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  • Piano dei Contenuti - II
    Come passare dall'analisi delle frasi chiave e della concorrenza all'individuare i possibili titoli / argomenti per i contenuti da realizzare per il proprio sito web e per i propri social?

    Facciamo degli esempi concreti, tratti da alcuni progetti che ho seguito.


    1) Caso di studio - Pamela Mazzanti - Top Coach per titolari di centri estetici

    Prima esigenza emersa all'analisi delle frasi chiave: Vendere di più nei centri estetici
    Titolo/argomento possibile: Guida ai 10 modi per vendere di più nel tuo centro estetico

    Seconda esigenza individuata:
    aprire un centro benessere
    come aprire un centro benessere
    quanto costa aprire un centro benessere
    aprire una spa
    aprire un centro benessere
    aprire un centro benessere in franchising
    Titolo possibile: Tutti i Costi per Aprire e Gestire un Centro Estetico

    Terza esigenza:
    fidelity card
    card prepagate estetica
    fidelity card centro estetico
    carte fedeltà centro estetico
    fidelity card centro benessere
    Titolo possibile: x Modi per Valorizzare le Fidelity Card in un Centro Estetico


    2) Caso di studio - Michele Barzaghi - fuoco: Analisi di Mercato per le Farmacie

    Gruppi di frasi chiave con maggior interesse:
    arredamenti per Farmacie
    arredi per farmacie
    farmacie arredamento
    arredare farmacia
    arredamento farmacia
    arredi farmacie
    arredo farmacia
    Titolo/argomento possibile: "Guida Completa delle Aziende di Arredamento per Farmacie”
    “Come Arredare una Farmacia: Tutti i Passi”
    “Checklist - tutto quello che serve per arredare una farmacia”

    Seconda esigenza: Fidelity card
    Frasi chiave con maggior interesse:
    Fidelity card per farmacie
    Titoli possibili:
    "Fidelity Card per le Farmacie: Tutte i Tipi e le Differenze"
    "Fidelity Card per le Farmacie: Tutte le Aziende e le Offerte in Italia"
    "Fidelity Card per le Farmacie: Criteri di Analisi e di Scelta"
    "Fidelity Card per le Farmacie: Pro e Contro e Come Valorizzarle"


    3) Caso di studio - Farmacia Labrozzi - fuoco: Benessere Gastrointestinale.

    Gruppi di frasi chiave con maggior interesse:

    Prima esigenza: GONFIORE DI PANCIA
    Pancia gonfia e dolorante
    Pancia gonfia cause
    Gonfiore di stomaco
    Gonfiore addominale rimedi
    Titolo possibile: "Guida alle Cause del Gonfiore di Pancia"

    Seconda esigenza: MAL DI STOMACO
    Mal di stomaco
    Mal di stomaco cosa mangiare
    Rimedi mal di stomaco
    Titolo: Guida a Tutti i Rimedi per il Mal di Stomaco

    Terza esigenza: BRUCIORE GASTRICO
    Bruciore di stomaco
    Bruciore di stomaco rimedi naturali
    Titolo: Come Evitare il Bruciore Gastrico


    In sintesi: Per individuare con precisione i titoli e gli argomenti dei contenuti principali da realizzare inizialmente per il proprio sito web, è indispensabile partire dall'analisi delle frasi chiave e della concorrenza.

    Una volta che si sono raccolte in un foglio elettronico tutte le frasi rilevanti individuate attraverso strumenti come Answerthepublic.com e SEOZoom.it, e che rappresentano le domande che scriverebbero su Google i potenziali clienti che ancora non conoscono il tuo sito/servizio, è necessario radunare queste frasi in gruppi logici che rappresentano specifiche esigenze.

    Una volta raggruppate per temi / esigenze, alle frasi chiave individuate vanno associati i dati di domanda (volume medio di ricerche mensili) e del livello di concorrenza (keyword difficulty) per poter capire, fra i vari gruppi / temi quali ci offrono le migliori opportunità di visibilità (in quanto hanno un discreto livello di domanda e bassa concorrenza).

    Individuati i temi su cui c'è più possibilità si procede come negli esempi qui sopra, cercando di trovare dei titoli che soddisfino appieno le domande e le aspettative di chi le ha espresse.




