Il Corsivo

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  • Israele avvia l'attacco di terra nel Libano Meridionale   | 1/10/2024 | Il Corsivo
    Israele avvia l'attacco di terra nel Libano Meridionale  
    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avvia operazioni di terra in Libano, seppur limitate, come sostengono fonti americane, ma le immagini diffuse dalla rete televisiva Cnn e riprese dai satelliti non ammettono altre interpretazioni: almeno un centinaio di carri armati e decine di blindati per trasportare truppe di terra sono dislocati al confine con il Libano. E la televisione israeliana Kan parla di tank già entrati in Libano, dove sono anche in corso raid aerei e massicci attacchi di artiglieria contro postazioni di Hezbollah nel villaggio di confine di Wazzani, vicino a Ghajar, e nell'area intorno a Khiam. Per il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, si tratta di operazioni limitate incentrate sulle infrastrutture di Hezbollah vicino alla frontiera, ma ogni minuto che passa lo stato di massima tensione si alza e la situazione è nei fatti già sfuggita al controllo delle Nazioni Unite, secondo cui le forze di peacekeeping in Libano non sono in grado di effettuare pattugliamenti a causa dell'intensità degli attacchi israeliani e dei razzi di Hezbollah diretti contro Israele. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è contro "qualsiasi" invasione di terra in Libano da parte di Israele. Il portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric, ribadisce che le Nazioni Unite "non vogliono vedere alcun tipo di invasione via terra". 
    Le reazioni internazionali.
    Il Presidente americano Joe Biden interviene poco dopo l’annuncio di un’invasione di terra in Libano: “Preferirei che si fermassero”. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot esorto Israele ad astenersi da qualsiasi azione terrestre e a cessare il fuoco, e Hezbollah a fare lo stesso. Il primo ministro britannico Keir Starmer ribadisce che chi è coinvolti nel conflitto dovrebbe fare un passo indietro rispetto all'orlo del baratro e sottolineando che il sostegno del Regno Unito al diritto di Israele all'autodifesa è ferreo, ma che solo un cessate il fuoco può ripristinare stabilità e sicurezza nella regione. Secondo il leader turco Erdogan, "la comunità internazionale non può più restare in silenzio davanti alla brutalità di Israele che incendia tutta la regione". Dunque, almeno sulla carta, tutti si dicono contrari ad un invasione israeliana in Libano, ma nessuno fa nulla per evitarla. E Netanyahu prosegue il suo folle progetto che incendia l'area a Gaza, West Bank, Libano, Yemen e trasforma il conflitto locale in una guerra mondiale.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage | 30/09/2024 | Il Corsivo
    Marzabotto, le scuse ufficiali tedesche ottant'anni dopo la strage.
    Ci sono voluti ottant'anni per ottenere le scuse ufficiali della Germania per l'eccidio nazifascista di Marzabotto- Montesole. La partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente tedesco Frank Walter Steinmeier non è stata solo una visita seppur formale nel luogo della strage, ma anche un pellegrinaggio laico per mai dimenticare. “A nome del mio Paese vi chiedo perdono, provo dolore e vergogna”, scandisce Steinmeier. Tutti si alzano in piedi e applaudono. “I fantasmi della storia non hanno lasciato la storia. Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l’antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ricorda il presidente Mattarella. E davanti ai due Capi dello Stato ci sono migliaia di persone. Molti sono giovani, altri giovanissimi, e altri ancora sono i pochi sopravvissuti rimasti. Franco Lanzarini ha oggi 87 anni. “Ci misero al muro tre volte. Avevo sette e anni e mezzo e stavo davanti al plotone di esecuzione”, ricorda Lanzarini.
    Una strage contro civili inermi.
