Il Corsivo

Il Corsivo

By Giornale RadioNews
Download on the App Store

Il Corsivo episodes

  • Lo strano attentato contro Donald Trump | 17/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Lo strano attentato contro Donald Trump.
    Quello contro il candidato repubblicano Donald Trump è certamente uno strano attentato.  L'arma ritrovata nell'area dove si era nascosto Ryan Wesley Routh non era un fucile di alta precisione, anche con l'uso del mirino.  Il modello sequestrato dal Secret Service è un semiautomatico tipo Sks, erroneamente definito nelle prime ore dalla polizia come un modello simile all Ak-47, il Kalashnikov da guerra.  Ryan Routh ha circolato nell'area vicino al club di golf dell'ex presidente per 12 ore prima di essere affrontato da un agente del Secret Service.  Il fucile abbandonato da Ryan Routh aveva il numero di serie parzialmente abraso. 
    La dinamica del presunto attentato
    Erano circa le 13,31 quando un agente speciale assegnato alla sicurezza dell'ex presidente stava camminando lungo il perimetro del Trump International Golf Club, quando ha visto spuntare un fucile da una fila di alberi.  L'agente ha sparato in direzione del fucile. Un testimone ha visto un uomo, poi identificato come Routh, lasciare l'area, entrare in una Nissan e allontanarsi ad alta velocità.  Nell'area da cui Routh era scappato sono state trovate una camera digitale, due borse, incluso uno zaino, un fucile carico tipo Sks con mirino e una busta di plastica nera con dentro cibo. 
    Il procuratore: difficile provare che Routh mirava a Trump. 
    Secondo Dave Aronberg, procuratore statale di Palm Beach, Florida,  Routh potrebbe non essere incriminato per aver tentato di uccidere Donald Trump, o almeno potrebbe risultare difficile per la corte federale dimostrare che l'obiettivo era l'ex presidente. Questo perchè la distanza in cui si trovava Routh, al confine con il golf club di West Palm Beach, tra i trecento e i 450 metri da Trump, potrebbe essere considerata troppo alta per confermare l'ipotesi dell'assassinio. 
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini | 16/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Governo in difficoltà dopo la richiesta di condanna a sei anni di reclusione per Salvini.
    L'esecutivo guidato da Giorgia Meloni si trova alle prese con gli strascichi del caso Boccia/Sangiuliano, con le divisioni interne sui diritti civili come lo ius scholae, con l'opposizione dei socialisti, verdi e liberali europei contrari alla nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo, con un patto di stabilità i cui conti al momento non tornano. L'ultima grana è giudiziaria, e riguarda la richiesta dei pm di Palermo di sei anni di reclusione per Matteo Salvini nel processo Open Arms. Il ministro dei Trasporti e Infrastrutture e leader della Lega incassa la solidarietà della premier Giorgia Meloni, del suo partito e degli alleati, mostra i muscoli in tv ostentando sicurezza sui tempi lunghi della giustizia, chiama a raccolta i militanti della Lega ad una mobilitazione permanente da qui al 18 ottobre, quando si terrà il raduno tradizionale sul prato di Pontida.
    Il processo Open Arms e gli equilibri nel Governo e nella Lega.
    Il processo Open Arms vola verso le fasi finali del dibattimento. Dopo la richiesta dei pm a sei anni di carcere ci sarà l'arringa difensiva dell'avvocato Giulia Bongiorno che si preannuncia agguerrita. Comunque la sentenza arriverà entro l’anno. Una condanna, anche se in primo grado, metterebbe in difficoltà Salvini non solo nei rapporti con Meloni ma anche negli equilibri interni alla Lega. Una possibile richiesta di cambio al vertice potrebbe partire dalla base leghista, anche se non si intravede all'orizzonte un suo successore. Non a caso Salvini ha annunciato che il congresso federale, il primo da sette anni,  fissato entro l’anno, slitterà al 2025.  Nel frattempo sono stati designati due nuovi vicesegretari, il fedelissimo veneto Alberto Stefani e il luogotenente al Sud, Claudio Durigon, al posto di Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. La mossa lo rende protetto in vista di mesi complicati tra le beghe giudiziarie e l’ascesa di Roberto Vannacci, che la prossima settimana allestirà la sua prima kermesse personale, a Viterbo.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Israele non si ferma. Strage in una scuola: decine di morti, sei erano funzionari Onu | 13/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Israele non si ferma. Strage in una scuola: decine di morti, sei erano funzionari Onu.
