Il Corsivo

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Il Corsivo episodes

  • Mattarella e la prudenza al volante | 02/01/2023 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Nel concludere il suo discorso di Capodanno agli Italiani, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è rivolto in modo particolare ai giovani, esortandoli ad una maggiore prudenza quando si mettono alla guida di un’auto, di una moto o di uno scooter. Non si può che rimanere dolorosamente colpiti – ha sottolineato, infatti, il Capo dello Stato - dalla tragedia dei tanti morti sulle strade.
    Purtroppo – ha precisato Mattarella - “troppi ragazzi perdono la vita di notte per incidenti d’auto, a causa della velocità, della leggerezza, del consumo di alcol o di stupefacenti”. Pertanto, ha concluso il Presidente, quando ci si mette al volante, non si deve mai perdere la consapevolezza del fatto che viene messa in gioco sia la propria vita, che quella degli altri e che per distruggerla basta un attimo di imprudenza.
    Effettivamente, stando ai dati forniti dalla Polizia Stradale relativamente al primo semestre 2022, si registra un significativo aumento degli incidenti rispetto allo stesso periodo del 2021: gli eventi negativi sono, infatti, stati 81.427, in crescita, quindi, del 24%. Più in dettaglio, il numero delle vittime è salito del 15,3%, mentre quello dei feriti ha fatto segnare un +25,7%. È pur vero che il confronto con lo scorso anno, per essere correttamente interpretato, non può non tenere conto del fatto che, nel 2021, il trend dei sinistri si era sensibilmente ridimensionato a causa delle non poche limitazioni alla circolazione che erano state introdotte per contrastare l’emergenza sanitaria.
    In realtà, se si paragona, invece, l’andamento dei sinistri del 2022 con quello che si riferisce ai primi sei mesi del 2019 (e vale a dire all’ultima fase pre – pandemica), emergono dati un po’ più confortanti, che ci parlano di numeri ancora molto alti, ma tuttavia in incoraggiante diminuzione. Non a caso, l’incidentalità complessiva fa segnare un -2,6%, con i morti ed i feriti che sono diminuiti rispettivamente del 5,5% e 6,8%. In particolare, il calo delle vittime si è registrato sulle autostrade (con un -11,8%), mentre sulle strade urbane ed extraurbane la percentuale in discesa è stata inferiore, attestandosi a circa il 5% in meno.
    Per quanto riguarda le principali cause degli incidenti, a spiccare sono l’uso del cellulare al volante, il colpo di sonno e la guida sotto l’effetto dell’alcool o di sostanze stupefacenti. In merito all’utilizzo del telefono, ricordiamo che, da più parti politiche, sono stati proposti inasprimenti delle sanzioni al fine di inibire questo comportamento irresponsabilmente pericoloso.
    Al momento, i conducenti sorpresi, per la prima volta, ad usare lo smartphone sono soggetti ad una multa che va dai 160 ai 646 euro ed alla decurtazione di 5 punti dalla patente. Per chi risulta, invece, recidivo nell’arco di un biennio, è prevista la sospensione della patente fino a tre mesi.
