Confederation Music

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By RSI - Radiotelevisione svizzeraMusic
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Confederation Music episodes

  • Mono Mochi - Oh Elsa!

    Fare un passo indietro per vedere (di nuovo) le cose più chiaramente. 

    È la filosofia di Mono Mochi, quartetto lucernese che, remando contro la corrente digitale, rende omaggio al DIY, proponendoci un suono indie grezzo, onesto che trasuda libertà, fatto in casa, anzi, in cantina.

    “Oh Elsa” di Mono Mochi è un disco indie-pop dinamico e verace, che suona super analogico ed è pieno della musicalità di un gruppo che ama le grandi melodie, le variazioni ritmiche e gli arrangiamenti articolati. 

    Contiene 8 canzoni autoprodotte, molte delle quali, oltre a trattare il tema del passaggio dall’età del gioco e quella adulta, suscitano un sentimento di spensieratezza, di viaggio estivo sulla Riviera, in macchina e senza meta.

    Sandra Romano ha incontrato il chitarrista e cantante Jakob Reitinger, in arte Jakob Sur.

    30 min
  • Dino Brandão - Self-inclusion

    Dino Brandão ha registrato e auto-prodotto il suo primo album solista “Self-Inclusion”, un debutto ricco di musica e contenuto, pubblicato da Two Gentlemen.

    Morbido e ultraterreno, a volte incantatore e altre diabolico, Dino Brandão ci inonda d’amore, critica sociale e verità. È un’attitudine, quella di cantare la verità, che viene dall’ascolto di un artista come Bonga e il suo album “Angola72”, colonna sonora della lotta per l’indipendenza dell’Angola, di cui Brandão porta in sé i geni paterni.

    Quella di Dino, che t’accoglie sempre con il sorriso nonostante la sofferenza, è una storia di coraggio in cui s’incrociano musica e avversità. Il verso “Life’s a Bouncy Castle, filled with tears and laughter”, è una fotografia poetica di una montagna da superare, fatta di Covid, sclerosi multipla e malattia mentale.

    È con grande piacere che ritroviamo Dino Brandão per la terza volta a Confederation Music.

    31 min
  • Mary Middlefield - Poetry (For the scorned and lonely)

    Non capita tutti giorni di suonare al Glastobury Festival, tanto meno che sia la BBC a invitarti, sul suo palco “Introducing”. A Mary Middlefield capiterà tra pochi giorni, il 27 Giugno alle 15:00.

    Non c’è un sol giorno in cui Mary Middlefield non scrive, ispirata dagli artisti che ascolta, dalle persone che le giocano brutti scherzi o dalle forma d’arte con cui è cresciuta e con cui viene in contatto quotidianamente, come la pittura, il cinema e la musica.

    Mary Middlefiled, ventiduenne cantautrice indie rock/folk di Losanna, ama la musica da quando è piccolissima. I suoi genitori ascoltavano musica classica 24 ore al giorno e ha iniziato a suonare il violino a cinque anni senza mai smettere. La passione per la produzione è nata all’età di 18/19 anni, durante il periodo interlocutorio del Covid.

    Mary Midelefield ha pubblicato “Poetry (For The Scorned & Lonely”), un EP esplicito e vigoroso, di otto canzoni, uscito un anno dopo l’album di debutto “Thank You Alexander”.

    Con i suoi testi struggenti e crudi, Mary Middlefiled elabora in modo toccante gli abusi subiti. 

    Sandra Romano l’ha incontrata a Zurigo e questa è la sua storia.

    31 min
  • Klaus Johann Grobe - Io tu il loro

    Il batterista Dani Bachmann, assieme a Sevi Landholt, costituisce Klaus Johann Grobe, duo zurighese giunto al 4 album “Io tu il loro” (2024 Trouble In Mind Records), pubblicato dopo 6 anni di latitanza discografica.

    La musica è cambiata, gli strumenti sono cambiati, come l’atmosfera e la lingua, che non è più il tedesco ma l’inglese, con accenni di italiano. È cambiato anche il modo di lavorare di questi due creativi cresciuti e maturati e che, ora, creano facendo jam-session.

    “Io tu il loro” contiene un sound caldo, morbido, cool e pieno di groove, confezionato con l’eleganza e l’originalità che ha permesso a Klaus Johann Grobe d’affermarsi ed esibirsi nel circuito indie internazionale, circondandosi di un alone di culto.

    31 min
  • Emmanuel De La Paix - The Physics Of Clouds

    La musica che facciamo dice tanto di ciò che siamo e del mondo che abitiamo. Più passano gli anni e ne incrociamo la musica, più appare evidente che in Emmanuel De La Paix ci sia il gene dell’esploratore, uno sperimentatore a caccia di nuovi obbiettivi che, da vero viaggiatore, trova la bellezza sulla via, più che nella metà.

    Emmanuel de La Paix evolve assieme ai suoi interessi, oggi rivolti anche all’immagine applicata alla musica e viceversa. Cambia il suono, diventato più etereo e ambient, figlio dell’introspezione, con alcune incursioni nel post rock. Sullo sfondo, e nell’anima, c’è sempre l’immaginario nordico, l’Islanda con la sua natura, gli spazi aperti incontaminati e la potenza degli elementi, capaci di ispirare e cambiare le persone.

    Il viaggio musicale di Emmanuel De La Paix fa tappa dentro “The physics of clouds”, un album di concetto inaspettato, uscito il 14 marzo 2024 con l’etichetta Straight To Your Brain.

    La nostra chiacchierata parte dal titolo: La Fisica delle Nuvole !

