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A dieci anni dalla scomparsa di Claudio Olinto de Carvalho, Nenè, avvenuta il 3 settembre 2016, è il figlio Ruben a riaprire l’album dei ricordi. In una lunga intervista concessa a Maurizio Crosetti per la Repubblica, emerge il ritratto non soltanto di uno dei grandi protagonisti del Cagliari dello Scudetto, ma anche di un uomo descritto come gentile, generoso e profondamente legato alle persone incontrate lungo il proprio percorso.
Il ricordo assume un significato ancora più particolare perché coincide con il matrimonio dello stesso Ruben con Chiara Giulia, celebrato a Castagnole Piemonte. Durante le nozze è stato allestito un tavolo dedicato al padre, arricchito dalle sue fotografie.
Prima della Sardegna ci furono il Santos di Pelé e la Juventus. Nenè si mise in evidenza proprio durante un’amichevole disputata dal club brasiliano contro i bianconeri al Comunale di Torino il 26 giugno 1963. Giampiero Boniperti rimase impressionato dalle sue qualità e riuscì a convincerlo a trasferirsi in Italia, nonostante il brasiliano temesse soprattutto la lontananza dalla famiglia.
A Torino rimase soltanto una stagione. Il suo impiego da centravanti non ne valorizzava pienamente le caratteristiche e nel 1964 arrivò il passaggio al Cagliari, destinato a cambiare la sua carriera e la storia del club sardo.
In rossoblù Nenè trovò la propria dimensione ideale, prima sulla fascia e successivamente a centrocampo. Divenne uno degli uomini fondamentali della squadra che conquistò lo storico Scudetto 1969-70, costruendo con Gigi Riva un’amicizia destinata a superare abbondantemente i confini del campo.
Come Riva, Nenè scelse inoltre di continuare a vivere in Sardegna dopo la conclusione della carriera. Una terra che lo aveva adottato e nella quale il suo nome sarebbe rimasto legato per sempre alla stagione più gloriosa del calcio isolano.
Ruben rivendica anche una parte meno raccontata della carriera del padre: quella dell’allenatore. Nel settore giovanile della Juventus Nenè lavorò con calciatori destinati a una carriera importante, tra cui Sebastian Giovinco, Giuseppe Sculli e Claudio Marchisio.
Proprio Marchisio, ricorda il figlio, ha più volte attribuito a Nenè un insegnamento decisivo: utilizzare con efficacia entrambi i piedi. Un dettaglio che restituisce l’immagine di un tecnico attento alla formazione individuale prima ancora che al risultato.
La parte più dolorosa riguarda gli ultimi anni, segnati dall’Alzheimer. Con il progredire della malattia si rese necessario il ricovero in una struttura specializzata, ma Nenè non rimase solo. Gli ex compagni del Cagliari dello Scudetto continuarono a essergli vicini: Riva, Tomasini, Brugnera e Greatti, insieme a Copparoni, furono tra le presenze ricordate da Ruben.
Fu proprio Gigi Riva a telefonare al figlio nella notte in cui Nenè morì. Durante il funerale Rombo di Tuono depose sulla bara la maglia numero 8 del Cagliari, trasformando quel gesto nell’ultimo capitolo di un’amicizia nata sul campo più di mezzo secolo prima.
Ruben chiude il ricordo con un piccolo rimpianto: a suo giudizio di Nenè si parla troppo poco fuori dalla Sardegna. Nell’Isola, però, quella memoria continua a resistere. Perché il numero 8 brasiliano non appartiene soltanto alla fotografia dello Scudetto: appartiene a una delle pagine più preziose della storia del Cagliari.
The post Nenè, il figlio Ruben: “Un gentiluomo. Mai lasciato solo dagli ex compagni di Cagliari” appeared first on Calcio Casteddu.
A poche ore dal match dell’Unipol Domus tra Cagliari e Lecce, abbiamo intervistato l’ex difensore giallorosso Luigi Garzya. Oggi è un imprenditore ed è proprietario della Polisportiva San Cesario, nel suo paese natale in provincia di Lecce, dedicata ai giovani calciatori. Protagonista della Serie A negli anni Novanta anche con le maglie di Roma, Bari e Cremonese, presenta per i lettori di CalcioCasteddu il match delle 18:30.
