Coach for breakfast

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By Chiara Marturano Career coachBusinessCareers
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Coach for breakfast episodes

  • Episode 29: Alexander Lowen e il linguaggio del corpo
    La morte è un arresto della respirazione, una cessazione del movimento e una perdita della sensibilità. Essere completamente vivi significa respirare profondamente, muoversi liberamente e provare appieno le sensazioni. Queste verità  non possono essere ignorate se diamo valore alla vita e al piacere.Alexander Lowen, Il piacere, Astrolabio 1984Vi capita mai di rendervi conto che non state respirando? Cioè siete in apnea? Vi capita mai di rendervi conto che il respiro si spezza? Resta lì a metà, senza riempirvi completamente i polmoni? Vi capita mai di sforzarvi di respirare profondamente? Fate mai respiri profondi durante il giorno? Il corpo ha un linguaggio tutto suo. Parto da lontano ma voglio iniziare questo viaggio nel linguaggio del corpo da Alexander Lowen. Ci sono tanti manuali che, vedremo nelle prossime puntate, ci spiegano che se alzi il sopracciglio allora vuol dire che , se guardi in basso a destra allora sta mentendo (ma davvero?), ma vorrei soffermarmi su ciò che il corpo sente prima di capire come lo esprime. Facciamo questo seppur breve viaggio insieme. Ma perché un podcast che parla di identità professionale si sofferma sul corpo? Perché tutto di noi e dell’altro comunica qualcosa. Tutto è comunicazione, ci dicono Watzlawick and Company. È una delle verità assolute che gli autori della Pragmatica della comunicazione umana ci dicono. Anche i silenzi comunicano, ogni parte del nostro corpo dice cose, il 90 % delle volte non ne siamo nemmeno coscienti. Quindi, vediamo alcuni aspetti della psicoterapia di Alexander Lowen e come questi ci possano aiutare a comprendere meglio il nostro corpo e come comunica. Alla fine della puntata vedremo anche degli esercizi di bionergetica da fare quando ci sentiamo travolti.•Alexander Lowen, Il piacere, Astrolabio 1984•Alexander Lowen, Amore, sesso e cuore, Astrolabio 1988•(3) Alexander Lowen - Sentire - YouTube •blog-detail - ISTITUTO RES | Dott. Nicola Sensale - Psicologo e Psicoterapeuta a Torino (nicolasensalepsicologotorino.it)•Alexander Lowen e Leslie Lowen, Espansione e integrazione del corpo in Bionergetica  Manuale di esercizi pratici, Astrolabio 1977•(5) Bioenergetic exercise Grounding - YouTube
    27 min
  • Episode 28: Serendipity: un viaggio nelle nostre credenze
    E ora che ne sarà del mio viaggio?Troppo accuratamente l’ho studiatosenza saperne nulla. Un imprevisto è la sola speranza. Ma mi dicono ch’è una stoltezza dirselo. (Eugenio Montale)•Ho da poco rivisto il film di Serendipity, anno domini di uscita 2001, mamma mia una vita fa. Storia in brevissimo: lei e lui si incontrano mentre stanno facendo gli ultimi acquisti di natale. Amore al primo sguardo ma entrambi sono impegnati con altre persone. Lui sarebbe anche disposto a fregarsene della sua dolce metà pur di stare con Sarah ma lei non è convinta. Dopo tutto è bene lasciare al destino determinare le nostre esistenze. Ed è cos’i che affidano ad un libro e ad una banconota da un dollaro i loro nomi e numeri di telefono, qualora riuscissero a ritrovarli, potranno vivere la loro storia d’ amore. Passano 7 anni e dopo rocambolesche e fantasiose corse, si incontrano nuovamente e stavolta decidono di provarci. •La pnl è:•Una metodolgia che si occupa di comunicazione•attraverso lo studio della struttura del linguaggio•Identifica e organizza gli schemi di pensiero•Come questi schemi influenzano il comportamento delle persone, nella comunicazione e nella relazione con gli altri. •Lo scopo è di scardinare questi schemi e di sostituirli con nuovi al fine di migliorare la qualità e l’efficacia delle loro vite.•"Come esseri umani noi NON agiamo direttamente sul mondo con il nostro comportamento, quanto piuttosto attraverso una mappa o modello di quello che crediamo sia il mondo" (Bandler & Grinder, I modelli della tecnica ipnotica)•Uno dei cardini della pnl è infatti che ognuno di noi ha una mappa nella propria testa con cui legge il mondo, abbiamo parlato di bias cognitivi. Oggi vediamo altri filtri che ci impediscono una comunicazione chiara.