Il boomer gioca a dadi

Il boomer gioca a dadi

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Il boomer gioca a dadi episodes

  • ARTISTI DI RUOLO 10 - Giulia Mannucci: la signora delle Tenebrae! - Puntata 193
    Non so come fate voi, a parte quando ve li fanno studiare a scuola per forza, in una delle materie più neglette dell’intero corso di studi (se non avete fatto l’artistico), oppure quando un amico o amica speciale insistono con voi per trascinarvi a vedere un museo, o una mostra. A scoprire un’artista, intendo, l’apostrofo ce l’ho messo apposta, non è una svista. Inciampando quasi per caso nell’incontro visivo con un’opera che, per qualche misterioso motivo, vi suscita una reazione emotiva, vi affascina, vi costringe a ripensarci. Mi è capitato più volte, nella vita, grazie anche a genitori che mi hanno fatto fare un corso intensivo di pinacoteche, chiese storiche e musei fin dall’infanzia, lasciandomi però sempre libero di guardare le cose con i miei occhi, invece di sommergermi di dotte spiegazioni. È successo di nuovo al Lucca Comics 2024, quando il mio sguardo NON si è incrociato con quello di una suora (impossibile, visto che la sventurata si copre gli occhi grondanti sangue con le mani, le dita intrecciate in un rosario, come in una muta preghiera), stand up del negozio in fiera di Serpentarium per pubblicizzare l’uscita del gdr Tenebrae. Quell’immagine, da quel momento, ha seguitato a ritornarmi in mente, costringendomi a indagare su chi fosse l’autrice (ecco il senso dell’apostrofo qui sopra). Ho scoperto così l’arte di Giulia Mannucci, bravissima nell’interpretare un soggetto horror classico, trasformandolo in un ritratto tanto doloroso. Non potevo davvero, a quel punto, non dedicarle una puntata di questa rubrica, pensata proprio per incontrare, e far conoscere, le eccellenze italiane dell’illustrazione ludica. Ascoltatela e poi andate a dare un’occhiata al suo portfolio. E ditemi se non ho ragione!
    7 min
  • RECE-VELOCE 34 – Magica Vallèe di Andrea Cattaneo: da una piccola regione, una grande ambientazione agnostica! - Puntata 192
    Farebbero un torto a loro stessi, gli amici valdostani, a non prendere al volo quest’occasione di riscoprire e magari far scoprire a chi, venuto da fuori per stare o per ferie, ancora non le conosce, la storia, la geografia e le leggende della loro regione. I silenzi e gli scorci mozzafiato delle Alpi, le torri merlate di castelli contesi per secoli in faide sanguinarie, i boschi fitti in cui è ancora possibile avventurarsi e che, quando il sole scende dietro i picchi, si popolano di ombre e suoni misteriosi rappresentano un’ambientazione talmente congeniale al gioco di ruolo storico-ucronico, da spingerci a chiederci come mai nessuno ci abbia pensato prima. Lo ha fatto Andrea Cattaneo, spinto dal fuoco di una passione sincera per la Valle, accingendosi a pubblicare, con un kickstarter che va concludendosi in questi giorni, un setting dal gusto genuino, agnostico ma facilmente adattabile ai regolamenti fantasy più noti, asciutto e scorrevole ma accurato e ben confezionato, a disposizione di chi abbia voglia di qualcosa di nuovo, senza allontanarsi troppo da casa, intesa come i retaggi storici, culturali e, perché no, leggendari di una piccola grande regione italiana.
