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Storicamente una terra di confine tra mondi diversi, il sud della Bulgaria è oggi una frontiera chiave delle politiche di controllo e respingimento dell’Unione Europea. La militarizzazione intensiva del confine tra Grecia e Turchia ha reso questo passaggio sempre più pericoloso, costoso e difficile, deviando le rotte migratorie verso le remote foreste al confine con la Bulgaria, e trasformando quest’area in un crocevia sotterraneo per migliaia di persone ogni anno.
L’adesione parziale di Sofia all’area Schengen, avvenuta nel marzo 2024, è strettamente legata all’evoluzione delle sue misure di controllo e deportazione: su richiesta europea, in particolare di alcuni paesi come l’Austria, tentano di mantenere i confini terrestri rigidamente sigillati.
Il documentario ripercorre i sentieri di questa “ferrovia sotterranea”, una via di fuga spesso segnata da violenze e respingimenti, ma anche luogo di incontri inaspettati. Attraverso le testimonianze di ONG, persone in transito e attivisti internazionali, il racconto di un territorio di frontiera in cui agiscono diversi attori: migranti, reti di passatori, polizie, ma anche persone che non restano indifferenti.
Hanno collaborato: Nicola Di Chio, Miriam Selima Fieno, “Collettivo Rotte Balcaniche”.
Il reportage è stato prodotto grazie all’esperienza sul campo del progetto di teatro-documentario Odissea Minore, che debutterà il 1 aprile al Teatro Metastasio a Prato.
Prima emissione: 15 novembre 2024
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Storicamente una terra di confine tra mondi diversi, il sud della Bulgaria è oggi una frontiera chiave delle politiche di controllo e respingimento dell’Unione Europea. La militarizzazione intensiva del confine tra Grecia e Turchia ha reso questo passaggio sempre più pericoloso, costoso e difficile, deviando le rotte migratorie verso le remote foreste al confine con la Bulgaria, e trasformando quest’area in un crocevia sotterraneo per migliaia di persone ogni anno.
L’adesione parziale di Sofia all’area Schengen, avvenuta nel marzo 2024, è strettamente legata all’evoluzione delle sue misure di controllo e deportazione: su richiesta europea, in particolare di alcuni paesi come l’Austria, tentano di mantenere i confini terrestri rigidamente sigillati.
Il documentario ripercorre i sentieri di questa “ferrovia sotterranea”, una via di fuga spesso segnata da violenze e respingimenti, ma anche luogo di incontri inaspettati. Attraverso le testimonianze di ONG, persone in transito e attivisti internazionali, il racconto di un territorio di frontiera in cui agiscono diversi attori: migranti, reti di passatori, polizie, ma anche persone che non restano indifferenti.
Hanno collaborato: Nicola Di Chio, Miriam Selima Fieno, “Collettivo Rotte Balcaniche”.
Il reportage è stato prodotto grazie all’esperienza sul campo del progetto di teatro-documentario Odissea Minore, che debutterà il 1 aprile al Teatro Metastasio a Prato.
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