•Ora lei dice due cose nel film che mi hanno colpita:•Adora la parola serendipity che significa, appunto, trovare qualcosa mentre si sta facendo altro eppure quando le capita di trovare una cosa bella non la coglie e perdono  7 anni di vita insieme. Barzelletta del pescatore e delle tre barche•La seconda è affidarsi al destino, oh se succede questo allora farò così etc. e questa è quella che la pnl (la programmazione neurolinguistica di Bandler e Grinder) chiama credenza. •Noi siamo fatti di tutta una serie di convinzioni. E quando parliamo con gli altri non abbiamo difronte una mente sgombra ma una piena di possibili pregiudizi, storie, racconti etc. •(5) Felici malgrado: Enrico Finzi atTEDxBergamo – YouTube•(5) Prove di ascolto: 7 allenamenti per ascoltare in modo efficace | Alessandro Lucchini | TEDxTrento – YouTube•(5) Dr. Gabor Maté with Dahlia: How can siblings be raised the same but turn out differently? – YouTube•(13) VOCABOLARIO DI PNL "CLASSICA" | angelo di franca - Academia.edu•Che cos'è l'Ancoraggio e come Funziona (scuolapnl.it)
    35 min
  • Episode 27: Prime impressioni
    “Impara a sostituire il giudicare con l’esplorare, l’avere ragione con l’essere autentici, l’ansietà con l’eccitazione, le limitazioni con le possibilità”. Virginia Satir vi ho citato , la puntata scorsa,  Bernard Werber che ci dice che esistono 10 filtri comunicativi:Quello che penso;Quello che voglio dire;Quello che credo di dire..;Quello che dico davvero;Quello che lei vorrebbe sentire;Quello che lei crede di sentire;Quello che lei sente;Quello che vorrebbe capire;Quello che crede di capire;Quello che davvero capisce.Un labirinto di parole e di comprensioni e incompresioni. Insomma ci sono un sacco di variabili, dentro di noi e dentro l’altro e finiamo per esserne travolti. Cioè stiamo parlando dei filtri comunicativi. Nella puntata 25 vi ho parlato dei bias cognitivi e delle euristiche. Oggi riprendiamo questi filtri e, in particolare andiamo a vedere come funzionano quando ci presentiamo all’ altro. Quindi quali filtri mettiamo in campo per la prima impressione. •Italiani i più vecchi d'Europa, il 22,8% è over65 - Data News - ANSA.it•Quanti musulmani ci sono in Italia dati e statistiche - Dimmi Come (dimmi-come.it)•Stereotypes, disproportions, and power asymmetries in the visual portrayal of migrants in ten countries: an interdisciplinary AI-based approach | Humanities and Social Sciences Communications (nature.com)
    31 min
  • Episode 26: Gli errori nella comunicazione
    “Tra ciò che penso, ciò che voglio dire, ciò che penso sia, ciò che dico, ciò che voi desiderate capire, ciò che intendete, ciò che comprendete... ci sono dieci possibilità che ci siano difficoltà di comunicazione. Ma proviamo comunque...” Bernard WeberChe succede tra quello che penso, quello che dico, quello sento e i miei reali bisogni??Quali sono queste difficoltà?Ma perché parliamo di comunicazione? Tutto è comunicazione e comunica cose di noi. Ogni relazione si basa sulla comunicazione. Bisogna saper comunicare. Lo facciamo da quando impariamo a parlare ma parlare e comunicare sono due cose diverse. In questo vasto mondo di cui si può parlare per ore mi sono posta due obiettivi, volendo semplificare:-Il primo per migliorare le nostre relazioni sul lavoro, qualora sia possibile-Il secondo per la presentazione di noi, attraverso il nostro resumè, o per la prima telefonata e per l’intervista. Sono tutte comunicazioni diverse che si sviluppano su piani diversi: diversi sono gli obiettivi che intendiamo raggiungere, diverso il grado di conoscenza dell’ altro, diversi gli strumenti e i mezzi a disposizione. Vediamo insieme 10 errori che commettiamo quando parliamo con qualcuno:1.Interrompere2.Saltare subito alle conclusioni3.Terminare le frasi al posto di un altro4.Cambiare spesso l’argomento5.Linguaggio corporeo inappropriato – non associato a ciò che diciamo6.Non rispondere alle domande degli altri7.Incapacità di porre domande, domande aperte e chiuse8.Dimenticarsi chi abbiamo di fronte 9.Dire tutto quello che pensiamo 10.Mancanza di chiarezza negli intenti, degli scopi.“La nostra prima reazione di fronte all'affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un opinione tendiamo subito a pensare 'è ingiusto', 'è stupido', 'è anormale', 'è irragionevole', 'è scorretto', 'non è gentile'. Molto di rado ci permettiamo di 'capire' esattamente quale sia per lui il significato dell'affermazione.” CARL ROGERS•www.informaticapertutti.com/che-cose-un-computer/•«Lei non sa chi sono io»: reato di concussione per il giudice che usa la carica - Il Sole 24 ORE•Carl Rogers, La terapia centrata sul cliente, Ed. La Meridiana, 2007https://youtu.be/RKK7wGAYP6k