    8 min
  • BOOMER IN FIERA – Play 2025: il Festival Nazionale del Gioco è cresciuto! Eccome! - Puntata 191
    Una città diversa, un posto diverso, dimensioni diverse, logistica diversa. Cambiare per fare meglio, di più, senza tradire quel retaggio di anni, maturato negli spazi più ristretti ma pur sempre accoglienti della Fiera di Modena, che decine di migliaia di appassionati sentivano ormai un pezzetto di casa. Roba da far tremare i polsi a chiunque, un oceano di potenziali problemi da guadare lavorando per mesi a testa bassa, perché si trasformasse in incubo per tutti quelli che sarebbero venuti da tutta Italia e oltre, impegnando tempo e denaro per partecipare. Ricordo bene l’annuncio dato alla conferenza stampa tenuta al Lucca Comics 2024 e rammento, più di ogni altra cosa, di aver letto negli occhi di chi era venuto a raccontare alla stampa e agli addetti ai lavori la novità, quella voglia di farcela, di mettercela tutta, quella capacità tutta italiana, e soprattutto emiliana, di rimboccarsi le maniche, scrollare le spalle di fronte alle inevitabili difficoltà e tirare dritto. Missione compiuta. Play 2025 si è concluso ed è stato un successo. Il numero dei sorrisi grati supera di molto le inevitabili lamentele. Si sa, Roma non s’è fatta in un giorno e ogni faccenda umana è perfettibile. La quantità delle cose da fare e vedere e il limitato tempo avuto a disposizione mi hanno costretto a limitare il mio sguardo su questa edizione del Festival del gioco a una serie di squarci. Nelle prossime puntate ve ne racconterò qualcosa, sotto forma di recensioni o altri contributi. Intanto, questa settimana, eccovi qualche opinione a caldo, a titolo di ringraziamento destinato a chi ha reso tutto questo possibile. Un grazie speciale anche a Francesco Corallo, cui ho “preso in prestito” un pezzetto di foto, adoperandola per il pitch della puntata sulle pagine social. Ottimo scatto, rende davvero l’idea di com’è stato!
    10 min
  • VITA DA GM 31 – Guardare e non toccare (i dadi)! - Puntata 190
    Insomma lo confesso, tutte le volte che provo a guardare giocare di ruolo qualcuno, senza poter partecipare, mi devo mettere le mani in tasca per calmare il prurito. Vedere e non poter toccare, o meglio tirare i dadi, non partecipare alla vicenda, non poterci mettere dentro, mischiandolo a quello degli altri giocatori, un po’ della mia voglia di raccontare quella trama, di darle un pizzico del mio stile, del mio ritmo, è sofferenza. Questo se la storia che viene raccontata m’intriga, m’interessa, mostra le sue potenzialità nelle mani di un master in gamba e di giocatori affiatati che non si perdano troppo in chiacchiere e convenevoli. Se invece incappo in un gruppo di perditempo da locanda, di giocatori che gigioneggiano ma concludono poco, che spendono ore a interagire tra loro e con i PNG in interminabili quanto soporiferi scambi sociali, mi annoio e basta. In generale, guardare giocare non mi piace e difficilmente riesce a insegnarmi qualcosa, a parte cosa non fare. A molti però sembra piacere, e allora il fenomeno non può semplicemente essere ignorato sulla base del mio gusto personale. Ve ne parlo nella puntata di questa settimana. Se vi va, ascoltatela e ditemi cosa ne pensate, senza filtri. Ci vediamo al Play, per chi ci sarà!
    11 min
  • PERSONAGGI DI RUOLO 5 – Silvia Ferrari: Nella tana del Bianconiglio, psicoterapia, formazione e gioco di ruolo! - Puntata 189
    Silvia Ferrari è una testimone perfetta dell’evoluzione contemporanea del gioco di ruolo. Dal tempo delle origini e dei gruppuscoli di nerd barricati nei tinelli e nelle stanze profonde a quello delle tesi di laurea, delle aule di formazione aziendale più prestigiose, degli studi professionali degli psicoterapeuti più aggiornati, delle classi scolastiche di istituti di ogni ordine e grado. Anche in questo campo l’esperienza italiana, di cui il personaggio di ruolo protagonista di questa puntata rappresenta una punta di diamante collaudata e capace, non è seconda a nessuno e tanti risultati concreti sono già stati messi in cascina. Giocatrice e master appassionata praticamente da sempre, Silvia ha saputo tradurre la sua passione in efficace strumento della sua professione clinica e didattica. Mantenendo nel contempo, anzi via via incrementando, anche la sua presenza come divulgatrice e master in ambito squisitamente ludico in occasione di fiere e convention. Nell’attesa d’incontrarla di persona, e magari di giocare con lei ai tavoli del prossimo Play 2025, scopriamo allora assieme qualcosa in più su di lei e il suo lavoro, nella puntata di questa settimana del podcast.
