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Il mandato negoziale non c’è ancora ma il Consiglio federale ha deciso di elaborarlo. È già un passo avanti: entro la fine dell’anno il governo dovrebbe definire nei dettagli questo mandato, per dare inizio a quelli che potremmo chiamare i “Bilaterali 3”. Naufragata due anni e mezzo fa l’opzione chiamata “accordo quadro”, ora Berna ci riprova con una nuova soluzione, che però ricalca su per giù quanto discusso in passato con l’UE.
Da sciogliere sempre e ancora il nodo del capitolo istituzionale e il ruolo della Corte europea di giustizia che, in particolare l’UDC non vuole possano interferire con l’ordinamento elvetico. Il nuovo pacchetto comprende però ambiti nuovi – elettricità e sicurezza alimentare ad esempio – che estendono la portata di un possibile accordo, e quindi anche le chances che possa essere accettato dal mondo politico unitamente, come spesso accade nel nostro Paese, anche dal popolo.
Tuttavia, ancora prima che il governo comunicasse l’intenzione di aprire questi negoziati, i sindacati hanno voluto far sentire la propria voce e il proprio dissenso. A loro dire quanto discusso finora metterà a repentaglio il mercato del lavoro svizzero e aumenterà la pressione sui livelli salariali in vigore nei nostro Paese. Due gli ambiti che preoccupano maggiormente, quello dei lavoratori distaccati e quello delle agenzie di lavoro interinale.
Ne parliamo con:
Vania Alleva, presidente del sindacato Unia;
Monika Rühl, direttrice di economiesuisse.
Per uno sguardo storico su mezzo secolo di accordi bilaterali avremo con noi anche Tomas Miglierina, già corrispondente RSI a Bruxelles.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Il mandato negoziale non c’è ancora ma il Consiglio federale ha deciso di elaborarlo. È già un passo avanti: entro la fine dell’anno il governo dovrebbe definire nei dettagli questo mandato, per dare inizio a quelli che potremmo chiamare i “Bilaterali 3”. Naufragata due anni e mezzo fa l’opzione chiamata “accordo quadro”, ora Berna ci riprova con una nuova soluzione, che però ricalca su per giù quanto discusso in passato con l’UE.
Da sciogliere sempre e ancora il nodo del capitolo istituzionale e il ruolo della Corte europea di giustizia che, in particolare l’UDC non vuole possano interferire con l’ordinamento elvetico. Il nuovo pacchetto comprende però ambiti nuovi – elettricità e sicurezza alimentare ad esempio – che estendono la portata di un possibile accordo, e quindi anche le chances che possa essere accettato dal mondo politico unitamente, come spesso accade nel nostro Paese, anche dal popolo.
Tuttavia, ancora prima che il governo comunicasse l’intenzione di aprire questi negoziati, i sindacati hanno voluto far sentire la propria voce e il proprio dissenso. A loro dire quanto discusso finora metterà a repentaglio il mercato del lavoro svizzero e aumenterà la pressione sui livelli salariali in vigore nei nostro Paese. Due gli ambiti che preoccupano maggiormente, quello dei lavoratori distaccati e quello delle agenzie di lavoro interinale.
Ne parliamo con:
Vania Alleva, presidente del sindacato Unia;
Monika Rühl, direttrice di economiesuisse.
Per uno sguardo storico su mezzo secolo di accordi bilaterali avremo con noi anche Tomas Miglierina, già corrispondente RSI a Bruxelles.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.

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