    31 min
  • Episode 25: Il piacere
    Ben tornati a Coach for breakfast nuova stagione!Da oggi mi trovate anche su chiaramarturano.com su Instagram e LinkedIN come chiaramarturano Se vi piace il podcast e avete voglia di sostenerlo, potete farlo offrendomi un caffè su kofi https://ko-fi.com/chiaramarturano e potremo passare un' ora insieme parlando di lavoro e crescita personale. Nemmeno per un attimo mi pento di esser vissuto per il piacere. L’ho fatto fino in fondo, come si dovrebbe fare fino in fondo tutto ciò che si fa. Non vi fu piacere che io non provassi. Gettai la perla della mia anima in una coppa di vino; scesi il sentiero fiorito accompagnandomi con la musica dei flauti; vissi dei favi del miele. Ma continuare così sarebbe stato un errore, perché avrebbe costituito un limite. Dovevo passare oltre. Anche l’altra metà del giardino mi riserbava i suoi segreti. (Oscar Wilde)E allora? Cosa ci toglie il piacere di fare le cose?Le delusioni, gli ostacoli, le mancanze, i rifiuti e le critiche oppure la routine, l´abitudine, l´ansia da futuro e le preoccupazioni in generale che ci distraggono da ció che stiamo facendo.  E lo so che nel ripensare al proprio lavoro e alle bollette da pagare è sempre difficile pensare al lavoro come a qualcosa di piacevole, specie per la generazione dei 40/50 che il lavoro era fatica e sudore, devi fare il tuo dovere, sostenere la famiglia etc. Siamo cresciuti con questi grossi devo «prima il dovere e poi il piacere»: quando diventi adulto il piacere viene rimandato a data da destinarsi altrimenti diventi un irresponsabile. Ma rimandandolo, mi chiedo e vi chiedo, a che punto della lista, delle nostre priorítá lo abbiamo relegato? Il piacere di essere assorbiti in ció che facciamo, ne avevamo parlato con il flow, il  gustarsi la preparazione, ma sí anche quell´ansia da prestazione che fa parte del gioco. Per molti il lavoro è tutto fuorché piacevole. Come potremmo fare, allora, per trasformarlo?Come al solito dipende da tanti fattori: l´ambiente, le persone che ne fanno parte, il tipo di lavoro, cioè il cosa faccio. Quindi contesto e contenuto. E poi?Detto questo: qual è il nostro stato mentale? Il mindset? Il piacere si ha quando sono soddisfatti i nostri bisogni di base, ve lo ricordate Maslow, caro Abramo che tutto sapeva! In particolare sul lavoro, troviamo:Appartenenza. Stare insieme e cooperare in modo costruttivo con le altre persone, scambiarsi opinioni, sentirsi accettati e protetti.Autoaffermazione. Riuscire ad operare in maniera autonoma. Creativitá e progettazione. La necessità di esplorare, conoscere cose nuove e svolgere diverse attività nel tempoCome si ritrova il piacere?  E allora 7 fattori e strategie per ritrovarlo (alcuni ripresi dal libro il piacere di lavorare di Piccinino).1.Considerare il lavoro come un´opportunità, anche in un lavoro che ci siamo trovati a scegliere. un´opportunitá di apprendimento, un qualcosa che ci dia lo spazio per coltivare i nostri sogni e desideri, sapendo di avere la garanzia di quell´entrata. 2.Scegliere di fare il proprio lavoro con passione, facendolo bene. Si puó sempre scegliere se lavorare bene o male, stiamo parlando di mindset, oppure di sciabattare e lasciare che il lavoro ci accartocci.3.Quindi recuperare la responsabilitá e il controllo del proprio Sé. 4. Ancora, ritagliarsi degli spazi di autonomia decisionale o pratica. Darsi quindi la possibilitá di fare da sé5. Equilibrio tra vita professionale e personale. 6. E questo ci porta al punto numero 6 ovvero la visione del lavoro, il senso del lavoro che facciamo.7. Il punto di vista alieno«Nutre la mente soltanto ciò che la rallegra», scriveva Agostino nel XIII libro delle Confessioni, indicando che è ciò che dà gioia che muo- ve la nostra attenzione, il nostro cuore, la nostra mente. Provate a pensare a qualcosa che vi è sempre piaciuto, che vi dava gusto e datevi una nuova possibilità, guardandolo con occhi nuovi. Con i bimbi piccol(continued)
    24 min
  • Episode 24: Sliding doors: ma come ci comportiamo quando dobbiamo decidere??
