Coach for breakfast

Coach for breakfast

By Chiara Marturano Career coachBusinessCareers
Download on the App Store

Coach for breakfast episodes

  • Episode 9: Self management
    •Il self management viene inserito dal WEF in classifica con ben due punti.•Apprendimento Attivo e Strategie di Apprendimento•Resilienza, Gestione dello Stress e Flessibilità•So giá che ad alcuni di voi avranno storto il naso, qualcuno avrá detto «Oh mio Dio la resilienza noooooo». Parola strausata per tutto e dappertutto. Ma non è colpa mia è il WEF che l´ha inserita! •E´, in realtá un concetto molto ampio e profondo che racchiude altre caratteristiche. Oggi accenneró alla resilienza ma ci sará  una puntata a lei dedicata  per approfondire come imparare ad affrontare le difficoltá con maggiore serenitá. •Oggi vediamo in generale la soft skills di self management. Allora di che stiamo parlando?•L'autogestione è la capacità di gestire il flusso di lavoro e la produttività sul posto di lavoro senza fare affidamento su un supervisore, prevede, quindi, una buona dose di autonomia.  Lo sviluppo e la pratica delle capacità di autogestione può aiutarci a migliorare le prestazioni sul posto di lavoro e avere un impatto positivo sullo sviluppo della propria carriera. •L´apprendimento attivo è costituito da ogni esperienza nuova che facciamo e che fa crescere le nostre conoscenze e competenze e dalla formazione vera e propria. Ovvero i corsi di formazione: moltissime aziende organizzano per il personale della formazione specifica e della formazione piú trasversale dedicata, proprio alle soft skills. E´possibile richiedere una formazione in azienda oppure lo studio presso un´istituto scolastico o universitá che, peraltro è tutelato dalla legge. La materia è disciplinata dall’articolo 10 della legge 300/1970, meglio conosciuta come Statuto dei lavoratori, che prevede alcune facilitazioni per chi lavora e studia ed ha necessità di frequentare le lezioni, partecipare a seminari e prepararsi agli esami.Per ciò che riguarda la quantità di ore di permesso fruibili durante l’anno per motivi di studio, lo Statuto rimanda a ciascun contratto nazionale del lavoro. La prassi, ormai consolidata, prevede un massimo di 150 ore di permesso per motivi di studio, fruibili nell’arco di tre anni. Per godere dei permessi retribuiti, il lavoratore può presentare domanda all’azienda, alla quale è tenuto a consegnare le certificazioni comprovanti le ore di lezione realmente impiegate.Ci sono due livelli: il primo è quello delle competenze tecniche: approfondire o migliorare ció che giá sappiamo e che è il nostro campo. Possibilmente con un corso che ci dia una certificazione, meglio ancora se riconosciuta a livello nazionale(ovvero Miur) /internazionale. Nella descrizione del podcast vi lascio alcuni link del Miur. Sempre in descrizione troverete il link all´atlante delle professioni. Costruito da Inapp (istituto Nazionale per l´analisi delle politiche pubbliche) che segue  le linee guida europee,  associa ogni professione (o quasi) a dei requisiti tecnici. Questo puó aiutarvi a districarvi nel mondo dei diplomi e delle specializzazioni. Il secondo livello è quello delle competenze trasversali che stiamo trattando: anche in questo caso esistono tantissimi siti che offrono formazione e materiale di studio. Trovate materiale anche https://www.slideshare.net E, poi, c´è la vostra vita con le vostre esperienze. Tutte. Sia lavorative che non. Perché anche la genitorialitá porta allo sviluppo di competenze come l´organizzazione e il multitasking, la gestione dello stress, il time mamagement etc. Su questo vi consiglio il libro MAAM di Riccarda Zezza che parla di maternitá in particolare, come di un master. Ma su questo mi riservo di fare un podcast a parte. •Il secondo punto del self management riguarda la Resilienza, la Gestione dello Stress e la Flessibilità•In psicologia la resilienza si delinea come capacità di fronteggiare situazioni di crisi, resistere, costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante le situazioni difficili vissute•Non è essere positivi e felici sempre e(continued)
    24 min
