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  • Se ne va a 68 anni Franco Di Mare, giornalista con la schiena dritta | 18/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Quando muore un amico che conosci da molti anni, non sempre si trovano le parole giuste per descriverlo in forma pubblica. Oggi tocca a me tracciare il ricordo di Franco Di Mare, che se ne è andato a soli 68 anni a causa del mesotelioma, una malattia causata dall'esposizione prolungata di particelle di amianto durante le sue varie missioni come inviato di guerra della Rai a Sarajevo, nei Balcani. Franco è stato un giornalista dalla schiena dritta, uno che non ha mai fatto sconti a nessuno, a cui piaceva lavorare per passione civile, con un'idea alta del nostro mestiere. Proprio a Sarajevo aveva adottato una bimba di 10 mesi che poi ha chiamato Stella e che gli è stata accanto fino all'ultimo respiro di vita.
    La storia di Franco Di Mare
    Giornalista professionista dal 1983, Di Mare lavora in varie agenzie di stampa e all'Unità come cronista giudiziario. Nel 1985 viene trasferito a Roma alla redazione centrale del quotidiano, come inviato speciale e caporedattore. Arriva in Rai nel 1991 alla redazione esteri del Tg2, e nel 1995 diventa inviato speciale occupandosi della guerra dei Balcani. Nel 2002 passa al Tg1, e segue buona parte dei conflitti degli ultimi venti anni: Bosnia, Kosovo, Somalia, Mozambico, Algeria, Albania, Etiopia, Eritrea, Ruanda, prima e seconda guerra del Golfo, Afghanistan, Timor Est, Medio Oriente e America Latina. Nel 2003 diventa conduttore di Unomattina estate, quindi di Uno Mattina week end e poi dal 2004 di Uno Mattina. Nel 2016 conduce in seconda serata Frontiere, sempre su Rai 1. Nel 2019 diventa nuovo vicedirettore di Rai1, con delega agli approfondimenti e alle inchieste, e nel 2020 assume la direzione di Rai 3. A 40 anni dalla strage di Ustica e di Bologna, conduce su Rai 3 due speciali straordinari e innovativi. A quello su Bologna partecipai anch'io come testimone. Nel 2021 va in pensione ma prosegue nella conduzione di Frontiere. 
    L'ultimo libro e l'ultimo atto televisivo 
    Nel suo libro Le parole per dirlo. La guerra fuori e dentro di noi, Di Mare aveva raccontato la sua vita fino alla scoperta della malattia, il suo testamento. A Fabio Fazio aveva spiegato: “Ho avuto una vita bellissima e le memorie che ho sono piene di vita. Mi dispiace di scoprirlo adesso, ma non è troppo tardi, il mio arbitro non ha fischiato ancora". In quell'intervista a Fazio, Di Mare aveva denunciato i vertici della Rai: "io chiedevo lo stato di servizio, l’elenco dei posti dove sono stato per sapere cosa si poteva fare. Non riesco a capire l’assenza sul piano umano, persone a cui davo del tu che si sono negate al telefono. Trovo un solo aggettivo: è ripugnante”. È stato ripugnante, caro amico di tante serate passate a cantare e sognare un mondo migliore. 
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    3 min
  • Putin e Xi. Il nuovo ordine mondiale passa lungo la linea Russia-Cina | 17/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il nuovo ordine mondiale passa lungo la linea Russia- Cina. Lo si è visto in queste ore con gli accordi commerciali e militari siglati dal presidente russo Putin e il suo omologo Xi Jinping. In realtà qualcosa di simile era accaduto nel febbraio 2022, poco prima dell'attacco russo all'Ucraina, ma oltre due anni dopo l'inizio del conflitto Russia e Cina hanno creato un vero e proprio asse strategico che si pone in antitesi a quello tracciato tra Stati Uniti e Unione europea. 
    Gli accordi  
    Putin si porta a casa dieci accordi bilaterali, soprattutto la firma di una dichiarazione congiunta, un patto contro Stati Uniti e Nato. La nuova cooperazione strategica tra Mosca e Pechino è densa di impegni da approfondire nei prossimi mesi: dall'energia alle esercitazioni militari congiunte, dall'esplorazione dello spazio alle nuove rotte nell'Artico. Per dirla secondo il pensiero del cinese Xi, una visione comune da custodire e coltivare "per contrastare il percorso non costruttivo e ostile degli Stati Uniti con la sua doppia deterrenza nei confronti dei due Paesi". 
