da Brand a Friend

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  • Contenuti che Spaccano: Esempi di Successo
    Contenuti che Spaccano: Esempi di Successo

    ◾Definizione: Collezione di esempi rappresentativi su un determinato argomento/tema, commentati e illustrati in dettaglio.

    ◾Utilità / Valore: Offre una panoramica attraverso gli occhi di un esperto del settore di esempi di successo in un'area specifica. Consente di esplorare metodologie, pratiche, tecniche e approcci che caratterizzano risultati efficaci. Risparmia tempo a chi non è esperto nel poter individuare esempi e riferimenti da cui prendere ispirazione ed esempio.

    ◾Esempi: Storie di Successo - Nomadi Digitali
    https://nomadidigitali.it/storie


    Le Routine di Studio dei Grandi Batteristi - Dado Bertonazzi
    https://suonarelabatteria.it/le-routine-di-studio-dei-grandi-batteristi-848c3fd202f4


    Esempi di ricette che funzionano - Dieta Nutrizionista.bio
    https://www.facebook.com/groups/nutrizionista.bio/


    Esempi di podcast interessanti - “Ascoltare Podcast” di Stefano Dario
    https://t.me/ascoltarepodcast


    Esempi di pagine FB di Musicisti e Cantanti a cui ispirarsi
    di Fabrizio Pucci - MusicPromoter.it
    https://docs.google.com/presentation/d/1fE5t3OyBScfmGpt8RNNHgkwC7bMb5AUWPdgf6TZQwws/edit?usp=sharing


    Esempi di tattiche di marketing di successo - Marketing Examples newsletter
    https://MarketingExamples.com


    Esempi di user-onboarding di successo - Useronboard
    https://useronboard.com


    Esempi di pagine landing ben fatte - LandingFolio
    https://LandingFolio.com


    Esempi di modelli di business di successo - BusinessModelGallery
    https://BusinessModelGallery.com


    Esempi di approcci per meeting 1:1
    https://askalmanac.com/articles/5342/75-approaches-to-1-1-meetings-from-top-tech-leaders




    Nota: In molti si preoccupano costantemente di non menzionare altri professionisti, aziende e prodotti e servizi di altri per paura di dargli visibilità. Ma la gente non è stupida. La figura che si fa è sempre meschina nel non dire apertamente i nomi di chi le cose le fa' bene.
    Quello che si perde di vista è il fatto che il segnalare altri esperti o aziende di qualità, innalza automaticamente la propria reputazione, credibilità e autorevolezza, perché da’ dimostrazione di conoscenza del settore al punto da poter suggerire e motivare il perché delle selezioni offerte.






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    "Favela Beat" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
    https://birocratic.bandcamp.com/track/favela-beat




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    18 min
  • Strategia Editoriale: Profondità non Ampiezza
    Cercare sempre temi nuovi, o andare a fondo su quelli essenziali. Cosa è meglio?


    L'altro giorno ragionavo sul fatto di quanti anni siano che io in fondo parli sempre di certe cose. Condivisione, ascolto, creazione di contenuti di valore, nicchie di mercato. Superficialmente potrei sembrare monotono, o sorpassato. E mi domandavo se era in realtà così.

    La risposta è che i pilastri fondamentali della mia filosofia di comunicazione e marketing sono invariati. Possono cambiare le tattiche, i tool e gli strumenti, ma l'approccio e i principi fondamentali rimangono gli stessi.


    Per chi produce contenuti online, quindi cosa è più appropriato fare? Affrontare i temi classici della sua nicchia, tornandoci sopra periodicamente, oppure cercare sempre nuovi argomenti e tematiche da affrontare?

    In passato e fino a poco tempo fa’, ero un forte sostenitore del partito “cerchiamo cose nuove e nuovi argomenti e temi interessanti”, ma recentemente ho cambiato opinione.

    Ho riflettuto e realizzato che avere un fuoco preciso e mantenerlo, è un asset, non è un handicap.

    Ho capito che anche su quelli che sono i temi centrali del proprio settore si può andare a fondo per migliaia di chilometri.