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    Musica: "All Your Love" by Moose CYGN - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/all-your-love
    22 min
  • Piano dei Contenuti - I
    Il piano dei contenuti è una lista di contenuti chiave da realizzare per dare spessore e valore al tuo sito web.

    Il piano dei contenuti comprende sia i contenuti fondamentali, i pilastri iniziali di riferimento del tuo sito, che affrontano i temi chiave che interessano ai tuoi potenziali clienti, sia i contenuti (i titoli/temi) da realizzare in futuro per alimentare, aggiornare ed accrescere il valore e l’utilità del tuo sito nel poter intercettare potenziali clienti.

    Perché fare il piano dei contenuti:

    a) Il motivo principale per cui realizziamo il piano dei contenuti è perché vogliamo scegliere in maniera scientifica e non a caso o a intuito, quali contenuti rilevanti e utili per il nostro pubblico creare da subito. L'obiettivo è quello di avere le idee chiare su cosa c’è da scrivere e da studiare prima di iniziare.

    In questo modo è più facile pianificare, preparare e coordinare la preparazione di questi contenuti, invece che il dover improvvisare man mano che si procede.


    b) Il secondo motivo, è che il tuo sito web senza un set di contenuti base ben selezionati in base alle esigenze specifiche dei tuoi potenziali clienti, può farti da biglietto da visita, presentarti, dare un pò di info base, ma nulla più.

    Integrando dei contenuti di spessore e su temi specifici nel tuo sito, puoi invece cominciare ad intercettare coloro che vanno su Google e che sono alla ricerca di una soluzione ad un loro problema.

    Per questo il piano dei contenuti deve nascere ed è strettamente collegato all’analisi delle frasi chiave e della concorrenza che hai fatto durante la fase del Project Brief.


    *Passi da fare

    Per realizzare il piano dei contenuti per il tuo sito web, è secondo me indispensabile seguire un percorso e dei passi ben precisi.

    Step 1 - Parti dall’Analisi delle Frasi Chiave e della Concorrenza
    Dobbiamo partire dal foglio di analisi delle frasi chiave e della concorrenza perché è lì che sono indicate in maniera chiara e oggettiva gli interessi e le problematiche principali che hanno le persone che possono essere nostri potenziali clienti. E’ intorno a queste problematiche ed esigenze che va costruito il nostro piano dei contenuti.


    Step 2 - Individua le esigenze chiave con più opportunità
    Quali sono le frasi-chiave - o meglio ancora i gruppi di frasi che rispecchiano un certo problema - che hanno maggiori opportunità nella tua analisi?

    Usa la formula KD meno KO (SEOZoom) per calcolare in maniera rapida e affidabile il reale potenziale di ogni frase chiave. Questa è una formuletta semplicissima ideata da Matteo Edoardo Momenté di Metaline. Lui la chiama EdoRank.


    Step 3 - Individua dei “titoli” che soddisfino quelle specifiche esigenze


    Step 4 - Fai un mini-indice
    di che cosa ogni titolo conterrà. Potresti usare una serie di domande per facilitarti il cammino.


    Step 5 - Passa alla produzione (stesura dei contenuti)






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    Musica: "A Day at the Beach" by Pandrezz x j'san - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/a-day-at-the-beach
    17 min
  • Iniziare con un Mini-Sito di Una Pagina
    Finito il Project Brief val la pena mettere un primo piede nell’acqua prima di tuffarsi completamente nel pubblicare il proprio sito online.


    Il Problema
    Per costruire una presenza online basata su un sito web, ci vogliono dei mesi. Ma questo non vuol dire che è necessario attendere dei mesi per cominciare ad essere visibili, e ad avere una presenza base online.

    Inoltre durante tutto il tempo che è necessario per creare contenuti e risorse che dovranno popolare il nostro sito, dove rimandiamo chi incontriamo e ci chiede di saperne di più, o chi ha già sentito parlare di noi e cerca attraverso Google la possibilità di poter leggere un profilo completo e approfondito su di noi?


    Soluzione
    La strada più semplice in assoluto in questa situazione è quella di aprire un profilo su LinkedIN e di compilarla con estrema cura e dovizia di dettagli. Il costo è zero e l’unica cosa che serve è la tua dedizione e cura.

    Già nel profilo LinkedIN puoi mettere a buon uso il lavoro fatto nell’individuare e definire Chi Sei, Cosa Fai, e la tua USP. E’ inoltre utile dettagliare a fondo e con dovizia di particolari le tue esperienze professionali e quelle di studio, sia accademiche che non.