    Nella zona di Monte Sole sono in corso da mesi le azioni clandestine del gruppo partigiano Stella Rossa. Il feldmaresciallo Albert Kesselring organizza la sua risposta militare. Capo dell’operazione è Walter Reder. La mattina del 29 settembre 1944, prima di muovere all’attacco dei partigiani, quattro reparti delle truppe naziste accerchiano una vasta area di territorio compresa tra le valli dei fiumi Setta e Reno. Dalle frazioni di Panico, Vado, Quercia, Grizzana, Pioppe le truppe si muovono all’assalto di abitazioni, cascine, scuole. Nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione impaurita si rifugia nella chiesa. Prima tocca a don Ubaldo Marchioni, ai vecchi, alle donne, ai bambini. Poi i criminali si spostano nel cimitero. La loro mitragliatrice colpisce e uccide centoquarantasette persone, tra le quali cinquanta giovanissimi. E la strage è solo all’inizio. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare viene setacciato dai soldati nazisti. Dopo sei giorni di rastrellamenti e violenze 775 persone perdono la vita. Accadeva 80 anni fa e il fascismoe il nazismo sono ancora presenti nelle società italiana e tedesca.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai
    Quel pasticciaccio brutto del voto del campo largo sul Cda della Rai.
    Ogni partito è andato per conto proprio nella votazione delicata sul nuovo cda della Rai. Il primo passo lo si è visto di primo mattino che ha determinato la fine dell’impasse dopo un lungo travaglio durato settimane e settimane. La maggioranza ha sostenuto la giornalista Federica Frangi in quota Fratelli d’Italia. Su Roberto Natale, proposto da Alleanza sinistra e verdi, si è invece realizzata la convergenza del M5s che ha mandato l’opposizione in pezzi, perché al contrario Partito democratico, Azione e Italia Viva hanno scelto di disertare l’emiciclo di Montecitorio, imboccando la strada aventiniana contro qualunque possibilità di negoziato. Il Senato ha eletto Antonio Marano (indicato dalla Lega) e Alessandro Di Majo (espressione del M5S). E, a completare il quadro, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha proposto alla presidenza del Consiglio dei ministri la nomina di Simona Agnes e Giampaolo Rossi nell’ambito del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini.
    Tra Giuseppe Conte e Elly Schlein posizioni divergenti.
    Il cda non è una poltrona. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte conferma il suo voto sulla vicenda Rai. "Chi non vuole occupare le poltrone in Rai dica ai suoi: uscite fuori dalla Rai e abbandonate le poltrone. La riforma della governance dell’azienda non si può fare in tempi rapidi. E nel frattempo cosa facciamo? Rimaniamo senza cda? ", ha spiegato Conte. La posizione della segretaria del Pd Elly Schlein è di tutt'altro tono. "La maggioranza ha chiarito che questo cda viene votato per durare tre anni. Vuol dire che, diversamente da quanto tutte le opposizioni hanno sostenuto, si rischia di rimandare al duemilamai la riforma necessaria della governance della Rai per renderla indipendente da politica e partiti", ha affermato la Schlein. Dunque si è persa l'occasione per affermare ciò che è scritto nel Media Freedom Act. La normativa chiede che finalmente la Rai sia indipendente dalla politica e dai partiti. Coraggio, abbiamo tempo fino all’8 agosto del 2025 per allinearci, anche perché è già in vigore in tutti i Paesi europei.
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    3 min
  • Israele continua a bombardare il Libano. Mezzo milioni di sfollati. L'azione di terra è vicina | 26/09/2024 | Il Corsivo
    Israele continua a bombardare il Libano. L'azione di terra è vicina.
    Non si ferma il conflitto tra Israele e Hezbollah nel sud del Libano. Il governo libanese ha aggiornato il bilancio delle vittime di mercoledì, che si aggiungono alle centinaia dei giorni precedenti: 51 morti, centinaia di feriti. Il capo dell’esercito israeliano ha detto ai soldati di prepararsi per un “possibile ingresso” in Libano. “Dobbiamo essere molto pronti a entrare in azione e invadere“, ha affermato il comandante delle Idf per il nord, il generale Uri Gordon. Anche il capo di Stato maggiore Herzi Halevi conferma l'opzione dell'invasione di terra. Il premier Benjamin Netanyahu ha dato il via libera ai colloqui con gli Usa per un cessate il fuoco temporaneo nel Paese: Washington, però, non parla direttamente con Hezbollah, quindi i contatti saranno indiretti attraverso i governo libanese, francese e di altri Paesi europei. Gli Stati Uniti esprimono preoccupazione per un allargamento del conflitto: “Una guerra su vasta scala in Medio Oriente è possibile, ma io credo ancora che si possa arrivare a un accordo che cambi tutta la regione”, ha detto Joe Biden. 