  • Episode 8: Milton H. Erickson
    •Buon giorno, oggi puntata speciale dedicata ad un personaggio che è stato ed è per me fonte di ispirazione. Ho conosciuto, attraverso le lezioni e i suoi libri,  Milton Hyland  Erickson durante il corso di counseling. Mi è piaciuto tanto che ho, poi, fatto un corso di un anno con uno degli insegnanti del corso su autoipnosi e tecniche di rilassamento. •Innanzitutto, mi riusciva facile entrare in uno stato di trance, il mio insegnante parlava e io partivo per mondi sconosciuti. Sin da bambina ero in grado di entrare e uscire da questi mondi interiori. Essi sono stati rifiugio e, poi, fonte di nuova conoscenza. •Mi ha sempre molto affascinato l´uso della voce che accompagna in un viaggio. Quando ero piccolina avevo una voce piú acuta. Lavorando sulla mia voce ho scoperto che potevo cambiarne il tono e renderlo piú basso e interessante. Infatti, non faccio video ma podcast. Risulta molto utile nella messa a letto dei cuccioli, quando  attacco a leggere, tempo due minuti e svengono. La comunicazione, su cui torneremo in una puntata dedicata,  è, semplificando,  verbale e non verbale: verbale , cioè ció che dico, il contenuto. Non verbale, come lo dico. Ad esempio attraverso il corpo, oppure attraverso la nostra voce. Ritmo, frequenza, tono, l´uso sapiente dei silenzi trasmettono e suscitano emozioni e pensieri. Provate a pensare a quando vi viene data una notizia per voi negativa: usiamo lo stesso contenuto ma con intonazioni divere. «Non ha passato l´esame» Il senso di responsabilitá. Andare dentro di sé , farsi guidare in questa ricerca, richiede fiducia verso il terapeuta, certo ma un´enorme fiducia e un senso di responsabilitá verso se stessi. Ma ho davvero voglia di fare tutta sta fatica. La risposta è, per quanto doloroso possa essere il viaggio, esso puó portare a liberazione. Mi porto dietro i miei pesi, certo, ma è stato salvifico.Perché parlare di Milton Erickson e del suo lavoro: stimoliamo l´apprendimento di cose nuove, abbiamo visto quanto questa caratteristica sia importante. L´autore era un fautore dell´apprendimento. Nei suoi racconti stimola all´apprendimento e di quanto un apprendimento precoce non minaccioso, come puó avvenire a scuola, possa essere interessante. Stimoliamo la nostra creativitá: creare dei momenti di rilassamento e «meditativi» vuol dire dare spazio all´immaginazione. Sono una grande fan del lavoro di su di  Sé, come avrete notato. Provare a farlo con un counselor o un coach sul lavoro, un lavoro piú esteso e profondo su di Sé con uno psicoterapeuta è sempre un buon inizio per una trasformazione. Io dovrei rifare il tagliando a breve!•Che cos´e´l´ipnosi?•Ernest Rossi, collaboratore di Erickson con cui scrisse libri e testi, diceva che Erickson aveva un potere enorme che, peró usava a fin di bene. Quindi, avrebbe potuto manipolare le persone ma non era la sua terapia. Infatti l’ipnosi ericksoniana è una tecnica psicoterapeutica. L´ipnosi Ericksoniana sfrutta la naturale tendenza che abbiamo a entrare in uno stato di trance: per esempio quando siamo assorti dai nostri pensieri e non sentiamo chi ci sta chiamando. E’ in questo stato particolare di concentrazione che riusciamo a trovare le nostre idee migliori.L´ipnosi è una metafora perfetta per la terapia in generale: c´è una voce guida esterna che aiuta e guida l´altro nell´esplorazione del se interno. La fiducia alla base di questa relazione contribuisce al cambiamento. La mia voce ti accompagnerá , casa editice Astrolabio, Milton Erickson a cura di Sindey Rosen. •https://it.wikipedia.org/wiki/Milton_Erickson
    21 min
  • Episode 7: Creativitá