    A complementare ed arricchire questo investimento iniziale in personal branding, suggerisco di prendere in seria considerazione la possibilità di creare un mini-sito di una pagina, dove presentare ancor più in dettaglio e profondità il tuo profilo professionale. Il vantaggio principale è quello di mostrare un profilo professionale per la tua attività su un dominio personale che attesta, più di una pagina LinkedIN, la tua serietà, determinazione e professionalità nel settore dove hai scelto di muoverti.

    Per creare un mini-sito di una pagina oggi ci sono tutta una serie di tool davvero fantastici, che possono essere utilizzati anche da persone non tecniche e che consentono, avendo fatto a monte un buon lavoro di analisi e pianificazione di poter creare un mini-sito dall’aspetto professionale in pochissimo tempo.

    Mi riferisco in particolare a tool come:

    • Weblium.com
    • Tilda.cc
    • Landen.co

    che offrono la possibilità di realizzare mini-siti di una pagina semplici ma efficaci come questi:

    🔹MicheleBarzaghi.it
    🔹AntonellaRussoTraining.it
    🔹Sinastriadicoppia.it
    🔹PamelaMazzanti.it

    I costi di queste piattaforme / servizi, sono irrisori (apx $10-20/mese) e puoi provare e collaudarli praticamente senza dover pagare nulla.

    La caratteristica principale di questi servizi è l'opportunità che offrono di creare siti web che hanno un look professionale anche senza avere competenze di grafica e design. La strategia adottata da questi servizi è infatti quella di integrare nel servizio template e blocchi pre-definiti per i contenuti da inserire già progettati da designer e grafici esperti. In questa maniera il design è già integrato nella piattaforma di pubblicazione e ciò che l'autore deve decidere è solo la struttura e ordine delle sezioni e la stesura dei contenuti che le popoleranno.

    Inoltre queste piattaforme di pubblicazione hanno il grande vantaggio di essere estremamente semplici da usare e di consentire quindi a chi come te vuole usarle per pubblicare il proprio sito, di poter poi aggiornare e modificare i contenuti del sito direttamente, in maniera facile e intuitiva senza dover ricorrere ad un webmaster o ad un tecnico.

    Questo fa tutta la differenza per un imprenditore o una piccola azienda nello snellire e semplificare la gestione e la comunicazione attraverso il proprio sito web.


    Suggerimenti e consigli per far bene

    • Non iniziare fino a che non hai tutti i contenuti pronti (incluse le immagini)

    • Fai una bozza di ciò che vuoi realizzare su carta o al computer decidendo l’ordine delle cose che appariranno

    • Usa una struttura del tipo:
    CTA - cosa offri / che problema risolvi
    Cosa offri
    Dettaglio
    Chi sei
    Tue esperienze e credenziali
    Testimonianze
    Contatti

    • Non ti perdere nel design e nella scelta dei colori
    Fai inizialmente le cose in maniera minimalista e solo alla fine valuta se e dove aggiungere degli elementi di colore oltre le immagini

    • Non centrare testi che sono più lunghi di due righe

    • Se ti fai aiutare da un graphic designer o da una persona esperta in comunicazione visiva, ancora meglio. Poi puoi comunque avere il vantaggio di poter modificare e cambiare le cose quando vorrai senza dover passare per un tecnico.




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    Musica: "Daydream" by Ely Way - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/daydream
    21 min
  • Patreon
    Che cosa è Patreon? A chi e a che cosa serve?

    Patreon è un servizio di crowdfunding utile a chi ha un seguito di fan veramente appassionati, e produce / condivide periodicamente contenuti, strumenti, eventi o risorse di valore con la sua comunità.

    Patreon è specificamente adatto a chi:

    1) Ha un seguito
    Un nutrito gruppo di persone appassionate segue con attenzione ciò che fà e ciò che condivide gratuitamente online

    2) Produce costantemente valore condiviso
    Condivide sistematicamente cose che vanno oltre il pubblicare articoli su un sito web o su un blog.