    Il nuovo ordine mondiale
    Russia e Cina vogliono un ordine mondiale più giusto e sostenibile per creare un'alternativa economica e militare a quello imposto da Washington. Se la prendono con la mentalità da Guerra fredda degli americani, con l'espansione di alleanze vicino ai loro confini, si dicono pronti "a difendere i loro legittimi diritti e interessi su sovranità, integrità territoriale, sicurezza". Soprattutto vogliono ampliare la portata delle esercitazioni militari con regolari pattugliamenti marittimi e aerei. 
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    3 min
  • Inchiesta in Liguria: Spinelli ammette di aver pagato il governatore Toti. Si apre il dibattito sui finanziamenti ai partiti | 16/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'inchiesta della procura di Genova e della Guardia di Finanza in Liguria e dalle carte degli interrogatori spuntano le prime ammissioni. L'imprenditore portuale Aldo Spinelli dichiara a verbale di aver pagato direttamente il governatore della regione Giovanni Toti per le sue attività politiche. La cifra ammonta a 40 mila euro. Si tratta di bonifici effettuati da Spinelli perché Toti si era interessato della concessione. E Toti, pure lui presente ad una cena a Montecarlo lo aveva ringraziato. Per Spinelli sono soldi regolari, divisi tra tutte le società.
    Si apre il dibattito sui finanziamenti ai partiti
    Lo sviluppo delle indagini liguri fa emergere un intreccio politico-affaristico, e a destra come a sinistra, cresce l'intenzione di finanziare coi soldi pubblici i partiti. Il dibattito politico si è aperto formalmente dopo la riforma del 2013 del governo Letta, che nei fatti azzerò quei fondi, limitando gli introiti delle forze politiche al 2xmille, e costringendo i partiti a puntare sulle sovvenzioni private sul modello americano. Pd e Forza Italia sembrano i partiti più convinti al ritorno delle vecchie regole, con aperture morbide della Lega, e attendismo tattico  di FdI. Solo pochi mesi fa l'idea non sarebbe stata presa in considerazione perché in contraddizione con i movimenti anti casta tipo M5s. La premier Giorgia Meloni sarebbe disponibile ad approfondire il ddl presentato da Carlo Calenda, che propone intanto una stretta sulle donazioni private: secondo il leader di Azione, i titolari d’impresa incompatibili con cariche elettive, quindi con appalti pubblici come business prevalente, non dovrebbero finanziare i partiti e i loro candidati. Si ritorna indietro, in attesa di una riforma complessiva. 
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    3 min
  • Toti è sempre più solo: verso le dimissioni dopo l'interrogatorio | 15/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il Governatore della Liguria Giovanni Toti si trova sempre più solo ad affrontare l'inchiesta su corruzione, voto di scambio e collusioni con la mafia. Con ogni probabilità si potrebbe dimettere dopo l'interrogatorio,  prima del riesame, quindi prima delle elezioni europee. Le dimissioni formali di Toti sono state chieste dalle opposizioni in consiglio regionale che hanno consegnato oltre 8mila firme.
     
    La posizione del centrodestra
    Solo Matteo Salvini e Noi moderati chiedono apertamente a Giovanni Toti di non dimettersi. "Va benissimo ogni osservatorio anti-corruzione, ma io mi fido dei nostri imprenditori e dei nostri sindaci. A differenza di altri, non giro per le strade col sospetto che gli italiani siano tutti potenziali truffatori o delinquenti",  sottolinea il leader della Lega. "Attendiamo le risposte di Toti",  afferma la premier Giorgia Meloni, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ricorda che in passato in molti si sono dimessi per le stesse accuse.
     
    Le opposizioni incalzano Toti
    In una intervista a Repubblica, la segretaria del Pd Elly Schlein non usa mezze parole. "Toti non deve restare al suo posto un minuto di più e la politica dovrebbe alzare la guardia contro la corruzione".  Il ragionamento della Schlein verte su un punto sostanziale: non si possono attendere i tempi della giustizia in quanto la Liguria ha bisogno di una guida certa e sicura. "La Liguria non può rimanere ostaggio di una incertezza amministrativa che fa male ai cittadini, paralizza gli investimenti, impedisce di prendere decisioni importanti su sanità, Pnrr.
     
    Toti e le carte giudiziarie
    Gli avvocati di Giovanni Toti hanno chiesto un interrogatorio dopo aver letto le carte e probabilmente si terrà la prossima settimana.  Al momento l'incartamento giudiziario è condensato in oltre novemila pagine.