    Da oggi mi trovate anche su chiaramarturan.com su Instagram e LinkedIN come chiaramarturanoSe vi piace il podcast e avete voglia di sostenerlo, potete farlo offrendomi un caffè su kofi https://ko-fi.com/chiaramarturano e potremo passare un' ora insieme parlando di lavoro e crescita personale.Il 13 ottobre la Finlandia celebra la giornata del fallimento: l’ evento è organizzato per ripensare al fallimento non come ad una sconfitta ma come ad un’ occasione per apprendere e migliorarsi. Nella descrizione del podcast vi lascio un link ad un articolo molto interessante a riguardo. Viene riportato l’ intervento della psicologa dell’ età evolutiva Barbara Greenberg.  Rispetto al fallimento l’autrice ci dice che Numero uno la parola fallimento andrebbe sostituita con delusione  perché cattura la sensazione più che la conseguenza, l’effetto. Numero 2 "Se ti viene impedito di sentire la sensazione di fallimento, quella frustrazione da bambino e da adolescente, quando lo affronti da adulto, non avrai le strategie per affrontarlo", ha spiegato Greenberg. "Devi sviluppare le strategie da bambino."Il primo passo è imparare a tollerare quella sensazione. La delusione non è divertente da provare, ma è più facile da gestire se posso dire a me stesso, Sono deluso di non aver fatto X, cioè accogliere quella sensazione e quell’ emozione. Punto numero 3, secondo la psicologa a volte, dopo un errore, rinunciamo a delle relazioni perché invece di dire «ho sbagliato» all’ altro  proviamo a ricominciare, ci arrendiamo. Proprio sul tema del fallimento sapete che esistono i ted Talk non su storie di successo ma su storie di fallimenti o delusioni, il FAIL! Inspiring Resilience un gruppo nato al MIT di Boston. Vi lascio il link al sito nella descrizione del podcast, dove chi interviene parla dei propri fallimenti e di quanto abbia imparato da questi. E allora, questa paura del fallimento ci fa esitare, ci paralizza e fatichiamo a decidere. Sicuramente è uno degli elementi che ci frena quando dobbiamo prendere una decisione. Certo potessimo avere la palla di cristallo per capire qual è la scelta giusta!A volte capita di trovarci in una situazione in cui siamo chiamati a decidere tra due o più opzioni, ci stressiamo e temiamo di perdere il treno giusto. Un vero e proprio momento alla sliding doors.Il film è uno stimolo a pensare al ruolo del destino nelle nostre decisioni, ai treni persi e quelli presi, ne è valsa la pena o meno male che è andata così. La storia non si fa con i sé, è vero. Ma vi è mai capitato di chiedervi e se? Se avessi deciso questo invece di quest’altro? Avete mai provato ad immaginarvelo come sarebbe stata l’ alternativa? Che sensazione vi lascia? Rimpianto? Sollievo? -Il film ci invita a riflettere anche su altri punti:1.  Le cose brutte, o belle, accadono. Come reagiamo? 2. Quali valori mi guidano nelle mie scelte?  I valori, l’ ordine in cui li mettiamo, a quali do la priorità. 3. I valori stessi, tuttavia, possono essere una risorsa importante oppure possono diventare un limite. Alla fine degli settanta arriva uno psicologo israeliano Daniel Kahneman che, in collaborazione con Tversky, elabora la teoria della prospettiva. Gli autori ci dicono due cose:1. La teoria delle prospettiva: minore è l'incertezza sulle conseguenze di una decisione, maggiore è l'orientamento al rischio di alcune persone. 2. pensiero veloce” e “pensiero lento”.Perché i bambini celebrano la Giornata internazionale del fallimento - SheKnows (yabzh.com)Manuale del guerriero della luce, Paulo Coelho, assaggi Bompiani, 1997•FAIL! Inspiring Resilience (fail-sharing.org)•https://www.stateofmind.it/decision-making/•Bias cognitivi: quando (non) pensiamo, sbagliamo - La Mente è Meravigliosa (lamenteemeravigliosa.it)•3 ways to make better decisions -- by thinking like a computer | Tom Griffiths•Euristiche e bias - Bing videoEuristiche e bias, la [ sottile ] differenza nascosta nella mente (continued)
