Il boomer gioca a dadi

Il boomer gioca a dadi

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Il boomer gioca a dadi episodes

  • PERSONAGGI DI RUOLO 7 – Mauro Longo: gran maestro del rinascimento italiano dei librogames! - Puntata 203
    Le abitudini sociali cambiano, la connettività digitale ha finito, in molti casi, per allontanare le persone con la scusa di avvicinarle e il mercato ludico, inevitabilmente, si ritrova, se non a cercare di prevedere, quanto meno ad inseguire le tendenze e i desideri delle nuove generazioni di giocatori. In questo contesto, è esploso negli ultimi anni il fenomeno del gioco in solitaria, tracimato ormai ben oltre gli argini familiari per noi, della vecchia generazione di avventurieri da divano o da tavolo, delle storie a bivi, dei librigame e dei solitari con le carte. In questo nostro (primo) incontro con Mauro Longo, il nostro Clockwork Mike ha deciso quindi di puntare l’obiettivo proprio su questa modalità, non certo nuova ma in continua evoluzione del gioco, chiedendo al suo interlocutore, la cui esperienza nel settore non ci pare abbia bisogno di presentazioni, di aiutare tutti noi a capire meglio cosa stia accadendo e cosà avverrà dopo. Il tempo dell’intervista realizzata da Mike supera un po’ il nostro abituale formato, è vero. Eppure, ne sono certo, nessuno verrà a lamentarsi di essersi annoiato. Ascoltiamola assieme e mi saprete dire!
    13 min
  • VITA DA GM 32 – Lo Statistico: una vita virtuale sospesa tra scienza e scaramanzia! - Puntata 202
    Con un po’ di fantasia e una robusta dose di leggerezza e disincanto, si potrebbe arrivare a definire il gdr tradizionale, quello con i dadi (o le carte da gioco, o qualsiasi altro mezzo di sorteggio casuale) come un gioco d’azzardo. Per quanto sia alta una statistica, o limati a puntino i potenziamenti di un personaggio, verrà prima o poi il fatidico momento in cui occorrerà affidarne la sorte a un tiro, a un’estrazione a sorte, il cui risultato, favorevole o meno, è affidato prima ancora che al caso a un calcolo delle probabilità. È il regno dello Statistico, una tipologia di giocatore costantemente impegnata nell’osservare, verificare e cercare di sfruttare a suo vantaggio la casualità permessa da un regolamento di gdr. La sua attitudine costituisce, finché, ma è raro che accada, non dovesse trasformarsi in mania, un patrimonio importantissimo per un gruppo stabile di gioco, dal momento che lo Statistico sarà quasi sempre felicissimo di condividere le sue conclusioni con gli altri, assieme ai benefici che dovessero derivarne. Scommetto che più di qualcuno di voi, leggendo, sta già associando il volto di un suo amico o amica di tavolo. Mi sbaglio?
    7 min
  • RIVISTE DI RUOLO 4 – Vril: fanzine alla vecchia maniera, come si deve - Puntata 201
    Prima di ascoltare la puntata di oggi, dedicata alla nuova fanzine di Hellwinter Forge of Wonders, e ragionare assieme sulla validità del progetto e dei suoi contenuti, occorre rifare un attimo mente locale. Su una caratteristica tipica dei regolamenti OSR, ai cui appassionati la pubblicazione si rivolge. Quando si ha tra le mani un sistema di gioco semplice, immediato, rapido da capire e da giocare, la voglia dopo qualche partita di cambiare qualcosa, di aggiungere, di rimodulare, di farne il “proprio” gioco in modo tale che non ci siano due tavoli che lo giocano in modo esattamente identico, viene facile. Lo sa bene chi ha iniziato a giocare tanti anni fa, nell’era pre-internet, nella quale ciascun gruppo inventava le sue house rules, disegnava su carta a quadretti i suoi mostri, i suoi oggetti magici, oppure rubacchiava quello che poteva dalle poche riviste di settore dell’epoca. La mia sensazione è che, dopo anni di manualoni già scritti, di falansteri di regole intrecciate tra loro in architetture complesse, difficili da scardinare senza il rischio di mandare tutto a remengo, la voglia di un gioco semplice, ma sul quale si possa poi intervenire con un tuning costante di personalizzazioni e aggiunte, sia tornata di moda. Ed ecco Vril, appunto. Sentite la mia opinione in merito, allora.
    7 min
  • RECE-VELOCE 38 – Holmes & Co. : tradizione e innovazione in un reboot a lungo atteso!