    3 min
  • Il discorso di fine anno del Capo dello Stato Mattarella, il primo dell'era Meloni | 31/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella terrà il suo tradizionale discorso di fine anno, il primo dell'era Giorgia Meloni. Il Capo dello Stato parlerà in piedi nell'ala neoclassica del sontuoso palazzo del Quirinale. Sarà un intervento breve, a cui ha iniziato a lavorare dal pomeriggio di mercoledì scorso insieme ai collaboratori più stretti, e sarà rivolto come sempre ai cittadini. Tratterà essenzialmente temi di stretta attualità: le conseguenze della guerra, il lavoro, i giovani, l'ambiente. Mattarella lo sa che il Paese reale, in questi anni di turbolenze politiche, economiche e sociali, si è affidato più volte al Quirinale, e le quattro parole chiave del discorso rappresentano il filo intessuto dal Quirinale in questo inizio di secondo settennato: solidarietà, visione, responsabilità, comunità. La bussola di Mattarella resta la difesa dei valori scritti nella nostra Costituzione, il faro di ogni atto pubblico del Quirinale, nel 75esimo anniversario. Con Giorgia Meloni, il Capo dello Stato ha instaurato un rapporto di civile convivenza. A novembre, allo scoppio della tensione con la Francia sui migranti, Mattarella ha chiamato Macron ristabilendo, d'accordo con palazzo Chigi, un canale di comunicazione. Ha mediato con Ursula von der Leyen, affinché accogliesse la richiesta del governo di disporre di maggiori risorse economiche per il Pnrr: Sull'Ucraina aggredita dalla Russia, Mattarella ha difeso le sanzioni contro Mosca, ribadendo l'atlantismo dell'Italia. A Strasburgo, a fine aprile, parlando al Consiglio europeo, ha proposto una conferenza di pace «nello spirito di Helsinki, non di Jalta». Sergio Mattarella entra quindi nel suo ottavo anno. Non ha fatto nulla per farsi rieleggere, il 29 gennaio 2022, nei giorni della sonora sconfitta della politica. Oggi invece fa i conti con un Governo politico, che compie scelte non sempre condivise dal Quirinale, ma legittimate da un grande consenso popolare ed elettorale.
    3 min
  • Sulla lotta contro il Covid, dopo l'esplosione della pandemia in Cina, le misure sono insufficienti | 30/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Sulla lotta contro il Covid si è passati in quasi tre anni dalla sottovalutazione, al pressapochismo iniziale, alle restrizioni, ai lockdown, e ancora alla sottovalutazione dell'estate 2020 e 2021, fino alle stagioni dell'obbligo vaccinale e all'attuale sostanziale inefficienza. "In questo momento la situazione dovrebbe essere tranquillizzante. Il caso cinese lo dimostra: lavoro su responsabilità e non coercizione: situazione abbastanza sotto controllo", ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno.
    No cara signora Meloni. In Cina, in tre settimane, si sono registrati oltre 300 milioni di casi e già migliaia di morti. Ci troviamo di fronte a un’esplosione dei contagi perché la Cina ha una popolazione vaccinata poco e male, e questo è conciso con una liberalizzazione di tutti i movimenti. È l’altra faccia dell’autoritarismo che ha impedito di accedere ai vaccini americani ed europei, privando la popolazione della protezione contro l’infezione. I test ai cinesi che vengono in Italia sono insufficienti. È una misura che avrebbe senso solo se venisse associata al sequenziamento dei virus, ma di questa pratica sanitaria non vi è traccia nelle politiche del ministro Schillaci. Mi spiego meglio. Se arrivano 100 casi in più in Italia della stessa variante, l’impatto sulla trasmissione è zero. Se l’obiettivo è prevenire l’entrata di nuove varianti più pericolose tipo la Gryphon dalla Cina, è una misura assolutamente inadeguata, anche perché i tamponi antigienici rapidi non hanno la sensibilità giusta per intercettare tutti quanti. Quanto sta accadendo in Cina smentisce tutte le dichiarazioni finora fatte dal governo e dal ministro della Salute Schillaci. Ci sarebbe bisogno di un serio ripensamento prima che la cronaca superi i confini dei sogni elettorali.
    3 min
  • Lo scontro sulla manovra e la rivolta delle opposizioni | 28/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Ci sono voluti quasi tre mesi, in gran parte passati a leccarsi le ferite dopo la dura sconfitta alle elezioni politiche dello scorso 25 settembre, e le opposizioni parlamentari, vi sembrerà un'ovvietà, fanno le opposizioni. Dopo avere occupato la commissione, protestato sulla stampa e sui social e fatto appello al presidente del Senato Ignazio La Russa, le opposizioni, per la prima volta unite, riescono ad ottenere più tempo per l'esame, almeno formale, della legge di bilancio.