    28 min
  • Episode 23: Motiviamoci! Parte 2
    Ben tornati a Coach for breakfast nuova stagione!Da oggi mi trovate anche su chiaramarturano.com su Instagram e LinkedIN come chiaramarturanoSe vi piace il podcast e avete voglia di sostenerlo, potete farlo offrendomi un caffè su kofi https://ko-fi.com/chiaramarturano e potremo passare un' ora insieme parlando di lavoro e crescita personale. Abbiamo parlato di obiettivi, di aspirazioni, oggi parliamo di motivazione, parte seconda, di quello che Simone Sinek e il suo team chiamano il perché che è la ragione profonda legata alle nostre emozioni che ci spinge a fare quello che facciamo. La nostra motivazione. Piccola precisazione: diventare ricchi e famosi non è la motivazione, è uno dei possibili risultati. Quali sono i nemici della motivazione §L’autsabotaggio§La svalutazione di sé e di ciò che stiamo facendo§La mancanza di chiarezza, cioè il non avere chiaro in mente ciò che vogliamo§La mancanza di costanza§Aver avanti una sola strada, focalizzarsi su un solo possibile obiettivo e chiudersi al resto§Ovviamente la mancanza di autostima, autoefficacia etc.§La mancanza di desiderio! Ci perdiamo nei loop quotidiani e non sogniamo più. §La mancanza di Stupore! Cesare Pavese scriveva che lo stupore è la molla per ogni scoperta, commozione difronte all’ irrazionale. ab assuetis non fit passio, assuefa vilescunt. Ciò a cui siamo avvezzi non ci sorprende, ci appare insignificante. Invece stupirsi ci fa crescere, ci prepara all’apprendimento e sollecita la nostra curiositàCosa invece ci aiuta? Vediamo qualche strategia in generaleMantenere lo stato di flow, lo psicologo ungherese dal nome impronunciabile Csikszentmihalyi (Cheek sent me high),  usò la parola flusso per descrivere lo stato mentale che le persone provano quando sembrano mantenere un elevato grado di concentrazione senza alcuno sforzo, anche con un certo piacere. Questo concetto si riferisce alla sensazione e all’emozione di quelle azioni o movimenti  che all’inizio sono raramente motivati da fattori esterni e che alla fine non lo sono mai.•Tenere traccia dei progressi•Celebrare i piccoli successi•Frasi motivazionali•Avere un buon network che ci supporti•Cosa succederebbe se non raggiungessi questo obiettivoProvate ad immaginare a tutte le volte che vi siete posti un obiettivo e l’ avete raggiunto, cosa è successo e come vi siete sentiti.Cerchiamo ispirazione, qualcuno che prima abbia intrapreso qualcosa di simile a ciò che volete fare. Se possibile provate a scrivergli (con i social media oggi possiamo contattare tutti, persino un presidente degli Stati Uniti). O provate a immaginarlo. Seppure con difficoltà, personalmente, mi butto. Cioè, al massimo non rispondono. Giusto?Ora passiamo a un pezzo importante della motivazione. Ho da poco finito di leggere il libro di Simon Sinek, David Mead e Peter Docker: Trova il tuo perché? Al Pacino, nei panni di Michael Corleone nel film Il Padrino, si rivolge così al fratello Sonny. “It’s not personal, Sonny, it’s strictly business”. Sinek, Goleman, Robbins ci ricordano, invece, quanto le emozioni e il nostro mondo interno siano importante e fondamentale anche nel lavoro che non è un pianeta a parte. Vediamo insieme alcuni suggerimenti che mi hanno colpita e mi hanno aiutata a cambiare la visione del mio perché•(3) Robert Waldinger: What makes a good life? Lessons from the longest study on happiness | TED – YouTube•Simon Sinek, David Mead, Peter Docker, Trova il tuo perchè, Vallardi Editore, 2018•Autorealizzazione: dalla sopravvivenza alla crescita personale - La Mente è Meravigliosa (lamenteemeravigliosa.it)
    20 min
  • Episode 22: Motiviamoci! Parte 1