    Ad esempio:
    Chi scrive musica e canzoni
    Chi fa video artistici
    Chi scrive poesie o racconti
    Chi crea con le mani oggetti, gioielli, abiti, accessori, borse
    Chi fa performance, eventi, intrattenimento
    Chi condivide continuamente ricerche e scoperte su un argomento
    Chi fa giornalismo indipendente
    Un avventuriero, un esploratore
    Insomma è adatto a chi fa’ qualcosa che non ha una diretta e immediata connessione con il guadagno, ma che è generalmente guidata e ispirata da valori diversi dal profitto (e più in linea con la condivisione, l’arte, l’espressione personale, la crescita personale, l’apprendere gli uni dagli altri).

    3) Combatte per una (o più) cause
    Si schiera per difendere idee, principi e valori che gli stanno a cuore.

    Queste, secondo me, sono le tre condizioni essenziali per poter valorizzare le opportunità di crowdfunding offerte da Patreon.

    Da questa mia prospettiva Patreon è più un veicolo per consolidare il lavoro di condivisione, ascolto e community building fatto a monte, che non un mezzo per costruire da zero valore e community. Ma potrei sbagliarmi.

    Per chi ha un'attività il cui obiettivo va oltre il mero profitto economico, il futuro è tutto dipinto di situazioni nelle quali quelli che fino ad oggi chiamavamo clienti diventano azionisti, co-produttori e agenti di promozione dei prodotti (servizi e persone) nei quali credono e investono.



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    Musica: "Sunsets" by Aso - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/sunsets
    23 min
  • Brainstorming II Tecniche
    Brainstorming Parte 2 - Tecniche.

    Avere a disposizione più tecniche è sempre utile per affrontare situazioni ed obiettivi diversi.
    Quando si brainstorma, si può usare l'approccio classico oppure ci si può spingere un po' più in là.

    Quattro le tecniche che ti propongo per provare ad esplorare nuovi orizzonti.

    1) Passino - ognuno scrive e propone la sua idea in forma anonima. Le idee vengono raccolte e votate e poi si fà uno o più altri passaggi per filtrare e migliorare quanto individuato al primo giro.

    2) Rugby - ognuno scrive un'idea, passa al vicino che aggiunge o migliora. Si procede finché a ognuno torna il suo foglietto. Si compara e si valuta.

    3) Postino - si crea una lista di distribuzione e si invia la domanda al primo che poi la invia al secondo. E' un po come la Rugby, ma per quando i partecipanti non sono in contatto fisico e quando si vuole dare più tempo di riflessione e analisi.

    4) Estrattore - All'inizio si dichiara sia la domanda sia i criteri di valutazione finali. Poi si procede ognuno scrivendo la sua idea e poi passandola ad un altro partecipante che cercherà di migliorarla usando i criteri ufficiali dichiarati all'inizio.

    Il comun denominatore che rende utili questi approcci è la possibilità di arricchire e migliorare le idee iniziali attraverso un percorso di effettiva cooperazione fra i partecipanti.





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    Musica: "Tune In" by Joseph Jacobs - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/tune-in
    10 min
  • Brainstorming I
    Brainstormiamo un po’.

    Ma cosa vuol dire esattamente "brainstormare"? Che cosa è? Da dove viene? Chi lo ha inventato?

    Il termine "brainstorming" è entrato in voga 70 anni fa, nel 1953, allorché l'allora advertising executive Alex Faickney Osborn lo utilizzò nel libro “Applied Imagination” (prima menzione in "How to Think Up" libro del 1942).

    Io definirei il BRAINSTORMING come una tecnica di cooperazione creativa di gruppo che ha lo scopo di aiutare a trovare una soluzione ad un problema attraverso l’individuare un gran numero di idee e opzioni alternative.

    Più precisamente è una tecnica per far sì che un gruppo di persone possano incontrarsi e generare nuove idee e soluzioni relative ad uno specifico problema rimuovendo limiti ed inibizioni.

    Come funziona il brainstorming e come farlo nella maniera giusta?

    Non giudicare. No critica idee altrui - nessuna è respinta
    Ascolta e accogli le idee degli altri

    1) Non dire no a nessuna proposta. Rilancia sempre

    2) Parla. Non pensare Alla cosa giusta da dire
    Tutti pensano che nel brainstorming una debba pensare in silenzio finché non gli viene un’idea per poi manifestarla, ma ciò è esattamente l’opposto di ciò che è utile fare

    3) Accogli idee bizzarre e stravaganti

    4) Prendi nota visivamente o via testo

    5) Alterna voci e pensieri

    6) Non monopolizzare e spegnere la dinamica del brainstorming con lunghi interventi (più di due minuti)

    7) Dichiara e condividi un obiettivo ben chiaro all’inizio a tutti i partecipanti. Possibilmente scrivilo.