    Le immagini dell'ultimo scempio del conflitto tra Israele e Hamas fanno rabbrividire anche il più duro fautore della guerra. Ci sono sei funzionari dell’Onu dell’Agenzia dei rifugiati tra le vittime, e un numero non ancora preciso tra morti e feriti del raid aereo su una scuola che ospita centinaia di donne e bambini nel campo profughi di Nuseirat. Come in un copione già visto, l'esercito israeliano afferma che tre dei sei membri dell'Onu erano in realtà militanti di Hamas. In realtà non ci sono prove provate, ma si prosegue con la tecnica delle stragi e dell'orrore. Tutto avviene mentre la Corte internazionale di giustizia dell'Aja respinge la richiesta del Sudafrica di prorogare la scadenza per la presentazione delle prove del presunto genocidio di Israele a Gaza. E il negoziato in corso va verso il sostanziale fallimento con Netanyahu che accusa Hamas di ostacolare lo svolgimento delle trattative.  
    Truppe speciali israeliane attaccano il sito militare di Masyaf.
    Le forze speciali israeliane hanno effettuato raid in presunti siti militari nella zona di Masyaf in Siria all’inizio di questa settimana: almeno 14 persone sarebbero state uccise, 43 ferite e diversi incendi sono scoppiati. Il centro di ricerca colpito a Masyaf è stato a lungo associato alla produzione di armi chimiche e missili di precisione da parte del regime siriano e delle forze iraniane. Se questa notizia fosse confermata, il conflitto già allargato al sud del Libano, all'Iran, si estenderebbe anche in Siria con l'utilizzo di armi batteriologiche vietate da tutte le convenzioni internazionali. La guerra di lunga durata continua e i segnali di pace sono inesistenti. 
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Trump attacca Abc dopo il duello tv con Harris. Sondaggi: ha vinto la candidata dem | 12/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Trump attacca Abc dopo il duello tv con Harris. 
    Donald Trump attacca la Abc dopo il faccia a faccia con Kamala Harris e si spinge a dire che si è trattato di un dibattito truccato, e che bisognerebbe togliere la licenza alla rete. Il candidato repubblicano si rifugia nel salotto comodo di Fox News per raccontare la sua verità sulla sua apparizione in tv. “Siccome ho vinto il dibattito, non so se voglio farne un altro”, ha detto rispondendo a Harris che gli ha proposto un nuovo duello tv per ottobre. Se mai dovesse esserci questa possibilità non vorrebbe Martha MacCallum e Bret Baier come moderatori: “Eravamo tre contro uno”. 
    Sondaggi: ha vinto la candidata dem.
    Per tutti i sondaggisti, il confronto è stato vinto da Kamala Harris: sempre all’attacco, capace di innervosire il suo rivale senza mai scomporsi. Secondo gli analisti americani Donald Trump è rimasto sulla difensiva: man mano che il duello tra i due candidati alle presidenziali del prossimo 5 novembre prendeva forma, Trump è apparso ingrugnato, irritato, arrabbiato, dimostrando di essere in difficoltà, ma sul piano della comunicazione Harris ha ancora molta strada da fare. Nella sua grossolanità, e spesso nello sfoderare fake nws come quelle su aborto e immigrati, Trump però risulta imbattibile nella retorica e nel populismo che piace ancora ai suoi elettori. Harris affascina con la forza dei contenuti, Trump parla ancora alla pancia del Paese. 
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    2 min
  • Verdi, liberali e socialisti europei contro la nomina di Fitto a vicepresidente esecutivo | 11/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Nessun vicepresidente esecutivo al gruppo Ecr, dunque a Raffaele Fitto. Verdi, liberali e socialisti europei  si schierano contro la eventuale scelta di Ursula von der Leyen di far rappresentare l'Italia da un esponente di spicco del governo a guida Giorgia Meloni. Non è una questione di lana caprina, ma un vero e proprio diktat della maggioranza uscita vincitrice alle recenti elezioni europee con Ecr all'opposizione. I tre gruppi, nella sostanza, avvertono Ursula von der Leyen che dare troppo spazio ai Conservatori può far venire meno il sostegno dei partiti che l’hanno votata.  La questione è tanto ingarbugliata e delicata che la von der Leyen ha rinviato la presentazione della nuova Commissione. 
    La posizione dei socialisti
