C'era una volta "Cruccolandia": quando il presidente era Eros Cruccolini (dal 1985 al 2004), il Quartiere 4 era arrivato a disporre di 5,7 milioni in bilancio più due milioni di risorse straordinarie, contava su più di 70 dipendenti, aveva autonomia in molti settori, curava direttamente manutenzioni stradali, verde, servizi educativi e sociali, seguiva gli sfratti, gestiva il sistema delle biblioteche. Poi nel 2009 Renzi accentrò i poteri e da allora il budget è stato azzerato: i Quartieri, all'atto pratico, oggi gestiscono lo sportello al cittadino e contano in media su una decina scarsa di dipendenti, possono solo esprimere pareri e proposte anche se vengono consultati obbligatoriamente in una serie di materie (urbanistica, patrimonio, bilancio, regolamenti comunali) e i presidenti partecipano all'assemblea della Società della Salute. L'amministrazione Funaro vorrebbe restituire alcune funzioni e risorse (poche, almeno per ora): una delibera di fine febbraio indica l'attribuzione di competenze sulle manutenzioni stradali e la cura del verde. Sul primo versante dovrebbero arrivare soldi (per ora si parla di 300mila euro complessive, sufficienti a una decina scarsa di interventi per quartiere), sul secondo la svolta dovrebbe arrivare con l'assegnazione dei giardinieri comunali. Ma qual è il modello migliore per far funzionare i cinque quartieri fiorentini? Per cercare di capire abbiamo preso a modello il Quartiere 4 e intervistato l'ex presidente Eros Cruccolini e quello attuale Mirko Dormentoni.