Chi è del giro, ormai, lo sente nell’aria. Il mercato del gdr, e non solo quello amatoriale, è andato negli ultimi anni via via in saturazione. Escono cose nuove, certo, ma la vena creativa, il genio autoriale, quella cosa che ti fa sgranare gli occhi e cedere per l’ennesima volta, alla tentazione compulsiva di un nuovo manuale, sembra, negli ultimi anni, essersi un po’inaridita. Per questo, per trovare il coraggio di sfidare il mare tempestoso dei titoli indipendenti, gli scogli che insidiano la chiglia di chi vuole inventare nuove meccaniche senza sconfinare nel crunchy, i banchi di sabbia in cui spesso vanno ad arenarsi anche i progetti più interessanti, ci vuole fior di capitano. Nell’Atlantico, al largo della costa nordafricana, c’è un arcipelago di isole con un passato piratesco. Su quelle rocce vulcaniche, su quelle coste spazzate dal vento è nata l’ispirazione per uno dei gdr indipendenti più audaci e interessanti in cui mi sia imbattuto negli ultimi tempi. L’autore, Fabio Groppo, ha issato sul pennone di maestra il Jolly Roger del suo Black Skull e ha messo in mare il suo progetto. Ascoltate la puntata di oggi per saperne di più.