Finestre sull'Arte - il primo podcast italiano per la storia dell'arte

Finestre sull'Arte - il primo podcast italiano per la storia dell'arte

By Federico Diamanti Giannini, Ilaria BarattaArtsPerforming ArtsVisual Arts
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Finestre sull'Arte - il primo podcast italiano per la storia dell'arte episodes

  • 21: Domenico Beccafumi - L'inquietudine del Manierismo a Siena
    Considerato il primo artista della storia dell'arte a manifestare tendenze manieriste, ancor prima del Pontormo e del Rosso Fiorentino, Domenico Beccafumi, pittore di Siena formatosi su artisti rinascimentali come fra' Bartolomeo e Filippino Lippi, si è ritagliato un ruolo fondamentale nella storia dell'arte perché assieme ai più giovani manieristi fiorentini citati contribuì a far nascere il Manierismo in Toscana, proponendo un linguaggio che si fondava sulla rottura degli equilibri rinascimentali, sulla presenza di elementi inquieti e tormentati, su schemi compositivi molto complessi, su effetti di luce e forti contrasti cromatici che davano luogo a scene dalle atmosfere spesso stranianti. Ma Domenico Beccafumi si distinse anche perché fu, nel Cinquecento, il maggior continuatore di quella tipica tradizione senese fatta di eleganza e di raffinatezza. Scopriamo i suoi capolavori con Ilaria e Federico in quest'ultima puntata di Finestre sull'Arte del 2013!
    32 min
  • 20: Giambattista Tiepolo - Realtà fittizia nel Settecento veneto
    Giambattista Tiepolo è stato probabilmente il più grande artista rococò nell'Italia del Settecento. Veneziano, aperto a tutte le suggestioni che riceveva (dal tenebrismo di Giovanni Battista Piazzetta e Federico Bencovich alle luminose atmosfere di Ludovico Dorigny), Giambattista Tiepolo maturò uno stile chiaro e arioso, nel quale veniva stravolto il significato delle conquiste della pittura barocca: l'illusionismo prospettico, con Giambattista Tiepolo, non è più un mezzo per coinvolgere lo spettatore e renderlo partecipe di una visione, ma è un mezzo per creare una realtà fittizia e quasi astratta in una società in piena decadenza quale era quella della Venezia del XIX secolo. Un'arte fortemente teatrale in cui i personaggi non sono più realistici, ma sembrano quasi attori in una recita. Uno stile che Tiepolo da Venezia diffuse poi in tutta Europa (Würzburg, Madrid) e che ci viene raccontato in questa puntata da Ilaria e Federico.
    34 min
  • 19: Giovanni Lanfranco - "Spiegò egli l'ali del suo bel genio alla pittura"
    "Spiegò egli fin da' primi anni l'ali del suo bel genio alla pittura" è la frase che Giovan Pietro Bellori utilizza per introdurre la formazione di Giovanni Lanfranco nel capitolo delle "Vite" dedicato al pittore parmigiano: Giovanni Lanfranco fu infatti un artista molto dotato e che ebbe l'opportunità di mettere da parte un bagaglio culturale di notevole importanza, in quanto assorbì non solo il classicismo dei Carracci, di cui fu allievo, ma anche la lezione di Correggio, in particolare quella del Correggio degli affreschi di Parma. Giovanni Lanfranco elaborò tutte queste suggestioni per dare vita a uno stile originale, che di fatto diede origine alla grande decorazione barocca: è infatti suo il primo lavoro compiutamente barocco che possiamo trovare nella Roma del Seicento. Artista di grande fama, fu anche molto prolifico: in questa puntata, Ilaria e Federico ci parlano di alcuni capolavori di Giovanni Lanfranco che cambiarono il gusto del tempo e la storia dell'arte.
    32 min
  • 18: Benedetto Bonfigli - Gli inizi del Rinascimento in Umbria
    Tra gli ingegni più versatili e duttili del Rinascimento, Donato d'Angelo, detto "Bramante" dal soprannome del nonno materno che si era poi esteso a tutti i membri della famiglia, fu un insigne architetto e un originalissimo pittore, nativo di Fermignano (nei pressi di Urbino): è proprio della pittura bramantesca che Federico e Ilaria si occupano in questa puntata. Benché siano pochi i capolavori di Donato Bramante che oggi possiamo ancora ammirare, sono comunque sufficienti per tracciare un percorso che parte dalla Urbino di Federico da Montefeltro tra Piero della Francesca e Melozzo da Forlì, e passando dalla Mantova di Andrea Mantegna arriva fino alla Milano di Leonardo da Vinci: questo è, a brevi linee, il percorso artistico di Bramante, che portò l'artista a realizzare incredibili capolavori di illusionismo prospettico e di una modernità sorprendente, considerati tra i maggiori capisaldi del nostro Rinascimento.
    28 min
  • 17: Vitale da Bologna (Vitale degli Equi) - Il Trecento bolognese
    Vitale da Bologna, il cui vero nome era Vitale degli Equi, è stato probabilmente il più importante pittore bolognese del Trecento: è documentato dal 1330 al 1359, fu attivo non solo a Bologna ma anche in Friuli, dove realizzò affreschi nel Duomo di Udine, influenzando in modo profondo la scuola locale (così come quella bolognese), si formò osservando la pittura del grande Giotto, artista con cui tutti i pittori della generazione di Vitale da Bologna si confrontarono, e le opere della scuola di Rimini, tra le prime ad accogliere le nuove istanze giottesche, ma fu influenzato anche dalla pittura gotica francese e dalla miniatura. Il risultato che ne segue è altamente originale: una pittura che alterna brani di eccezionale raffinatezza a momenti di intenso espressionismo, carico drammatismo e tensione dinamica. Con questa puntata scopriremo assieme a Ilaria e Federico alcuni dei (pochi) capolavori che questo grande artista ci ha lasciato.
