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  • I flebili appelli alla pace in Medio Oriente | 17/05/2021 | Il corsivo
    Le ore passano e in poco tempo quella tra Israele e Hamas si trasforma sempre più in una guerra ad alta intensità, in grado di destabilizzare l'intera area mediorientale e aprire nuovi varchi all'estremismo. I numerosi appelli alla pace risultano flebili ed inefficaci, perché non sono accompagnati da un reale sforzo che possa raggiungere almeno una tregua temporanea.
    Ieri Papa Francesco ha fatto appello alla calma, e si è rivolto a chi ne ha la responsabilità di far cessare il frastuono delle armi, di percorrere l'avvio della pace, anche con l'aiuto della comunità internazionale. L'Onu resta ancorato ai meri comunicati ufficiali che chiedono il cessate il fuoco, nulla di più. C'è una diplomazia
    sotterranea che va verificata sul campo, più che nelle buone intenzioni di facciata. Domani, ad esempio, l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, ha convocato un vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell'Ue sulla situazione mediorientale.
    Gli attori principali, Stati Uniti e Russia, sembrano recalcitranti nel prendere le redini della situazione, promuovendo magari una trattativa chiara, alla luce del sole. Così la situazione militare si evolve al peggio, a discapito della popolazione civile che continua a subire perdite sempre più gravi
    2 min
  • La debolezza dell'Onu sulla guerra tra Israele e Hamas | Il Corsivo
    Un appello alla fine del conflitto tra Israele e Hamas è giunto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
    "In segno di rispetto per lo spirito di Eid, chiedo un'immediata cessazione delle ostilità a Gaza e in Israele. "Troppi civili innocenti sono già morti e questo conflitto non può che aumentare la radicalizzazione e l'estremismo in tutta la regione".
    Mentre Guterres dettava agli organi di informazione questa poche scarne dichiarazioni, proseguivano a ritmo incessante i raid israeliani sulla striscia di Gaza e i lanci di razzi
    di Hamas contro gli israeliani, in una esclation militare senza fine. Non lascia speranze di azioni diplomatiche l'intervento del premier Benyamin Netanyahu. "Ho detto che avremmo fatto pagare un prezzo molto alto ad Hamas.
    Lo facciamo e continueremo a farlo con grande intensità. L'ultima parola non è stata detta e questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario", La comunità internazionale, malgrado gli appelli alla de-escalation e qualche timido tentativo di mediazione, sembra assistere impotente. E quello che giunge dall'Onu è un debole segnale per un ancor più debole ruolo dell'Onu nella storia di tutti i conflitti moderni.
    Non basterebbero 1000 pagine per dimostrarlo. Dalla strage di Sbrenica a quelle in Kosovo, all'intero conflitto nei Balcani, alle tante guerre africane, mediorientali,
    asiatiche, sudamericane. La verità è che l'Onu andrebbe riformata e gli andrebbero tolti i troppi veti incrociati che ne impediscono un efficace funzionamento nella risoluzione dei conflitti contemporanei.
    3 min
  • La debolezza dell'Onu sulla guerra tra Israele e Hamas | Il Corsivo
    Un appello alla fine del conflitto tra Israele e Hamas è giunto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
    "In segno di rispetto per lo spirito di Eid, chiedo un'immediata cessazione delle ostilità a Gaza e in Israele. "Troppi civili innocenti sono già morti e questo conflitto non può che aumentare la radicalizzazione e l'estremismo in tutta la regione".
    Mentre Guterres dettava agli organi di informazione questa poche scarne dichiarazioni, proseguivano a ritmo incessante i raid israeliani sulla striscia di Gaza e i lanci di razzi
    di Hamas contro gli israeliani, in una esclation militare senza fine. Non lascia speranze di azioni diplomatiche l'intervento del premier Benyamin Netanyahu. "Ho detto che avremmo fatto pagare un prezzo molto alto ad Hamas.