    Ben tornati a Coach for breakfast nuova stagione!Da oggi mi trovate anche su chiaramarturano.com su Instagram e LinkedIN come chiaramarturanoSe vi piace il podcast e avete voglia di sostenerlo, potete farlo offrendomi un caffè su kofi https://ko-fi.com/chiaramarturano e potremo passare un' ora insieme parlando di lavoro e crescita personale.Parlare di motivazione significa lavorare su di sé, il che richiede tempo. L’ altro giorno, presa da nostalgica voglia di romanticismo e di un film italiano, sono andata a rivedermi Pane e Tulipani, film del 2000 diretto da Silvio Soldini. La trama in breve: una "casalinga pescarese" durante una triste gita in corriera viene lasciata in autogrill, la sua famiglia obbliga il pullman su cui sono a tornare al ristorante (prima c’è una lavata di capo da parte del marito alla poveretta, con insulti etc perché sta facendo perdere tempo a tutti) e lei,  senza colpo ferire, decide di fare l’ autostop per tornare a casa sua, Pescara. Uno dei personaggi che le offre il passaggio, particolarmente stanco le propone di guidare al suo posto, lui è diretto al nord e potrebbe portarla anche fino a Venezia. Messa alla guida della macchina, decide di proseguire per Venezia, non l’ ho mai visitata! Fortunatamente, 20 anni fa i cellulari non li avevamo tutti, non era così facile essere rintracciati. Si perde a Venezia, dorme in una stamberga, conosce un cameriere da cui andrà a stare perché non ha più un soldo. Trova un lavoro come assistente fioraia perché sa tutto dei fiori, il padre lavorava alla reggia di Caserta e lei lo aiutava. La vicina diventa amica, il cameriere diventa l’ amato, riscopre la passione per la fisarmonica, che aveva imparato a suonare grazie al nonno. I doveri e i precedenti impegni la richiamano alla vita di prima. Lei torna a Pescara ma è una vita priva di colori. Ganz, il cameriere la va a riprendere con il camioncino dei fiori e i loro nuovi amici. È una favola, ma ha un sacco di spunti: •- sotto una superficie di perfezione, famiglia, lavoro amici, c’è una passione sopita, un desiderio che spinge. •- ecco che per un caso fortuito, le si presenta l’ occasione per tirare fuori tutto questo. Riprende il controllo e decide di intraprendere una nuova strada. •- i talenti e le competenze apprese negli anni, magari non utilizzati, sono lì pronti per lei e le aprono nuove possibilità•- accetta il rischio, recupera la sua capacità decisionale•- le forze esterne la richiamano all’ ordine, i devo,  i non si può, le imposizioni sociali, le aspettative degli altri, la riportano in un posto dove non vuole più stare. •- e allora qualcuno le ricorda chi può essere quando è se stessa.•Certo, qualcuno potrebbe obiettare: è la vita che si è scelta lei. Vero: ma se le circostanze cambiano, se travolti dagli eventi della vita stessa, ci dimentichiamo dei pezzi di noi? Poi ci penserò? Ma esattamente quando è POI?  •Si può definire la motivazione come la spinta, interna all’individuo, che rende conto del perché gli esseri umani agiscono in un certo modo. Essa trae vita da bisogni sia fisiologici che psicologici, consapevoli e inconsapevoli, e può essere sollecitata anche da stimoli esterni.Le motivazioni si possono classificare in intrinseche ed estrinseche•La classificazione delle motivazioni è davvero varia. Ogni autore ci da delle indicazioni, a secondo degli studi fatti. Oggi parliamo un po’ di queste motivazioni, nella prossima puntata dedicata alla motivazione vedremo come lavorarci.•How to motivate yourself to change your behavior | TaliSharot | TEDxCambridge - Bing video•(3) Robert Waldinger: What makes a good life? Lessons from the longest study on happiness | TED – YouTube•Tony Robbins: Why we do what we do | TED Talk•(3) 3 reasons you aren’t doing what you say you will do | Amanda Crowell | TEDxHarrisburg – YouTube•Simon Sinek, David Mead, Peter Docker, Trova il tuo perchè, Vallardi Editore, 2018•Autorealizzazione: dalla sopravvivenza all(continued)
    21 min
  • Episode 21: Alleniamoci a trovare i nostri obiettivi con il Coaching!
