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  • Europa divisa sui brevetti dei vaccini anti Covid | Il Corsivo
    Non tutta l'Europa si trova d'accordo con la scelta del presidente americano Joe Biden di sospendere i brevetti sui vaccini anti Covid detenuti dalle case farmaceutiche.
    La Germania ad esempio sostiene che mancano le capacità produttive e che dunque il problema non è la liberalizzazione dei brevetti. Sul tema sono intervenuti favorevolmente i ministri Speranza e Di Maio, ma non c'è una posizione precisa del Presidente del Consiglio Mario Draghi.
    Intanto la svolta di Biden è condivisa dal Vaticano: la Santa Sede ricorda che non è solo una posizione estemporanea di Papa Bergoglio. Anzi, rientra in una antica e solida tradizione del Vaticano, che risale più o meno già ai primi anni in cui l’uomo si accorgeva che, tra vaiolo o altro, somministrarne anche ai poveri faceva bene a loro, ma anche a tutti gli altri. Persino ai ricchi.
    Sul tema della distribuzione gratis Francesco è intervenuto molte volte.
    Si è speso, il Pontefice, contro l'idea che dei vaccini non ci fosse bisogno, o che fossero eticamente inaccettabili (sostenuto da pareri autorevoli come quello della conferenza episcopale statunitense). Ne ha poi distribuiti ai poveri di Roma, attraverso l’Elemosineria.
    Anche il Wto si sta muovendo in questa direzione. L'80 per cento della produzione di vaccini è concentrata in dieci Paesi in Nord America, Asia meridionale ed Europa e la scelta americana sulla questione dei brevetti darà una spinta anche al negoziato Wto.
    2 min
  • La svolta di Biden sui brevetti per i vaccini anti Covid | Il Corsivo
    È un primo passo verso la sospensione delle protezioni dei brevetti per i vaccini anti Covid-19. L'amministrazione Usa ha annunciato di essere favorevole a rimuovere gli assurdi steccati che restringono il campo dell'azione nella lotta contro la pandemia. È la svolta di Joe Biden annunciata mentre erano in corso i negoziati Wto. È una mossa che potrebbe spianare la strada ad una accelerazione della produzione e della distribuzione delle dosi in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi più poveri, ma che ha già fatto crollare in Borsa i titoli delle case farmaceutiche.
    Si tratta di una crisi sanitaria mondiale e le circostanze straordinarie della pandemia invocano misure straordinarie. L'amministrazione Biden resta comunque fedele alle protezioni della proprietà intellettuale ma per mettere fine a questa pandemia sostiene la revoca di certe protezioni per i vaccini che dovrebbero essere in realtà bene comune.
    Scontente le case farmaceutiche, felici invece quanti in Italia e nel modo sostengono questa battaglia di civiltà. E anche molti altri paesi rimasti silenti per lunghi mesi e che hanno aderito all'idea solo dopo la decisione americana, vedi Italia, Germania, Europa e Russia.
    Ora si attendono i fatti. Del resto in questi tempi eccezionali, dobbiamo assicurarci che i brevetti e le licenze lavorino per proteggere gli interessi di tutti, nessuno escluso.
    2 min
  • La svolta di Biden sui brevetti per i vaccini anti Covid | Il Corsivo
    È un primo passo verso la sospensione delle protezioni dei brevetti per i vaccini anti Covid-19. L'amministrazione Usa ha annunciato di essere favorevole a rimuovere gli assurdi steccati che restringono il campo dell'azione nella lotta contro la pandemia. È la svolta di Joe Biden annunciata mentre erano in corso i negoziati Wto. È una mossa che potrebbe spianare la strada ad una accelerazione della produzione e della distribuzione delle dosi in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi più poveri, ma che ha già fatto crollare in Borsa i titoli delle case farmaceutiche.
    Si tratta di una crisi sanitaria mondiale e le circostanze straordinarie della pandemia invocano misure straordinarie. L'amministrazione Biden resta comunque fedele alle protezioni della proprietà intellettuale ma per mettere fine a questa pandemia sostiene la revoca di certe protezioni per i vaccini che dovrebbero essere in realtà bene comune.