    Mezzo milioni di sfollati. 
    Secondo il ministero degli Esteri di Beirut gli sfollati “sono mezzo milione“. Per l’Onu il loro numero si aggira attorno ai novantamila. Rula Amin, portavoce per il Medioriente e il Nord Africa dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati ha riferito che migliaia di persone sono fuggite attraversando il confine con la Siria. Le famiglie arrivano in autobus e in auto, ma viaggiano anche a piedi. Folle di persone, molte delle quali sono donne, bambini piccoli e persino neonati, continuano ad attendere di poter entrare. Molti dovranno passare la notte all’aperto aspettando il loro turno. L'azione di terra sarà rivolta solo apparentemente contro i miliziani di Hezbollah, ma il vero obiettivo sono come sempre o civili, gli sfollati, in un  dramma senza fine e senza una soluzione almeno momentanea. 
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    3 min
  • Relazione dell’Inps: sistema a rischio squilibrio con età media a 64,2 anni | 25/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Relazione dell’Inps: sistema a rischio squilibrio con età media a 64,2 anni. 
    C'è un margine ristretto tra le promesse elettorali dei partiti e la realtà dei conti, e in mezzo ci stanno i numeri forniti dalla relazione dell'Inps che fotografa la realtà del sistema pensionistico, del mondo del lavoro e delle aspettative disattese delle persone. Con un'età media di chi va in pensione a 64,2 anni il sistema rischia lo squilibrio, se non i default. Ci sono più lavoratori attivi rispetto al 2019. Secondo l'Inps si sono registrati numerosi abusi del reddito di cittadinanza, tanto che sono state bloccate 266 mila domande. E c'è una incolmabile disparità fra le retribuzioni incassate dagli uomini e quelle delle donne, con il 35% in meno dell'assegno e la riduzione dell'importo nel cedolino dopo la nascita di un figlio: il 18% delle donne è a rischio uscita dal mercato del lavoro dopo la maternità. Nel 2023 i lavoratori iscritti all'Inps con almeno una settimana di contributi sono stati 26,6 milioni, oltre 1,08 milioni in più del 2019. Le settimane lavorate in media nel 2023 per ogni assicurato sono state 43,1 a fronte delle 42,9 medie del 2019. Hanno trainato l'aumento i dipendenti privati a tempo indeterminato mentre si sono ridotti gli autonomi. 
    Cala il potere d'acquisto.
    Aumenta il numero delle persone occupate ma non si rileva un incremento dei redditi e delle retribuzioni tale da compensare pienamente la perdita di potere d'acquisto conseguente alla recrudescenza del fenomeno inflattivo. Secondo l’Istituto si è registrato un aumento lordo dei salari del 6,8%, a fronte di un aumento dei prezzi attorno al 15-17%. L'aumento delle retribuzioni monetarie è del 10,4% netto tra il 2021 e il 2023 anche grazie agli interventi di decontribuzione. Le retribuzioni nel 2023 sono state pari a 25.789 euro lordi nell'anno. L'importo in media ha raggiunto i 39.176 euro per le persone impiegate a tempo pieno, tutto l'anno. 
    L'assegno dei pensionati
    Al 31 dicembre 2023 i pensionati erano circa 16,2 milioni, di cui 7,8 milioni di maschi e 8,4 milioni di femmine per un importo lordo complessivo delle pensioni erogate di 347 miliardi di euro. Inps chiarisce come il reddito medio da pensione per gli uomini sia superiore del 35% di quello delle donne.