    8) Non sposarti la prima bionda - cerca altre alternative - il brainstorming è per trovare più idee / più possibili strade

    9) Remixa e rilancia usando le idee e le riflessioni degli altri

    10) Più teste si è (nei limiti) meglio è

    11) Si parla uno alla volta per alzata di mano

    Ricordati sempre: l'obiettivo è raccogliere la più ampia gamma di idee / soluzioni possibili.

    Il “brainstorming” serve per trovare idee, soluzioni e spunti per risolvere un problema specifico. E’ ideale per esempio nel trovare nomi, slogan, brevi frasi, modi di rappresentare un’idea, tattiche per coinvolgere, e molto altro.

    E’ del tutto inadatto invece per risolvere problemi complessi che richiedono un’analisi e valutazione di più aspetti (è meglio che mi sposo o no? È bene aprire la partita IVA? etc.)



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    Musica: "Tōzen" by GYVUS - disponibile su Soundcloud: https://soundcloud.com/chillhopdotcom/gyvus-tozen
    14 min
  • Amazon Alexa e i Podcast: Francesco Tassi
    Negli ultimi mesi ho ricevuto diverse offerte e promozioni per creare una mia "skill" per Amazon Alexa.

    Il fenomeno degli assistenti vocali virtuali è certamente in forte e rapida ascesa, anche se siamo, almeno qui in Italia, solo agli inizi. Le possibilità che questo nuovo medium di interazione offre sono interessanti, ma come per tutte le nuove tecnologie è sempre bene analizzare, studiare, chiedere e valutare con attenzione questi nuovi trend, prima di lanciarsi anima e corpo nell'adottarli.

    Per questo motivo ho contattato Francesco Tassi, che tra i miei contatti risulta essere l'esperto più affidabile di questo settore (assistenti vocali virtuali e Amazon Alexa) per sentire dal parere di una persona competente (ma non interessata a vendermi per forza qualcosa) qual è la prospettiva che si gode dal suo punto di vista.

    Qual è la situazione attuale del mercato degli assistenti vocali virtuali?

    Quanto c'è di vero in questa corsa all'oro per avere la propria frase univoca di invocazione su Alexa?

    Hai dei dati di riscontro utili da condividere?





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    Risorse

    • PodcastAlexa
    Per chi è interessato a rendere disponibile il suo podcast su Alexa
    https://podcastalexa.com/

    • Perché creare una skill su Alexa per il proprio podcast
    https://podcastalexa.com/blog.php





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    Musica: "Alright" by Aso - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/alright
    22 min
  • Come Scrivere Meglio
    Scrivere. ...e che problema c'è? Mi sento rispondere il più delle volte, quando faccio notare a un mio cliente, che è necessario cominciare a preparare contenuti di valore.

    I più, di coloro che non lo hanno mai fatto in maniera sistematica, pensano che lo scrivere sia una competenza che loro hanno già coltivato e acquisito da lungo tempo. Talvolta riconoscono di non aver avuto molto tempo per continuare ad allenare questo skill dopo l'università, ma in generale la stragrande maggioranza degli imprenditori con cui lavoro sanno sì scrivere, ma non lo hanno mai fatto per comunicare, per raccontare o emozionare altri.

    Hanno fatto preventivi, hanno preparato sintesi di riunioni, piani di fattibilità, fatture e mail in gran quantità. Ma non hanno mai veramente scritto nulla con l'intenzione di comunicare le loro idee, o le storie che coinvolgono i loro prodotti e i loro clienti.

    E quindi, quando si trovano a dover scrivere per la prima volta qualcosa di spessore, si impantanano come un TIR nelle sabbie mobili. Il brutto, è che più spesso che no, non se ne rendono neanche conto. Affondano nelle sabbie mobili ma la loro sensazione è quella di andare in autostrada a velocità di crociera.

    Il problema è che il saper scrivere bene, così come qualsiasi altro skill complesso, richiede un allenamento costante. Ciò che abbiamo imparato a scuola e poi all'università, va rivisto, trasformato e aggiornato alle esigenze odierne.

