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Dopo le tensioni e i ritardi dell’altro ieri e il rischio che tutto fallisse, ieri è stato portato a termine il terzo scambio di ostaggi e prigionieri tra Hamas e Israele. Fra le 17 persone rilasciate - di cui 14 israeliane - v’era anche una bimba statunitense di 4 anni, che ha visto morire i genitori il 7 ottobre. Poco dopo questa liberazione, Joe Biden e Benjamin Netanyahu hanno discusso “della situazione a Gaza, della pausa nei combattimenti e dell’aumento dell’ulteriore, necessaria, assistenza umanitaria” nella Striscia.
Dal canto suo Israele ha avviato la liberazione di 39 prigionieri palestinesi, mentre 237 camion di aiuti e 7 cisterne di carburante sono entrati a Gaza dall’Egitto: il numero più alto finora raggiunto. Tre giorni senza combattimenti e raid hanno dato un po’ di sollievo agli oltre 2 milioni di abitanti di Gaza, la maggior parte dei quali sono stati costretti a lasciare le proprie case, di cui ormai la metà risulta inagibile o distrutta.
Se tutto andrà per il meglio, oggi ci dovrebbe essere il quarto rilascio. E poi? Riprenderanno i bombardamenti, come ha ribadito il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant, unitamente al premier in visita ai soldati a Gaza Nord? O ci saranno nuovi giorni di tregua e nuovi scambi, come vorrebbero Qatar, Egitto, Stati Uniti e come ha ancora ribadito lo stesso Netanyahu sulla base dell’accordo concluso con Hamas, che prevede un giorno supplementare di tregua per 10 israeliani liberati?
Ne discutiamo a Modem cercando di capire i perché delle tensioni dell’altro ieri, come questo delicato momento è percepito da israeliani e palestinesi e cercando forse anche di dire qualcosa a proposito dei paesi che stanno facendo da intermediari, a cominciare dal Qatar.
Intervengono:
Francesca Caferri, inviata in Israele, La Repubblica;
Paola Caridi, giornalista e saggista;
Marco Pinfari, politologo, American University Cairo.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Dopo le tensioni e i ritardi dell’altro ieri e il rischio che tutto fallisse, ieri è stato portato a termine il terzo scambio di ostaggi e prigionieri tra Hamas e Israele. Fra le 17 persone rilasciate - di cui 14 israeliane - v’era anche una bimba statunitense di 4 anni, che ha visto morire i genitori il 7 ottobre. Poco dopo questa liberazione, Joe Biden e Benjamin Netanyahu hanno discusso “della situazione a Gaza, della pausa nei combattimenti e dell’aumento dell’ulteriore, necessaria, assistenza umanitaria” nella Striscia.
Dal canto suo Israele ha avviato la liberazione di 39 prigionieri palestinesi, mentre 237 camion di aiuti e 7 cisterne di carburante sono entrati a Gaza dall’Egitto: il numero più alto finora raggiunto. Tre giorni senza combattimenti e raid hanno dato un po’ di sollievo agli oltre 2 milioni di abitanti di Gaza, la maggior parte dei quali sono stati costretti a lasciare le proprie case, di cui ormai la metà risulta inagibile o distrutta.
Se tutto andrà per il meglio, oggi ci dovrebbe essere il quarto rilascio. E poi? Riprenderanno i bombardamenti, come ha ribadito il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant, unitamente al premier in visita ai soldati a Gaza Nord? O ci saranno nuovi giorni di tregua e nuovi scambi, come vorrebbero Qatar, Egitto, Stati Uniti e come ha ancora ribadito lo stesso Netanyahu sulla base dell’accordo concluso con Hamas, che prevede un giorno supplementare di tregua per 10 israeliani liberati?
Ne discutiamo a Modem cercando di capire i perché delle tensioni dell’altro ieri, come questo delicato momento è percepito da israeliani e palestinesi e cercando forse anche di dire qualcosa a proposito dei paesi che stanno facendo da intermediari, a cominciare dal Qatar.
Intervengono:
Francesca Caferri, inviata in Israele, La Repubblica;
Paola Caridi, giornalista e saggista;
Marco Pinfari, politologo, American University Cairo.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.

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