    "Che fai?" gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. "Qual è la forma dell'acqua?". "Ma l'acqua non ha forma!" dissi ridendo: "Piglia la forma che le viene data» La forma dell´acqua di Andrea Camilleri. In Asia una delle immagini usate per far riferimento alla creativitá è l´acqua. L´acqua si adatta a tutte le circostanze in cui viene a trovarsi: essa scorre in un fiume, ma se incontra una roccia le passa intorno. Se porti una tazza al fiume la riempi, l´acqua si adatterá immediatamente e in modo perfetto al recipiente. Una persona profondamente reattiva alle condizioni in cui si trova sará molto creativa. Il possesso di una mente che, come l´acqua sia limpida e capace di riflettere è fondamentale nella tradizione delle arti marziali orientali.La creativitá è compresa nel problem solving ma ho pensato che servisse una puntata dedicata essendo un tema cosí ampio. Vediamo cosa si intenda per creativitá, perché è importante in ambito lavorativo e come aiutarci a svilupparla un po.•Vedremo come si sviluppa, i vari stadi secondo due autori Goleman e Guilford. •Vedremo, poi , delle strategie da seguire per essere piú creativi:la strategia di Walt Disney e la tecnica dei 6 cappelli di De Bono. Da piccola, mia madre e le mie sorelle erano davvero artistiche, io potevo limitarmi a guardarle. Avevo altre capacitá, magari. Da adulta ho imparato a disegnare. Copiando e ricopiando i disegni di altri. Si puó, poi, essere artistici in modi e ambiti diversi. Se lasciamo che ció che gli altri ci dicono ci definisca, vivremo in una gabbia e saremo pieni di limiti. Ma l´arte è solo uno degli aspetti legati alla creativitá che, invece, si esercita in qualsiasi ambito. Leggevo un articolo su come i neuroscienziati siano ancora in disaccordo rispetto all ´origine della creativitá: sappiamo che l'emisfero sinistro è dominante per le funzioni del calcolo e dell'abilità logica e matematica. Il destro invece risulta dominante per la capacità di riconoscere le facce, le abilità spaziali e le immagini. Ma attraverso radiografie e tomografie si sono resi conto che quando una persona e´creativa l´emisfero destro non l´unico a illuminarsi. Quinidi! E´una competenza e, come giá detto, si impara. C´e´chi ha piú facilitá, magari ha un vero e proprio talento, c´e´chi fa piú fatica, magari perché gli è stato detto non credo tu sia un tipo creativo. A volte, bastano poche frasi per farci desistere da una certa inclinazione. "la creatività non è una proprietà unica, ma è il risultato della complementarietà tra deduzione e intuizione, tra ragione e immaginazione, tra emozione e riflessione, tra pensiero divergente e pensiero convergente"(Biasion, 2017).Goleman ci racconta, nel Libro Lo spirito Creativo, che esso si sviluppa in 4 fasi:•Preparare la strada •Incubazione•Fantasticare•Illuminazione•Preparare la strada – la fase in cui ci immerge nel problema alla ricerca di qualunque informazione utile, in modo che elementi insoliti e improbabili possano emergere. E´necessario essere liberi da pregiudizi. La trappola, qui, è la fissitá funzionale, ovvero restare attaccati agli stessi schemi che utilizziamo da sempre. Guilford, 1969, Il pensiero divergente (o divergenza) è un particolare tipo di pensiero che coincide con la capacità di produrre risposte che siano allo stesso tempo originali, inusuali e efficaci in relazione ad un determinato compito o problema. Pensiero convergente Rappresenta la valutazione che si fa su un pensiero, un’idea, una soluzione possibile, che altrimenti rimarrebbe bislacca e sconclusionata. Il pensiero convergente consente quindi al pensiero creativo di tramutare l’idea nuova e originale in un’azione praticabile.  FONTI•Lo spirito creativo, Best Bur, Daniel Goleman Micheal Ray Paul Kaufman, 2015•La forma dell´acqua,  Sellerio Editore, Andrea Camilleri, 1994•https://www.ted.com/talks/adam_grant_the_surprising_habits_of_original_thinkers•https://www.ted.com/talks/mar(continued)
    24 min
  • Episode 6: Competenze trasversali e problem solving