    Lo facciamo e continueremo a farlo con grande intensità. L'ultima parola non è stata detta e questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario", La comunità internazionale, malgrado gli appelli alla de-escalation e qualche timido tentativo di mediazione, sembra assistere impotente. E quello che giunge dall'Onu è un debole segnale per un ancor più debole ruolo dell'Onu nella storia di tutti i conflitti moderni.
    Non basterebbero 1000 pagine per dimostrarlo. Dalla strage di Sbrenica a quelle in Kosovo, all'intero conflitto nei Balcani, alle tante guerre africane, mediorientali,
    asiatiche, sudamericane. La verità è che l'Onu andrebbe riformata e gli andrebbero tolti i troppi veti incrociati che ne impediscono un efficace funzionamento nella risoluzione dei conflitti contemporanei.
    3 min
  • Luana, l'orditorio manomesso dall'azienda | Il Corsivo
    Una cosa è certa. il 3 maggio scorso, Luana D'Orazio lavorava su macchinari manipolati. Il perito della Procura di Prato che sta indagando sull'incidente ha stabilito che la sicurezza dell'orditoio "gemello", cioè identico a quello che ha travolto e ucciso Luana , era stato visibilmente taroccato. Non solo. Nel contratto da apprendista firmato dalla ragazza erano indicate solo funzioni di catalogazione e non direttamente operative sui macchinari. Dunque Luana era stata assunta con una qualifica che non prevedeva mansioni diverse da quelle appunto di una apprendista. Invece i datori di lavoro di Luana, la titolare dell'azienda di orditura Oste di Montemurlo, Luana Coppini, e l’addetto alla manutenzione del macchinario, Mario Cusimano, l'hanno impiegata in sostituzione di personale specializzato senza alcuna sicurezza, e ora sono indagati dai magistrati di Prato per omicidio colposo e per il reato di “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”.
    Secondo la procura di Prato guidata da Giuseppe Nicolosi la tragedia non si sarebbe infatti consumata se nell'azienda fossero state prese idonee precauzioni. Le accuse principali riguardano la saracinesca di protezione, una sorta di cancello che impedisce all’operaio di avvicinarsi eccessivamente ma che al momento del primo sopralluogo è stato trovato alzato.
    I temi della sicurezza e dei controlli rimangono, soprattutto nelle migliaia di capannoni di piccole aziende che non applicano le leggi e dove vivono parte del loro tempo e del loro lavoro tante giovani Luana.
    3 min
  • Luana, l'orditorio manomesso dall'azienda | Il Corsivo
    Una cosa è certa. il 3 maggio scorso, Luana D'Orazio lavorava su macchinari manipolati. Il perito della Procura di Prato che sta indagando sull'incidente ha stabilito che la sicurezza dell'orditoio "gemello", cioè identico a quello che ha travolto e ucciso Luana , era stato visibilmente taroccato. Non solo. Nel contratto da apprendista firmato dalla ragazza erano indicate solo funzioni di catalogazione e non direttamente operative sui macchinari. Dunque Luana era stata assunta con una qualifica che non prevedeva mansioni diverse da quelle appunto di una apprendista. Invece i datori di lavoro di Luana, la titolare dell'azienda di orditura Oste di Montemurlo, Luana Coppini, e l’addetto alla manutenzione del macchinario, Mario Cusimano, l'hanno impiegata in sostituzione di personale specializzato senza alcuna sicurezza, e ora sono indagati dai magistrati di Prato per omicidio colposo e per il reato di “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”.
    Secondo la procura di Prato guidata da Giuseppe Nicolosi la tragedia non si sarebbe infatti consumata se nell'azienda fossero state prese idonee precauzioni. Le accuse principali riguardano la saracinesca di protezione, una sorta di cancello che impedisce all’operaio di avvicinarsi eccessivamente ma che al momento del primo sopralluogo è stato trovato alzato.
    I temi della sicurezza e dei controlli rimangono, soprattutto nelle migliaia di capannoni di piccole aziende che non applicano le leggi e dove vivono parte del loro tempo e del loro lavoro tante giovani Luana.
