"L’ombra dello scorpione" (titolo originale "The Stand") è molto più di un romanzo post-apocalittico. Dopo che il supervirus Captain Trips cancella il 99% dell’umanità, il vero conflitto non è sopravvivere, ma scegliere che mondo costruire dalle macerie. Tra la Zona Libera di Boulder, guidata dalla speranza di Mother Abagail, e la Las Vegas tirannica dell’Uomo Nero, Randall Flagg, Stephen King mette in scena un’epopea corale sul libero arbitrio, sul potere e sulla responsabilità: non solo bene contro male, ma democrazia contro totalitarismo, comunità contro paura. Più che un horror, un grande romanzo politico, filosofico e profondamente americano, dove la vera battaglia è per l’idea stessa di futuro.
Paolo Nardi Books
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