    Ho realizzato che le stesse tematiche possono essere affrontate con gli occhi di tribù differenti, che hanno dubbi, perplessità e domande diverse dalle altre.

    Ho capito che anche se i temi e le problematiche centrali alla mia nicchia non sono infiniti, la mia filosofia su come gestirle si evolve e migliora nel tempo. Oggi, non dico le stesse cose che dicevo cinque anni fa. Riesco ad avere maggior risoluzione e profondità su quello stesso argomento, perché nel frattempo ho fatto più esperienza.

    Poi, un giorno ho anche fantasticato che i temi frequenti e centrali al proprio settore di interesse sono l’equivalente dei grandi successi di un cantante. Non è che perché li ha già cantati, che la gente non li vuol risentire più. Anzi...


    I tuoi temi fondamentali sono le tue canzoni di successo e le persone amano riascoltarle più e più volte, magari in interpretazioni diverse.



    Morale della favola: il sapere individuare bene quali sono i propri argomenti chiave, quali sono le proprie”canzoni di successo”, analizzarle periodicamente e ripresentarle sotto tagli diversi, è cosa buona e giusta.

    Si può parlare di uno stesso argomento per decine di volte ma ogni volta approfondirlo di più, analizzandolo da angolazioni diverse, in situazioni e contesti differenti o in relazione a strumenti e tool diversi.

    Un argomento, un problema, un concetto non si esaurisce mai. E tanto più è di interesse per il tuo pubblico e centrale alla risoluzione dei suoi problemi principali, tanto più volentieri ne vorrà sentir parlare.






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    "May" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
    https://birocratic.bandcamp.com/track/may



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    7 min
  • Storie di Friends: PaninoGiusto - Cherubini
    Appena conosciuto l’uomo delle scarpe speciali, incontrato a SMXL Milano, ci siamo proposti di uscire subito insieme per mangiare qualcosa e per conoscerci meglio.

    La mia proposta è stata subito quella di andare a farci un Panino Giusto. Quel nome porta con sé così tanti ricordi ed emozioni, che per me è sempre una gioia, ora che da Milano non passo quasi mai, riassaporarli così come ai tempi gloriosi in cui ho iniziato a lavorare nei sotterranei di Milano 2.

    Detto, fatto. Abbiamo cercato sullo smartphone quale fosse il più vicino - Panino Giusto Cherubini - e siamo andati. Io già avevo in testa e in bocca il desiderio di riprovare un Washington. Lo avevo riassaggiato dopo tanti anni in primavera a Varese, durante una delle tappe del 4° mini-tour, e mi era rimasto stampato in bocca.
    E così, appena entrati, senza neanche verificare sul menu, ho ordinato subito un Washington.

    Ma non era lo stesso. Qualcosa non quadrava. Il problema era che non c’era più la mozzarella di bufala. Al posto suo aveva trovato il posto una robiola cremosa. Una specie di Philadelphia che non aveva nulla a che fare con la corposità e il sapore caratteristico della mozzarella di bufala.

    Sono rimasto deluso. Ho chiesto informazioni. Sono andato dove preparano i panini e ho chiesto spiegazioni. Cosa era successo alla mozzarella di bufala? Come mai era cambiato un classico come il Washington?

    Lo staff della cucina mi ha risposto prontamente che il menu era cambiato proprio il giorno prima (inizio Novembre 2019) e che il Washington non era più con la bufala.

    Non potevo crederci. I ricordi, i sapori, la voglia di Washington erano in lutto totale.

    Sono tornato al mio posto e mentre raccontavo al mio nuovo amico Stefano cosa avevo scoperto, Chiara, la responsabile dello staff, si è avvicinata al tavolo e mi ha detto: “Ma se lei vuole, noi possiamo fargliene uno, di Washington, con la bufala. Non c’è problema.”

    L’avrei sposata lì sul posto.

    I miei occhi si sono illuminati di gioia, l’appetito è ricresciuto a mille e non stavo più nella pelle. Ma che bella cosa questo gesto di ascolto e di attenzione verso un cliente. Basta così poco a volte per far stare bene le persone. E basta ancora meno, - il non fare nulla - per lasciarle completamente deluse.