    I Socialisti Ue elencano le aspettative del gruppo e – oltre al rispetto dell’equilibrio di genere e all’attenzione ai diritti sociali – chiedono “un’equa distribuzione delle posizioni di vicepresidente esecutivo che rifletta la maggioranza del Parlamento europeo“. 
    La linea dei Verdi
    Per i Verdi, Ursula von der Leyen è stata eletta a luglio solo perché ha ottenuto anche i voti degli ambientalisti e non quelli dell’estrema destra. "Ecco perché la Commissione non deve spostarsi improvvisamente a destra”, ha attaccato la co-presidente dei Greens, Terry Reintke. I Verdi sono stati decisivi nella elezione della von der Leyen: hanno dato  il loro sostegno in cambio di un ingresso permanente nella maggioranza.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    2 min
  • Kiev e Mosca aprono al piano di pace di Scholz. In Germania, il cancelliere è sempre più isolato | 10/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Kiev e Mosca aprono al piano di pace di Scholz. 
    Qualcosa si sta muovendo sul fronte diplomatico intorno al piano di pace relativo al conflitto tra Russia e Ucraina che ha in mente il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Da Mosca fanno sapere che la Russia non respinge in anticipo alcuna iniziativa per una fine dell’aggressione russa in Ucraina, ma che è necessario capire i contenuti della proposta. Dall'altra parte, l’ex ambasciatore ucraino in Germania, ora in Brasile, Andrij Melnik, incoraggia il leader tedesco ad aprire un canale con la Russia. E parla di “segnali” dal Cremlino per una mediazione di Brasile, Cina e India. L'idea di Scholz non è ancora formata nella sua completezza, ma solo il fatto che una potenza europea del calibro della Germania si muova intorno alla parola pace è un  segnale positivo. Però il cancelliere punta a una pace giusta, non dettata da Mosca all'Ucraina. 
    In Germania, il cancelliere è sempre più isolato.
    L'iniziativa di Scholz non trova grandi consensi in patria. La Cdu definisce l'ipotesi di Scholz un “finto negoziato" con la Russia che rischia di sfociare in un accordo imposto da Mosca. I centristi, alleati con socialdemocratici e liberali, accusano il cancelliere di agire in malafede, dopo che il governo ha dimezzato il suo sostegno all'Ucraina a 4 miliardi di euro nel 2024, rispetto ai quasi 7,5 miliardi del 2024. Basteranno le aperture di Kiev e Mosca per rendere più forte il piano di Scholz?
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    2 min
  • Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump | 09/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Martedì 10 il primo faccia a faccia tra Kamala Harris e Donald Trump
    Domani si capirà se la candidatura di Kamala Harris per i democratici potrà reggere all'urto del radicalismo di Donald Trump. E' il primo match televisivo dopo l'abbandono di Joe Biden alla corsa delle presidenziali del prossimo 5 novembre. ed è tanto più importante perché il sogno del presidente americano di essere confermato in un secondo mandato si era frantumato proprio davanti allo sguardo attonito di milioni di telespettatori.  Il dibattito può lanciare uno dei due candidati. Abc News, la rete che ospiterà il duello da Philadelphia, proprio in Pennsylvania, punterà sull'abilità di due moderatori esperti, David Muir e Linsey Davis, per mantenere il confronto sui binari della chiarezza dei contenuti. La strategia aggressiva di Trump sarà certamente la stessa di sempre, mentre la Harris dovrebbe concentrarsi sui punti del nuovo piano economico della possibile amministrazione democratica.
    L'incertezza dei sondaggi
    A poche ore dalla sfida più attesa della campagna elettorale americana, Harris ha il 52% di probabilità di vincere il 5 novembre, l'Election Day delle presidenziali. La media dei tre modelli predittivi le assegna 270 grandi elettori, il minimo richiesto per andare alla Casa Bianca, contro i 268 di Trump. Due soli grandi elettori di differenza, a meno di due mesi dal voto, sono niente. Il modello sviluppato da FiveThirtyEight, il sito americano che traccia tutti i sondaggi, assegna alla vicepresidente un vantaggio leggermente maggiore: il 55% di probabilità di farcela e 281 voti, mentre quello di The Economist solo il 50% e 270 grandi elettori. Quello elaborato dall'esperto di sondaggi Nate Silver ribalta tutto, dando a Trump addirittura il 61% di possibilità di spuntarla e 278 grandi elettori. 
     