    Fanno slittare il via libera finale di Palazzo Madama alla tarda mattinata di oggi, proprio quando la premier Giorgia Meloni sarà alle prese con la sua prima conferenza stampa di fine anno. E potrebbe trovarsi a rispondere sull'ultimo problema che rischia di scoppiare dentro la maggioranza: la questione riguarda i 30mila balneari che, stando alle regole scritte nella legge sulla Concorrenza, il prossimo anno dovrebbero vedere le concessioni messe a gara, come peraltro imposto anche da una sentenza del Consiglio di Stato.Mentre la premier si sottoporrà alla lunga serie di domande che la attendono (45 gli iscritti, tra cui anche Giornale Radio), il Senato dovrebbe comunque riuscire a mettere il sigillo sulla prima tormentata manovra del centrodestra che oggi sarà approvata in modo definitivo.
    La maggioranza ricorda che un giorno in più non è una tragedia e che le ultime due manovre sono state chiuse addirittura il 30 dicembre. Ma, c'è un ma. L'opposizione si è ricompattata dopo una lunga serie di errori e ritardi: dai 44 emendamenti scritti male e senza coperture ad alcuni provvedimenti annunciati e poi ritirati come l'uso del pos, oppure modificati in corsa come il sistema di perequazioni delle pensioni, fino al ritardo con cui viene depositata la relazione tecnica di passaggio, quella che accompagna il testo da un ramo del Parlamento all'altro e dà conto delle modifiche apportate. Così Pd, Avs, Iv e Movimento 5 Stelle sembrano aver trovato una strada comune.
    Ed è un bene anche per la maggioranza, perché un Governo non può esercitare le sue funzioni senza una seria opposizione, un cane da guardia.
    3 min
  • Il Covid avanza in Cina - Milioni di casi, rischio di nuove varianti, situazione fuori da ogni controllo | 28/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    In Cina peggiora la situazione del Covid. Si rilevano almeno 280 milioni di nuovi casi in sole tre settimane e l'allargamento del contagio rischia di mettere a dura prova il sistema sanitario occidentale. I casi aumentano e le informazioni sono poche. L'esplosione della pandemia in Cina coincide con la conclusione delle misure super restrittive adottate in Cina da quando è stato isolato per la prima volta il coronavirus.
    Cresce la preoccupazione tra analisti ed esperti. "Loro hanno sbagliato politica. Andare avanti con la linea degli "zero contagi" non era possibile e in più dobbiamo considerare che il loro vaccino non è molto buono", sostiene Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia del Campus biomedico di Roma. "È chiaro che se il coronavirus circola tanto una variante più contagiosa, che non appartenga allo sciame di sottovarianti di Omicron 5 che stiamo vedendo, può sempre nascere. Il rischio zero in epidemiologia non esiste", dice Ciccozzi. Solo pochi giorni fa, Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero, aveva spiegato che "il virus non va né bloccato del tutto, né lasciato correre troppo velocemente", ma ora la nuova pandemia cinese è fuori controllo. "C'è un virus del Covid che è in picchiata mentre da noi è il virus dell'influenza che è in decollo. È probabile, credo, che nelle prossime settimane avremo ancora dei casi perché stiamo per raggiungere il picco, forse l'abbiamo appena raggiunto, però dobbiamo vivere con un pochino più di tranquillità. L'anno scorso il Covid era padrone indisturbato di tutte le infezioni respiratorie, quest'anno il Covid è una minoranza rispetto a tutti gli altri virus", dice l'infettivologo Matteo Bassetti di Genova.
    C'è sottovalutazione sul piano delle ricadute nel nostro Paese, dove pare che tutto sia rientrato. Solo ieri l'app Immuni è stata abolita e nelle ultime settimane si è verificato un crollo delle vaccinazioni.
    3 min
  • I primi effetti del “price cap” europeo | 27/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    In queste ultime giornate del 2022, la quotazione del gas sta scendendo addirittura sotto ai livelli che la caratterizzavano prima dello scoppio del conflitto in Ucraina. Il prezzo al Ttf di Amsterdam, piazza di riferimento per il gas europeo, viaggia, infatti, oggi intorno agli 84 euro per megawattora: ai minimi, quindi, dal 24 febbraio. Che sia tutto merito dell’accordo politico appena raggiunto, a livello europeo, sull’ormai famoso “price cap”? In parte è senz’altro così, ma non bisogna trascurare nemmeno gli effetti di alcune condizioni favorevoli, come quelle climatiche che, almeno fino a questo momento della stagione invernale, hanno consentito di ridimensionare la richiesta di gas rispetto al passato. Tuttavia, è ancora certamente presto per cantare vittoria...
