Nel settembre del 1898 Elisabetta si trova a Territet presso Montreux per un soggiorno di cura di varie settimane, e con la damigella di corte Irma Sztaray il 9 settembre si reca in gita a Prégny, per far visita alla baronessa Rothschild. La sera Elisabetta parte per Ginevra, dove trascorre la notte, per ritornare il giorno seguente a Montreux. Poiché si trova in viaggio per motivi privati, anche stavolta Elisabetta usa il nome di contessa von Hohenembs, uno dei suoi titoli, per alloggiare presso l‘Hotel Beau Rivage. Ma per un‘indiscrezione il giorno seguente un quotidiano di Ginevra pubblica la notizia che l‘imperatrice d‘Austria soggiornerebbe in albergo. Legge l’articolo anche Luigi Lucheni, un anarchico italiano, che era venuto in realtà a Ginevra per assassinare il principe d‘Orléans. Il fatto che all‘ultimo momento il principe abbia cambiato il suo itinerario di viaggio e non sia venuto a Ginevra, non è un grave problema per Lucheni, il quale per un caso si è appena imbattuto in una vittima di gran lunga più celebre. La mattina del 10 settembre Elisabetta fa ancora delle compere, e si reca nella sua pasticceria preferita. Verso mezzogiorno intende salire a bordo della nave che la riporterà a Montreux. Sulla strada verso l‘approdo c‘è Lucheni in agguato, che assale l‘imperatrice e la colpisce al petto con una lima. Elisabetta cade, si rialza però immediatamente sotto choc e si avvia in fretta a bordo, per non perdere la nave, convinta di essere stata soltanto spinta a terra. Poco dopo l‘imperatrice sviene: aprendole il corsetto, si scopre una minuscola ferita da taglio. Immediatamente la nave rientra e l‘imperatrice ferita a morte viene riportata in albergo, dove poco dopo si spegnerà. Quando Francesco Giuseppe apprende la notizia, le sue uniche parole sono: “Non sapete quanto io abbia amato questa donna“