Il Corsivo

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  • G20: un accordo a metà | Il Corsivo
    Cinque pagine e sedici principi che, almeno sulla carta, dovrebbero cambiare l'approccio dei grandi del mondo nella lotta alla pandemia. Si presenta così la "Dichiarazione di Roma" del G20, nata nel vertice "Global Health Summit" di Villa Pamphilij.
    C'è la consapevolezza che la crisi globale non è terminata e che bisogna agire in fretta, come ci hanno ricordato Mario Draghi e Ursula Von de Leyen. C'è la cooperazione multilaterale e le tante azioni per prevenire future crisi sanitarie mondiali.
    C'è l'Act Accelerator per la produzione e l'accesso equo a nuovi sistemi diagnostici, terapeutici e ai vaccini. Ci sarebbe anche un accordo di massima, ma sul punto centrale della liberalizzazione dei brevetti in mezzo ad una pandemia epocale le visioni sono distanti. Solo un esempio che vale per tutti.
    "Una proposta è quella di introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19. Ma questa proposta non garantisce che i Paesi a basso reddito siano effettivamente in grado di produrre i propri vaccini. Dobbiamo sostenerli finanziariamente e con competenze specializzate", ha spiegato Draghi. "Non ci dev'essere nessun tabù ogni volta che la proprietà intellettuale è un ostacolo dobbiamo dare una risposta. Se le conclusioni del G20, implicheranno l'uso di nuove misure in materia di proprietà intellettuale le sosterrò", ha detto il presidente francese Emanuel Macron.
    Sono scritti buoni propositi, manca però uno sguardo inedito del mondo, un progetto lungo, magari una critica alla globalizzazione, qualcosa che possa riempire finalmente quell'immensa scatola vuota chiamata "sviluppo sostenibile", o meglio una nuova visione dell'economia globale, di cui tutti parlano, ma che nessuno sa al momento applicare.
    3 min
  • Il controllo dei servizi spetta all'opposizione | Il Corsivo
    Ci sono sigle che non fanno parte del cosiddetto mainstream ma rappresentano i centri vitali del funzionamento dello Stato. Chi controlla sul piano parlamentare le attività dei servizi segreti? Il Sistema di informazione per la sicurezza è sottoposto al controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR). Il Comitato presenta una relazione annuale al Parlamento per riferire sull’attività svolta e per formulare proposte o segnalazioni su questioni di propria competenza. Nel corso dell’anno può anche trasmettere informative e relazioni urgenti alle Camere. In pratica si tratta di organo bicamerale composto da 5 senatori e 5 deputati scelti in maniera tale da garantire comunque la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni. Il Comitato è sempre stato presieduto da un esponente dell'opposizione, ma dall'insediamento del Governo di Mario Draghi non è accaduto. Qui sta il problema: chi controlla i controllori? Per questo ieri, dopo un lungo braccio di ferro, il bubbone è scoppiato con le dimissioni dei leghisti Raffaele Volpi e Paolo Arrigoni dal Comitato. La decisione leghista è arrivata poco dopo quella di M5s e Pd che hanno abbandonato i lavori del Copasir. Tutti d'accordo? Non proprio. Sulle questioni legate alla sicurezza sono scivolati vari Governi nel passato. Ora Lega e Fratelli d'Italia si contendo la presidenza, ma il Carroccio fa parte della maggioranza e Fratelli d'Italia sta all'opposizione, quindi spetterebbe di diritto al partito di Giorgia Meloni. L'appello di 40 docenti di diritto costituzionale è rimasto inascoltato. Forse sarebbe bene ripristinare ciò che prevede la legge 124 del 2007 e provvedere a formare un nuovo Comitato. per il bene del Paese.
    3 min
  • Il vitalizio ai corrotti | Il Corsivo
    Alla fine l'ex Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ce l'ha fatta con il sostegno di Lega e Forza Italia. Il Senato ha confermato anche in appello la sentenza che in primo grado aveva restituito l'assegno a Roberto Formigoni, nonostante la condanna definitiva per tangenti. Lo ha deciso il consiglio di garanzia del Senato, cioè l’organo di secondo grado che decide le controversie
    interne a Palazzo Madama. In pratica il tribunalino interno del Senato ha confermato la sentenza della commissione Contenziosa, che il 13 aprile aveva restituito il vitalizio a Formigoni. La decisione è passata per tre voti a due. Hanno votato per il ripristino dell'assegno il berlusconiano Luigi Vitali, che presidente la commissione, e i leghisti Pasquale Sepe e Ugo Grassi (ex M5s). Contrari Alberto Balboni di Fratelli d’Italia e Valeria Valente del Pd. Con questa decisione viene cancellata di fatto la delibera con cui l'ex Presidente del Senato Pietro Grasso, nel 2016, aveva eliminato il privilegio per i senatori condannati a pene detentive superiori ai due anni di carcere.