    •Ciao a tutti,•Abbiamo iniziato con una pagina bianca, i nostri desideri. •Abbiamo parlato di Comfort zone e di quanto ne guadagneremmo ad uscirne. •Abbiamo parlato di "talento« quel qualcosa con cui si nasce; è la tua naturale capacità di fare qualcosa senza pensarci veramente. Quello del mio amico, è non arrendersi. Non abbattersi. In gergo diremmo la capacitá di coping, cioè di trovare delle strategie per affrontare le sfide quotidiane. •L a competenza è qualcosa che acquisisci dopo aver lavorato duramente; a differenza del talento, non è innato, ma appreso. •Addentriamoci nella comprensione delle competenze che possiamo scrivere sul nostro Cv, quelle giá in nostro possesso, quelle da migliorare confrontate con quelle richieste dalle aziende. •Per fare questo useró lo schema pubblicato a ottobre dell´anno scorso dal WEF. Vedremo una prima panoramica per, poi, approfondire, le competenze trasversali piu´richieste.  In sostanza hanno messo insieme una serie di competenze che hanno all´interno altre competenze, una specie di matrioska che andremo a sgarbugliare insieme. Cercheró di farlo, dandovi: •1. una visione complessiva delle competenze trasversali rischieste•2. spunti e strategie necessarie per aquisire queste competenze.•Le Soft Skill sono le abilità non tecniche e trasversali, cioè applicabili a tutti gli ambiti lavorativi, connesse a qualità,  atteggiamenti personali, abilità sociali e gestionali.•Viene stimato che entro il 2025, a fronte della sempre più interrelazione uomo-macchina, si perderanno 85 milioni di posti di lavoro, a fronte però della creazione di ben 97 milioni di nuovi posti, strutturati per meglio adattarsi alla nuova divisione del lavoro fra esseri umani, macchine e software.1. Pensiero Analitico e Innovazione2. Apprendimento Attivo e Strategie di Apprendimento3. Capacità di risolvere problemi complessi4. Pensiero Critico e Capacità di Analisi5. Creatività, Originalità e Spirito d’Iniziativa6. Leadership e Influenza Sociale7. Uso di Tecnologie, Monitoraggio e Controllo8. Progettazione e Programmazione Tecnologica9. Resilienza, Gestione dello Stress e Flessibilità10. Ragionamento, Problem Solving e Ideazione•https://lepaya.com/en/top-10-skills-of-the-future/•https://intelligence.weforum.org/topics/a1Gb0000000LPFfEAO/key-issues/a1Gb00000015QnVEAU•https://www.youtube.com/watch?v=5BcEom4Kv6w
    23 min
  • Episode 5: Sindrome dell´impostore
    Trattata in tutti i video e podcast che si occupano di lavoro e, non solo, oggi vi parlo anche io di Sindrome dell´Impostore. Perché? Perché puó capitare a tutti di sentire quella voce nella nostra testa che rischia di sabotare tutti i nostri piani, alimenta l´ansia da perfezionismo che è un altro modo per sabotarci, qualsiasi cosa tentiamo di fare. È quella vocina che ci continua a ripetere, fallo da capo che cosí non va bene. Vedrai che farai una figuraccia, nessuno mi chiamerá mai fino a che non avró tutti i titolo di studio possibili e impossibili. Ci sará anche capitato di sentircelo dire al colloquio di lavoro: eh ma lei non ha questa qualifica. Eh ma non ha abbastanza esperienza, eh ma non è raccomandato da nessuno, eh ma le manca questo e quello. Che la sindrome ci viene perché, magari, fa parte di noi da sempre e un po´ce la fa venire al societá dove viviamo e in cui siamo cresciuti. Provate a pensare alla scuola, quando se alzavi la mano per dare la risposta e questa era sbagliata, venivi rimproverato. Partiamo dall´inizio: che cos´e´la sindrome da impostore? La descrive cosí Marilyn Monroe  «Sentivo la mia mancanza di talento come se internamente indossassi abiti da quattro soldi. Ma, mio Dio, quanto volevo imparare, migliorare»La sindrome è un senso di inadeguatezza, una mancanza di autostima e la sensazione di non appartenere al luogo in cui ci troviamo, che sia una chiacchera tra amici o una riunione di lavoro. Come si fa fronte a questa sindrome? Lavoriamo allora, sul riconoscimento. 6 aspetti su cui lavorare1.Riconosciamo il nostro talento: quella caratteristica che ci contraddistingue, Luca Mazzucchelli lo chiama superpoter, possiamo pensarlo a come qualcosa che sappiamo fare bene. 2.Riconosciamo e lavoriamo sulle nostre competenze trasversali, le soft skills. 3.Riconosciamo Le nostre competenze tecniche, ció che sappiamo: saró capace? Ne sapro´abbastanza?4.Cerchiamo di cambiare La nostra visione del mondo: io non capisco un tubo mentre gli altri si? Ma è una visione realistica?5.Cerchiamo ogni occasione per imparare il piú possibile senza lasciare, peró, che questo ci paralizzi.  Imparare è una parola chiave, la ritroveremo in tante altre puntate. 6.Lavoriamo sulla nostra ansia da perfezionismo. •https://www.internazionale.it/oroscopo/2020/09/17/capricorno-17-23-settembre-2020•http://publications.europa.eu/resource/cellar/f6198ed4-a544-4a0c-b2a4-e5aa77818b48.0013.03/DOC_3•https://www.youtube.com/watch?v=dumm_XfHkmY•https://www.youtube.com/watch?v=BkLzo_oNVho•https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Asch