    8 min
  • RECE-VELOCE 33 – Dreamwalkers di Andrea Sire Marengo: sognare ad occhi aperti, e con i dadi in mano! - Puntata 188
    E’ giusto affermare che il primo dreamwalker è proprio lui, Andrea Sire Marengo, autore del gioco di cui, con il suo aiuto, ho deciso di parlarvi questa settimana. Ossia un sognatore lucido, capace di alterare il tessuto onirico, di combattere e scacciare gli incubi, di trasformare una realtà ancora in embrione in qualcosa di concreto e stupefacente. E’ questo il tema del suo gioco, pensato nel lontano 2002 e capace, durante tutti questi anni, di mantenersi vivo, di continuare a mietere successi e conquistare interesse e consensi, arrivando finalmente, in questo 2025 giubilare, a raggiungere quella forma definitiva e commerciale che gli permetterà di essere provato e goduto da qualsiasi master o giocatore che non abbia perso per strada la voglia di sognare. Il sogno di Andrea, “acchiappato” dall’omonima editrice gestita da Luca De Marini, uno di quelli disposti davvero a battersi per promuovere piccole grandi perle fuori dal mainstream dei titoli ammiccanti e furbetti, si sta avverando. Il Quickstart è uscito, disponibile a tutti, il resto verrà di qui a breve. Intanto ne parliamo, sul podcast, questa settimana.
    8 min
  • PERSONAGGI DI RUOLO 4 – Il drago lascia il segno! Marco Fossati alla conquista del mercato dei suppelementi per gdr - Puntata 187
    Prima di decidere che dovevo assolutamente intervistare Marco Fossati, per scoprire qualcosa di prima mano sul suo lavoro e i suoi progetti, sono andato a sbirciare un po’ la sua produzione su DMGuild e DriveThruRPG. Rimanendo impressionato. Verrebbe da dire che la quantità delle sue opere sta al gdr come quella di scrittori come Stephen King e Dean Koontz stanno alla narrativa. Chi scrive a qualsiasi titolo sa come, per potersi permettere un’attività così  prolifica mantenendo uno standard di qualità elevato, occorrano costanza e impegno. Gli stessi che anche il lavoro principale di Marco richiede. Viene quindi da chiedersi come trovi il tempo per fare tutto quello che fa. Sentendo nel contempo nei suoi confronti un debito di riconoscenza che va ben oltre il dovere implicito di procurarsi e intavolare almeno uno dei suoi ottimi supplementi di gioco. Chi gioca o mastera da un po’ sa bene come, a volte, più che da un manualone contenente un’intera campagna, i guizzi migliori per rinfrescare le proprie trame vengano proprio da un “companion” tematico ben scritto. Sia che vi piaccia giocare in italiano, allora sia che preferiate come me la versione originale inglese, allora, dal vivo o su un VTT, fareste bene a scavare sotto il Segno del Drago: una vera miniera  di materiale, spunti e idee validissime per rendere le vostre avventure ineguagliabili.
    12 min
  • GIOCHIAMOLO STRANO 8 – Zweihänder, il gdr a due mani li stenderà tutti! - Puntata 186
    I giochi di ruolo sono un po’ come i film. O i libri. Alcuni invecchiano malissimo, li riprendiamo in mano dopo qualche anno e ci ritroviamo a chiederci come avevamo fatto ad appassionarcene tanto. Altri, invece, a dispetto dell’età, finiscono per restarci nel cuore, se li abbiamo frequentati molto, pur riconoscendone i limiti dovuti all’età. Altri ancora, infine, non molti a dire il vero, nascono già con tutti i requisiti per diventare e restare a lungo dei classici, dei punti di riferimento del mercato, dei modelli unici che fanno da spartiacque tra un prima e un dopo. Veri e propri monumenti. Ecco, secondo la mia opinione di appassionato, master e collezionista, la monumentale (appunto) creatura di Daniel Fox è uno di questi. E non solo per la mole capace di piazzarlo in cima al podio, credo, dei manuali di gioco mai pubblicati per grandezza e numero di pagine. Ma anche, e soprattutto, per i contenuti. Il pubblico abituale della GenCon ricorda ancora l’ovazione ricevuta da Fox nel ritirare il suo doppio Ennie come Miglior Gioco e Prodotto dell’Anno, nel 2018. Meritata perché celebrava uno sforzo solitario quanto ciclopico, una dedizione da amanuense, l’apprezzamento che fu forse tributato ai grandi architetti del Rinascimento all’inaugurazione di una delle loro mirabolanti opere. Zweihander è, per volontà espressa del suo autore, un gioco impegnativo. Non perché difficile, le sue meccaniche sono old school, essenziali e intuitive, ma per l’opulenza asciutta, rigorosa ma anche abbondante dei suoi contenuti. Non si può dire di averlo capito o digerito davvero senza averlo letto tutto. Non vi costringerò a farlo, come potrei? Però vi suggerisco caldamente di ascoltare la puntata di oggi.