    Scontente le case farmaceutiche, felici invece quanti in Italia e nel modo sostengono questa battaglia di civiltà. E anche molti altri paesi rimasti silenti per lunghi mesi e che hanno aderito all'idea solo dopo la decisione americana, vedi Italia, Germania, Europa e Russia.
    Ora si attendono i fatti. Del resto in questi tempi eccezionali, dobbiamo assicurarci che i brevetti e le licenze lavorino per proteggere gli interessi di tutti, nessuno escluso.
    2 min
  • Incidenti sul lavoro, la strage silenziosa | Il Corsivo
    Luana d'Orazio e Cristian Martinelli, travolti da macchinari nelle aziende di Montemurlo e Busto Arsizio sono solo gli ultimi di una lunga lista di nomi di persone morte nei luoghi di lavoro. E' una strage silenziosa che ogni tanto viene a galla, ma poi torna nell'oblio. Nel solo primo trimestre del 2021, 185 lavoratori hanno perso la vita durante il loro turno. Secondo la denuncia dei sindacati il 60% delle aziende non rispettano le leggi. Occorre dunque una vigilanza maggiore, ma chi dovrebbe controllare il rispetto delle ferree leggi che regolano la sicurezza nelle aziende? Gli enti che dovrebbero effettuare le verifiche sono sotto organico: l'Ispettorato nazionale ha 4.500 dipendenti a fronte di una pianta organica di 6.500, i dipartimenti di prevenzione delle Asl 2mila contro i 5 mila del 2009.
    All'Inail di ispettori ne sono rimasti solo 246. Molto poco per assicurare un controllo capillare. E poi c'è il ritardo della politica. La Commissione monocamerale d'inchiesta sulle condizioni di lavoro e la sicurezza, creata nel 2019 al Senato, non si è ancora costituita. Servono fatti che permettano ai lavoratori di essere sicuri di tornare a casa la sera. Le leggi ci sono, il Testo unico del 2008 è stata certamente una conquista. Ora bisogna investire nella formazione e nei controlli. Una maggiore responsabilità da parte di tutti abbassa il rischio e migliora le condizioni dei lavoratori.
    2 min
  • Incidenti sul lavoro, la strage silenziosa | Il Corsivo
    Luana d'Orazio e Cristian Martinelli, travolti da macchinari nelle aziende di Montemurlo e Busto Arsizio sono solo gli ultimi di una lunga lista di nomi di persone morte nei luoghi di lavoro. E' una strage silenziosa che ogni tanto viene a galla, ma poi torna nell'oblio. Nel solo primo trimestre del 2021, 185 lavoratori hanno perso la vita durante il loro turno. Secondo la denuncia dei sindacati il 60% delle aziende non rispettano le leggi. Occorre dunque una vigilanza maggiore, ma chi dovrebbe controllare il rispetto delle ferree leggi che regolano la sicurezza nelle aziende? Gli enti che dovrebbero effettuare le verifiche sono sotto organico: l'Ispettorato nazionale ha 4.500 dipendenti a fronte di una pianta organica di 6.500, i dipartimenti di prevenzione delle Asl 2mila contro i 5 mila del 2009.
    All'Inail di ispettori ne sono rimasti solo 246. Molto poco per assicurare un controllo capillare. E poi c'è il ritardo della politica. La Commissione monocamerale d'inchiesta sulle condizioni di lavoro e la sicurezza, creata nel 2019 al Senato, non si è ancora costituita. Servono fatti che permettano ai lavoratori di essere sicuri di tornare a casa la sera. Le leggi ci sono, il Testo unico del 2008 è stata certamente una conquista. Ora bisogna investire nella formazione e nei controlli. Una maggiore responsabilità da parte di tutti abbassa il rischio e migliora le condizioni dei lavoratori.
    2 min
  • La svolta di Biden sui brevetti per i vaccini anti Covid | 07/05/2021 | Il corsivo
    E' un primo passo verso la sospensione delle protezioni dei brevetti per i vaccini anti Covid-19.