    3 min
  • La debolezza dell'Onu sulla guerra tra Israele e Hamas | 15/05/2021 | Il corsivo
    Un appello alla fine del conflitto tra Israele e Hamas è giunto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
    "In segno di rispetto per lo spirito di Eid, chiedo un'immediata cessazione delle ostilità a Gaza e in Israele. "Troppi civili innocenti sono già morti e questo conflitto non può che aumentare la radicalizzazione e l'estremismo in tutta la regione"
    Mentre Guterres dettava agli organi di informazione questa poche scarne dichiarazioni, proseguivano a ritmo incessante i raid israeliani sulla striscia di Gaza e i lanci di razzi
    di Hamas contro gli israeliani, in una esclation militare senza fine. Non lascia speranze di azioni diplomatiche l'intervento del premier Benyamin Netanyahu. "Ho detto che avremmo fatto pagare un prezzo molto alto ad Hamas.
    Lo facciamo e continueremo a farlo con grande intensità. L'ultima parola non è stata detta e questa operazione proseguirà per tutto il tempo necessario", La comunità internazionale, malgrado gli appelli alla de-escalation e qualche timido tentativo di mediazione, sembra assistere impotente. E quello che giunge dall'Onu è un debole segnale per un ancor più debole ruolo dell'Onu nella storia di tutti i conflitti moderni.
    Non basterebbero 1000 pagine per dimostrarlo. Dalla strage di Sbrenica a quelle in Kosovo, all'intero conflitto nei Balcani, alle tante guerre africane, mediorientali,
    asiatiche, sudamericane. La verità è che l'Onu andrebbe riformata e gli andrebbero tolti i troppi veti incrociati che ne impediscono un efficace funzionamento nella risoluzione dei conflitti contemporanei.
    3 min
  • Luana, l'orditorio manomesso dall'azienda | 14/05/2021 | Il corsivo
    Una cosa è certa. il 3 maggio scorso, Luana D'Orazio lavorava su macchinari manipolati. Il perito della Procura di Prato che sta indagando sull'incidente ha stabilito che la sicurezza dell'orditoio "gemello", cioè identico a quello che ha travolto e ucciso Luana , era stato visibilmente taroccato. Non solo.
    Nel contratto da apprendista firmato dalla ragazza erano indicate solo funzioni di catalogazione e non direttamente operative sui macchinari. Dunque Luana era stata assunta con una qualifica che non prevedeva mansioni diverse da quelle appunto di una apprendista. Invece i datori di lavoro di Luana, la titolare dell'azienda di orditura Oste di Montemurlo, Luana Coppini, e l’addetto alla manutenzione del macchinario, Mario Cusimano, l'hanno impiegata in sostituzione di personale specializzato senza alcuna sicurezza, e ora sono indagati dai magistrati di Prato per omicidio colposo e per il reato di “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”.
    Secondo la procura di Prato guidata da Giuseppe Nicolosi la tragedia non si sarebbe infatti consumata se nell'azienda fossero state prese idonee precauzioni. Le accuse principali riguardano la saracinesca di protezione, una sorta di cancello che impedisce all’operaio di avvicinarsi eccessivamente ma che al momento
    del primo sopralluogo è stato trovato alzato.
    I temi della sicurezza e dei controlli rimangono, soprattutto nelle migliaia di capannoni di piccole aziende che non applicano le leggi e dove vivono parte del loro tempo e del loro lavoro tante giovani Luana
    3 min
  • Una guerra infinita tra Israele e Hamas | Il Corsivo
    I morti tra la popolazione civile ormai non si contano e la guerra tra Israele e i palestinesi è infinita, e pare senza uno spiraglio di pace possibile e senza interventi esterni.
    Sta di fatto che Israele ha sferrato il più imponente attacco contro la striscia di Gaza dal 2014, schierando i riservisti e ogni tipo di mezzo militare, prendendo di mira anche le case di alti esponenti di Hamas. D'altro canto Jihad islamica e Hamas hanno lanciato da lunedì scorso oltre mille razzi, numerosi intercettati dal sistema di difesa israeliano.