“Un classico. Quando cambi tanto – vedi la Fiorentina – e la rosa viene modificata profondamente, è un problema. Chiaramente non si può ancora dire se i cambiamenti si possano rivelare positivi. Tutto è ancora da scoprire. I sardi hanno fatto diverse operazioni in più rispetto al Lecce: sono curioso di scoprire diversi ragazzi che sono arrivati in giallorosso, ma pure quelli portati dal Cagliari nelle ultime settimane“.
“Sarà un campionato duro, a dimostrazione che in Italia ci sia veramente tanta differenza tra chi lotta per i piani alti e chi invece deve salvarsi. Il Venezia e il Monza trovo che si siano rinforzate: sarà una Serie A avvincente e non scontata. Ma il divario resta molto ampio. Cagliari e Lecce, che mantengono la massima categoria nonostante i budget ridotti, sono da ammirare. Si tratta di mettere in campo conoscenza e competenza, altri strumenti rispetto ai capitali di cui magari dispongono altre società“.
“Il Cagliari, anche per l’assenza di Mina che rappresenta una pedina importante per una squadra in cerca della salvezza, lo trovo meno competitivo al centro della retroguardia. Reputo che sia il punto debole della squadra rossoblù e che la società avrebbe potuto fare di più in tal senso. Ora sta giocando Deiola al posto di Mina, un centrocampista. Kofler arriva dalla Serie B, Rodríguez è in gamba. Però senza la dovuta esperienza da affiancare a questi ragazzi, i rischi si moltiplicano soprattutto per una squadra che deve salvarsi. Io sono sempre dalla parte dei giovani, sia ben chiaro: ma sempre affiancati da pedine esperte. La Serie A, al minimo errore, ti punisce. Questo aspetto è necessario ricordarlo sempre“.
“All’inizio della stagione le squadre non possono essere al meglio, considerando che spesso i nuovi innesti sono tanti. Sulla carta si tratta di una partita tra dirette concorrenti future, potrebbero considerare positivo il pari“.
“Che sia una buona partita, ma guardo più avanti: faccio il tifo affinché sia il Cagliari che il Lecce preservino la categoria, per salvaguardare anche a livello geografico la presenza delle squadre del centro-sud in Serie A. È importante“.
“Nel Lecce spero Stulic, nel Cagliari mi piace Mendy. Un ragazzo interessante, che a volte ha delle pause. Quando si sveglia però, dimostra di avere delle buone qualità. Pisacane deve puntare giocoforza su di lui, visto il momento dell’attacco a corto di pedine. Dispiace che Belotti non abbia potuto continuare lì, in una mia ipotetica squadra da allenare lo farei sempre giocare. Posso dire che la società isolana abbia fatto un mercato difficile da interpretare“.
“In generale, mi fanno impazzire i trasferimenti di giocatori non pronti per scendere in campo. Siamo nel 2026: è mai possibile fare una sessione lunga due mesi? Dimezzando questo periodo, sarebbe già diverso. Non ha senso che dei giocatori arrivino a fine mercato, quando i compagni hanno già svolto tutta la preparazione e sanno bene cosa vuole l’allenatore“.
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La Fiorentina è la prima società di Serie A a cambiare allenatore nella stagione 2026-27. La pesante crisi di inizio campionato è costata la panchina a Fabio Grosso, sollevato dall’incarico dopo la sconfitta interna contro il Torino.
Tre giornate sono state sufficienti alla dirigenza viola per intervenire. Un avvio da incubo, raccontato in maniera impietosa dai numeri: tre sconfitte in altrettante partite, un solo gol realizzato e nove incassati.
La sconfitta del Franchi contro il Torino ha rappresentato il punto di non ritorno. La Fiorentina non è riuscita a invertire una tendenza negativa già evidente nelle prime due giornate e la società ha optato per una soluzione drastica, interrompendo anticipatamente il rapporto tecnico con Grosso.
Non è solamente la classifica a preoccupare. Il dato dei nove gol subiti, una media di tre a partita, fotografa le difficoltà soprattutto nella fase difensiva. All’altro capo del campo la situazione non è migliore: appena una rete segnata in 270 minuti di campionato.
Un cortocircuito tra le due fasi che ha convinto il club a non concedere ulteriore tempo al tecnico.
Dopo tre turni i viola sono ancora fermi a zero punti. Il cambio in panchina arriva quindi quando il campionato è appena cominciato, nel tentativo di impedire che un avvio negativo possa trasformarsi in una crisi molto più profonda.
La decisione rende la Fiorentina anche protagonista di un primato poco desiderabile: quella viola è la prima panchina a saltare nella Serie A 2026-27.