    Il dramma dei giovani
    I giovani lavorano meno e guadagnano di meno. A fronte di una retribuzione media annua di fatto pari nel 2023 a quasi 26 mila euro per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati, esclusi lavoratori domestici e operai agricoli), gli under 30 guadagnano poco sopra i 14 mila euro: inoltre, in tale fascia d'età, i dipendenti pubblici guadagnano circa 6-7mila euro di più dei loro coetanei del settore privato. 
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    3 min
  • Alluvione in Emilia-Romagna. Il centrodestra attacca il centrosinistra, ma gli unici che scavano sono i cittadini | 24/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Alluvione in Emilia-Romagna. Il centrodestra attacca il centrosinistra.
    L'alluvione in Emilia-Romagna diviene oggetto di scontro nella campagna elettorale per le prossime regionali. L'ultima accusa del centrodestra al centrosinistra riguarda il cumulo di rami, tronchi e detriti che hanno ostruito il ponte ferroviario sul fiume Lamone, nel Comune di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna: si tratta con ogni probabilità di una delle principali cause dell’esondazione del fiume che ha colpito le zone vicine. “Non sono stati tolti i tronchi dai fiumi, non sono stati aperti gli archi dei ponti. Si sono rotti gli argini negli stessi punti dell’alluvione del 2023″, attacca Elena Ugolini, candidata del centrodestra. "In questi 54 anni da quando è nata la Regione non è stato fatto un piano di governo delle acque serio. A questo si aggiunge un finanziamento regionale temporaneamente stornato”, afferma la Ugolini. Il centrosinistra parla di sciacallaggio elettorale. La segretaria del Pd si reca nelle zone alluvionate, parla con i sindaci, visita alcune famiglie e imprese a Cotignola insieme al sindaco Federico Settembrini, al Presidente della Provincia di Ravenna de Pascale. Ma la storia del ponte ferroviario sul Lamone richiama invece tutti alle responsabilità: il commissario Figliuolo, il ministro dei Trasporti Salvini, Rfi e ovviamente la Regione. Già nel 2023, dopo la prima alluvione, una petizione di cittadini e comuni emiliano-romagnoli chiedeva la sostituzione dell’infrastruttura ferroviaria con un nuovo ponte rialzato completamente fuori dal fiume, eliminando così anche il pilone centrale. Questo per evitare il blocco del normale flusso del fiume e possibili inondazioni. Un anno dopo siamo ancora allo stesso punto. Nulla è accaduto. 
    Gli unici che scavano sono i cittadini e gli angeli del fango.
    Mentre va in scena lo scaricabarile istituzionale gli unici che scavano, puliscono le strade dalle macerie sono i cittadini, la protezione civile e gli angeli del fango, ragazzi arrivati da ogni parte d'Italia per dare una mano alle popolazioni colpite dall'alluvione. Sul web gira un video toccante. Ritrae una persona anziana con i vestiti sporchi di fango che ringrazia una cinquantina di giovani riuniti intorno a lui, accorsi in Romagna per fare il loro dovere di cittadini. Li abbraccia e li esorta ad andare avanti. Di questa solidarietà l'Emilia-Romagna ha bisogno. 
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    3 min
  • Tra Israele e Hezbollah è guerra totale. L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe | 23/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Tra Israele e Hezbollah è guerra totale.
    Prima l'attacco hacker degli agenti del Mossad contro la rete dei cerca persone, dei walkie talkie, dei pannelli solari utilizzati da Hezbollah. Poi i raid israeliani in Libano e la prevedibile vendetta dei miliziani con il lancio di centinaia di missili in gran parte intercettati e distrutti da Israele, che hanno però provocato danni nelle aree urbane a nord di Haifa. Tutto accade mentre l'esercito israeliano compie un'irruzione nella sede di Ramallah di Al Jazeera per notificare la chiusura della rete televisiva per 45 giorni. La mappa delle zone interessate dal conflitto è composta da migliaia di punti caldi, e tra Gaza, West Bank, sud del Libano, le zone non toccate da azioni sono pochissime. Un portavoce di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha affermato che il conflitto tra il gruppo militante e Israele è ora entrato in una "nuova fase" e ha confermato che continueranno gli attacchi fino a quando non ci sarà un cessate il fuoco nella guerra a Gaza. Benjamin Netanyahu va avanti. "Se Hezbollah non ha recepito il messaggio, vi prometto che lo recepirà", manda a dire il premier israeliano. Ormai la guerra è totale e gli esiti sono imprevedibili. 