    21 min
  • Episode 4: Cambiamento e Ikigai
    La domanda che vi pongo e mi pongo è: nella ricerca del lavoro o di una migliore situazione lavorativa, quanto e quando ci fermiamo a chiederci il senso che diamo a quel lavoro? Serve per le bollette? E´qualcosa che ci fará crescere come esseri umani? Poco tempo fa, mi sono imbattuta in un concetto giapponese che non conoscevo, ahimé. L´ikigai.Sull´isola di Okinawa, vive la popolazione piú vecchia al mondo (fa concorrenza solo a certi villaggi in Sardegna). Sembra che le persone non vogliano morire. È la qualitá del cibo? L´aria? una ricetta magica? Pare che il segreto di lunga vita sia proprio questo IKIGAI. Ovvero il senso della vita, il significato che le diamo. Svegliarsi la mattina, non sapendo nulla di ció che sará, magari, ma avendo ben chiaro ció che ci guida nelle nostre scelte. Questa filosofia di vita nata e diffusa sull´isola di Okinawa, in Giappone, appunto, è stata ripresa in Occidente, da Héctor García e Francesc Miralles  e «occidentalizzata», schematizzata da Marc Winn, trasformandola in qualcosa di ´piú affine ai nostri stili di vita. Dopotutto è una cosa che facciamo spesso: cerchiamo schemi e letture di noi e della nostra personalitá che ci guidino a capire chi siamo e cosa vogliamo fare del resto della nostra vita, o che senso abbia la nostra esistenza. Oggi andremo a scoprire come viene declinato questo concetto secondo la lettura orientale e secondo quella occidentale.L´ IKIGAI comprende, nello schema occidentalizzato di Marc Winn che ha unito il concetto di Ikigai con il diagramma di Venn, sullo scopo della vita, questi 4 ambiti principali:•Quel che ami fare – Passione•Le tue capacità - Vocazione•Ciò di cui il mondo ha bisogno Missione•Ciò per cui vieni retribuita, o potresti esserlo ProfessioneDi seguito trovate l´intervista a Ken Mogi neuroscienziato con Dottorato in fisica all´ University of Tokyo, autore di due libri sull´IKIGAI. L´autore parte dallla definizione di Ikigai come ció che da felicitá alle persone. I Cinque pilastri Ikigai secondo Ken Mogi:Cominciare in piccoloAccettazione di Sé Armonia e sostenibilitáLa gioia per le piccole coseEsserci qui e oraFonti•Spencer, Chi ha spostato il mio formaggio?•https://ikigaitribe.com/podcasts/podcast06/•https://www.ted.com/talks/tim_tamashiro_how_to_ikigai•https://www.iodonna.it/benessere/salute-e-psicologia/2021/12/27/che-cose-likigai-7-esercizi-di-felicita-da-regalarsi-in-vista-del-nuovo-anno/
    17 min
  • Episode 3: Zona di Comfort
    The great resignation. Uno studio americano rivela che il 40% dei lavoratori a livello mondiale è intenzionato a cambiare lavoro nei prossimi mesi, e nel nostro Paese fra aprile e giugno 2021 quasi mezzo milione di persone ha dato le dimissioni, secondo le rilevazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Secondo gli ultimi dati del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, ad agosto è stato raggiunto il valore record di 4,3 milioni di americani che hanno lasciato volontariamente il lavoro. Sono cambiate le prioritá, sono usciti dalla loro zona di comfort.Che cos´è questa comfort zone o zona di comfort? Avete presente quel comodo divano di casa? Ormai ha preso la vostra forma, lo conoscete bene. Peccato per quella molla saltata che vi si conficca nella gamba, oppure quella macchia di cioccolato che non riuscite proprio a togliere. Ma è il vostro divano, l´avete comprato con i vostri risparmi, i soldi di nonna etc. e non volete proprio cambiarlo. Stare nella comfort zone è: Svegliarsi la mattina e sapere, quasi con esattezza, cosa succederá nel resto della nostra giornata. Abbiamo, dunque, costruito una quotidianitá a prova di «bomba». sono le nostre abitudini, è in tutto ció che facciamo, nelle nostre relazioni. E´la sensazione di sicurezza. Negli Anni 50 Maslow crea una piramide, alla base