Prima di ascoltare la puntata di oggi, dedicata alla nuova fanzine di Hellwinter Forge of Wonders, e ragionare assieme sulla validità del progetto e dei suoi contenuti, occorre rifare un attimo mente locale. Su una caratteristica tipica dei regolamenti OSR, ai cui appassionati la pubblicazione si rivolge. Quando si ha tra le mani un sistema di gioco semplice, immediato, rapido da capire e da giocare, la voglia dopo qualche partita di cambiare qualcosa, di aggiungere, di rimodulare, di farne il “proprio” gioco in modo tale che non ci siano due tavoli che lo giocano in modo esattamente identico, viene facile. Lo sa bene chi ha iniziato a giocare tanti anni fa, nell’era pre-internet, nella quale ciascun gruppo inventava le sue house rules, disegnava su carta a quadretti i suoi mostri, i suoi oggetti magici, oppure rubacchiava quello che poteva dalle poche riviste di settore dell’epoca. La mia sensazione è che, dopo anni di manualoni già scritti, di falansteri di regole intrecciate tra loro in architetture complesse, difficili da scardinare senza il rischio di mandare tutto a remengo, la voglia di un gioco semplice, ma sul quale si possa poi intervenire con un tuning costante di personalizzazioni e aggiunte, sia tornata di moda. Ed ecco Vril, appunto. Sentite la mia opinione in merito, allora.