posto di Cuesta che aveva rescisso il contratto.

    Napoli-Frosinone 3-0 (sabato)

    La sosta per le nazionali ha fatto molto bene a Kevin De Bruyne trascinatore nella vittoria sui laziali. Il belga realizza una doppietta, segna su rigore (ripetuto dopo l’errore di Hojlund) e poi nel finale, al 94′ per chiudere il match. Nel primo tempo anche il gol al 32′ di Lang. Punita forse eccessivamente nel punteggio la squadra di Alvini che ha disputato comunque una buona gara. Il Napoli sale a 10 punti.

    Como-Roma 0-0 (domenica)

    Secondo pareggio di fila per la squadra di Gasperini che, dopo il 2-2 con l’Inter, impatta in inferiorità numerica nella ripresa al Sinigaglia. In avvio chance per Dybala, attento Gollini su Nico Paz. Palo di Pellegrini, schierato titolare dopo 6 mesi. Ci provano anche Caqueret e Malen, che al 53′ rimedia un rosso diretto per l’entrata su Kaiki. Perrone spreca il vantaggio, tentativi di Paz e Rodriguez nel finale

    Lazio-Monza 3-1 (domenica)

    La squadra di Gattuso soffre ma vince ancora e resta in testa alla classifica insieme all’Inter. Nuno Tavares sblocca dopo 3’ con una gran botta di sinistro da fuori area, raddoppia Isaksen ispirato da Noslin che al 35’ costringe Lucchesi al fallo da rosso. Nonostante l’uomo in meno, il Monza si trasforma nella ripresa: dopo pochi secondi accorcia con Goglichidze e sfiora addirittura il pari in più occasioni, con Mandas decisivo su Dany Mota. Nel finale Pinamonti la chiude

    Lecce-Bologna  1-2 (domenica)

    A sbloccare il risultato è proprio l’attaccante rossoblù al 17’, con una spettacolare conclusione in acrobazia su assist di Cambiaghi. Al 64′ il pari salentino con Fatah, prima del gol da tre punti di Enem (ancora su assist di Cambiaghi). La squadra di Palladino sale così a quota 5 punti grazie alla prima vittoria stagionale, utile ad allontanare la zona pericolosa della classifica. Ferma a quota 6 la squadra di Di Francesco.

    Sassuolo-Milan 1-1 (domenica)

    Al Mapei Stadium succede tutto nella ripresa: Rabiot porta avanti il Milan con un sinistro di potenza, immediato il pari di Odenthal, in mischia. Decisivo Muric in più occasioni, soprattutto nel finale del primo tempo quando dice di no a Ramos (due volte in pochi secondi), Moreira e Pavlovic. Rossoneri in ansia per Gabbia (infortunio muscolare in avvio), ko anche Leysen

    Cagliari-Juventus 1-1

    Atalanta-Venezia 3-0 (ieri)

    Dopo la sconfitta di Torino contro la Juventus nell’ultimo turno di campionato, gli orobici sono tornati a vincere e lo hanno fatto anche in maniera netta alla New Balance Arena. Parte fortissimo la squadra di Sarri, che segna con Kessié e Krstovic al 4′ e al 7′. Al 31′ ancora l’attaccante realizza la sua personale doppietta e chiude virtualmente il match. Al 37′ prova a riaprirla Hainaut ma nella ripresa l’Atalanta controlla e porta a casa il risultato- Per il Venezia, 0 punti in sei gare,è notte fondissima. 

    Ore 20.45 Torino-Udinese 2-1 (ieri)

    Crisi profonda per gli ospiti, alla quarta sconfitta di fila, i quali non riescono a risollevarsi e hanno perso al termine di una gara molto intensa. La gara si accende nel finale di primo tempo con il vantaggio granata firmato da Bragança. Il pareggio friulano porta la firma di Ekkelenkamp, ma nella ripresa Bertola e Okoye combinano un pasticcio e Kulenovic può appoggiare in rete il pallone che vale la vittoria per il Toro di Abate.

    Potete leggere la classifica all’interno del nostro sito

    Il prossimo turno

    7^ GIORNATA

    Venerdì
    Ore 20.45 Frosinone-Sassuolo (Dazn)
    Sabato
    Ore 18 Bologna-Inter (Dazn)
    Ore 20.45 Roma-Genoa ( Dazn e Sky)
    Domenica
    Ore 12.30 Udinese-Lecce (Dazn)
    Ore 15 Fiorentina-Como (Dazn)
    Ore 18 Milan-Atalanta (Dazn / Sky)
    Ore 20.45: Juventus-Lazio (Dazn)
    Lunedì
    Ore 18.30 Monza-Cagliari (Dazn)
    Ore 20.45 Parma-Torino (Dazn e Sky)

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  • Mendy, la Gazzetta celebra il colpaccio: “Preso a 10mila euro, oggi è oro”

    Paul Mendy è una delle grandi sorprese del Cagliari di questo inizio di stagione. Il 19enne attaccante senegalese, arrivato in Sardegna con un investimento minimo, si è rapidamente trasformato in una delle pedine più importanti della squadra di Fabio Pisacane. La sua crescita è diventata evidente partita dopo partita, fino a renderlo praticamente imprescindibile nel reparto offensivo rossoblù.

    La Gazzetta dello Sport ha dedicato un approfondimento a firma del giornalista Francesco Velluzzi al percorso del giovane centravanti, sottolineando il valore dell’operazione compiuta dal Cagliari e il rendimento mostrato dal giocatore.

    Preso per 10 mila euro

    La storia di Mendy comincia con un investimento sorprendentemente contenuto. Il Cagliari lo ha prelevato nel febbraio 2025, quando il giocatore aveva 18 anni, da un club della seconda divisione senegalese. L’operazione è costata appena 10 mila euro.

    Una scommessa che oggi assume un valore completamente diverso, considerando la centralità conquistata dall’attaccante nella squadra rossoblù. Dopo un primo periodo di ambientamento, Mendy ha progressivamente convinto l’ambiente, fino a diventare il riferimento centrale dell’attacco.

    Dalla rete di Bergamo all’assist per Maldini

    Il percorso di crescita è stato accompagnato da prestazioni sempre più convincenti. La Gazzetta sottolinea il rendimento del giovane attaccante, capace di contribuire non soltanto attraverso i gol, ma anche con il lavoro al servizio dei compagni.

    Tra i momenti più significativi viene ricordato il gol realizzato a Bergamo e l’assist fornito a Daniel Maldini, una giocata che ha confermato la capacità del senegalese di incidere anche nella costruzione delle azioni offensive.

    Il suo modo di interpretare il ruolo è fatto di fisicità, movimenti e disponibilità al sacrificio. Quando il Cagliari recupera palla e riesce a ripartire rapidamente, Mendy può diventare particolarmente pericoloso.

    La crescita sotto gli occhi di Pisacane

    Una parte importante della trasformazione del giocatore è arrivata attraverso la fiducia ricevuta dall’allenatore. Fabio Pisacane ha scelto di puntare sul giovane centravanti, concedendogli continuità e responsabilità. Una decisione che sembra aver favorito anche la crescita sul piano della personalità.

    La Gazzetta evidenzia proprio questo aspetto: Mendy ha iniziato a giocare con maggiore naturalezza dopo aver superato il peso iniziale legato alla nuova realtà e alle aspettative. Il suo percorso dimostra quanto possa essere importante concedere tempo e fiducia a un giovane arrivato da un contesto completamente diverso.

    A soli 19 anni, Mendy ha davanti a sé un percorso ancora lungo e la possibilità di migliorare ulteriormente attraverso la continuità.

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