    Da oggi mi trovate anche su chiaramarturano.com su Instagram e LinkedIN come chiaramarturanoSe vi piace il podcast e avete voglia di sostenerlo, potete farlo offrendomi un caffè su kofi https://ko-fi.com/chiaramarturano e potremo passare un' ora insieme parlando di lavoro e crescita personale.Cerchiamo ispirazione, leggiamo, ci informiamo. Ascoltiamo i podcast sulla crescita personale e ce ne sono tantissimi e molto belli. E poi? Guardo il cv e penso boh, da dove inizio? E sarà abbastanza? E che ci voglio fare? Cosa mi piacerebbe fare? Perché fare un percorso di career coaching o counseling?1.A volte finiamo travolti da i soliti pensieri e non riusciamo ad uscirne, siamo un loop mentale,  continuiamo a vedere le cose nello stesso modo. Servono occhi nuovi per guardarci2.Un professionista ha dei tool, degli strumenti di lavoro che ci aiutano ad esplorare le nostre competenze, interessi, le nostre aspirazioni e ci guida in un percorso da fare insieme. Motivazione: a volte presi da un’ idea, un’ ispirazione oppure dalla stanchezza e dalla frustrazione mettiamo finalmente in moto, magari senza pianificazione, oppure solo abbozzandone una. Dopo un primo momento di appassionato lavoro e ricerca, se i risultati non arrivano, l’ entusiasmo cala, magari la stanchezza, le cose che accadono intorno a noi. E molliamo la presa. Cala la motivazione. Avere qualcuno accanto che ci aiuti a restare focalizzati e motivati è altrettanto importante che capire gli obiettivi. Anche le persone accanto a noi possono motivarci e ispirarci e farci da coach. A volte non basta e abbiamo bisogno di un tifoso in più che sappia anche come farlo. Sulla motivazione puntata a parteUno dei lavori di un coach è di aiutare il cliente a fissare gli obiettivi. Proviamo a vedere quali strumenti possiamo usare!8 suggerimenti  e strumenti che ho raccolto e che ho trovato utili anche per me:1.Scriviamo tutto quello che ci passa per la testa: descriviamoli, disegniamoli, tenete un diario o un piccolo quaderno. Il diario è uno strumento che abbiamo dimenticato ma che è importantissimo. 2.Perché? Cioè, quali sono i motivi per cui desidero raggiungere quell’ obiettivo piuttosto che un altro? 3.Obiettivi Smart:  -S come specifico-M come misurabile-A sta per raggiungibile-R per rilevante-T come tempo4. Concentrati su ciò che funziona (il guadagno) e otterrai di più. Concentrati su ciò che manca in te o nel tuo ambiente (il divario) e otterrai meno. Indicate, quindi, l’ obiettivo in modo positivo. Cosa voglio ottenere, cosa voglio che succeda, anziché in negativo. Non voglio continuare a fare questo o quello, provate a sostituirlo con cosa volete. È dura. Siamo poco abituati a pensare in termini positivi. Mel savage Career Reset. 5. La costanza, quanto tempo posso dedicare a questo progetto? 10 minuti o 1 ora al giorno? È importante sapere di avere un tempo definito in modo da non essere dispersivi ma fare rientrare questo tempo in una routine quotidiana. 6. Creare un sistema di abitudini che ci aiutino a creare un processo virtuoso, di esercitarci. (Luca Mazzucchelli)7. Fare fare e fare: non facciamoci bloccare dai nostri errori e sperimentiamoci8 . Business canvas Model•Antony Robbins Come ottenere il meglio da Sé e dagli altri Bompiani, 2016•Petruska Clarkson, Gestalt Counseling, Edizione Sovera, 1992•Business model YOU, Tim Clark, Paperback, 2012•Carl Rogers, Terapia centrata sul cliente, Giunti, 2013
    26 min
  • Episode 20: Libertà e bisogni: in viaggio con Virginia Satir