    25 min
  • 15: Matteo Civitali - La scultura del Rinascimento a Lucca
    Matteo Civitali è considerato lo scultore toscano più importante del Rinascimento fuori da Firenze: formatosi probabilmente a contatto con Antonio e Bernardo Rossellino, due dei massimi scultori del tempo, Matteo Civitali diventò in breve tempo la principale figura di riferimento del Rinascimento lucchese proponendo un'arte innovativa, che fondeva un acceso gusto per il classicismo, che si può spiegare con un probabile soggiorno dello scultore a Roma, dove si sarebbe recato per studiare la statuaria antica, e un gusto per la raffigurazione intensa del pathos e dell'espressività dei suoi personaggi (le ricerche sull'espressività caratterizzarono gran parte della sua attività). Le sue opere si trovano per la maggior parte nel territorio lucchese: con Ilaria e Federico, in questa puntata, scopriremo alcuni dei capolavori più interessanti di Matteo Civitali.
    27 min
  • 14: Tino di Camaino - Solidità e innovazione nella scultura del Trecento
    Tino di Camaino, originario di Siena dove nacque attorno al 1285, è stato uno dei più importanti scultori del Trecento, se non forse il più importante. Probabile allievo o collaboratore di Giovanni Pisano, dimostrò fin da subito di non voler rigidamente aderire allo stile del maestro per elaborare una poetica personale, fatta di grande solidità e compattezza nelle volumetrie, il tutto spesso condito da innovazioni nelle tipologie iconografiche: sua per esempio è l'invenzione di rappresentare, nel monumento funebre, la figura del defunto seduto invece che sdraiato. Tino si cimentò in diverse opere, dai monumenti ai rilievi passando per le pale scolpite, e ha lasciato tracce della sua produzione in diverse città della Toscana (Pisa, Siena, Firenze) e anche a Napoli, dove si trasferì nel 1323 e dove diede impulso alla scuola locale. Con Ilaria e Federico andiamo alla scoperta dei capolavori più significativi.
    28 min
  • 13: Donato Bramante - L'illusionismo prospettico di un ingegno versatile
    Tra gli ingegni più versatili e duttili del Rinascimento, Donato d'Angelo, detto "Bramante" dal soprannome del nonno materno che si era poi esteso a tutti i membri della famiglia, fu un insigne architetto e un originalissimo pittore, nativo di Fermignano (nei pressi di Urbino): è proprio della pittura bramantesca che Federico e Ilaria si occupano in questa puntata. Benché siano pochi i capolavori di Donato Bramante che oggi possiamo ancora ammirare, sono comunque sufficienti per tracciare un percorso che parte dalla Urbino di Federico da Montefeltro tra Piero della Francesca e Melozzo da Forlì, e passando dalla Mantova di Andrea Mantegna arriva fino alla Milano di Leonardo da Vinci: questo è, a brevi linee, il percorso artistico di Bramante, che portò l'artista a realizzare incredibili capolavori di illusionismo prospettico e di una modernità sorprendente, considerati tra i maggiori capisaldi del nostro Rinascimento.
    24 min
  • 12: Baciccio (Giovan Battista Gaulli) - Lo spettacolo della grande decorazione barocca
    Insieme a Pietro da Cortona che lo precedette e ad Andrea Pozzo che fu suo contemporaneo, Giovan Battista Gaulli, meglio noto con il diminutivo tipicamente genovese "Baciccio" (o "Baciccia"), fu il più grande interprete della spettacolare decorazione barocca. Dopo aver appreso la pittura in patria ed aver ammirato i capolavori di Rubens, van Dyck e Bernardo Strozzi, già molto giovane il Baciccio si trasferì a Roma dove strinse amicizia con Gian Lorenzo Bernini (che offrì numerosi spunti per la sua arte e con il quale collaborò a più riprese) e iniziò a lavorare per i più prestigiosi committenti: aristocratici, cardinali e papi. Con il "Trionfo del nome di Gesù", realizzato sulla volta della navata centrale della chiesa del Gesù, Giovan Battista Gaulli scrisse una delle più incredibili e note pagine della storia dell'arte mondiale. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico ci introducono alle meraviglie della pittura barocca del Baciccio.
    32 min
  • 11: Perugino (Pietro Vannucci) - Le cose della maniera sua furono tenute in pregio grandissimo
    "Le cose della maniera sua furono tenute in pregio grandissimo": una frase di Giorgio Vasari che aiuta a comprendere come fosse considerata, al suo tempo, l'arte di Pietro Vannucci, detto il Perugino, originario di Città della Pieve (vicino Perugia) e massimo esponente del Rinascimento umbro. Formatosi tra Perugia e Firenze (fu alla bottega del Verrocchio), conobbe una vita di successi: partecipò ai lavori della Cappella Sistina a Roma, lavorò a lungo a Firenze per diversi committenti, insieme al Pinturicchio monopolizzò la scena artistica della Perugia del tempo grazie al suo stile delicato, lirico, aggraziato ed armonioso che sapeva essere adatto a ogni tipo di commissione. Solenne nei dipinti ufficiali, devoto nelle opere religiose (lui che, secondo Vasari, fu "persona di assai poca religione"), colto e abile nel ritratto, il Perugino è uno dei più grandi artisti del nostro Rinascimento, e Ilaria e Federico in questa puntata ci conducono alla scoperta di alcuni dei suoi maggiori capolavori.
    33 min

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