    Fatto sta che mentre il Panino Giusto stava per perdere inesorabilmente punti di stima e affetto da parte mia, grazie a Chiara e al suo “andare oltre il dovuto” per soddisfare un cliente, lei prima di tutto, ma anche il Panino Giusto ha mantenuto e consolidato la sua posizione positiva nella mia memoria.


    Morale della favola: Ascoltare, non dare le cose per scontate e andare oltre il dovuto nel trattare i propri clienti, fa una differenza enorme nella percezione che poi gli altri si fanno di noi. Questa semplice storia di vita di tutti i giorni, ci insegna, che di questi tempi, dove vanno tutti di fretta, dove pochi ascoltano e dove la maggior parte sono solo interessati a spremere il portafoglio del cliente, chi invece presta attenzione alle richieste dei suoi clienti ed a soddisfare le reali esigenze dei suoi clienti ottiene benefici e risultati che vanno ben oltre il mero profitto economico.

    *Su TripAdvisor trovi la mia recensione a 7 stelle (con foto) a testimonianza di questa piccola avventura a lieto fine. https://www.tripadvisor.com/Restaurant_Review-g187849-d12592916-Reviews-Panino_Giusto_Cherubini-Milan_Lombardy.html




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    "Garoto" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
    https://birocratic.bandcamp.com/track/garoto




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    • Leggi il libro: "da Brand a Friend"
    https://www.amazon.it/friend-business-condividendo-creando-relazioni/dp/8894217256/ref=sr_1_1



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    13 min
  • Storie di Friends: Yuool
    Agli inizi di Novembre 2019 ero a Milano per l’evento SMXL che si teneva all’interno degli spazi della Fiera di Milano.

    Il mio ruolo era quello del chairman per la traccia social media di questo evento internazionale che si tiene annualmente. Le mie responsabilità erano quelle di
    a) individuare i temi caldi legati ai social media da trattare durante i due giorni dell’evento
    b) di individuare gli speaker / esperti da far intervenire sul palco,
    c) fare da intervistatore in alcune sessioni specifiche.

    Il mio lavoro quindi si è svolto per lo più nei mesi e nelle settimane che precedevano l’evento per definire gli argomenti, il format della presentazione e quanto altro necessario relativamente alla logistica di ogni intervento.

    Durante l’evento stesso ho avuto la possibilità di eleggere due abilissimi presentatori (Ryuichi Sakuma e Giulio Gaudiano) e grazie a loro ho avuto la possibilità di avere parecchia libertà durante i due giorni, per poter vedere da spettatore molte delle sessioni che avevo organizzato, così come il poter curiosare ed esplorare ciò che succedeva anche nelle altre “sale” dove si alternavano altri esperti sui temi della SEO e del “Paid Advertising”. Ho potuto curiosare, esplorare e guardare con occhi attenti, curiosi e critici, tutto ciò che mi circondava.

    La location di per sé era piuttosto originale. Un enorme garage, dove contemporaneamente, in zone diverse, si alternavano speaker e presentazioni. Luci basse, fluorescenti lampeggianti in perfetto stile grunge, atmosfera dark e un po’ cyberpunk.

    Ma due cose in particolare avevano colpito i miei occhi. Una De Lorean in perfetto stile “Ritorno al Futuro” e uno stand di scarpe a poca distanza.

    La De Lorean, nonostante la sua età, e la chiara appartenenza ad un’epoca diversa, trasmetteva ancora un’idea di futuro e di novità, che si amalgamava bene nell’atmosfera cupa di quell’enorme garage.

    Ma lo stand di scarpe, non riuscivo ad inquadrarlo proprio. Nonostante ci dovessi passare davanti ogni volta che mi recavo dall’ingresso all’area dove si tenevano gli eventi da me coordinati, ogni volta che ci passavo di fronte, mi dava la sensazione di essere come l’intruso nel classico gioco della Settimana Enigmistica. Un qualcosa che non c’entrava nulla con l’ambiente nel quale si trovava. Un “fuori luogo” comprato a suon di euro, per vendere, a me sembrava, cose che non avevano nulla a che fare con i temi trattati in quel contesto. O perlomeno così io pensavo nella mia testa.