Adesso l’attenzione si sposta inevitabilmente sul successore. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, il principale candidato è Paolo Vanoli.
Per lui si tratterebbe di un ritorno sulla panchina della Fiorentina, soluzione che permetterebbe alla società di affidarsi a un tecnico che conosce già l’ambiente e potrebbe avere tempi di adattamento ridotti.
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La Formula 1 domina buona parte delle copertine sportive di oggi, ma il calcio trova comunque spazio soprattutto attraverso il pareggio tra Juventus e Milan e la situazione sempre più delicata della Fiorentina. Il protagonista calcistico della giornata è Federico Gatti, autore al 92’ della rete che ha evitato ai bianconeri la sconfitta.
La Gazzetta dello Sport concentra il proprio spazio calcistico sul risultato del big match. Il titolo scelto dalla Rosea è netto: “Troppo poco”. Il Milan era passato avanti con Cissé, ma nel recupero è arrivata la risposta di Gatti, che ha fissato il risultato sul pareggio.
La copertina segnala anche la crisi della Fiorentina: la posizione di Fabio Grosso appare ormai compromessa e il quotidiano indica Paolo Vanoli come possibile soluzione per la panchina viola.
Scelta particolare per Il Corriere dello Sport, che dedica praticamente l’intera prima pagina al successo di Kimi Antonelli a Monza. Corsport, almeno nella copertina allegata, non propone quindi veri richiami calcistici di primo piano, lasciando il pallone fuori dal racconto principale della giornata.
Una decisione editoriale insolita per il quotidiano romano, dettata però dall’eccezionalità dell’impresa italiana in Formula 1.
È Tuttosport a sviluppare maggiormente il tema Juventus-Milan. Il quotidiano torinese titola “Più cuore che gol, Juve grazie Gatti”, sottolineando il carattere della squadra di Spalletti ma anche le difficoltà offensive.
Il Milan viene raggiunto nel finale dopo il vantaggio di Cissé, mentre vengono evidenziate le prestazioni poco convincenti di Kolo Muani e Ramos. Segnali migliori arrivano invece da Woltemade, descritto come grintoso al debutto.
In basso torna anche il caso Fiorentina: “La Fiorentina esonera Grosso!”. Spazio infine al Torino, con un approfondimento dedicato a Ché Adams, dal possibile addio al rilancio con gol e rinnovo.
The post Buon lunedì! Le prime pagine sportive in edicola appeared first on Calcio Casteddu.
Quotidiani sportivi: le prime pagine di oggi
Cagliari-Lecce, probabili formazioni e dove vederla
Gaetano salta Atalanta-Cagliari: l’ex rossoblù fermato dalla squalifica
Mancini prepara la nuova Italia: tra i preconvocati anche Romano
Belotti-Modena, accordo raggiunto: il Gallo pronto a ripartire in gialloblù
Pisacane: “No a bocciature. Però la gara di Coppa è una ferita”
Pisacane: “Winks ha caratteristiche uniche nella nostra rosa. Mendy? Meglio accanto a un altro attaccante”
Lecce, Di Francesco: “Il Cagliari ha un assetto tattico preciso e ha inserito giovani di qualità”
Come dare torto a Di Francesco: “Mercato durante il campionato? Non va per nulla bene”
Atalanta, Sarri: “Rosso a Gaetano errore palese dell’arbitro”
Cagliari-Lecce, 332 tifosi salentini attesi all’Unipol Domus
Cagliari-Lecce, i 25 convocati di Pisacane
Cagliari-Lecce, vota la formazione dei TifosInRete
Cagliari-Lecce, Amato: “Confido in una gara aperta. 6,5 al mercato di entrambe”
Cagliari-Lecce, la probabile formazione di CalcioCasteddu
Verona-Arezzo 5-0, Zappa apre le marcature
The post La giornata rossoblù su CalcioCasteddu: il riassunto appeared first on Calcio Casteddu.
Serata da ricordare per Gabriele Zappa. Il laterale destro, passato recentemente dal Cagliari al Verona dopo sei stagioni trascorse in Sardegna, ha trovato il suo primo gol con la nuova maglia nel largo successo degli scaligeri contro l’Arezzo.
Il Verona si è imposto con un netto 5-0, confermando il buon momento vissuto dopo aver eliminato proprio il Cagliari dalla Coppa Italia all’Unipol Domus. Ma, dal punto di vista rossoblù, la notizia principale arriva proprio dall’ex numero 28.