    Il primo passo è quindi - come per i video, o i podcast - di allenarsi costantemente, non compiacendosi e adagiandosi sul minimo comun denominatore di qualità, ma mettendosi in discussione, affrontando le cose con umiltà, facendo domande e cercando di migliorarsi ad ogni passo.

    Alcuni consigli pratici, che ti possono essere utili in questo percorso di apprendimento:

    1) Scrivi tutti i giorni. Basta una paginetta.
    Può essere un diario, un blog, una serie di piccoli racconti. Non ha bisogno di essere pubblico, ma è meglio se lo è.

    2) Allenati a sintetizzare.
    Parti da cose interessanti che ti appassionano, e di cui altri parlano o scrivono. Allenati a sintetizzare in pochi paragrafi ciò che loro dicono in più pagine.

    3) Fai prima uno schema. Poi scrivi.
    Butta giù un indice, una lista di punti, di titoli, di argomenti che faranno parte del tuo testo, così da attraversare mentalmente ciò che desideri scrivere, scomponendolo in una struttura logica.

    4) Rileggi ad alta voce. Ascoltandoti.
    Sì, rileggere è importante, ma ancor più decisivo è il rileggere "ascoltando" e cercando di sentire come suona ciò che hai scritto, quando lo reciti ad alta voce. Suona accademico, freddo, incollato? Allora vuol dire che c'è da lavorarci ancora.

    5) Confrontati.
    Alleati con qualcuno disposto a rileggere i tuoi testi e a darti feedback spassionato. Confrontati con chi potrebbe essere un reale, possibile lettore. Non ti fidare solo delle tue auto-valutazioni. Verifica e mettiti in discussione chiedendo feedback ad altri.

    6) Leggi.
    Più roba buona leggi e più stimoli e riferimenti utili avrai nella tua testa quando si tratta di scrivere e comunicare i tuoi concetti e le tue storie in maniera chiara, immediata. Quindi il consiglio è quello di leggere "roba" di alta qualità. Scopri chi è che sa scrivere in maniera eccellente e comincia a seguirlo. Spendi due soldi su Amazon e riprendi a leggere libri fisici e non solo articoli online.

    7) Scrivi come parli.
    Allenati a scrivere in maniera informale, diretta e utilizzando termini di tutti i giorni, così come fai abitualmente quando parli con qualcuno che conosci e che ti è seduto davanti. Per riuscire in questo esercizio, immagina - mentre scrivi - di avere davanti a te una persona che conosci realmente e prova a scrivere ciò che gli diresti a voce per comunicargli la tua idea/storia.

    8) Fai un corso.
    Tanto male non può fare. Ma non prendere il primo che capita. Chiedi in giro a chi ne ha già fatti e senti campane diverse, non la prima che incontri. Studiare in maniera strutturata, facendo parte di un gruppo dove ci si può confrontare, e apprendere gli uni dagli altri, è sempre un'esperienza utile.





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    Risorse

    • Alessio Beltrami - Content Marketing Italia
    https://contentmarketingitalia.com/

    • Beltrami su Telegram: https://t.me/cmi99

    • Podcast: https://itunes.apple.com/it/podcast/content-marketing-italia/id1062518390







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    Musica: "Hold Please" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/hold-please
    22 min
  • Dai Prima di Chiedere: La Storia di Cristopher
    A mio modo di vedere, la miglior strategia per ottenere attenzione e apprezzamento da parte di un potenziale cliente, è questa. Senza attendere che sia il tuo potenziale cliente a fare la prima mossa, interessati a lui, facendo o condividendo con lui qualcosa che gli sia veramente utile e allo stesso tempo sia riprova della tua competenza.

    Ciò non vuol dire regalargli un gadget o una chiavetta USB con i tuoi ultimi articoli, o con le nuove puntate del podcast o i video estratti dal tuo corso online.

    La strada è quella di interessarti specificamente a questa persona / azienda e di "anticipare" le esigenze e le problematiche che prevedi potrebbe incontrare. Analizza il suo processo, metti ai raggi x le sue vetrine, viviseziona la sua ultima campagna su Facebook o il suo nuovo sito.

    In questo modo dai dimostrazione concreta della tua competenza, distinguendoti in maniera unica da tutta la concorrenza e comunicando nel frattempo tra le righe, reale interesse, generosità e onestà.