    31 min
  • Manuel Fischer - Exxodus

    “Exxodus” (Ozelot Records, 2024) è un disco oscuro che sta agli antipodi della felicità, la rappresentazione motivante di un mondo in fiamme da cui scappare. È il nuovo album di Manuel Fischer (dj, produttore, performer e creativo multidisciplinare zurighese), un disco nato tra Zurigo e la Svizzera italiana e disponibile anche in vinile su Bandcamp.

    Fischer è anche confondatore di Ozelot, etichetta discografica diventata studio multimediale attivo nei visuals e del design digitale. Con questo album, Manuel, torna al suo campo base discografico, condensando in 10 canzoni, i suo attuali interessi musicali che spaziano dall’IDM alla dubstep, passando per l’electro.

    Manuel Fischer non è solo produttore techno, è un artista che ha diversificato il suo raggio d’azione creativo: fa “field-recording” finalizzato alla produzione di sound design per marchi commerciali, produce suoni e musica per film.

    Lo abbiamo raggiunto a Bangkok, durante il suo recente tour nel Sud-Est asiatico. Sì, perché la musica porta questo artista multi-tasking in giro per il mondo.

    31 min
  • Ella Ronen - The Girl With No Skin

    “The Girl With No Skin” (Irascible/BB Island) è il nuovo album della musicista, poetessa e attivista svizzera d’origini israeliane Ella Ronen.

    Ella lo ha registrato e prodotto a New York in totale assetto analogico, assieme al rinomato musicista e produttore Sam Cohen, un personaggio e una collaborazione a cui Ella dedica una parte importante di questa intervista. 

    “The Girl With No Skin” é un disco cantautorale organico, delicato e con accenni vigorosi. Contiene le risposte alle domande che pone. Ella Ronen racconta la sua storia e dice tutto in dieci canzoni e, come tutte le storie personali, riesce a commuovere e coinvolgere perché contiene la lotta, il pianto e il sogno. 

    Scegliendo di dire tutta la verità, Ella Ronen ci ricorda che nella sensibilità e nella vulnerabilità degli esseri umani, si cela la vera forza.

    31 min
  • Pascal Gamboni - Caos El Paradis

    Pascal Gamboni, cantautore romancio di Sedrun, é un inarrestabile, prolifico e imprevedibile creativo.

    Lo scorso aprile, Pascal Gamboni ha pubblicato “Caos El Paradis” (Royal Tea Music), un disco di concetto, una circumnavigazione si sé stesso in cui racconta due cose fondamentali: 1) la felicità è un privilegio da godere in un universo caotico; 2) andare al centro del problema è l’unico modo per stare meglio e passare oltre.

    Gamboni, che vive a Berna, ha giocato con il sequencer MPC, cavallo di battaglia dell’hip-hop anni 90, senza perdere un solo grammo di quel sapore organico e acustico che caratterizza da sempre la sua musica così vera.

    Sandra Romano ha incontrato Pascal Gamboni a Zurigo, e la chiacchierata è partita proprio dal titolo “Caos El Paradis”, e dal sottotitolo “la ricerca dell’occhio del ciclone”.

    30 min
  • Christian Micaël Schwarz - Terminal Speed

    Per la prima volta nella sua carriera, che quest’anno gira la boa dei 25 anni, il musicista e autore ticinese Christian Schwarz pubblica musica con il suo nome vero, aggiungendoci anche il secondo, quindi Christian Micaël Schwarz .

    Cambia il biglietto da visita ma non cambia l’essenza: in un quarto di secolo di musica (in alcuni momenti messa in pausa perché la vita è piena di stimoli) Cristian Micaël Schwarz è sempre stato un esempio di coerenza artistica.

    Zodiac Project, Trace Elements, Sound Vision, Freaky Farm, per citarne alcuni … Schwarz percorre da sempre sentieri alternativi e underground, addentrandosi spesso e volentieri nell’oscurità, dove possono celarsi la magia e l’inaspettato.

    Visione, ispirazione ed esplorazione alimentate da una vita vissuta sempre al margine, al limite del bosco, molto lontana dalla frenesia urbana e molto vicina alla natura e all’energia degli elementi, promuovendo lo scambio, il barato e il concetto di autosufficienza.

    Siamo andati a trovare Christian Micaël Schwarz nella sua casa Malcantonese, in occasione dell’uscita di “Terminal Speed”, la sua prima produzione solistica. È stata una ghiotta occasione per tastare il polso a un fine osservatore e pensatore, uno degli artisti più consistenti della nostra realtà musicale, e per fare slalom tra i paletti di una colonna sonora iniziata alla fine degli anni 90 .

    30 min
  • Lily Claire - Fleur Fanée

    C’è nostalgia e speranza nella musica di Lily Claire, cantautrice d’origini franco-svizzere che, parlandoci in tedesco e cantando in francese, ci invita a sognare a occhi aperti.

    Lily Claire suona la chitarra, scrive le sue canzoni dall’età di 15 anni e ha pubblicato due EP. Il primo è “Val-André”, uscito nel 2022 e le è valso un “Best Talent Award” di SRF3. 

    Nel secondo e ultimo “Fleur Fanée”, uscito il 16 febbraio 2024, Lily Claire parla del tempo che passa e dei ricordi, ponendo l’accento sulla necessità di godere di ogni singolo momento della nostra vita giovanile.

    C’è leggerezza ed eleganza nelle composizioni, negli arrangiamenti e nelle ritmiche delicate di Lily Claire e anche nel suo modo di raccontare le storie. 

    Sandra Romano l’ha incontrata a Zurigo, dove vive.

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    30 min

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