    Da oggi mi trovate anche su chiaramarturano.com su Instagram e LinkedIN come chiaramarturanoSe vi piace il podcast e avete voglia di sostenerlo, potete farlo offrendomi un caffè su kofi https://ko-fi.com/chiaramarturano e potremo passare un' ora insieme parlando di lavoro e crescita personale.Lascia che il tuo io/Entri intimamente in comunicazione/Con tutte le tue parti/Liberati per poter avere delle possibilità/E per usare queste possibilità/Liberamente e creativamente/Per sapere qualunque cosaOggi parliamo di Virginia Satir e del senso di libertà che proviamo. Ci sentiamo davvero liberi da stereotipi, aspettative e pregiudizi?Virginia Satir, assistente sociale, psicoterapeuta e scrittrice, pioniera della terapia familiare. Nasce in una fattoria a Neillsville, a nove anni aveva giá letto tutti i libri della biblioteca cittadina. Diciamo che era un pó un fenomeno, ecco. A vent´anni insegna e a 25, siccome le piaceva di piú capire le dinamiche famigliari dei suoi studenti piuttosto che fargli imparare storia e geografia, molla tutto e ricomincia a studiare per svolgere lavoro clinico.  Nel 1959 fondò con Don Jackson, Jules Runkin e Gregory Bateson il Mental Research Institute (MRI) a Palo Alto, una delle scuole di psicoterapia più prestigiose degli Stati Uniti, dove fu ideato l’approccio sistemico. Qui fu direttrice della scuola di formazione e prese parte alla creazione del primo programma formale di terapia familiare. Viaggia per tutto il mondo insegna ai terapeuti come fare terapia famigliare. Nel 1970 fonda l´International Human Learning Resources Network. Fa corsi residenziali per formare i terapeuti. Insomma crea network e metodi, forma persone e aiuta le famiglie. Muore nel 1988 a Palo Alto, dopo una breve malattia. Ecco alcune domandi fondamentali dell´autrice:Come mi sento rispetto a me stesso? – Autostima Com´é la mia comunicazione? Come colgo il mio senso attraverso gli altri? – Comunicazione Come tratto i miei sentimenti? Mi appartengono o li attribuisco agli altri? - Regole Come reagisco quando faccio cose nuove e diverse? Prendo il rischioOgnuna di queste è connessa all´altra, se cambio le regole cambieranno anche le altre voci etc. Making Contact troviamo un altro passaggio importante per costruire la nostra autostima e concetto chiave della puntata di oggiLe 5 libertà di Virginia Satir ci saranno senz’altro di aiuto. Si tratta di una serie di potenti dichiarazioni formulate per avviare un processo di sviluppo personale che mira ad aumentare l’autostima. Vediamole più nel dettaglio.“La libertà di vedere e sentire ciò che è, invece di ciò che dovrebbe essere, era o sarà.” IL QUI E ORALa libertà di dire cosa provi e senti, invece di cosa dovresti.” IL CONTATTO CON LE EMOZIONI“La libertà di provare quello che provi, invece di quello che sarebbe necessario.” I DEVO“La libertà di chiedere quello che vuoi, invece di aspettare sempre un permesso.” I PERMESSI“La libertà di assumere dei rischi su te stesso, invece di essere solo “sicuro” e di non agitare le acque intorno a te.” USCIAMO DALLA COMFORT ZONE Mi piace moltissimo lì immagine dell’ agitare le acque. Non so se vi sia mai capitato di andare a fare avvistamento di delfini o balene. I delfini in genere inseguono le onde che il natante provoca, ecco per il delfino le acque agitate sono un invito al gioco. Per le balene, invece, bisogno fare silenzio e non muovere la barca. Ma quando emergono dal mare creano dei giochi d’ acqua impressionanti. Insomma. Le acque in movimento, o agitate possono assumere il significato di gioco e scoperta. Reinhold Niebuhr scrive: Che Dio mi dia la serenitá di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso e la saggezza di conoscere la differenza. Preghiera delle serenitáhttps://www.youtube.com/watch?v=yvTtPvfqj8shttps://www.youtube.com/watch?v=hiOG6qsf8BUhttps://www.youtube.com/watch?v=uBI2q2Vkp_Mhttps://www.ft.com/content/4a8d5979-41fb-47c7-a47e-44c9f977(continued)
    19 min

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Due podcast, un filo conduttore: le storie. Con Coach for Expat ascolterai storie di vita e carriera all’estero, tra sfide, sogni e nuovi inizi.Con Coach for Breakfast ascolterai le storie di professioni insolite e trasformazioni sorprendenti, tra curiosità, viaggi e ispirazioni.Mettiti comodo/a: qui troverai energia, leggerezza e tante idee per reinventarti.