    E così sono passato davanti a questo stand di scarpe, decine di volte, sempre con una vocina nella testa che mi diceva: “Ma che c’entra uno stand di scarpe in un evento come questo? Che idea malsana.”

    Poi, ad un certo punto, verso sera, mi sono trovato a girare intorno alla De Lorean, per guardarla più da vicino, e ho visto che quello che doveva essere il responsabile dello stand delle calzature e una ragazza scherzavano, mentre cercavano di fare una foto ad un paio di scarpe che avevano appoggiato sul cofano della macchina.

    Mentre cazzeggiavano, io senza dire nulla, mi sono avvicinato alla De Lorean, ho spostato le scarpe nella parte anteriore del cofano, sopra i fari, e ho scattato una foto particolare. Avevo visto un inquadratura “forte” e non volevo farmela scappare. Fatta la foto, sono andato diretto dal ragazzo che avevo intuito fosse il responsabile delle stesse e, di nuovo, senza dire nulla, gli ho mostrato, sorridendo, lo scatto appena fatto.

    A quel punto è scattato qualcosa. Simpatia? Voglia di conoscersi? Curiosità? Deviazione professionale? Non so, ma credo sinceramente che sia stato un mix di tutte queste cose.

    Fatto sta che quello che è successo dopo non avrei mai potuto immaginarlo.

    Io per conto mio, gli ho spiegato quanto avessi snobbato quello stand, quanto lo avessi ritenuto fuori luogo, e alieno al resto dello spazio intorno. Gli ho detto che avevo addirittura pensato che fosse uno stand di scarpe per bambini e che quindi, se non fosse stato per il fortuito incontro sul cofano della De Lorean, non mi sarei mai fermato a cercare di capire di più. Gli ho smontato (concettualmente) l’unico elemento visivo presente nel suo stand, dicendo che non comunicava in maniera chiara e immediata la peculiarità del suo prodotto.

    Gli ho detto anche che il nome faceva cagare, era difficile da pronunciare, da dire al telefono e da ricordare. Gli ho detto anche che io non ero sicuramente nel suo target, e che certo non avevo per la testa di spendere 100€ e più per comprarmi un paio di scarpe per quanto originali.

    Ma a quel punto, lui ha preso il controllo della storia e io ho cominciato ad ascoltare.

    Per prima cosa lui mi ha fatto scoprire le sue scarpe attraverso il tatto e non attraverso gli occhi. Mi ha chiesto di chiudere gli occhi e mi ha fatto per la prima volta toccare con attenzione le sue scarpe.

    Mentre ero ancora con gli occhi chiusi, mi ha chiesto: “Di cosa possono essere fatte le scarpe?”

    E io: “Pelle, cuoio, plastica, tela… non saprei…”

    “E tu cosa senti tra le dita delle tue mani Robin?”

    “Io sento una cosa morbidissima che non è nessuno di quei materiali. Che cos’è?”

    “Lana!” Lui mi risponde, mentre io riapro gli occhi e vedo il suo sguardo sorridente.

    E così, Stefano, mi ha raccontato la storia delle Yuool e di come era nata l’idea.
    Miscelare abito e calzatura, unendo le tradizioni di una casa di filati e tessuti di Biella e l’abilità produttiva di scarpe moderne di una startup brasiliana.


    Le Yuool sono delle scarpe particolarissime, fatta di lana merinos. Una pantofola elegante. Lavabile. Idro-repellente. Fresca d’estate e calda d’inverno. Come va sotto la pioggia o al solleone non l’ho ancora sperimentato ma lo verificherò a breve.

    A quel punto ho riconfermato a Stefano il mio disinteresse per il suo prodotto, nonostante l’interesse e la curiosità che la storia delle sue scarpe mi aveva suscitato. Gli ho detto che non era da me comprarmi delle scarpe per sfizio.