    Ci sono giochi e giochini. Holmes & Co., e parlo di tutte e tre le sue edizioni, inclusa ovviamente la protagonista del kickstarter concluso in questi giorni, è un gioco, senza diminutivi. Lo è perché affonda le sue radici in una letteratura prolifica e senza tempo, che rende un romanzo di Conan Doyle, Simenon o della Christie gustoso, ancora oggi, tanto quanto il miglior Scerbanenco (se non lo conoscete, provatelo!) o la pletorica produzione dei padri dell’hard boiled americano, da Hammett a Spillane. Il gioco è un vero e proprio invito alla scoperta, o alla riscoperta di un mondo di storie gialle bellissime e avvincenti e permette di metterle letteralmente in tavola, convertendole in altrettante avventure. Libri e gdr, parenti strettissimi da sempre, cavalli di troia reciproci per trascinarci in viaggi incredibili e sogni ad occhi aperti stimolanti che nessun medium digitale riesce (e forse riuscirà mai) a regalare con la stessa generosità, a prezzi popolari. Chi se lo è perso negli anni Ottanta, perciò, farà bene a cogliere al volo l’occasione offerta da questa nuova edizione, prevista nella doppia versione cartacea e digitale, sia in italiano che in inglese, decisamente al passo con i tempi. Nella puntata audio di oggi, provo a spiegarvi perché.
    8 min
  • PERSONAGGI DI RUOLO 6 – Tiziana Lauro – una vita per il Play: il lavoro più bello del mondo! - Puntata 199
    Dov’è il confine tra il fare bene una cosa e il metterci passione? Penso a Tiziana, protagonista della puntata audio di questa settimana, dedicatale in quanto membro a pieno diritto di questa galleria in divenire di personaggi del mondo ludico italiano e credo di aver capito. La vera passione parte dal sentirsi coinvolta, nell’amare quel che si fa e tutto ciò che ci gira intorno. Vuol dire dedizione autentica, che ti dà l’energia di non lasciarti mai strappare il sorriso dalle difficoltà. Significa trovare sempre il modo di metterci dentro qualcosa di tuo, aggiungerci un tocco personale, lasciarci un’impronta che trasformi il tuo lavoro in qualcosa di unico, che conservi un pezzetto del tuo stile di fare le cose. Per far funzionare bene le cose, in una grande fiera ludica, insomma, non ci sono mezze misure che tengano. O sei come Titti, o sei fuori! Venite a incontrarla con me, scoprendo qualcosa in più del suo passato, del suo lavoro e ascoltando, perché no, qualche azzeccatissimo consiglio diretto a chi viene a Play, e nelle altre convention, per promuovere le sue creazioni, nella puntata di oggi del podcast.
    8 min
  • COMINCIAMOLO INSIEME 22 – Fantasmi di oggi e leggende nere dell'età moderna di Amanda Righetti - Puntata 198
    Assortire bene una raccolta di racconti è difficile, qualsiasi curatore editoriale lo sa bene. Come lo sanno i lettori che spesse volte si ritrovano tra le mani antologie raffazzonate, dove la qualità del contenuto va su e giù come un otto volante e s’intuisce come chi l’ha messa assieme abbia dovuto grattare ben più del fondo del tradizionale barile per mettere insieme pagine sufficienti a renderne credibile, e appetibile, la pubblicazione. Se si tratta di racconti dell’orrore, le cose si complicano ancora di più dovendo stare attenti a come mescolare i diversi stili. Immaginate quindi, anzi, scopritelo di persona leggendola, quanto mestiere ci sia dietro chi ha saputo comporre il volume di cui vi anticiperò oggi qualche minuto, mantenendo la coerenza narrativa di una stessa mano immaginaria, uno stile agile ma volutamente datato che ricalcasse quello di qualche decade or sono e, nel frattempo, scavare a fondo nelle peggiori paure del lettore. Che è esattamente quel che lo stesso si aspetta. Operazione quindi riuscitissima, che non solo regala emozioni straordinarie ai fan di Profondo Rosso, ma sta addirittura in piedi da sola, ottima lettura da comodino per tutti gli appassionati del brivido nostrano. Ve ne parlo nella puntata del podcast di oggi. Alle brutte, stanotte potrete lasciare la luce accesa…
    9 min
  • RECE-VELOCE 37 – Tenebrae: ascensore in discesa verso il vostro incubo peggiore! - Puntata 197
    Tenebrae non è un gioco come tanti. Non è nemmeno uno dei vari giochi horror che, seguendo cicli che ricordano (a chi ricorda almeno un poco di filosofia del liceo) i corsi e ricorsi di Vico, vengono proposti da autori più o meno brillanti, nel tentativo, difficilissimo, di riuscire a stimolare i nostri pensieri più oscuri, di risvegliare le nostre paure, di costringere arbitro e giocatori a spingersi a un passo dal proprio abisso personale, fatto di traumi, paure e a volte inspiegabili pulsioni. Per questo il titolo horror di Serpentarium presentato al Lucca Comics 2024 non è il gioco che molti di voi si aspettavano o che avrebbero scelto. Per le stesse ragioni, però, è esattamente il titolo che chiunque di voi intenda definirsi estimatore del genere horror dovrebbe provare. E che, una volta fatto, potrebbe scegliere come sistema nel quale raccontare, assieme a un gruppo di giocatori consapevoli e motivati, disposti per una volta almeno a mettere da parte ogni genere di cazzeggio, le trame dei propri incubi personali.