    Se ti domandi come si possa mai mettere in pratica una strategia del genere ascolta la breve storia di Cristopher (graphic designer) che l'ha appena messa in pratica.




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    Risorse

    • Condividere tutto, vende
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    • L'importanza delle reputazione online
    https://www.spreaker.com/user/robingood/07-importanza-reputazione-online




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    Musica: "Cruise Control" by Monma - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/cruise-control
    15 min
  • Logo: Come Farlo Bene
    Consigli pratici per quando sei nella fase in cui devi sviluppare il tuo logo.

    1. Lavora prima di tutto in bianco e nero. E' inutile che costruisci un logo partendo dai colori. Quella sono l'ultima cosa. Trova una soluzione grafica che funzioni sia in bianco su fondo scuro, che in nero (o grigio scuro) su fondo chiaro. Poi, se necessario aggiungi una punta di colore.

    2. Non colorare il testo. Colora l'elemento grafico. E' lì che ti suggerirei di usare il tuo punto di colore. Il testo offre il massimo della leggibilità in bianco o in nero con poche rare eccezioni.
    Ricordati inoltre che ogni persona vede una tinta diversa, che molte persone non vedono i colori così come gli altri e che ogni monitor e ogni dispositivo mostrano il tuo colore in maniera differente.

    3. Tieni presente il significato di ogni colore nella tua cultura. Non scegliere i colori solo in base alla forza visiva che hanno, ma soprattutto in base a ciò che comunicano in maniera silenziosa. (Guarda le risorse).

    4. Utilizza, come colore per il tuo logo, i colori base del tuo brand. Non trovare dei colori diversi, se hai già un brand che usa dei colori specifici.

    5. Non è per te. Non fare un logo per compiacerti di quanto ti piace. Non deve piacere a te. Deve essere in grado di comunicare in maniera chiara a chi non ti conosce e lo vedrà per la prima volta. Chiedi di conseguenza, soprattutto a chi è disinteressato ed è in gradi di dirti non se gli piacciono o no le prove che gli mostri, ma "cosa" gli comunicano.

    6. Ricordati: un buon logo deve poter funzionare bene sia in una versione "chiara" che in una "scura", di modo da poter essere applicato e reso leggibile sia su fondi scuri che chiari.

    7. Cerca di immaginarti dove e come verrà usato ed agisci di conseguenza. Ad esempio: se lo userai essenzialmente sui social come Facebook e Instagram, come apparirà il tuo logo quando sarà ridotto a stare in un pallino grande pochi centimetri? Pensaci prima.

    8. Ove possibile, specialmente se vorrai usarlo anche per il tuo sito, io ti suggerisco di sviluppare il tuo logo in orizzontale. Elemento grafico a sinistra e nome del brand a destra. Il motivo è semplice: occupare minor spazio verticale e adattarsi bene alla banda che è spesso disponibile in cima alle pagine del proprio sito.

    9. Cerca inizialmente dei loghi esistenti, possibilmente del tuo settore (magari di un azienda di un altro paese) che si avvicinano al tipo di idea e immagine che vuoi comunicare. Usa questi come punti di riferimento per sviluppare il tuo logo.

    10. Prendi in considerazione la possibilità di utilizzare un servizio di crowd-design come bestcreativity.it o 99designs.com.




    Risorse:

    Colori e significato

    • Mappa di colori che ne spiega il loro utilizzo in cromaterapia
    https://danartys.com/wp-content/uploads/2017/06/guarire-con-i-colori.jpg

    • Mappa della psicologia e le emozioni legate ai colori
    https://graf1x.com/color-psychology-emotion-meaning-poster/

    • Mappa dei colori e delle emozioni collegate con esempi di brand e logo
    https://www.dailyinfographic.com/wp-content/uploads/2013/01/Color_Emotion_Guide22-640x560.png

    • Mappa dei significati psicologici dei colori
    https://mylifemystuff.files.wordpress.com/2012/04/emotional-and-psychological-meaning-of-colours.jpg

    • Logo Design Brand - podcast
    https://www.spreaker.com/user/10040094/77-logo-design

    • Servizi di crowdsourced-design
    https://web-design-tools.zeef.com/robin.good#block_48662_digital-product-mockups




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    Musica: "Memories" by Sugiwa - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/memories
    21 min

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