Circolo Culturale Tolkeniano - di Paolo Nardi

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Circolo Culturale Tolkeniano - di Paolo Nardi episodes

  • Tolkien in Italia. I Campi Hobbit
    Alla fine degli anni Settanta, mentre l’Italia viveva gli anni di piombo e la politica era dominata da Democrazia Cristiana e Partito Comunista, un gruppo di giovani del Movimento Sociale Italiano (MSI) decise di rompere con il passato e reinventare la destra. Nacquero così i famigerati Campi Hobbit: raduni giovanili, festival culturali e veri e propri laboratori politici ispirati al mondo del "Signore degli Anelli" di Tolkien, che fu utilizzato per dare alla destra una nuova identità. Tra musica, dibattiti, radio libere e simboli fantasy, quei ragazzi provarono a costruire una “nuova destra”, libera dal nostalgismo fascista e capace di dialogare con la modernità.
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    17 min
  • Gli Orchi nella Quarta Era
    Dopo la caduta di Sauron, gli Orchi sembrano destinati all’estinzione. Per Tolkien però il Male non scompare: cambia forma. La possibile scomparsa fisica degli Orchi coincide con la loro sopravvivenza morale come corruzione umana. Da "The New Shadow" alla guerra moderna, dalla Macchina alla deumanizzazione, l’Orco diventa lo specchio dell’uomo quando abdica alla propria bussola morale.
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    14 min
  • L'Introduzione di Elémire Zolla al Signore degli Anelli
    Uno dei capitoli più affascinanti e controversi della ricezione del "Signore degli Anelli" in Italia è la lettura “tradizionale” inaugurata da Elémire Zolla con la sua celebre (e discussa) Introduzione all’edizione Rusconi del 1970: una reinterpretazione simbolica ed esoterica che ha trasformato personaggi e temi del romanzo in archetipi iniziatici legati ai simboli eterni. Una visione che ha avuto successo e fatto proseliti, ma che ha distorto il pensiero dell'autore, spesso spiegandolo alla luce di elementi esterni alla sua poetica.
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    19 min
  • True Crime nella Contea
    Nella Contea esiste un vero episodio di “cronaca nera” nascosto nelle note di Tolkien: Perla Tuc, sorella maggiore di Pipino, è sospettata di aver causato la morte della temutissima Lalia la Grande, finita giù per una scalinata insieme alla sua sedia a rotelle. Ufficialmente è un incidente… ma poco dopo Pearl riappare con una collana preziosissima del tesoro dei Tuc. Coincidenza o omicidio politico?
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    11 min
  • Tolkien - dolore e memoria
    C’è una malinconia profonda che attraversa tutta l’opera di Tolkien: un senso di perdita, di memoria, di esilio nel tempo. Ma come riesce a trasmettere emozioni così potenti? Michael Drout, nel suo "The Tower and the Ruin", spiega il concetto di "rovina testuale": Tolkien cioè costruisce le sue storie come antichi ruderi, monumenti di parole che evocano meraviglia e dolore insieme. Dal grido di Húrin nel "Silmarillion" alla malinconia che pervade "Il Signore degli Anelli", fino alla ferita mai rimarginata di Frodo, scopriamo come l’arte trasformi e benedica la perdita, togliendole ogni amarezza.
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    15 min
  • Tolkien e la fine della civiltà
    Un’opera inedita e sorprendente di Tolkien che non parla di Elfi, Anelli o Terre di Mezzo, ma di noi: "The Bovadium Fragments" è una satira feroce e profetica sul culto moderno del progresso, della velocità e della comodità, ambientata in una Oxford mascherata e raccontata come un falso saggio accademico. Automobili trasformate in idoli, una città distrutta dalle proprie invenzioni, studiosi del futuro ciechi davanti agli stessi errori del passato: Tolkien anticipa traffico, alienazione, rumore e paralisi della modernità con un’intelligenza spietata e attualissima. E soprattutto un monito: se la comodità diventa il nostro dio, cosa resta dell’umano? Forse siamo già tutti cittadini di Bovadium.