ci sono i bisogni fisiologici, poi il bisogno di sicurezza. “La condizione mentale in cui la persona agisce in uno stato di assenza di ansietà, con un livello di prestazioni costante e senza percepire un senso di rischio” (Wikipedia: Alasdair A. K. White :“Teoria della comfort zone”Assenza di ansia: il mondo è in continuo cambiamento, noi ci aggrappiamo alle nostre certezze proprio per cercare di controllare quello che possiamo nella nostra realta ma che succede quando arriva un nuovo problema e non sappiamo come affrontarlo?Prestazioni costanti: in qualche modo abbiamo inserito il pilota automatico e ci accontentiamo di fare le cose come le abbiamo sempre fatte, ignari di nuove tecnologie o nuove soluzioni a nuovi problemi. Le nostre prestazioni finiranno per calarePercezione della sicurezza: Provate a pensare ad una strada nuova: la prima volta, magari di sera, è spaventosa, alla decima nemmeno notiamo piú certe ombre o oggetti, perché lo conosciamo e la percepiamo come sicura. Ma la strada non è cambiata, siamo noi che abbiamo cambiato il nostro modo di percepirla. Allora quali sono gli ostacoli che ci impediscono di uscire da questa zona comoda? Le nostre paure: la paura di fallire, la paura di perdere ció che abbiamo, anche ció che ci fa male ma che conosciamo (e se andasse peggio?!) la paura del giudizio dell´altro e degli altri? Paure irrazionali o molto ponderate: eh ma chi paga la bolletta? Eh, ma come faccio con i figli? Eh, ma come fa l´azienda senza di me?Quali strategie adottare per uscire dalla comfort zone?Uscire dalla comfort zone significa imparare cose nuove.La strategia dei piccoli passi. Non è necessario vendere casa e andare all´estero. Provate a dividere il raggiungimento dei vostri obiettivi in piccoli pezzi.Provate a pensare cosa non vi permette di fare lo stare nella comfort zone. In cosa vi limita.L´avete giá fatto prima. Quando avete trovato lavoro la prima volta, quando lo avete cambiato, quando avete invitato qualcuno ad uscire o avete detto si ad un invito,  quando vi innamorate, qualsiasi cambiamento grande o piccolo nella vostra vita è stato un´uscita dalla vostra zona di comfort. Stiamo attraversando una pandemia che ci ha dato un calcio e ci ha buttati fuori da quella zona. Cosa c´é fuori dalla bolla? Fuori c´è il nostro potenziale, e ci sono altre soluzioni alle situazioni scomode che stiamo vivendo•https://www.theguardian.com/commentisfree/2021/nov/04/the-great-resignation-is-here-seven-things-bosses-should-do-to-make-brilliant-staff-stay•https://www.digital4.biz/hr/talent-management/great-resignation-cosa-e-dimissione-persone-italia-cosa-devono-fare-aziende/
    19 min
  • Episode 2: Parlami di te
    Da dove si inizia a parlare di Sé? Cosa dire? cosa tralasciare? Cosa scegliere per dare una fotografia di noi e delle nostre abilitá? A volte siamo convinti che cio´che abbiamo scritto nei cv riassuma davvero tutto ció che sappiamo. Per abitudine ripetiamo ció che abbiamo detto mille volte perdendoci pezzi e competenze. Ripartiamo da una pagina bianca.
    29 min
  • Episode 1: Piacere, mi presento
    In questo episodio mi presento e vi racconto che cos´é il career coaching. Parleremo anche di sogni nel cassetto e di come ripensare alla propria carriera. Compiti a casa. Provate a pensare: quando ero piccino/a, cosa mi sarebbe piaciuto fare? E, una volta adulto, quali erano/sono le  mie aspettative? Oggi cosa mi piacerebbe realizzare? Dove vorrei essere tutti i giorni, senza dover aspettare il week end? A cosa vogliamo dare la prioritá?https://alleyoop.ilsole24ore.com/2021/10/01/fuga-lavoro-pandemia/ https://www.ted.com/talks/emilie_wapnick_why_some_of_us_don_t_have_one_true_calling?language=it
    20 min

About Coach for breakfast

From the publisher's feed

Due podcast, un filo conduttore: le storie. Con Coach for Expat ascolterai storie di vita e carriera all’estero, tra sfide, sogni e nuovi inizi.Con Coach for Breakfast ascolterai le storie di professioni insolite e trasformazioni sorprendenti, tra curiosità, viaggi e ispirazioni.Mettiti comodo/a: qui troverai energia, leggerezza e tante idee per reinventarti.