    8 min
  • COMINCIAMOLO INSIEME 21 – Il viaggio del drago di Carlo Sala Cattaneo - Puntata 196
    Fossero ancora vivi Gary (Gygax) e Dave (Arneson), Carlo Sala Cattaneo sarebbe seduto con loro nel miglior ristorante di Lake Geneva con una T-Bone Steak grande come il ponte di volo di una portaerei classe Nimitz e una caraffa di birra gelata davanti, a incassare i loro complimenti di autori per gli anni di lavoro, lacrime e sudore pagati per realizzare un’opera monumentale, completissima, che si lascia leggere con più gusto di molti romanzi di genere, fondamentale per qualsiasi appassionato di D&D che voglia andare un po’ oltre la comprensione dei dati riportati su una scheda del personaggio. Sui due volumi pubblicati c’è davvero tutto quello che conta sapere e molto di più, al punto che viene da chiedersi come mai la WOTC non abbia ancora opzionato il nostro autore come biografo ufficiale del gioco, traducendo nella lingua della perfida Albione i due tomi. Aspettando con ansia il terzo annunciato. Questa volta, invece di iniziarlo con voi, ve ne leggo ben cinque assaggi diversi. Sono certo che, ascoltandoli, vi verrà voglia di divorare tutto il resto!
    13 min
  • RECE-VELOCE 36 – On your own di Alessandro Rivaroli: incominciamo da... TRE! - Puntata 195
    C’era una volta un’intera generazione di giovani giocatori in attesa di un gdr che, finalmente, smettesse di trattarli da bambini e li prendesse sul serio. C’era una volta un numero consistente di papà e mamme, giocatori appassionati o magari solo curiosi, alla ricerca di un titolo che permettesse loro di iniziare i pargoli e i loro amichetti alla loro passione di sempre, in modo abbastanza strutturato da catturare la loro attenzione e interesse, fin quando sarebbero stati desiderosi di organizzarsi e giocare per conto loro. C’erano una volta educatori e terapeuti in cerca di motori di gioco che contenessero e permettessero dinamiche pensate per introdurre questioni inerenti a un percorso da fare assieme ad allievi e pazienti in crescita. Ci sono e ci saranno sempre, infine, gruppi di amici che a un gdr, al di là di fronzoli e filosofia, chiedono dinamiche in grado di rendere veloci e divertenti scontri e scazzottate, considerati elementi imprescindibili di divertimento per le loro sessioni. Se vi va di scoprire in pochi minuti in che modo On Your Own rischia di mettere tutta questa gente d’accordo, ascoltate la puntata sulla vostra piattaforma preferita!
    8 min
  • STORIE DA BOOMER 6 – Profondo rosso cinquant'anni dopo: sanguina ancora! - Puntata 194
    Più che celebrare il cinquantenario del capolavoro di Dario Argento con l’ennesimo tentativo di critica abborracciata (non essendo addentro nella materia, non riuscirei ad andare molto oltre perle scontate tipo “il montaggio analogico, gli stivali delle guardie, la carrozzella col bambino…” e chi non ha capito la citazione, peggio per lui/lei), preferisco raccontarvi un pezzetto di storia personale, aggiungendoci solo una spolverata di emozioni e un pizzico, appena percettibile, di nostalgia. Rivedere il film nel posto dove la colonna sonora fu incisa, accompagnato dal vivo dal fondatore dei Goblin assieme alla storica band, nella sua nuova ma impeccabile formazione, a un passo dalle strade in cui sono cresciuto, mi ha riempito di un entusiasmo che non volevo tenere tutto per me. La morale di quella bella serata condivisa, cocktail tematici inclusi, con le mie “ragazze”, è che non è mai detta l’ultima parola e certi capitoli non si chiudono mai davvero. Ma anche che ogni lasciata è persa e, se avessi ceduto allo Scrooge che è in me e avessi deciso di risparmiare i soldi dei biglietti, me ne sarei amaramente pentito. Ascoltatemi e, se avete amato anche voi il cinema visionario di Argento, sanguinate… ops, volevo dire commentate sui social!
    9 min

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Divagazioni in pillole sulla cultura nerd, dal punto di vista di un boomer che ha vissuto in prima persona tutte le fasi storiche. Si chiacchiera e discute di giochi di ruolo, ma anche di videogiochi,…