    È vero che gli stoccaggi sono ancora praticamente pieni (in Italia siamo all'83,5%) ed è altrettanto vero che un contributo notevolissimo viene fornito anche dal carbone e dalle rinnovabili: basti pensare che – come spiega una ricerca di Nomisma – nel nostro Paese la produzione di energia elettrica da carbone è aumentata del 60% e produce, attualmente, un apporto equivalente a 1,5 miliardi di metri cubi di gas. Ed è anche vero, inoltre, che la razionalizzazione dei consumi, attuata da famiglie e aziende, sta facendoci risparmiare ingenti quantitativi di gas. Cosa, del resto, confermata dai dati Eurostat i quali, aggiornati a fine novembre, rilevano una diminuzione dei consumi di metano a livello europeo nella misura del 20% rispetto alla media riscontrata tra il 2017 e il 2021.
    Però, avverte Nomisma, tutto questo quadro (indubbiamente incoraggiante) non basta ancora per ipotizzare di essere finalmente usciti dalla fase più acuta dell’emergenza energetica, poiché nuovi problemi sorgeranno quando, in primavera, verrà il momento di ricominciare a riempire gli stoccaggi: operazione che, per la prima volta, si presume avverrà in mancanza totale delle forniture russe. L’Italia dovrà, pertanto, affidare buona parte della sua stabilità economica e sociale ad un ottimale funzionamento dei due rigassificatori da 5 miliardi di metri cubi tanto voluti dal governo Draghi.
    3 min
  • 26/12/2022 | Il Corsivo
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Il voto di fiducia e la debolezza del Governo | 24/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Quando un Presidente del Consiglio ricorre al voto di fiducia per approvare una legge importante e determinante, come ad esempio la manovra economica, vuol dire che sul piano politico è debole, non riesce cioè ad esercitare il suo potere politico nella maggioranza che lo sostiene. Se ciò accade ad un esecutivo tecnico, ci può stare, perché la questione riguarda essenzialmente il difficile rapporto tra politica e gestione della cosa pubblica da parte di una leadership composta da non eletti. Ma se avviene ad un Governo politico, eletto cioè dagli italiani, con una premier come Giorgia Meloni ai massimi livelli del consenso elettorale, il problema si aggrava e determina una imposizione. Infatti, in Italia la questione di fiducia è un istituto della forma di governo parlamentare riservato al Governo, non previsto in Costituzione, ma disciplinato dai regolamenti interni della Camera e del Senato, e della legge n. 400/1988, la quale riconosce al Governo la facoltà di avvalersi di tale istituto e le modalità per accedervi e vincola il Presidente del Consiglio alle dimissioni in caso di voto contrario del Parlamento ad un suo provvedimento sul quale ha posto la fiducia. Certo, qualcuno dirà che "così fan tutti". Il Presidente del Consiglio Mario Draghi è ricorso al voto di fiducia 35 volte in 11 mesi, quasi 3,2 voti al mese, un record che supera quello dell'esecutivo di Mario Monti, che aveva una media di 3 al mese. Seguono il Conte II, con una media di 2,25, i governi Gentiloni (2,13), Renzi (2), Letta (1,11), Berlusconi quattro (1,07), Conte I (1). Sta di fatto che negli ultimi anni, partendo dal governo giallo-verde Conte I, soprattutto l'approvazione alla legge di bilancio è diventata una corsa senza sosta per chiudere in tempo, entro il 31 dicembre. Una maratona che si ripete ormai ogni anno con il via libera 'in zona Cesarini', sempre a ridosso della fine dell'anno espropriando di fatto il Parlamento del suo ruolo.
