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Il nome di handbook, utilizzato per indicare i volumi di Murray e di Baedeker, i capostipiti del nuovo genere librario della guida turistica, insistevano sulla maneggevolezza e sulla praticità di testi che i turisti dovevano sempre portare con sé. La novità stava nel format, che riuniva la monografia storica e geografica e i road e travel book, corredandoli di strumenti extra-testuali come le carte geografiche, le mappe e le illustrazioni.
Questi moderni breviari laici svolsero un ruolo decisivo nel fissarsi degli stereotipi dell’immaginario turistico. Per quanto siano state e continuino a essere opere sobriamente di servizio, dalle loro pagine le comunità dei viaggiatori hanno assorbito le immagini delle destinazioni e questi processi sono risultati ancora più decisivi quando in gioco c’era la comunicazione di mete culturalmente distanti dal fruitore della guida, per le quali il lavoro di mediazione culturale si faceva necessariamente più importante.
Cosa è accaduto quando i tablet, gli smartphone e i siti Web hanno scavato il terreno sotto i piedi alle vecchie guide? Ne discutono uno storico del turismo, un geografo sociale e il direttore della più grande collana mondiale di guide.
Prima emissione: 4 luglio 2023
By RSI - Radiotelevisione svizzera5
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Il nome di handbook, utilizzato per indicare i volumi di Murray e di Baedeker, i capostipiti del nuovo genere librario della guida turistica, insistevano sulla maneggevolezza e sulla praticità di testi che i turisti dovevano sempre portare con sé. La novità stava nel format, che riuniva la monografia storica e geografica e i road e travel book, corredandoli di strumenti extra-testuali come le carte geografiche, le mappe e le illustrazioni.
Questi moderni breviari laici svolsero un ruolo decisivo nel fissarsi degli stereotipi dell’immaginario turistico. Per quanto siano state e continuino a essere opere sobriamente di servizio, dalle loro pagine le comunità dei viaggiatori hanno assorbito le immagini delle destinazioni e questi processi sono risultati ancora più decisivi quando in gioco c’era la comunicazione di mete culturalmente distanti dal fruitore della guida, per le quali il lavoro di mediazione culturale si faceva necessariamente più importante.
Cosa è accaduto quando i tablet, gli smartphone e i siti Web hanno scavato il terreno sotto i piedi alle vecchie guide? Ne discutono uno storico del turismo, un geografo sociale e il direttore della più grande collana mondiale di guide.
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