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Mai come quest'anno il risultato delle presidenziali francesi appare incerto. Pesano su Macron una l'apparire come un uomo dei poter forti, uno scarso indice di gradimento che in realtà non ha mai avuto ed il grande scandalo con la società di consulenza McKinsey. Tuttavia la storia del doppio turno ci insegna che solitamente il doppio turno riserva meno sorprese del dovuto visto che i partiti dell'arco costituzionale (cd fronte repubblicano) si coalizzano per sbarrare la strada agli anti sistema, Ti spiego in meno di 5 minuti se Marine Le Pen riuscirà a ribaltare un risultato che ancora non appare scritto, come funziona il doppio turno e la sua storia ed in cosa consiste lo scandalo McKinsey. Fammi sapere il tuo punto di vista nei commenti.
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Dopo l'aggressione ad Yvan Colonna, un'indipendentista condannato all'ergastolo e che versa in coma, la Corsica è riattraversata da una serie di proteste che stanno scuotendo l'isola e sfidando la Francia, il paese del centralismo amministrativo per eccellenza. Tutto questo ci permette di tornare ad una domanda che noi italiani ci poniamo ogni volte che pensiamo a questo angolo di paradiso pieno di contraddizioni.
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Dopo le polemiche dello scorso gennaio con cui Novak Đoković venica escluso dagli Australian Open, il numero uno del tennis mondiale ha annunciato che si dice pronto a rinunciare a Wimbledon ed a Roland Garros qualora le regole sul vaccino non dovessero cambiare. Ritiro annunciato oppure c'è dell'altro sotto? Per capirlo, ripercorriamo insieme gli ultimi mesi con un occhio di riguardo alla situazione politica di Serbia ed Australia e le accuse nemmeno troppo velate delle pressioni ricevute dal governo di Canberra da parte del colosso minerario Rio Tinto.
Lanciamo la terza stagione di quello che è nato un po' per gioco un po' per sfida ringraziando la mia community, senza la quale non sarei qui ora.
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Crisi politica e fine dell'eccezionalismo USA
CRISI (politica) e fine dell'ECCEZIONALISMO USA di fronte alla CINA - Sarà GUERRA?
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Col blocco momentaneo del progetto minerario della compagnia Rio Tinto, parte della società civile può tirare per il momento un sospiro di sollievo. Il presidente Vučić riceve invece uno stop inaspettato dopo mesi di proteste che hanno messo la lente di ingrandimento non solo sulla situazione ambientale del paese, Belgrado è una delle capitali più inquinate d'Europa, ma anche sullo stato della democrazia serba, definita come ibrida. L'SNS (CHC) ed i suoi alleati devono fare i conti con un movimento di piazza che si è strutturato e per mesi non hanno concesso nulla ma anzi ha continuato ostinatamente ad opporsi al governo ed ai suoi progetti. La jadarite (litio) resta per il momento sotto terra mentre gli stessi Balcani sono lontani dagli obiettivi di transizione ecologica europei ed internazionali con economice (quella bosniaca e quella serba) tutte a trazione carbone. Questo non può che favorire un distacco da Bruxelles ed un lento scivolamento nelle sfere di influenze di altri paesi in barba ai tanti propositi ecologisti.
Fa un salto sul mio Link Three o sul mio canale YouTube. A 26 anni dagli Accordi di Dayton la Bosnia Erzegovina torna a far parlare di sé con una crisi istitituzionale che sembra destinata a finire con la secessione della Republika Srpska. La crisi politica affonda le sue radici da un malessere lontano oltre che da una incapacità di trovare un senso comune alle istituzioni poste a difesa dell'ordinamento statale, o di quel che ne resta, bosniaco. Così i serbo bosniaci soffiano sul fuoco mentre l'UE si dice timidamente pronta a dispiegare altri soldati oltre a quelli presenti nella missione Althea in risposta alle minacce di Banja Luka. La Bosnia, ed i Balcani, tornano al centro della scena politica internazionale anche se in realtà non se ne sono mai veramente andati: nel corso di questi anni le tensioni di una regione mai veramente pacificata sono state all'ordine del giorno nel disinteresse generale. Con Dayton o senza Dayton poco importa, 26 anni dopo la pace e la morte di Izetbegoci Milosevic e Tudjman la questione Sarajevo resta irrisolta come una ferita cicatrizzata male.
Fa un salto sul mio Link Three o sul mio canale YouTube. Con la firma del Trattato del Quirinale (che si richiama esplicitamente al Trattato dell'Eliseo tra Francia e Germania del 1963) si crea una cooperazione rinforzata tra Roma e Parigi buttandosi alle spalle le frizioni degli ultimi anni. Il Trattato nasce infatti sotto il governo Gentiloni per essere bloccato con l'arrivo del Conte I (Lega 5Stelle), qundo i rapporti tra i due paesi toccarono forse il loro punto più basso dal 1940: Salvini polemizzava sempre con le autorità transalpine, ree di respingere i migranti, mentre Di Maio nel 2019 visitò come ministro dello Sviluppo Economico i Gilets Jaunes provocando il richiamo dell'ambasciatore francese a Parigi. Ora, solo a distanza di qualche anno, è tutto acqua passata e le relazioni bilaterali sembrano tornare rosee. Ma è veramente così? Italia e Francia sono concorrenti diretti su molti dossier economici, militari e di prestigio. E questi sono elementi da cui non si può prescidenre per riuscire a fare un'analisi quantomeno oggettiva delle implicazioni del trattato.
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Con la forte svalutazione della lira turca per Erdogan è arrivata la fine oppure il Sultano riuscirà ancora a scamparla? Certo è che la Turchia è riuscita nel corso di questi anni non solo a confermare la sua centralità all'interno delle relazioni internazionali ma anche una certa spregiudicatezza andando a riconquistare tutto quello spazio neo ottomano che solo 100 anni fa era stata costretta ad abbandonare. Ad Istanbul ed Ankhara manifestazioni contro il caro vita, richieste di elezioni mentre il Sultano resta saldamente al suo posto. È l'inizio della fine, oppure solo un altro capitolo dell'epopea politica di Erdogan?
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Ad un anno dalla tregua tra Armenia e Azerbaijan, che ha portato ad una netta ridimensione della Repubblica dell'Arstakh, i venti di guerra sembrano riaccedenrsi. Scontri armati con mezzi ed artiglieria pesante sono segnalati tra Baku e Yerevan, segno che in Artsakh o in nagorno Karabakh la tregua trovata il 10 novembre 2020 è ad un passo dal saltare. Vedremo se la diplomazia internazionale riuscirà ad agire per tempo e scongiurare un'altra guerra. Aggiornamento: un cessate il fuoco è stato raggiunto alle 18:30 ora italiana sotto pressione del governo russo.
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