    3 min
  • Manovra. La Ragioneria dello Stato rileva 44 correzioni, non ci sono coperture | 23/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La manovra entra nelle fasi finali e delicate e naviga verso la sua approvazione di Camera e Senato. Tutto pare pronto, ma per 44 capitoli della legge di bilancio mancano invece le coperture. Così la Ragioneria dello Stato, che non fa politica ma conti, rileva ben 44 correzioni e la manovra torna in Commissione.
    L'iter parlamentare slitta e la corsa contro il tempo si accelera per evitare l'esercizio provvisorio. In primis c'è lo stralcio della contestata norma approvata per errore durante la seduta notturna tra martedì e mercoledì, che stanzia 450 milioni in favore dei Comuni. Poi c'è la Carta giovani: sotto la lente di ingrandimento della Ragioneria finisce la modalità con cui sono scritte le coperture per il 2023. Per la norma sullo smart working i dubbi riguardano il mondo della scuola e la sostituzione del personale scolastico a cui è concesso il lavoro agile. Per Opzione donna, secondo il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, servono 80 milioni nel 2023 e 250 milioni nel 2024.
    Anche nel passato è accaduto ad altri Governi che provvedimenti approvati in fretta abbiano avuto problemi nel vaglio della Ragioneria. Per la prima manovra di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti l’iter è stato ancor più complicato, fin dalla gestazione delle modifiche su cui si sono consumati scontri politici con le opposizioni e tra i partiti della maggioranza. Poi i soldi a disposizione per le richieste parlamentari erano pochi - 400 milioni, la metà utilizzati nel maxi-pacchetto di modifiche proposte dal governo. Alla fine, per accontentare le forze politiche si sono così aumentate ad esempio le pensioni minime, ma solo per gli over 75, o è arrivata la possibilità di rinegoziare il mutuo, ma solo fino a 200mila euro e con tetto Isee. La manovra sarà certamente approvata entro fine anno, ma da questo Governo ci saremmo aspettati un bagno di umiltà e una maggiore preparazione tecnica nella scrittura degli emendamenti.
    3 min
  • La manovra della discordia: scontro Fdl-Fi sulla legge di bilancio | 22/12/2022 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La manovra economica del Governo guidato da Giorgia Meloni approda oggi alla Camera e nei prossimi giorni otterrà la fiducia dal Parlamento, ma la sua approvazione lascia una scia di polemiche e malesseri difficili da spegnere in poco tempo. La maggioranza risulta divisa su alcune misure annunciate e poi fatte sparire dal provvedimento. Un esempio tra tutti. Lo scudo fiscale per gli evasori era stato chiesto da Forza Italia, in particolare da Silvio Berlusconi: si trattava di un emendamento che di fatto passava un colpo di spugna sui reati di omessa dichiarazione, falsa dichiarazione, omesso versamento.
    Alla fine la misura non è stata introdotta nella legge di bilancio: è stata cassata dalla maggioranza dopo una telefonata del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti alla premier Giorgia Meloni, e la consapevolezza che se fosse passata sarebbe saltato il rapporto fiduciario tra Fdl e Lega e il loro elettorato. Nel caso avesse vinto Forza Italia, la manovra sarebbe stata oggetto di una strategia di forte ostruzionismo da parte dell'opposizione, concertata da Pd e M5s nell'aula di Montecitorio fin da oggi. Ma Giorgia Meloni è preoccupata. Se anche la fiducia sul testo dovesse passare, bisognerebbe superare l’ostacolo degli ordini del giorno. Ogni deputato di minoranza – sono 120 soltanto tra dem e 5S – può presentarne uno. E ogni odg porta via almeno dieci minuti. Poi ci sono le dichiarazioni di voto e il voto finale. La maggioranza potrebbe uscirne soltanto sfoderando l’arma estrema della cosiddetta “ghigliottina”, che taglia brutalmente i tempi. L’effetto sarebbe quello di infuocare l’Aula e rovinare le feste a Palazzo Chigi. La battaglia sta per iniziare. Lo spettro dell'esercizio provvisorio è sempre dietro l'angolo, e Giorgia Meloni non se lo può permettere, è in gioco la sua credibilità e quella del suo esecutivo.
    3 min

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