    L'allarme dell'Onu: Medio Oriente sull'orlo della catastrofe. 
    Non è il primo allarme Onu, e purtroppo non sarà l'ultimo. "Il conflitto in Libano "rischia di diventare una nuova Gaza", afferma il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres durante l'assemblea generale. Rincara la dose la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano Jeanine Hennis-Plasschaert, che fotografa senza compromessi la fragilità del residuo equilibrio in quell’area sconvolta dai conflitti e dalle tensioni. “Con la regione sull’orlo di una catastrofe imminente, non si può dirlo abbastanza: non esiste una soluzione militare che renderà più sicure entrambe le parti” spiega la funzionaria dell’Onu. Le sue parole di buon senso saranno purtroppo donate al vento, come accaduto dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.  Nessuno sembra avere la forza e l'autorevolezza di cessare il conflitto. Certamente non gli Stati Uniti in piena campagna presidenziale. Sicuramente non l'Autorità palestinese depotenziata sul piano politico. Soprattutto non Egitto e Qatar impegnati da mesi in un impossibile negoziato tra le parte. Il futuro non è scritto, ma il peggio potrebbe ancora avvenire. 
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  • Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato | 20/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Alluvione in Emilia-Romagna: l'ennesimo disastro annunciato.
    L'Italia è una Repubblica fondata sulle alluvioni e sulle frane. L'alert meteorologico era chiaro almeno da lunedì 16 settembre pomeriggio. Ampie precipitazioni sarebbero cadute tra la mattina di martedì 17, mercoledì 18 e giovedi 19 settembre su Emilia Romagna e Marche, in particolare colpendo le stesse zone interessate dalle alluvioni del 2023.
    E' accaduto che le correnti instabili, ricche di umidità evaporata dalla superficie del mare ancora calda provengono da est e hanno investito direttamente la Romagna dove si sono determinate piogge forti e persistenti, anche a carattere di rovescio, soprattutto lungo la dorsale appenninica, divenendo via via meno intense nell’entroterra emiliano.
    I quantitativi di pioggia cumulata nelle prime 48 ore di durata dell’evento sono risultate particolarmente intense, con valori cumulati compresi tra 150 e 300 mm.
    Il dissesto idrogeologico e le risposte della politica.
    A fronte di un dissesto idrogeologico conclamato attraverso report di studi scientifici statali come quelli di Ispra e privati, di dossier dettagliati presentati da associazioni come Legambiente , la manutenzione del territorio viene vista dalla politica come un'emergenza, comunque un costo, una perdita, non come un investimento sulla bellezza del nostro Paese. 
    La fotografia dell'Italia scattata da Ispra e impietisa e non risparmia nessuno.
    L'ente ha censito, ad oggi, oltre 634.000 frane che rappresentano i 2/3 di quelle europee. 
    Il 94% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera, 1,3 milioni di abitanti sono a rischio frane e 6,8 milioni di abitanti a rischio alluvioni. 
    I finanziamenti per la Difesa del suolo.
    I soldi ci sarebbero, ma nel tempo dove sono finiti?
    Sono cospicui interventi di difesa del suolo finanziati con risorse di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal 1999 ad oggi. In ReNDiS, Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del suolo sono censiti attualmente circa 25.000 interventi per un totale di più di 17 miliardi di euro di finanziamenti.
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  • L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica | 19/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'asse Confindustria/Meloni prima della manovra economica.