    Tutti gli appelli giunti fin qui non hanno dato un esito risolutivo. Biden ha chiesto di risparmiare i civili, ma il bilancio dei morti e feriti pesa a dismisura a sfavore della popolazione non belligerante. L'inviato delle Nazioni Unite per la pace in Medio Oriente Tor Wennesland ha lanciato alle parti in conflitto un monito che al momento sembra destinato a restare inascoltato: si sta andando "verso una guerra su vasta scala". Stessa cosa ha fatto l'Unione Europea, ma nessuno ha avuto il coraggio di intervenire.
    Ed è questo fragoroso silenzio ciò che più impressiona gli analisti più attenti di cose mediorientali. Il grandi del mondo pensano a curare i malanni propri e la guerra su vasta scala prospettata dall'Onu è qualcosa di più di una semplice evenienza, con conseguenze imprevedibili sul piano geopolitico e militare.
    2 min
  • Una guerra infinita tra Israele e Hamas | Il Corsivo
    I morti tra la popolazione civile ormai non si contano e la guerra tra Israele e i palestinesi è infinita, e pare senza uno spiraglio di pace possibile e senza interventi esterni.
    Sta di fatto che Israele ha sferrato il più imponente attacco contro la striscia di Gaza dal 2014, schierando i riservisti e ogni tipo di mezzo militare, prendendo di mira anche le case di alti esponenti di Hamas. D'altro canto Jihad islamica e Hamas hanno lanciato da lunedì scorso oltre mille razzi, numerosi intercettati dal sistema di difesa israeliano.
    Tutti gli appelli giunti fin qui non hanno dato un esito risolutivo. Biden ha chiesto di risparmiare i civili, ma il bilancio dei morti e feriti pesa a dismisura a sfavore della popolazione non belligerante. L'inviato delle Nazioni Unite per la pace in Medio Oriente Tor Wennesland ha lanciato alle parti in conflitto un monito che al momento sembra destinato a restare inascoltato: si sta andando "verso una guerra su vasta scala". Stessa cosa ha fatto l'Unione Europea, ma nessuno ha avuto il coraggio di intervenire.
    Ed è questo fragoroso silenzio ciò che più impressiona gli analisti più attenti di cose mediorientali. Il grandi del mondo pensano a curare i malanni propri e la guerra su vasta scala prospettata dall'Onu è qualcosa di più di una semplice evenienza, con conseguenze imprevedibili sul piano geopolitico e militare.
    2 min
  • La guerra dei pescherecci | Il Corsivo
    Cosa si cela di così importante nella acredine contro i nostri pescherecci?
    Il peschereccio 'Michele Giacalone', partito da Mazara del Vallo e giunto a est di Cipro, è stato bersagliato da pietre lanciate da almeno 10 piccole imbarcazioni turche e poi speronato. Il 3 maggio l'abbordaggio era avvenuto invece a circa 40 miglia di Bengasi, e aveva preso di mira sempre il "Michele Giacalone" insieme con altri 7 pescherecci, tra cui l'Aliseo, qualche giorno dopo mitragliato da 35 miglia da Misurata. "L'Unione Europea ci dica, una volta e per tutte, dove dobbiamo andare a pescare", si chiede sconsolato l'armatore Luciano Giacalone. E non ha tutti i torti. I pescatori rivendicano il diritto di lavorare in sicurezza, senza essere colpiti da pietre o peggio ancora da colpi di mitraglia.
    Le regole ci sarebbero e non ammetterebbero interpretazioni. I nostri pescherecci possono calare le reti nelle acque internazionali, ma le delimitazioni dei loro contorni non sembrano applicate da numerosi paesi che si affacciano nel Mediterraneo. Il "Sangiorgio I" si trovava in acque internazionali davanti la Siria, quando è stato attaccato dai turchi. Gli hanno detto che non si doveva più pescare lì. E' intervenuta una nave militare turca e poi un elicottero italiano. Ci sono stati attimi di tensione ma poi per fortuna tutto si è risolto senza conseguenze. Il problema ora è che, senza un intervento decisivo dell'Unione Europea, prima o poi la situazione potrebbe degenerare in una vera e propria guerra.
    2 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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