    Non è un bel segnale a quanti credono ancora nella legalità e ha ragione l'ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte quando afferma che non è un messaggio positivo per la gente onesta. Si tratta infatti di una scelta che mina alla radice il già complicato rapporto tra istituzioni e cittadini.
    2 min
  • Il richiamo di Figliuolo alle Regioni | Il Corsivo
    Il corsivo di Daniele Biacchessi
    Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di richiamare all'ordine le Regioni. "Basta propaganda, vaccinate fragili e over 60 altrimenti qui non ne usciamo più", ha detto il commissario Figliuolo. Il richiamo è doveroso, perché a fronte di una straordinaria accelerazione del piano vaccinale impresso dalla struttura guidata da Figliuolo, non tutte le Regioni hanno impresso la stessa marcia. Non solo. Si registra una corsa a vaccinare i più giovani, mentre in varie parti d'Italia ci si dimentica ancora una volta degli anziani. E la verità sta sempre nei numeri. Tra gli over 80 più del 90% ha ricevuto la prima dose e tra i settantenni siamo al 78% (ancora un milione quelli da raggiungere), ma la percentuale di sessantenni vaccinati almeno con la prima somministrazione cala al 60%, ben poco.
    Nella sostanza, il commissario manda a dire ai presidenti di Regione di fare meno propaganda politica con gli annunci sulla vaccinazione estesa ad ogni fascia di età, e di rimanere stretti nel loro mandato: proseguire con il piano e fare bene comune.
    2 min
  • Il richiamo di Figliuolo alle Regioni | 19/05/2021 | Il corsivo
    Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di richiamare all'ordine le Regioni. "Basta propaganda, vaccinate fragili e over 60 altrimenti qui non ne usciamo più", ha detto il commissario Figliuolo. Il richiamo è doveroso, perché a fronte di una straordinaria accelerazione del piano vaccinale impresso dalla struttura guidata da Figliuolo, non tutte le Regioni hanno impresso la stessa marcia. Non solo. Si registra una corsa a vaccinare i più giovani, mentre in varie parti d'Italia ci si dimentica ancora una volta degli anziani. E la verità sta sempre nei numeri.
    Tra gli over 80 più del 90% ha ricevuto la prima dose e tra i settantenni siamo al 78% (ancora un milione quelli da raggiungere), ma la percentuale di sessantenni vaccinati almeno con la prima somministrazione cala al 60%, ben poco.
    Nella sostanza, il commissario manda a dire ai presidenti di Regione di fare meno propaganda politica con gli annunci sulla vaccinazione estesa ad ogni fascia di età, e di rimanere stretti nel loro mandato: proseguire con il piano e fare bene comune
    2 min
  • Covid, l'allentamento delle misure | Il Corsivo
    Dopo un lungo braccio di ferro all'interno della maggioranza, il Governo prende atto del miglioramento della situazione sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 e sceglie la via dell'allentamento sostanziale delle misure restrittive. A sciogliere i nodi scoperti è in primis l'accelerazione del piano vaccinale che scivola di ora in ora verso i 30 milioni di italiani vaccinati almeno con la prima dose. Un peso determinante hanno avuto il netto calo dei contagi, dei morti, l'abbassamento sotto la soglia di allarme dell'incidenza delle terapie intensive, l'allentamento generale sul sistema ospedaliero. Non è stato facile per il presidente del Consiglio Mario draghi mediare le posizioni aperturiste della lega e in parte di forza Italia con il maggior rigorismo del Pd, del M5s e di Leu. Un punto di equilibrio più o meno si è trovato, ma è di carattere tecnico, mentre la vera grande questione delle riforme divide ancora i due schieramenti. Salvini conferma lo strappo dei giorni scorsi.
    Per i Dem, l'agenda delle riforme alla quale è chiamato il governo è dettata dal principio che sta alla base del Recovery Fund: risorse in cambio di un cronoprogramma rigido da rispettare. In caso contrario il flusso di fondi europei può arrestarsi. Lo schema è ben chiaro anche al capo del governo che sulle riforme previste dal Recovery non ha alcuna intenzione di rallentare.
    E saranno proprio le riforme il vero banco di prove di questa fragilissima maggioranza.
    2 min
  • Covid, l'allentamento delle misure | Il Corsivo
    Dopo un lungo braccio di ferro all'interno della maggioranza, il Governo prende atto del miglioramento della situazione sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 e sceglie la via dell'allentamento sostanziale delle misure restrittive. A sciogliere i nodi scoperti è in primis l'accelerazione del piano vaccinale che scivola di ora in ora verso i 30 milioni di italiani vaccinati almeno con la prima dose. Un peso determinante hanno avuto il netto calo dei contagi, dei morti, l'abbassamento sotto la soglia di allarme dell'incidenza delle terapie intensive, l'allentamento generale sul sistema ospedaliero. Non è stato facile per il presidente del Consiglio Mario draghi mediare le posizioni aperturiste della lega e in parte di forza Italia con il maggior rigorismo del Pd, del M5s e di Leu. Un punto di equilibrio più o meno si è trovato, ma è di carattere tecnico, mentre la vera grande questione delle riforme divide ancora i due schieramenti. Salvini conferma lo strappo dei giorni scorsi.