La premier Giorgia Meloni partecipa all'assemblea annuale di Confindustria e con i datori di lavoro trova sintonia su molti punti che formeranno la nuova manovra economica del Governo.  Per  il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini,  l’Italia è chiamata a nuove scelte coraggiose e gli imprenditori sono pronti a fare la loro parte. Sì, ma quale parte? Confindustria apprezza la decisione dell'esecutivo di tenere la barra dritta sui conti pubblici. Orsini si aspetta che il nostro piano strutturale di bilancio includa quelle riforme e quegli investimenti che assolutamente necessari: serie politiche industriali e rilevanti incentivi agli investimenti, la risposta al post Pnrr. Confindustria avverte però il Governo: senza questi investimenti si rischia lo stallo, o peggio ancora il passo indietro. 
    Le proposte di Confindustria.
    Per Osini, le scelte del piano strutturale di bilancio non saranno essenziali solo per le transizioni, ma anche per gli investimenti nelle infrastrutture e nel potenziamento della logistica. Gli industriali sostengono sia necessario garantire migliori afflussi e sbocchi di merci del nostro sistema produttivo: verso l’Europa via terra e verso il mondo via mare, con visione e risorse che non possono che mirare oltre l’orizzonte del Pnrr.  Le soluzioni che Confindustria hanno tutte un costo alto: introdurre l’aliquota premiale sull’Ires per gli utili reinvestiti; abolire l’Irap per le società di capitali e non sostituirla con una sovra aliquota Ires; ripristinare l’Ace, da dove passa secondo Orsini la catena degli investimenti. Ma la coperta è corta. Lo ha fatto capire la premier Giorgia Meloni, lo ha ribadito nelle ultime settimane il ministro all'Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti. Sui conti che saranno presentati in inverno si misurerà l'amore sbocciato a fine estate tra Governo e imprenditori. 
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  • La sfida di Ursula ai sovranisti. Varata la nuova commissione: c'è Raffaele Fitto | 18/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La sfida di Ursula ai sovranisti. Varata la nuova commissione: c'è Raffaele Fitto.
    Ursula von der Leyen sfida i sovranisti con alcune mosse politiche che intendono innanzitutto compattare la sua nuova maggioranza uscita fuori dalle recenti elezioni europee (Popolari, socialisti, verdi e liberali), offrire una sponda ai Conservatori con la nomina di Raffaele Fitto di Fratelli d'Italia a vice presidente esecutivo come chiesto da Giorgia Meloni. La strategia della von der Leyen concentra il controllo politico sulla sua figura istituzionale, una sorta di cancelliere europeo che garantisce, con l'ausilio tecnico di Mario Draghi, una stabilità di forma e di sostanza. Le linee guida del nuovo collegio europeo sono dettate dal rapporto Draghi: competitività,  decarbonizzazione e digitalizzazione. Su questi tre punti si concentra l'attività dei commissari.
    La missione di Raffaele Fitto.
    Al di là del messaggio politico e dell'apertura di Ursula von der Leyen ai Conservatori, la missione di Raffaele Fitto è delicata e centrale. Fitto gestirà i fondi dei Pnrr insieme al lettone Valdis Dombrovskis, che avrà il portafoglio all’Economia ma non sarà più vicepresidente esecutivo.  “Realizzare le riforme e gli investimenti concordati stabiliti nei Pnrr dei Paesi Ue entro la scadenza del 2026 sarà una sfida significativa e richiede sforzi costanti da parte di tutti i Paesi e della Commissione", è l’indicazione contenuta nella lettera inviata da Von der Leyen al commissario italiano.
    Il ruolo decisivo di Mario Draghi.
    La vera mente ispiratrice di questa nuova Commissione resta Mario Draghi che ha presentato il suo rapporto davanti al Parlamento europeo. Draghi ha insistito sulla necessità di una forma di finanziamento emessa a livello comunitario. "Se ci si oppone alla costruzione di un vero mercato unico, all'integrazione del mercato dei capitali e all'emissione del debito comune, ci si oppone ai nostri obiettivi Ue", ha detto Draghi, secondo cui il debito comune, "non è per la spesa pubblica generale o per i sussidi", ma "per realizzare gli obiettivi fondamentali" per la nostra futura competitività. Qui si cimenterà il futuro europeo nei prossimi anni. 
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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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