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By Radio PopolareNews
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  • “Canzoni storte che raccontano storie di vita storte”: il nuovo album dei Santamarea
    Esce il 30 gennaio l’album di debutto dei Santamarea, band palermitana composta da quattro elementi - di cui tre fratelli di sangue - oggi nostra ospite di Volume. Il titolo del disco, “Anime Storte”, arriva dal siciliano “tortu”, aggettivo che in siciliano indica il fare le cose in modo “storto” e non convenzionale, e che diventa qui il filo conduttore dei brani. “E nato prima il concept dell’album”, racconta la band ai microfoni di Radio Popolare, “nostra madre usava spesso l’aggettivo siciliano ‘tortu’, ma ci ha ispirato anche un architetto di Vienna di nome Hundertwasser che basava la costruzione dei suoi edifici sulla linea storta, quindi abbiamo immaginato canzoni storte che raccontano storie di vita storte.”Il disco suona come un pop alternativo che parte dalla tradizione italiana per rivisitarla con suoni e influenze più internazionali, “dal poeta Gesualdo Bufalino a Patti Smith, da Pj Harvey a Franco Battiato”, spiega la band, e presenta testi che parlano di quotidianità ma affondano le radici nella cultura siciliana e le sue contaminazioni greche e arabe. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande ai Santamarea.
    25 min
  • “Inventare un’etnografia musicale immaginaria”: Banadisa racconta il nuovo album
    “Inumana Canicola Padana”, una frase tratta dal libro “Racconti ritrovati del Po” dell’etnografo Roberto Roda, ma anche il titolo del nuovo album di Banadisa, musicista originario del Polesine di recente ospite ai microfoni di Radio Popolare. “Mi ha sempre affascinato la storia del mio territorio e delle sue radici” spiega il musicista a Volume, ed è così che la regione geografica del basso veneto, spesso soggetta a un opprimente canicola estiva, finisce per incarnare il filo conduttore dei brani. L’intento è di raccontare in modo figurato la sofferenza e la resistenza alla fatica tipica di quelle parti, ma anche inventare un’etnografia musicale immaginaria. Il disco unisce infatti suoni arcaici, elettronica e folk a brani cantati in italiano, inglese, spagnolo e non solo: “Ho approfondito la ricerca del canto popolare e delle field recording” continua l’artista, “e poi è subentrato il desiderio di riscoprire il dialetto di casa, un ibrido tra veneto ed emiliano”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive di Banadisa.
    28 min
  • Nello spettacolo "In principio era la neve" Facchetti riflette sul rapporto fra umano e natura
    C’è una guerra in corso. Non è uno dei tanti conflitti sparsi per la Terra che riempiono le prime pagine dei giornali. È lo scontro più antico per cui non si vede pace all’orizzonte, quello tra uomo e natura, un conflitto aperto come quelli contro l’infanzia e contro il femminile. Un filo sottile lega le pulsioni distruttive dell’uomo che di volta in volta si accanisce contro le sue vittime. Con la natura non accade di meno; la natura vista come realtà da idealizzare da una parte o come forza brutale da soggiogare dall’altra, la stessa natura che comprende anche la nostra specie. E se i Giochi Invernali fossero l’occasione per fare pace con la natura per noi che viviamo ai piedi delle montagne? Queste alcune delle riflessione dell'attore, regista e drammaturgo Gianfelice Facchetti, in scena al Teatro della Cooperativa con "In principio era la neve". Gianfelice Facchetti ne ha parlato con Ira Rubini a Cult.
    10 min
  • Braccianti: si muore anche da regolari
    Mamadou viveva nel ghetto di Torretta Antonacci, accanto a San Severo nel foggiano, simbolo da oltre un decennio delle baraccopoli dove i braccianti per lo più africani vivono, per così dire, senza acqua, luce e diritti esemplari. Mamadou aveva un contratto di lavoro ed era regolare, cosa che non lo ha protetto, perché lo sfruttamento dei lavoratori stranieri è feroce. Per questo protestano sindacati come USB che chiama a una manifestazione a Foggia e tutti coloro che lavorano da un decennio non solo nella denuncia ma nella proposta: “Ci vuole una sanatoria umanitaria per tutti coloro che vivono nei ghetti, alcuni ci vivono da più di dieci anni, e cosa più grave abbiamo chiesto che fossero spesi gli oltre 100 milioni destinati dal Pnrr alla cosiddetta de-ghettizzazione e che non sono stati spesi”, spiega Leonardo Palmisano, delegato alle migrazioni e all’antimafia sociale per il Pd Puglia, che ci racconta ricatti, bugie, inerzia di una storia che fa ricchi pochi noti nel silenzio delle istituzioni della Repubblica. “Il paradosso è che la sanatoria spingerebbe molti braccianti ad andarsene perché ormai ritengono insopportabili le condizioni di vita qua e non aspettano che di andarsene”. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampagli.