    8 min
  • IO GIOCO DA SOLO 9 – 1000 Anni da Vampiro: Avventurarsi nell'incubo dei ricordi! - Puntata 185
    Chi conosce, e magari frequenta tra una sessione e l’altra di RPG più convenzionali la collana di giochi tradotti e pubblicati da Narrattiva, potrebbe aspettarselo. A chiunque altro, e in particolar modo a chi non ha mai provato un gioco diaristico, o “journaling game” che dir si voglia, 1000 anni da vampiro, titolo di assoluta suggestione e coinvolgimento incentrato sul rivivere e ricostruire, a colpi di emozioni, dilemmi morali e tragiche perdite, dieci secoli di vita trascorsa di un vampiro anziano, potrebbe sembrare una sfida eccessiva. Si tratta, è vero, di un titolo per parecchi ma non per tutti, caratteristica peraltro comune alla maggior parte, perlomeno, dei giochi pubblicati dal coraggioso editore italiano. È pur vero però che ha fatto man bassa di premi agli Indie Award e agli Indiecade del 2020, e questo vorrà pur dire qualcosa. Se non vi spaventa, quindi, un po’ d’impegno, se vi piace immaginare e scrivere storie, se non vi pesa la penna (nei diaristici l’estrema sintesi non sempre è un bene), fareste bene, quanto meno, ad ascoltare con attenzione la puntata realizzata da Clockwork Mike. E scoprire, magari, che anche mille anni a volte possono volare via in un soffio. O magari in uno sbattere di ali da pipistrello…
    7 min
  • COSE CHE NON MI PIACCIONO 11 – Sono solo parole… Il silenzio non sempre è d'oro! - Puntata 184
    Insomma, parliamoci. Prima di mollare un gruppo con cui abbiamo passato del tempo eccezionale, condiviso avventure formidabili, superati mille ostacoli e salvato più volte il mondo conosciuto, proviamo a superare ogni ritrosia e mettere in chiaro i nostri dubbi, i motivi di contrasto che, negli ultimi tempi, ci hanno fatto maturare questa voglia di svicolare via. Proviamo a confrontarci con gli altri, tutti assieme o un po’ alla volta, a partire dal GM, per scoprire magari che i contrasti si possono appianare e quello che non ci va giù può essere cambiato. Magari è colpa del regolamento di cui siamo stufi, dell’ambientazione che non ci coinvolge, di qualche membro del gruppo con cui siamo in attrito. Parliamone, chiediamo un confronto, magari una birra al di fuori del solito tavolo, e tiriamo fuori il rospo. Oppure, se ci troviamo dal lato opposto, siamo quelli che sarebbero rimasti, ascoltiamo. Per evitare di trasformare il nostro gruppo in una commedia degli equivoci con un finale tragico, ossia l’abbandono di un membro senza spiegazioni, non c’è migliore soluzione di un confronto aperto e franco. Ne parlo nella puntata di oggi. Dato che, se non vi è ancora successo, prima o poi capiterà, vi raccomando di ascoltarla. Magari siete ancora in tempo…
    8 min

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Divagazioni in pillole sulla cultura nerd, dal punto di vista di un boomer che ha vissuto in prima persona tutte le fasi storiche. Si chiacchiera e discute di giochi di ruolo, ma anche di videogiochi,…