    A quel punto lui, sempre sorridente, mi ha detto: “Scegli il modello che ti piace di più.” Io ho insistito: “Guarda che non le compro, non ne ho bisogno.”

    Pacifico, lui ha insistito: “Dimmi quali ti piacciono di più…”

    Le prende, e mi dice: “Provale. Facci un giro.” “Voglio solo sapere come le senti.”

    Le calzo. Muovo alcuni passi. Pufffff…. Wow, mi sembra di camminare su una nuvola. La sensazione è quella di aver indossato delle morbidissime pantofole, che sono eleganti e originali da indossare. Mi sorprendo io stesso.

    Lo guardo soddisfatto e manifestando la mia sorpresa, pronto a sedermi per toglierle e lui mi dice: “Robin, sono tue. Puoi tenerle addosso.”
    “...ma a una condizione... “ “quale?”
    “Che le indossi.”

    “Affare fatto” gli ho detto.

    Credo di non essere mai stato così contento di aver indossato un paio di scarpe e sono certo che non sono mai stato trattato così bene da un’azienda di scarpe fino ad oggi.

    Il bello, è che non me ne sono andato ringraziando Stefano, del bellissimo omaggio, ma sono rimasto lì con lui e lo ho aiutato a smontare e a caricare il suo furgoncino alla chiusura dell’evento.

    Pioveva. Non avevamo nulla da fare fino all’indomani, e abbiamo deciso di andare a mangiare insieme qualcosa per conoscerci meglio e condividere un po’ di racconti e storie. Ma questa è un’altra storia. La prossima.


    Morale della favola: L’atteggiamento autentico e genuino, la voglia di condividere, di dare qualcosa prima di ricevere crea delle magiche situazioni nelle quali spesso escono tutti non solo con qualcosa di più in termini dei loro interessi e benefici, ma dove realmente nasce qualcosa che va oltre il business per il business. Il business crea spazio per la vita e per la bellezza dello stare insieme e dell’ascoltare le esperienze gli uni degli altri, rubandosi l’un l’altro energia ed ispirazione.







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    "Ergo" by Birocratic - disponibile su Bandcamp:
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    22 min
  • Storytelling
    Le Storie Bisogna Raccontarle Quando Sono Calde

    Storytelling - prima pensavo mi fosse completamente alieno - mi domandavo ma come faccio a spiegare i concetti e le cose che so', attraverso delle storie? Troppo complicato, troppa fatica. ...e poi come diamine si fa'?.

    Ho letto articoli e guide, dove ci sono trame, svolgimenti e schemi per fare storytelling, ma nonostante mi apparissero affascinanti, non sapevo come poterli mettere effettivamente in pratica.

    Poi ho capito che sono storie semplici - che mi succedono in continuazione quelle che sono da raccontare.

    Sono episodi e avvenimenti che succedono nella vita di tutti i giorni, ma che ci colpiscono per la loro unicità, originalità, umanità. Quando li viviamo, ci colpiscono emozionalmente e sentiamo che sono momenti magici. Ma il brutto è che dopo poco ce ne dimentichiamo, immersi come siamo sempre nell’inseguire la prossima preoccupazione.

    Eppure in questi piccoli racconti di vita vissuta, è sempre possibile trovare degli insegnamenti utili, una morale, una lezione da apprendere per il futuro e ricollegabile a ciò che facciamo e al settore di mercato nel quale operiamo.

    Esempio: mucche che vanno da sole a pascolare in un altro campo. Morale: mettile nelle condizioni ideali, dagli fiducia e rendi semplice il percorso e le persone come gli animali, possono fare da soli un sacco di cose.

    Ma le lezioni più importanti sono due:

    1) Le storie vanno annotate e catturate subito, appena sono successe, perché solo subito dopo riesci a coglierne tutta la magia e gli aspetti speciali, se ne prendi subito nota

    2) Le storie vanno raccontate poco dopo l’evento almeno una volta. A caldo entro il minimo tempo possibile da quando sono avvenute, per far emergere attraverso il racconto le parti più emozionali, ancora vive nella tua memoria.





