Don Pierpaolo Maria Cilla: lezioni sulla Divina Volontà

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Don Pierpaolo Maria Cilla: lezioni sulla Divina Volontà episodes

  • La nascita di Maria e la nostra rinascita in Maria
    Il vincolo tra Gesù e Maria è intimo e indissolubile. La
    vita di Gesù risuona continuamente nella vita di Gesù. Maria è la
    piccola Betlemme da cui nasce il grande Dio, la Città del pane dove
    troviamo Gesù pane di vita, l'aurora che annuncia l'alba. Oggi possiamo
    rinascere in Maria, entrare in Lei per restarci, cosicché qualunque cosa
    vedremo, sentiremo, toccheremo sarà Maria. Don Pierpaolo Maria Cilla,
    sabato 8 settembre 2018, festa della Natività di Maria
    11 min
  • Se ci fidiamo di Gesù i nostri orizzonti si spalancheranno
    Gesù insegna alle folle dalla barca di Simon Pietro,
    segno che dalla cattedra di Pietro è sempre Gesù ad insegnare la verità
    e a pascere il gregge. Ad un certo punto, però, il Divin Maestro fa una
    richiesta insolita. A pescatori tornati da una pesca infruttuosa chiede
    di riprendere il largo e calare nuovamente le reti. Pietro si fida e si
    affida alla Sua Parola e la pesca diventa sovrabbondante. Quando ci
    fidiamo di Gesù, della Sua Volontà, Egli ci arricchisce oltre ogni
    misura e ci catapulta in orizzonti sconfinati, larghi quanto è larga la
    creazione, poiché tutto è nella Sua Volontà, e stando nella Sua Volontà
    possiamo entrare in tutto e fare bene a tutti. Si diventa così pescatori
    di uomini, senza necessariamente fare esternamente cose grandiose. 1Cor
    3,18-23 Lc 5,1-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 6 settembre 2018,
    XXII settimana anno II
    8 min
  • L'attaccamento ai sacerdoti piuttosto che a Dio
    S. Paolo si rivolge con franchezza alla comunità di
    Corinto, volendola vedere molto più spirituale che carnale. Invece
    ancora tanto di umano serpeggia tra i cristiani, non solo invidie e
    discordie, ma anche divisioni a seguito di attaccamenti malsani ai
    servitori di Dio. Lo stesso Gesù, difronte alla folla che cercava di
    trattenerlo, afferma che deve portare la buona notizia del Regno anche
    altrove, non cedendo così a lusinghe e attaccamenti umani aventi come
    motivo di fondo il compiacimento personale e l'egoismo. L'esempio di s.
    Teresa di Calcutta 1Cor 3,1-9 Lc 4,38-44 Don Pierpaolo Maria Cilla,
    mercoledì 5 settembre 2018, XXII settimana anno II, memoria di s. Teresa
    di Calcutta
    11 min
  • Lo spirito del male, lo spirito del mondo, lo Spirito di Dio
    Nella liturgia della Parola emergono chiari riferimenti
    a tre spiriti. Il primo è il demonio, gli spiriti del male che
    tormentano le anime. Gesù ordina di tacere e di andare via. Questo
    spirito va silenziato e cacciato. Nell'invio missionario il Signore
    affida ai suoi discepoli tre compiti: predicare il Vangelo, scacciare i
    demoni, guarire i malati. Lo spirito del mondo è la mentalità comune
    contraria alla Legge di Dio. Da questo spirito bisogna guardarsi per non
    lasciarsi contaminare. Lo Spirito Santo di Dio è l'amore di Dio che
    penetra le profondità stesse di Dio. Da Egli bisogna farsi possedere e
    muovere. 1Cor 2,10-16 Lc 4,31-37 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 4
    settembre 2018, XXII settimana anno II
    8 min
  • Lo Spirito Santo in noi non vuole restare nascosto
    Il passo messianico di Isaia, letto da Gesù nella
    sinagoga di Nazareth, si riferisce a Lui, il Messia inviato a portare
    pace, amore e salvezza ai poveri. Mettiamoci innanzitutto in
    atteggiamento passivo, cioè di chi si riconosce bisognoso del Salvatore
    perché povero, prigioniero, cieco. Ciò, però, non è l'unico
    atteggiamento da assumere di fronte a questa profezia che si compie.
    Siamo anche i protagonisti attivi, perché anche noi siamo unti col
    Crisma dello Spirito Santo, cristiani, invitati a portare lo stesso
    Amore Trinitario a chiunque incontriamo. La vita cristiana è crescita
    nell'azione dello Spirito Santo in noi, che vuole agire per mezzo di
    noi, santificando, consolando, sanando tutti. 1Cor 2,1-5 Lc 4,16-30 Don
    Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 3 settembre 2018, XXII settimana anno
    II
    11 min
  • Cosa rende impuro l'uomo?
    I farisei avevano costruito una numerosa serie di