    Per i Dem, l'agenda delle riforme alla quale è chiamato il governo è dettata dal principio che sta alla base del Recovery Fund: risorse in cambio di un cronoprogramma rigido da rispettare. In caso contrario il flusso di fondi europei può arrestarsi. Lo schema è ben chiaro anche al capo del governo che sulle riforme previste dal Recovery non ha alcuna intenzione di rallentare.
    E saranno proprio le riforme il vero banco di prove di questa fragilissima maggioranza.
    2 min
  • Covid, l'allentamento delle misure | 18/05/2021 | Il corsivo
    Dopo un lungo braccio di ferro all'interno della maggioranza, il Governo prende atto del miglioramento della situazione sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 e sceglie la via dell'allentamento sostanziale delle misure restrittive.
    A sciogliere i nodi scoperti è in primis l'accelerazione del piano vaccinale che scivola di ora in ora verso i 30 milioni di italiani vaccinati almeno con la prima dose. Un peso determinante hanno avuto il netto calo dei contagi, dei morti, l'abbassamento sotto la soglia di allarme dell'incidenza delle terapie intensive, l'allentamento
    generale sul sistema ospedaliero. Non è stato facile per il presidente del Consiglio Mario draghi mediare le posizioni aperturiste della lega e in parte di forza Italia con il maggior
    rigorismo del Pd, del M5s e di Leu.
    Un punto di equilibrio più o meno si è trovato, ma è di carattere tecnico, mentre la vera grande questione delle riforme divide ancora i due schieramenti. Salvini conferma lo strappo dei giorni scorsi.
    Per i Dem, l'agenda delle riforme alla quale è chiamato il governo è dettata dal principio che sta alla base del Recovery Fund: risorse in cambio di un cronoprogramma rigido da rispettare. In caso contrario il flusso di fondi europei può arrestarsi. Lo schema è ben chiaro anche al capo del governo che sulle riforme previste dal Recovery non ha alcuna intenzione di rallentare. E saranno proprio le riforme il vero banco di prove di questa fragilissima maggioranza
    2 min
  • I flebili appelli alla pace in Medio Oriente | Il Corsivo
    Le ore passano e in poco tempo quella tra Israele e Hamas si trasforma sempre più in una guerra ad alta intensità, in grado di destabilizzare l'intera area mediorientale e aprire nuovi varchi all'estremismo. I numerosi appelli alla pace risultano flebili ed inefficaci, perché non sono accompagnati da un reale sforzo che possa raggiungere almeno una tregua temporanea.
    Ieri Papa Francesco ha fatto appello alla calma, e si è rivolto a chi ne ha la responsabilità di far cessare il frastuono delle armi, di percorrere l'avvio della pace, anche con l'aiuto della comunità internazionale. L'Onu resta ancorato ai meri comunicati ufficiali che chiedono il cessate il fuoco, nulla di più. C'è una diplomazia
    sotterranea che va verificata sul campo, più che nelle buone intenzioni di facciata. Domani, ad esempio, l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, ha convocato un vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell'Ue sulla situazione mediorientale.
    Gli attori principali, Stati Uniti e Russia, sembrano recalcitranti nel prendere le redini della situazione, promuovendo magari una trattativa chiara, alla luce del sole. Così la situazione militare si evolve al peggio, a discapito della popolazione civile che continua a subire perdite sempre più gravi.
    2 min
  • I flebili appelli alla pace in Medio Oriente | Il Corsivo
    Le ore passano e in poco tempo quella tra Israele e Hamas si trasforma sempre più in una guerra ad alta intensità, in grado di destabilizzare l'intera area mediorientale e aprire nuovi varchi all'estremismo. I numerosi appelli alla pace risultano flebili ed inefficaci, perché non sono accompagnati da un reale sforzo che possa raggiungere almeno una tregua temporanea.
    Ieri Papa Francesco ha fatto appello alla calma, e si è rivolto a chi ne ha la responsabilità di far cessare il frastuono delle armi, di percorrere l'avvio della pace, anche con l'aiuto della comunità internazionale. L'Onu resta ancorato ai meri comunicati ufficiali che chiedono il cessate il fuoco, nulla di più. C'è una diplomazia
    sotterranea che va verificata sul campo, più che nelle buone intenzioni di facciata. Domani, ad esempio, l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, ha convocato un vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell'Ue sulla situazione mediorientale.
    Gli attori principali, Stati Uniti e Russia, sembrano recalcitranti nel prendere le redini della situazione, promuovendo magari una trattativa chiara, alla luce del sole. Così la situazione militare si evolve al peggio, a discapito della popolazione civile che continua a subire perdite sempre più gravi.
    2 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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