    L'amministrazione Usa ha annunciato di essere favorevole a rimuovere gli assurdi steccati che restringono il campo dell'azione nella lotta contro la pandemia. E' la svolta di Joe Biden annunciata mentre erano in corso i negoziati Wto. E' una mossa che potrebbe spianare la strada ad una accelerazione della produzione e della distribuzione delle dosi in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi più poveri, ma che ha già fatto crollare in Borsa i titoli delle case farmaceutiche.
    Si tratta di una crisi sanitaria mondiale e le circostanze straordinarie della pandemia invocano misure straordinarie. L'amministrazione Biden resta comunque fedele alle protezioni della proprietà intellettuale ma per mettere fine a questa pandemia sostiene la revoca di certe protezioni per i vaccini che dovrebbero essere in realtà bene comune.
    Scontente le case farmaceutiche, felici invece quanti in Italia e nel modo sostengono questa battaglia di civiltà. E anche molti altri paesi rimasti silenti per lunghi mesi e che hanno aderito all'idea solo dopo la decisione americana, vedi Italia, Germania, Europa e Russia.
    Ora si attendono i fatti. Del resto in questi tempi eccezionali, dobbiamo assicurarci che i brevetti e le licenze lavorino per proteggere gli interessi di tutti, nessuno escluso.
    2 min
  • Renzi e l'incontro con lo 007 Mancini | Il Corsivo
    Siamo nel dicembre 2020 e il Governo presieduto da Giuseppe Conte tentenna da settimane.
    Il fibrillatore è certamente Matteo Renzi che si colloca sempre più fuori dalla maggioranza formata da Pd e M5s.
    Le foto ritraggono Matteo Renzi nel piazzale dell'autogrill di Fiano Romano con una vecchia conoscenza del mondo dei servizi segreti: è Marco Mancini, già braccio destro di Nicolò Pollari e responsabile operativo del sequestro illegale dell'imam di Milano Abu Omar in combutta con la Cia.
    Oggi Mancini è ancora uno dei funzionari di punta dei nuovi servizi. Perché uno come Mancini si incontra con Renzi?
    O meglio, perché un uomo del sottobosco dello spionaggio occulto viene ritratto con un ex presidente del consiglio in segreto, in un autogrill, come certi film americani dei Settanta? Renzi dice che non c'è niente di strano e che Mancini doveva incontrarlo in Senato ma se n'era dimenticato. Ma per cosa di così importante? Renzi racconta che Mancini doveva consegnargli i babbi, dei dolci romagnoli. Mancini non parla, del resto è un agente dei servizi.
    Interviene Salvini che non solo difende Renzi, ma ammette di aver incontrato anche lui decine di uomini dei servizi nella sua vita. Il Copasir che dovrebbe controllare i controllori resta nella bufera delle nomine.
    La sua Presidenza come di consuetudine spetterebbe all'opposizione ma il leghista Raffaele Volpi, dell'area del Governo, non si vuole dimettere. Già cosi sembrerebbe una spy story alla matriciana.
    Manca la soluzione del caso, e qui nemmeno Montalbano riuscirebbe a districare i nodi della matassa.
    3 min
  • Renzi e l'incontro con lo 007 Mancini | Il Corsivo
    Siamo nel dicembre 2020 e il Governo presieduto da Giuseppe Conte tentenna da settimane.
    Il fibrillatore è certamente Matteo Renzi che si colloca sempre più fuori dalla maggioranza formata da Pd e M5s.
    Le foto ritraggono Matteo Renzi nel piazzale dell'autogrill di Fiano Romano con una vecchia conoscenza del mondo dei servizi segreti: è Marco Mancini, già braccio destro di Nicolò Pollari e responsabile operativo del sequestro illegale dell'imam di Milano Abu Omar in combutta con la Cia.
    Oggi Mancini è ancora uno dei funzionari di punta dei nuovi servizi. Perché uno come Mancini si incontra con Renzi?
    O meglio, perché un uomo del sottobosco dello spionaggio occulto viene ritratto con un ex presidente del consiglio in segreto, in un autogrill, come certi film americani dei Settanta? Renzi dice che non c'è niente di strano e che Mancini doveva incontrarlo in Senato ma se n'era dimenticato. Ma per cosa di così importante? Renzi racconta che Mancini doveva consegnargli i babbi, dei dolci romagnoli. Mancini non parla, del resto è un agente dei servizi.