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Il rimpasto di Zelensky non cambia le prospettive della guerra tra Russia e Ucraina | 05/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Ad uno ad uno se ne vanno gli uomini che hanno diretto la difesa ucraina contro l'invasione russa, sotto la direzione del presidente Zelensky. Il rimpasto del governo di Kiev colpisce una delle figure di punta, il ministro degli Esteri  Dmytro Kuleba, che ha rassegnato le dimissioni in una lettera rivolta al Parlamento. In una intervista alla Cnn Kuleba ha delineato la prospettiva della guerra: per gli ucraini sarà il terzo inverno di guerra, e la popolazione civile dovrà ancora convivere con i blackout, senza certezze nell’erogazione di luce e di riscaldamento, con un conflitto che obbliga la popolazione maschile a partire per il fronte, mentre aumenterà la pressione militare di Mosca sulle città, con nuovi bombardamenti. Il rimpasto voluto da Zelensky è dunque solo di facciata e mira essenzialmente a disegnare una nuova mappa del potere ucraino, più che a lanciare un'offensiva dagli esiti assolutamente insufficienti. 
    L'offensiva contro Kursk
    L’azione contro Kursk elimina nei fatti la possibilità di avviare un negoziato, per ottenere da Mosca un cessate il fuoco o un patto limitato a sospendere i bombardamenti sulle centrali elettriche. L'idea di mettere mano alla geografia politica ucraina nasce proprio dall’iniziativa sul territorio russo. L’operazione è stata diretta da Zelensky e dal comandante in capo, il generale Syrsky, che ha tenuto all’oscuro gli alleati e gran parte dei ministri. Alla Nbc, Zelensky ha infatti ammesso: "Neppure l’intelligence ucraina ne era a conoscenza, ho ridotto al massimo il circolo delle persone informate. Credo sia stato uno dei motivi per cui ha avuto successo. La prospettiva della guerra non cambia e nei prossimi mesi dovremmo abituarci ad una escalation sempre più aggressiva da parte di Putin. Il conflitto prosegue ad oltranza. La pace non è all'orizzonte. 
     