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    18 min
  • Il razzismo degli Elfi
    E se il vero male nella Terra di Mezzo non fosse solo l'Occhio di fuoco di Sauron o l'ombra di Morgoth? Andiamo oltre il male "cosmico" per esplorare una dinamica molto più scomoda e attuale: il razzismo elfico nel "Silmarillion". Dalla gerarchia nata con il Grande Viaggio – Vanyar, Noldor, Teleri, Sindar, Calaquandi, Moriquendi – fino al fratricidio di Alqualondë e alla Maledizione di Mandos, scopriremo come l’idea di superiorità fondata sulla “luce” e sulla stirpe abbia avvelenato dall’interno il mondo degli Elfi. Tre sono i casi emblematici: l’arroganza di Fëanor e il primo massacro tra Elfi; l'insulto razziale di Thingol ai Nani e la rovina del Doriath; il risentimento di Maeglin, figlio di un'unione segnata dall’odio, e il tradimento di Gondolin. Come messo in luce da Michael Drout in "The Tower and the Ruin", il punto è radicale (e forse scomodo): molte delle grandi tragedie della Prima Era non nascono da un demone esterno, ma da un sistema di privilegi, pregiudizi e gerarchie mai messi in discussione. Un male autoinflitto, che rende l’opera di Tolkien tragicamente realistica e incredibilmente attuale.
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    20 min
  • Tolkien e la liminalità
    Cosa succede quando si attraversa un confine? In questo video esploriamo la liminalità nell’opera di Tolkien: soglie, margini e luoghi di mezzo dove i personaggi cambiano e crescono. Dalla Contea ai suoi confini "spessi", dalle terre di Maggot alla casa di Tom Bombadil, vediamo come Tolkien usi gli spazi di transizione per parlare di trasformazione, pericolo e armonia tra mondi diversi. Un viaggio nei confini della Terra di Mezzo per scoprire perché, per Tolkien, è proprio ai margini che la vita diventa più ricca e significativa.
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    10 min
  • Tolkien, testi, stili e contraddizioni
    Per decenni è stato bollato come il capitolo "noioso" da saltare, ma "Il Consiglio di Elrond" è in realtà uno dei cuori segreti del "Signore degli Anelli". Scopriamo infatti che Tolkien usa dialoghi, documenti, poesie, contraddizioni e voci multiple per creare l’illusione di un mondo antico e stratificato. Come spiegato da Michael D.C. Drout nel suo "The Tower and the Ruin", non è semplice esposizione, ma archeologia letteraria: il punto in cui la Terra di Mezzo smette di sembrare un romanzo e inizia a sembrare una storia vera.
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    21 min
  • Perché la Terra di Mezzo ci sembra così reale?
    Michael D.C. Drout, nel suo recente saggio "The Tower and the Ruin", spiega perché la Terra di Mezzo sembra così incredibilmente vera e perché leggendo Tolkien abbiamo la sensazione di trovarci davanti a una storia riscoperta, più che inventata. La risposta sta nelle cornici narrative: Dai primi esperimenti con Ælfwine nel "Libro dei Racconti perduti", ai viaggi nel tempo de "La strada perduta", fino all’ambiziosa (e fallimentare) cornice accademica di "The Notion Club Papers", vediamo come Tolkien abbia lavorato per decenni per far sembrare la sua mitologia un manoscritto antico riportato alla luce. Il risultato? Il Libro Rosso della Marca Occidentale, la finzione geniale che trasforma "Lo Hobbit" e "Il Signore degli Anelli" in “documenti storici”. Non solo fantasy, ma l’illusione perfetta di un passato che non è mai esistito, e che pure ci sembra più reale della realtà.
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    11 min

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Dalla voce di Paolo Nardi una rilettura e comprensione dell'universo narrativo di Tolkien e di altri libri e film significativi per il nostro tempo.

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