Dopo un primo tempo senza reti, è stato Zappa a sbloccare la partita al 50° minuto, dando il via alla goleada veronese.
Una soddisfazione immediata per il difensore, che ha lasciato il Cagliari soltanto nelle battute finali del mercato estivo dopo essere stato uno dei protagonisti più continui delle ultime stagioni rossoblù.
Il gol rappresenta così il primo squillo offensivo della sua nuova esperienza, arrivato a pochi giorni dal ritorno da avversario all’Unipol Domus in Coppa Italia. E tanti applausi.
La serata propone anche una curiosa concatenazione di risultati. L’Arezzo, travolto dal Verona, era stato infatti eliminato proprio dal Cagliari nel precedente turno della seconda competizione nazionale.
Successivamente gli stessi rossoblù sono usciti di scena per mano degli scaligeri. Tre squadre che, nel giro di poche settimane, si sono incrociate tra Coppa e campionato disegnando una piccola traiettoria calcistica piuttosto singolare.
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Alla vigilia di Cagliari-Lecce torna il consueto appuntamento della redazione di CalcioCasteddu con la probabile formazione rossoblù. Per la sfida di domani, valida per la terza giornata di Serie A, Fabio Pisacane deve fare i conti con diverse assenze, soprattutto nel reparto offensivo, ma potrebbe essere orientato a non modificare l’impianto tattico utilizzato nelle ultime uscite.
Fuori dalla lista Mina, Kevin Carlos, Nzola, Idrissi e Sugawara. Per aumentare le alternative in avanti è stato nuovamente aggregato il giovane Sugamele, ragazzo della Primavera.
La sensazione è che Pisacane possa confermare il 4-3-2-1, il cosiddetto Albero di Natale. Davanti a Caprile, la linea difensiva dovrebbe vedere Zé Pedro sulla destra, con Deiola e Rodríguez al centro e Obert sulla corsia opposta.
La scelta di Zé Pedro appare particolarmente significativa considerando l’indisponibilità burocratica di Sugawara, che non può ancora essere impiegato. Il portoghese resta quindi l’unico riferimento sulla fascia destra, dopo aver saltato la gara di Coppa Italia in quanto acciaccato già prima di Cagliari-Inter.
A centrocampo la nostra proposta prevede l’inglese Winks nel cuore della manovra, affiancato da Romano e Fazzini.
Un terzetto che garantirebbe qualità nel possesso, dinamismo e capacità di accompagnare l’azione offensiva. Pisacane avrebbe comunque numerose alternative, da Gagliardini a Massolin, passando per Liteta e gli altri giovani presenti nella lista dei convocati.
Sulla trequarti dovrebbero agire Adopo e Maldini, con libertà di movimento alle spalle dell’unica punta.
Davanti la nostra scelta ricade su Mendy, chiamato a occupare l’area e offrire un riferimento centrale in assenza di Nzola e Kevin Carlos.
Cagliari (4-3-2-1): Caprile; Zé Pedro, Deiola, Rodríguez, Obert; Romano, Winks, Fazzini; Adopo, Maldini; Mendy.
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Il Lecce potrà contare su un sostegno importante anche lontano dal Salento. Saranno infatti 332 i tifosi giallorossi presenti domani sera all’Unipol Domus per assistere alla sfida contro il Cagliari, valida per la terza giornata del campionato di Serie A.
Una partecipazione significativa, considerando la distanza da affrontare e le inevitabili difficoltà logistiche legate a una trasferta in Sardegna.
Il settore riservato ai sostenitori della squadra ospite dispone complessivamente di 415 posti. Con 332 presenze confermate, lo spicchio dell’impianto sarà quindi occupato per circa l’80% della propria capienza.
Un colpo d’occhio importante per una partita che vedrà entrambe le tifoserie chiamate a sostenere le rispettive squadre in un appuntamento già interessante per la classifica.
I sostenitori salentini accompagneranno dunque la formazione di Eusebio Di Francesco in una trasferta che si annuncia impegnativa. Per il Lecce sarà importante provare a raccogliere punti sul campo di un Cagliari che, davanti al proprio pubblico, cercherà di dare una svolta positiva a questo primo segmento di stagione.
Dall’altra parte l’Unipol Domus si prepara come sempre a spingere i rossoblù di Fabio Pisacane, ma nel settore ospiti non mancheranno colori, cori e bandiere giallorosse.