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Il ministro Sangiuliano non si dimette. Teso faccia a faccia con Meloni | 04/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    In una qualsiasi altra democrazia europea e internazionale, per molto meno di quello che emerge dal caso di Gennaro Sangiuliano, il ministro avrebbe già rassegnato le dimissioni. Invece il titolare della Cultura rimane al suo posto. La vicenda non riguarda la sfera personale, bensì l'immagine del Governo di Giorgia Meloni. Siamo a fine agosto e la dottoressa Maria Rosaria Boccia sul suo profilo social ringrazia Gennaro Sangiuliano per averla nominata consigliere per i grandi eventi del ministero.  Sangiuliano smentisce la nomina. La mossa scatena dubbi da parte dell'opposizione. Si scoprono una lunga serie di viaggi condivisi da Boccia e Sangiuliano. Iniziano a girare le foto che li riprendono insieme in numerose occasioni istituzionali. La premier Meloni vuole vederci chiaro e incontra Sangiuliano per due ore a Palazzo Chigi. 
     
    Boccia pubblica la mail del ministero: contatti per la nomina come consigliera.
    Il ministro prova a difendersi: assicura che nemmeno un caffè è stato pagato per viaggi e soggiorni con soldi del ministero. Ma nella notte giunge la conferma. Maria Rosaria Boccia aveva avuto un’interlocuzione diretta con il gabinetto del ministro Gennaro Sangiuliano per la sua nomina “a consigliere del ministro per i grandi eventi”. La lettera viene pubblicata dalla stessa Boccia sulla sua pagina Instagram. La mail è del 10 luglio e arriva da uno dei funzionari del gabinetto del Ministero. “Gentilissima dottoressa Boccia. Dando seguito a quanto anticipato poco fa, le allego i contatti miei e del mio collega per qualsiasi esigenza legata alla sua nomina quale consigliere del ministro per “I grandi eventi”, scrivono dal ministero . Non solo. Boccia rende pubblica oggi la registrazione della telefonata avvenuta con lo stesso funzionario qualche minuto prima a riprova che la donna era solita registrare le conversazioni private, anche all’insaputa dell’interlocutore. L'affare si ingarbuglia e il buon senso e la realpolitik consiglierebbe Meloni ad invitare Sangiuliano a farsi da parte. per il bene del Paese. 
     
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd. Scholz ad un bivio | 03/09/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La crisi economica tedesca aiuta l'affermazione degli ultranazionalisti di Afd. 
    La crisi del modello di crescita tedesco è la causa maggiore dell'affermazione degli ultranazionalisti di destra di Afd. In Germania si registra la frenata di una locomotiva manifatturiera che per lungo tempo ha trascinato il resto d’Europa, ma che la guerra in Ucraina ha lasciato senza il gas a basso costo di Putin. Si tratta di problemi strutturali che rimangono sotto le ceneri e che alle elezioni europee e regionali hanno acceso il fuoco della rabbia e della contestazione: la scarsità di investimenti e la debolezza dei consumi hanno congelato il Paese in una stagnazione che dura ormai da cinque anni. E da cui i tedeschi non vedono via d’uscita. La crescita tedesca prima della pandemia era dovuta in parte a tassi di immigrazione positivi, incoraggiati dai vari governi, e a un modello in cui le grandi aziende esportatrici potevano contare su lavoro flessibile e salari moderati.Oggi tutto pare saltato e crescono i malumori che determinano un deciso spostamento a destra del Paese
    Scholz ad un bivio
    Il cancelliere Scholtz ora è a un bivio. Il suo Governo deve scegliere la via del rinnovamento generazionale, una piccola rivoluzione che deve coinvolgere tutti i partiti, usciti fuori dalle elezioni regionali con le ossa rotte. L'alternativa è il ricompattamento di un esecutivo che non ha chance a breve. La leader di Afd Alice Weidel sostiene oggi su Repubblica che il suo partito non è estremista, non è radicale, ma avverte: la Dexit, l'uscita della Germania dall'Unione Europea, resta una opzione possibile. Afd nella sostanza crede che la Germania per sopravvivere non ha bisogno dell'Europa, e queste idee sono condivise in modo formale da numerose formazioni politiche dei vari paesi della comunità europea. Sottovalutarle sarebbe un errore grave. 
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min

About Il Corsivo

From the publisher's feed

"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

More shows like Il Corsivo

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Notizie a colazione by Pasquale Ancona, Emanuele Bonora, Anna Di Rocco e Antonino D'Anna

Notizie a colazione

4 Listeners

Start by Il Sole 24 Ore

Start

17 Listeners

Il punto by Il Sole 24 Ore

Il punto

0 Listeners

La Giornata by la Repubblica

La Giornata

11 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

35 Listeners

The Essential by Will Media - Chiara Piotto

The Essential

16 Listeners

DOI - Denominazione di Origine Inventata by OnePodcast

DOI - Denominazione di Origine Inventata

23 Listeners

Circo Massimo - Lo spettacolo della politica by OnePodcast

Circo Massimo - Lo spettacolo della politica

3 Listeners