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    Musica: "Prismatic" by Birocratic - disponibile su Bandcamp: https://birocratic.bandcamp.com/track/prismatic
    19 min
  • Come Scegliere Immagini d'Impatto
    Come scegliere immagini che siano di reale impatto per accompagnare i tuoi contenuti online?


    *Problema*
    Quando siamo alla ricerca di immagini in una libreria online, ci sono decine e decine di immagini fra cui scegliere, ma il nostro criterio di scelta è spesso molto soggettivo, basato sull'intuizione, e su ciò che ci piace o ci colpisce. Sarebbe meglio invece utilizzare dei criteri oggettivi per filtrare e selezionare le immagini che meglio si prestano a svolgere il ruolo di colpire l'occhio del lettore e di attirare la sua attenzione.


    *Soluzione*
    Utilizzare dei criteri "oggettivi" per la selezione delle immagini. Specificamente:
    a) immagini semplici e
    b) immediatamente riconoscibili dall'occhio umano. Anche in condizioni di visibilità non ideali.

    Esempi:
    1) Volti umani
    2) Simboli
    3) Icone
    4) Segnali stradali
    5) Oggetti isolati

    Per rendere gli oggetti immediatamente riconoscibili puoi scontornarli usando uno di questi tool:
    a) Remove.bg - 100% automatico (a pagamento)
    b) Trace - 100% automatico (100% gratuito) - https://www.stickermule.com/eu/trace
    c) ClippingMagic.com - manuale, ma più preciso e personalizzabile (a pagamento)




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    Musica: "Chillin'" by baaskaT - disponibile su Bandcamp:
    https://chillhop.bandcamp.com/track/chillin
    11 min
  • Come Trovare le Immagini
    Come trovare le immagini (gratuite) per i tuoi contenuti?

    *Problema*
    Tutti coloro che comunicano o pubblicano contenuti online hanno un crescente bisogno di trovare immagini di qualità, possibilmente a costo zero, per illustrare e comunicare efficacemente i concetti che desiderano trasmettere e per differenziarsi dalla concorrenza nella propria nicchia di mercato. Dove trovare fonti affidabili di immagini di buona qualità a costo zero? Come selezionare le immagini più appropriate fra decine e decine di immagini simili?



    *Dove cercarle*
    Ci sono letteralmente decine e decine di librerie di immagini gratuite online dove poter trovare immagini rilevanti, poterle scaricare e poterle utilizzare per i propri articoli o contenuti online senza dover pagare nulla.

    Le principali librerie di immagini, tra quelle gratuite, che ti suggerisco di usare sono:

    1) Unsplash.com
    2) Pixabay.com
    3) https://www.chamberofcommerce.org/findaphoto/
    4) Pexels.com

    Tutte le altre le trovi qui:
    Librerie di immagini gratuite
    - https://web-publishing.zeef.com/robin.good#block_3062_free-and-cc-licensed-images
    - https://web-publishing.zeef.com/robin.good#block_18658_more-free-images-sources

    Io utilizzo anche Freepik.com (a pagamento).

    N.B.: Evita di cercare e usare le immagini che trovi su Google Immagini perché sono coperte tutte da copyright e per evitare di dover spendere tempo nel contattare gli autori e chiedere permessi.



    *Come cercarle*
    L’errore più frequente, che fanno tutti quanti è quello di cercare le immagini usando come ricerca la parola che vogliono illustrare. Di tutte le strade possibili questa è quella che da i risultati meno efficaci.

    La tecnica che suggerisco di usare è il “Metodo Mantra”:

    Visualizza nella tua mente, senza cercare sul computer, i simboli, gli oggetti o le immagini che per te rappresentano quel nome/soggetto/concetto che devi raffigurare.

    Fai un elenco di alternative possibili.

    Ora che hai una serie di immagini precise già individuate nella tua mente, cerca nella tua libreria di immagini preferita immagini simili, mentre reciti a mente la parola che vuoi illustrare, o meglio ancora il titolo che verrà abbinato a quell'immagine.