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Il collega di CalcioLecce, Alessio Amato, presenta per i nostri lettori l’avversario del Cagliari e la partita di domani all’Unipol Domus: la nostra intervista alla vigilia del match.
“Nelle prime tre gare ufficiali, Di Francesco ha utilizzato dei moduli differenti: 4-2-3-1 e 4-3-3 figli della sua storia, se vogliamo; il 3-5-2 contro la Roma si è rivelato poi un flop mostruoso, in cui i salentini hanno di fatto consegnato la partita. L’umore non è tuttavia basso, si tratta ora di affrontare uno scontro diretto in cui c’è desiderio di riscatto“.
“Do un 6,5 al mercato del Lecce. I giallorossi sembrano migliorati sulla carta, seppur in maniera minima, rispetto alla scorsa stagione. Aver tenuto il portiere Falcone e il difensore Tiago Gabriel è un aspetto molto importante. C’è stato il caso Banda, però visto l’atteggiamento del giocatore non credo che il Lecce ci abbia perso. Stesso voto al mercato del Cagliari: ci sono diversi giocatori su cui c’è curiosità, come Kevin Carlos“.
“Entrambi hanno meritato la riconferma, con Pisacane che ha però mostrato qualcosina in più. Hanno fatto un buon lavoro nel 2025-26 e iniziato fuori casa in campionato con un successo“.
“Potremmo vedere una partita abbastanza aperta. Il Lecce, secondo quanto ha affermato lo stesso Di Francesco, desidera giocare meglio sotto il profilo della manovra anche grazie all’avvicendamento tra Ramadani e Ilic in mediana. Credo che i giallorossi proveranno a dire la loro, nella ricerca dell’equilibrio. Il Cagliari parte favorito sulla carta, credo non sarà una gara eccessivamente bloccata“.
“In casa Lecce menziono Monteiro, sostituto designato di Banda. Dico invece il nome di Fazzini per quanto riguarda i rossoblù. Sull’ex Fiorentina c’è parecchia curiosità su come proverà a riscattarsi a Cagliari, dopo stagioni contraddittorie“.
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Tifosi rossoblù, adesso la formazione la decidete voi. Alla vigilia di Cagliari-Lecce, gara valida per la terza giornata del campionato di Serie A, torna il consueto appuntamento di CalcioCasteddu con il sondaggio dedicato alle vostre scelte.
Fabio Pisacane ha convocato 25 calciatori per la sfida contro i salentini. Tocca ora ai lettori indicare il modulo preferito e gli undici interpreti che vorrebbero vedere dal primo minuto.
Caprile titolarissimo tra i pali: alle sue spalle Radunovic e Sherri.
Il reparto arretrato presenta invece sei elementi con carenze al centro: ecco Zé Pedro, Rodríguez, Kofler, Aurelio, Obert e Grandu. Una lista che rende quasi obbligata la costruzione della linea difensiva, anche alla luce delle assenze – Mina più il lungodegente Idrissi e Sugawara ancora senza il visto per poter giocare – che accompagneranno i rossoblù verso la gara dell’Unipol Domus.
È soprattutto nella zona centrale del campo che Pisacane dispone del maggior numero di soluzioni. Il gruppo è composto da Romano, Winks, Adopo, Fazzini, Deiola, Ciervo, Gagliardini, Liteta, Akarakiri, Sulev e Massolin.
Qualità, fisicità, esperienza e gioventù permettono di immaginare combinazioni molto differenti a seconda del sistema di gioco scelto.
In attacco figurano Felici, Mendy, Sugamele, Fadera e Maldini. Anche qui il sondaggio potrà offrire indicazioni interessanti sulle preferenze dei tifosi, tra chi vorrebbe maggiore profondità, chi punta sulla tecnica e chi preferisce una soluzione più mobile. Nzola e Kevin Carlos assenti.
Il meccanismo è quello di sempre: prima il modulo, poi gli interpreti.
Questi i 25 convocati:
Portieri: Caprile, Radunovic, Sherri.
Difensori: Zé Pedro, Rodríguez, Kofler, Aurelio, Obert, Grandu.
Centrocampisti: Romano, Winks, Adopo, Fazzini, Deiola, Ciervo, Gagliardini, Liteta, Akarakiri, Sulev, Massolin.
Attaccanti: Felici, Mendy, Sugamele, Fadera, Maldini.
In basso potete esprimere le vostre preferenze e comporre il Cagliari ideale da schierare contro il Lecce. Domani il campo darà la risposta di Pisacane, oggi tocca ai tifosi.
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