    9 min
  • La Grazia di Milvia Marigliano è nella libertà di Coco Valori, che irride il potere
    Coco Valori, nel film “La Grazia” di Paolo Sorrentino, è l’amica più antica di Mariano De Santis. È l’unica persona di cui il presidente segue i consigli ed è l’unica che può permettersi di criticarlo. L’attrice Milvia Marigliano è Coco Valori: ironica, ruvida e severa quando serve, un po’ Grillo Parlante e un po’ Cassandra. Il rapporto che si crea tra lei e Toni Servillo è spesso esilarante e fa emergere gli aspetti più umani di un uomo politico che non riesce a decidersi su quello che è più opportuno per il Paese, mentre si corruccia nel dubbio e nel dolore per la sua vedovanza. “Un po’ la invidio, perché Coco irride il potere. È una donna libera e questo ha un prezzo: la solitudine. Non sarebbe la stessa cosa per un uomo” dice l’attrice Milvia Marigliano, figura centrale del teatro a Milano e che ha appena ricevuto il Premio Duse. Con Paolo Sorrentino aveva già lavorato in “Loro” e in “The Young Pope”. Al microfono di Barbara Sorrentini racconta i retroscena del suo personaggio e del film “La Grazia”.
    17 min
  • Olivia Belli, la più promettente pianista italiana del momento
    Sabato 24 gennaio Stay Human ha ospitato un’intervista a Olivia Belli, la più promettente pianista italiana del momento. Il nuovo lavoro, i tour in giro per il mondo, la scelta di vivere in campagna, l'impegno a favore dell'ambiente, i suoi sogni, il film dove vorrebbe abitare... Ascolta l'intervista di Claudio Agostoni a Olivia Belli.
    29 min
  • I Julie’s Haircut raccontano il nuovo album a Volume
    È da poco uscito Radiance Opposition, nuovo disco di una storica formazione dell’alternative rock italiano attiva da metà anni 90, i Julie’s Haircut. “È il decimo album dei Julie’s Haircut” racconta la band oggi ospite di Volume, “abbiamo iniziato a mettere giù un po’ di materiale già nel 2020, ma era ancora confuso: il vero elemento di svolta è stato l’incontro avvenuto quasi per caso con Anna”. È stato proprio l’ingresso della cantante italo-nigeriana Anna Bassy nella formazione a dare uno slancio nuovo al progetto: “Tutto ha preso forma in modo molto naturale”, spiega la band emiliana, che in questo decimo capitolo approfondisce ed esplora nuovi orizzonti sonori che vanno dal soul, al trip-hop alla psichedelia, senza rinunciare alle caratteristiche identitarie del progetto. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande ai Julie’s Haircut.
    28 min
  • "Maledetti uomini", lo scrittore svedese Andrev Walden racconta la sua infanzia con sette padri
    "Maledetti uomini" (Iperborea) è un romanzo di formazione che con ironia racconta un dolore. Sette padri in sette anni: è il vissuto di Andrev Walden dai 7 ai 14 anni. Il Mago delle Piante, l'Artista, il Ladro, il Pastore, l’Assassino e il Canoista. Ma il suo vero padre è l'Indiano, che Andrev idealizza e spera che lo porti in un mondo diverso da quello della madre, reduce dell'anticonformismo degli anni Settanta, che tuttavia Andrev non smetterà mai di amare.
    Un'autobiografia romanzata e un'opera prima che ha vinto il massimo premio letterario svedese, il Premio August, ed è stata tradotta in molte lingue. Andrev Walden è stato ospite a Cult, in occasione della sua partecipazione al festival I Boreali, e ha parlato del romanzo con Ira Rubini.
    19 min
  • “Un viaggio sulle orme di Ovunque proteggi”: Giovanni Ansaldo racconta il nuovo libro su Vinicio Capossela
    Nel gennaio del 2006 Vinicio Capossela pubblicava "Ovunque proteggi", uno degli album più amati della sua discografia. Giovanni Ansaldo, giornalista di Internazionale, ha da poco pubblicato un nuovo libro che narra proprio la genesi di quel disco così importante per la musica italiana del nuovo millennio. “Ovunque proteggi è un disco fondamentale per la carriera di Capossela”, racconta Ansaldo a Radio Popolare, “veniva da un grande successo ma decise di buttarsi in una nuova avventura. Partì per un viaggio picaresco in giro per l’Italia e il mondo, in cerca di qualcosa che non sapeva nemmeno bene lui cosa fosse, e scrisse tutti i brani in pochi mesi”.
    “La strada di Vinicio Capossela. Un viaggio sulle orme di Ovunque proteggi” è una ricostruzione appassionante che procede canzone dopo canzone arricchita da interviste a Capossela e ai suoi collaboratori, soffermandosi sulla produzione musicale, le sfide e i compagni di viaggio incontrati durante la registrazione. Ascolta l’intervista, di Elisa Graci e Dario Grande, a Giovanni Ansaldo.
    27 min

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