    Noterai che fra le immagini che trovi nella libreria, alcune, si accoppieranno perfettamente al titolo o al concetto che vuoi rappresentare. Io dico che fanno "clac", come quando due calamite vicine si attaccano improvvisamente una all'altra. Ecco, quando avverti questo clac, fra concetto e immagine, vuol dire che hai trovato una buona immagine da usare.






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    Musica: "Gold Nova" by baaskaT - disponibile su Bandcamp:
    https://chillhop.bandcamp.com/track/gold-nova
    18 min
  • Brand Personality
    Brand Personality. Qual è la Tua?
    Informare o Vendere? Condividere o Promuovere?

    Obiettivo: Differenziarsi. Caratterizzarsi. Essere riconoscibili e affidabili.
    Credibile, genuino, autentico. Questo è il profilo del professionista o dell’azienda che ci ispira fiducia. Ma questa credibilità e genuinità è collegata direttamente al modo in cui questa persona o questa azienda comunica. E se nel comunicare indossiamo un carattere e una personalità che non sono effettivamente ciò che noi realmente siamo, questo si nota. Inoltre, se indossiamo più personalità per comunicare, non solo potremmo apparire meno credibili, ma potremmo intaccare proprio la credibilità della nostra parte più genuina. Ad esempio, consigliere di fiducia e venditore non si mischiano bene insieme, perché uno (il venditore) scredita l'altro (il consigliere di fiducia).



    Problema:
    Spesso quando comunichiamo online cadiamo in questa trappola. Cerchiamo di vendere facendo “gli amici”, “i simpatici” per non far pesare troppo la nostra attenzione nell’ottenere la vendita. Ma così ci facciamo più danno che bene, perché mischiando due caratteri che sono agli opposti (il consigliere di fiducia e il venditore), quello più forte scredita l’altro. Alla fine dei conti risultiamo più venditori facendo così, che non facendo i venditori e basta. Cercando di nascondere e ammorbidire la realtà la rendiamo alla fine ancora più evidente. La gente non è (tutta) stupida.



    Soluzione / Strategia suggerita:
    Individua qual è il carattere che meglio soddisfa le caratteristiche che i tuoi clienti più apprezzano in te. Cosa sei effettivamente per loro? Sei un esploratore, un fuorilegge, un amante o un saggio? Sei “l’eroe”, lo “scienziato” o colui che detta le regole? I 12 archetipi individuati da Carl Jung (psicologo svizzero 1875-1961) possono esserti di aiuto e ispirazione nell'individuare la personalità ideale per la tua attività, così come il carattere e il conseguente tono di voce da adottare in tutte le sue comunicazioni online (e off).

    12 Brand Archetypes: The Definitive Guide:
    https://iconicfox.com.au/brand-archetypes/



    Sintesi:
    Se non hai ben chiaro quale carattere personalità impersoni con la tua azienda / attività, rischi di mischiare più modi di comunicare risultando poco credibile, finto, non autentico. Individua la personalità ideale della tua azienda attraverso il lavoro sugli archetipi fatto da Carl Jung e usala come riferimento in tutte le comunicazioni online.





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    Musica: "Flickshots & Quickscopes" by baaskaT - disponibile su Bandcamp:
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    13 min
  • Come Organizzare i Contenuti
    Problema: Per un motivo o per l’altro quando si va a costruire il sito web si tende a pensare che l’ideale sia creare una sezione “Blog” per poi buttarci dentro una marea di ottimi articoli. Più ce ne metti e meglio è.

    In realtà le cose, almeno dal mio punto di vista, non stanno così.

    A. Non stanno così perché il blog, nasce per essere un diario di bordo, non un contenitore per articoli o news di vario argomento o natura.

    B. Sia Google che i nostri lettori cercano specialisti e soluzioni a problemi precisi. Se quindi noi organizziamo in poche ma forti aree tematiche il nostro sito, invece che spezzettarlo in tante sezioni pressocché inutili (contatti, chi siamo, home, etc.9), svilupperemo una forte autorevolezza su quei temi.