    Interviene Salvini che non solo difende Renzi, ma ammette di aver incontrato anche lui decine di uomini dei servizi nella sua vita. Il Copasir che dovrebbe controllare i controllori resta nella bufera delle nomine.
    La sua Presidenza come di consuetudine spetterebbe all'opposizione ma il leghista Raffaele Volpi, dell'area del Governo, non si vuole dimettere. Già cosi sembrerebbe una spy story alla matriciana.
    Manca la soluzione del caso, e qui nemmeno Montalbano riuscirebbe a districare i nodi della matassa.
    3 min
  • Incidenti sul lavoro, la strage silenziosa | 06/05/2021 | Il corsivo
    Luana d'Orazio e Cristian Martinelli, travolti da macchinari nelle aziende di Montemurlo e Busto Arsizio sono solo gli ultimi di una lunga lista di nomi di persone morte nei luoghi di lavoro. E' una strage silenziosa che ogni tanto viene a galla, ma poi torna nell'oblio. Nel solo primo trimestre del 2021, 185 lavoratori hanno perso la vita durante il loro turno. Secondo la denuncia dei sindacati il 60% delle aziende non rispettano le leggi. Occorre dunque una vigilanza maggiore, ma chi dovrebbe controllare il rispetto delle ferree leggi che regolano la sicurezza nelle aziende? Gli enti che
    dovrebbero effettuare le verifiche sono sotto organico: l'Ispettorato nazionale ha 4.500 dipendenti a fronte di una pianta organica di 6.500, i dipartimenti di prevenzione delle Asl 2mila contro i 5 mila del 2009. All'Inail di ispettori ne sono rimasti solo 246.
    Molto poco per assicurare un controllo capillare. E poi c'è il ritardo della politica. La Commissione monocamerale d'inchiesta sulle condizioni di lavoro e la sicurezza, creata nel 2019 al Senato, non si è ancora costituita. Servono fatti che permettano ai lavoratori di essere sicuri di tornare a casa la sera. Le leggi ci sono, il Testo unico del 2008 è stata certamente una conquista. Ora bisogna investire nella formazione e nei controlli. Una maggiore responsabilità da parte di tutti abbassa il rischio e migliora le condizioni dei lavoratori.
    2 min
  • Renzi e l'incontro con lo 007 Mancini | 05/05/2021 | Il corsivo
    Siamo nel dicembre 2020 e il Governo presieduto da Giuseppe Conte tentenna da settimane. Il fibrillatore è certamente Matteo Renzi che si colloca sempre più fuori dalla maggioranza formata da Pd e M5s. Le foto ritraggono Matteo Renzi nel piazzale dell'autogrill di Fiano Romano con una vecchia conoscenza del mondo dei servizi segreti: è Marco Mancini, già braccio destro di Nicolò Pollari e responsabile operativo del sequestro illegale dell'imam di Milano Abu Omar in combutta con la Cia. Oggi Mancini è ancora uno dei funzionari di punta dei nuovi servizi.
    Perché uno come Mancini si incontra con Renzi? O meglio, perché un uomo del sottobosco dello spionaggio occulto viene ritratto con un ex presidente del consiglio in segreto, in un autogrill, come certi film americani dei Settanta? Renzi dice che non c'è niente di strano e che Mancini doveva incontrarlo in Senato ma se n'era dimenticato. Ma per cosa di così importante? Renzi racconta che Mancini doveva consegnargli i babbi, dei dolci romagnoli. Mancini non parla, del resto è un agente dei servizi. Interviene Salvini che non solo difende Renzi, ma ammette di aver incontrato anche lui decine di uomini dei servizi nella sua vita. Il Copasir che dovrebbe controllare i controllori resta nella bufera delle nomine. La sua Presidenza come di consuetudine spetterebbe all'opposizione ma il leghista Raffaele Volpi, dell'area del Governo, non si vuole dimettere.
    Già cosi sembrerebbe una spy story alla matriciana. Manca la soluzione del caso, e qui nemmeno Montalbano riuscirebbe a districare i nodi della matassa.
    3 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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