    precetti umani che avevano finito per oscurare i pochi precetti divini.
    Il Signore li ammonisce: "trascurando il Comandamento di Dio voi
    osservate la tradizione degli uomini". Non é la semplice pratica
    esteriore che santifica l'uomo, ma l'adesione del cuore alla volontà di
    Dio. Così come non c'è nulla di esteriore che può rendere impuro l'uomo
    ma solo la disconnessione della volontà umana da quella divina. Anche se
    fossimo circondati da tanto male, se la nostra volontà non si sposta
    dalla fusione con la Divina Volontà nulla può sporcare la nostra anima.
    Dt 4,1-2.6-8 Giac 1,17-18.21-22.27 Mc 7,1-8.14-15.21-23 Don Pierpaolo
    Maria Cilla, Domenica 2 settembre 2018, XXII domenica anno B (seconda
    omelia)
    13 min
  • Dall'osservanza della Legge di Dio dipende la saggezza dell'uomo
    Mosè ricorda al popolo liberato dagli egiziani che nella
    terra promessa si entrerà solo se verranno osservati i precetti del
    Signore, senza aggiungere né togliere nulla. Anche per noi, liberati dal
    peccato, dal demonio e dalla morte con il battesimo, non ci sarà
    paradiso senza conoscere e mettere in pratica i comandamenti di Dio. La
    fatica, a volte, nell'osservarli dipende dal confidare e servirsi poco
    della Grazia che Cristo ci ha acquistata. Un popolo diventa saggio e
    intelligente, anche agli occhi degli altri, quando tutti i suoi membri
    osservano la Legge di Dio, dal più piccolo al più grande. Sarebbe già un
    piccolo paradiso in terra. Quanto però è importante ascoltare solo chi,
    come Mosè, è investito di autorità dall'alto nell'annunciare con fedeltà
    la Parola, ossia la Chiesa. Invece, molto spesso, ci si lascia
    contagiare dal mondo. Dt 4,1-2.6-8 Giac 1,17-18.21-22.27 Mc
    7,1-8.14-15.21-23 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 2 settembre 2018,
    XXII domenica anno B (prima omelia)
    15 min
  • Dio si serve di chi è disprezzato per confondere il mondo
    I martiri erano uomini che il mondo ha scartato e
    disprezzato perche avevano qualcosa di cui vergognarsi: la fede. Eppure
    nei martiri, in coloro che il mondo reputa stolti, tra cui oggi ci sono
    le mamme che difendono i propri figli dagli assalti omicidi dei medici,
    il Signore manifesta la Sua potenza per confondere la sapienza del
    mondo. I doni naturali e di grazia che il Signore ci fa non vanno
    buttati o soppressi, ma accresciuti e moltiplicati, come i talenti del
    Vangelo. Ciò che entra nella Divina Volontà viene moltiplicato
    all'infinito. 1Cor 1,26-31 Mt 25,14-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato
    1 settembre 2018, XXI settimana anno II, s. Canio
    10 min
  • La Croce: sapienza per Dio, stoltezza per gli uomini
    La parabola delle 10 vergini ci descrive la vita eterna
    come una festa di nozze con il Divino Sposo Gesù. Alcuni, però,
    entreranno nel palazzo reale, altri rimarranno fuori. I sapienti dentro,
    gli stolti fuori. La sapienza non è una facoltà intellettuale, ma è
    avere i pensieri stessi di Gesù, sapienza incarnata, nei nostri
    pensieri. La chiave che apre le porte del cielo è la croce. Per Dio la
    croce è sapienza, per gli uomini stoltezza. Le vergini che hanno portato
    con fatica l'olio per le lampade hanno portato con gioia la croce,
    maestra di vita santa e strumento di elevazione e salvezza. 1Cor 1,17-25
    Mt 25,1-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 31 agosto 2018, XXI
    settimana anno II
    12 min
  • "Vegliate": 4 significati
    Gesù esorta risolutamente i Suoi a vegliare, poiché nel
    momento che meno si immagina Egli verrà. Vegliare significa stare al
    proprio posto di lavoro, operosi, fermi e costanti nella propria regola
    di vita e nei propri doveri di stato. Vegliare significa non sciupare il
    proprio tempo in cose inutili e a volte dannose. Vegliare significa
    riconoscere e mettere a frutto per il bene comune i carismi che lo
    Spirito Santo ha dato a ciascuno. Vegliare significa anche sacrificare
    un po del proprio sonno per dedicare tempo alla preghiera, anche
    notturna, con un'offerta non facile della propria volontà. 1Cor 1,1-9 Mt
    24,42-51 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 30 agosto 2018, XXI
    settimana anno II
    10 min

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