    C. Se mettiamo tutti i contenuti che produciamo in un’unica area (il famigerato blog) riduciamo l’impatto e l’autorevolezza di questi contenuti perché sono tutti mischiati insieme e sono linkati non all’interno di una struttura tematica, con altri articoli relazionati, ma in un unico calderone dove sono mischiati a contenuti su altri temi.


    Soluzione / Strategia: Individua 2-3-4-5 temi chiave per la tua nicchia di mercato, e tutte le domande che le persone che sono tuoi potenziali clienti fanno su quegli argomenti. Scrivi una guida approfondita e di qualità per ognuna di quelle domande e organizza e ordina tutti questi contenuti in sezioni diverse del sito appropriatamente titolate.

    Recap: Non creare una sezione blog dove buttare dentro alla rinfusa decine di articoli sui vari temi collegati al tuo servizio / settore. Individua i top temi chiave e crea delle aree del tuo sito da popolare con pochi contenuti di grande spessore che rispondono alle domande più tipiche e frequenti dei tuoi potenziali clienti.



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    Musica: "2019003000011829_0" by Evoke Music - disponibile su: https://evokemusic.ai/
    11 min
  • Piano dei Contenuti - III
    Problema - se non hai mai scritto… o non sei comunque uno scrittore professionista, da dove cominci? Come puoi aiutarti per stendere contenuti di vero spessore per il tuo sito?

    Per me, le cose che fanno più differenza, sono poche e semplici.

    1) Individua un titolo chiaro
    per il contenuto che devi preparare e scrivilo. Fai in modo che sia diretto, semplice e chiaro e che dica chiaramente qual è l'argomento specifico che tratta e il problema risolve. Evita giochi di parole o titoli ironici. Usa il titolo come se fossi un bibliotecario che deve classificare un libro in maniera precisa.


    2) Crea una Struttura
    cosa conterrà il contenuto - suddividi in sezioni.
    Ad esempio:
    • Introduzione
    • Il problema
    • La soluzione
    • In pratica cosa fare
    • Come prepararsi
    • Materiali e risorse utili
    • Dove approfondire - bibliografia

    *Facilitati il cammino trasformando questi titoli di capitoli in altrettante domande a cui rispondere. Ad esempio:

    Perché hai scritto questo libro?
    Cosa succede a chi mangia senza …?
    Cosa si può fare per risolvere i problemi di cattiva digestione?
    etc.


    3) Usa un linguaggio appropriato per il tuo interlocutore
    A seconda di chi è il tuo interlocutore adatterai il tuo linguaggio al suo, in modo da essere certo che ti possa comprendere al 100%.


    4) Scrivi come parli
    Scrivi i tuoi contenuti come se stessi parlando ad una persona che conosci che hai davanti a te. Usa il più possibile un linguaggio semplice, comprensibile, chiaro e diretto.


    5) Spara, vai, lascia andare il flusso.
    Quello che viene, viene. Non aspettare la frase giusta. Puoi rieditare e correggere quante volte desideri. La cosa più difficile è far uscire i vari concetti che hai nella testa. Per cui, prima scrivili e poi (il giorno dopo) rileggi, rivedi e migliora.


    6) Rileggi ad alta voce
    Ascolta con le tue orecchie quello che hai scritto. Non rileggere in silenzio nella tua mente. Non serve a nulla. Il tuo obiettivo è sentire come suona, e non c'è suono che puoi sentire se rileggi in silenzio.


    7) Quanto lunghi?
    Non meno di 1500 parole.
    Più scrivi cose sensate e meglio é.


    8) Fonti
    Utilizza e menziona fonti rilevanti e autorevoli.
    Più ne usi, nei limiti del ragionevole, e meglio é.


    9) Formattazione
    Organizza i contenuti in maniera ordinata, chiara, leggibile e ben scansionabile. Rendi facile trovare le varie sezioni, titoli. Elimina distrazioni, carinerie e altri elementi che non hanno strettamente a che fare con le informazioni che vuoi comunicare. Usa la formattazione a blocchetti e distanzia sempre bene sezioni, le une dalle altre.


    10) Tool e strumenti:
    Google Docs - Arcane Office - INK






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    19 min

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