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Quanto sta male la Germania? La protesta degli agricoltori è sfociata in un dibattito in parlamento dopo la grande manifestazione di Berlino, lunedì, nella quale in 30’000 hanno bloccato il traffico per contestare i tagli ai sussidi al carburante agricolo decisi dal governo. La manifestazione rappresenta solo l’apice del malcontento che sta investendo il paese anche in altri settori e tra la gente: la crescita stenta (il 2023 si è chiuso in leggera recessione), i prezzi salgono, l’economia tedesca subisce più di altre delle conseguenze della guerra in Ucraina, delle rivalità geopolitiche, della “deglobalizzazione”.
Come se ciò non bastasse, una recente sentenza della Corte costituzionale ha azzerato le possibilità di intervento della mano pubblica dopo aver aperto una voragine di 60 miliardi di euro nel bilancio del governo. Tra le conseguenze di questa situazione, ce n’è una che preoccupa forse più di altre: l’impennata di popolarità del principale partito di estrema destra, l’Alternative für Deutschland (AfD), il cui indice di gradimento naviga oramai oltre il 20% a livello nazionale e addirittura oltre il 30% in alcuni Länder dell’Est del paese, dove le elezioni del prossimo autunno potrebbero portare a risultati clamorosi. C’è, già da tempo, chi chiede la messa al bando di questo partito, ma una simile decisione (giuridicamente complessa) risolverebbe i problemi del paese?
Ne discutiamo con:
Regina Krieger, giornalista, Bonn;
Walter Rahue, corrispondente della RSI a Berlino;
Beda Romano, corrispondente del Sole24Ore a Bruxelles.
Modem, dal lunedì al venerdì, su RSI, Rete Uno e LA1 alle 08:30, in replica su Rete Due alle 18:30. Ci trovate anche sul Podcast e sulle app RSI e RSIPlay.
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Quanto sta male la Germania? La protesta degli agricoltori è sfociata in un dibattito in parlamento dopo la grande manifestazione di Berlino, lunedì, nella quale in 30’000 hanno bloccato il traffico per contestare i tagli ai sussidi al carburante agricolo decisi dal governo. La manifestazione rappresenta solo l’apice del malcontento che sta investendo il paese anche in altri settori e tra la gente: la crescita stenta (il 2023 si è chiuso in leggera recessione), i prezzi salgono, l’economia tedesca subisce più di altre delle conseguenze della guerra in Ucraina, delle rivalità geopolitiche, della “deglobalizzazione”.
Come se ciò non bastasse, una recente sentenza della Corte costituzionale ha azzerato le possibilità di intervento della mano pubblica dopo aver aperto una voragine di 60 miliardi di euro nel bilancio del governo. Tra le conseguenze di questa situazione, ce n’è una che preoccupa forse più di altre: l’impennata di popolarità del principale partito di estrema destra, l’Alternative für Deutschland (AfD), il cui indice di gradimento naviga oramai oltre il 20% a livello nazionale e addirittura oltre il 30% in alcuni Länder dell’Est del paese, dove le elezioni del prossimo autunno potrebbero portare a risultati clamorosi. C’è, già da tempo, chi chiede la messa al bando di questo partito, ma una simile decisione (giuridicamente complessa) risolverebbe i problemi del paese?
Ne discutiamo con:
Regina Krieger, giornalista, Bonn;
Walter Rahue, corrispondente della RSI a Berlino;
Beda Romano, corrispondente del Sole24Ore a Bruxelles.
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