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    3 min
  • La battaglia di Liliana Segre contro l'antisemitismo: triplicate le minacce | 14/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La senatrice a vita Liliana Segre è da tempo nel mirino di hater di ogni tipo, ma non si aspettava questa recrudescenza delle minacce nei suoi confronti. Tutto è accaduto dopo l'attacco di Hamas in Israele e la conseguente e sproporzionata controreazione di Benjamin Netanyahu e del suo gabinetto di guerra che ha allargato il conflitto e pianificato il massacro della popolazione civile di Gaza. La Segre denuncia di ricevere minacce continue, ma le intimidazioni e insulti che ricevono tanti cittadini di religione ebraica, per la senatrice non c'entrano niente con le decisioni politiche di Israele e magari non le condivido affatto. 
    L'aumento dei casi di antisemitismo 
    Secondo i dati dell'Osservatorio contro gli atti discriminatori, le azioni e le minacce antisemite sono triplicate rispetto al passato. In particolare, dal 7 ottobre 2023 al 1 maggio 2024 si sono verificati 345 episodi riconducibili direttamente all'antisemitismo, di cui 41 "hate crimes", crimini di odio motivati daa un pregiudizio, 175 "hate speech" e 112 di incitamento all'odio online. Nel frattempo, secondo il rapporto si sono svolte 1379 manifestazioni, di cui 1109 in solidarietà con il popolo palestinese e 39 a sostegno di Israele. Torino, Padova, Napoli e Roma sono le città in cui si avvertono le maggiori tensioni. L'ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto sul muro dell'ex galoppatoio del Lido di Venezia dove è comparsa una scritta con cui si promette di sgozzare bambini ebrei. L'unica soluzione, come sempre, resta la pace di cui in pochissimi parlano in Italia e nel mondo , e chi lo fa resta isolato in mezzo a troppo odio  e venti di guerra. 
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    3 min
  • Nuove accuse contro il governatore della Liguria Toti. Gli inquirenti aprono il filone sanità | 13/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    NUOVO TESTO DOPO LA RICHIESTA DI RETTIFICA DA PARTE DI GADOMED Srl
    Si chiama sanità l'ultimo fronte dell'inchiesta sul sistema di corruzione che gira intorno al governatore della Liguria Giovanni Toti e al suo ormai ex capo di Gabinetto Matteo Cozzani, ora dimissionato, lo stesso in cui, nel passato erano inciampati numerosi potenti dell'epoca, da Formigoni a Poggiolini. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Genova riguarda presunti favori, ricambiati con cospicui finanziamenti a imprenditori della sanità privata. 
     
    Il fronte sanitario 
    Dall’inchiesta sulle tangenti che ha investito il porto con l’ex presidente Paolo Emilio Signorini e il ricchissimo imprenditore Aldo Spinelli ai domiciliari, la Procura di Genova ha stralciato una serie di intercettazioni che fanno sospettare di finanziamenti ai comitati elettorali di Toti in cambio di contratti e convenzioni con la sanità pubblica. I magistrati e i finanzieri vogliono sapere se si tratta di normali donazioni liberali oppure fatti di corruzione. 
    Il tentativo di gonfiare i numeri degli anziani durante il Covid
    Agli atti dell’indagine c'è il tentativo di “truccare” i dati della popolazione ligure per ottenere un maggior numero di vaccini. Siamo a fine marzo 2021. In alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali nel suo ufficio, Cozzani parla con il direttore dell’Agenzia sanitaria Filippo Ansaldi e gli chiede di mandargli i dati delle coperture vaccinali inviate al commissario Figliuolo. Per Ansaldi quel calcolo è altissimo. Nella conversazione interviene Barbara Rebesco, altra dirigente Alisa: "Ho parlato con un collaboratore di Figliuolo e mi ha detto che noi abbiamo mandato dei dati non allineati… dobbiamo diciamo riconciliare”. Cozzani chiarisce cosa è accaduto con Toti: "Io avevo già truccato, lui li ha presi, li ha aumentati di nuovo". Entrambi sono indagati per falso.
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    3 min
  • L'operazione israeliana a Rafah, il fallimento dei negoziati in Egitto, la solitudine di Netanyahu | 11/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    I carri armati e le truppe israeliane hanno ormai preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città, nel sud della Striscia di Gaza. Insieme ad altre manovre di terra, questa ultima mossa dimostra che l'invasione israeliana a Rafah è già iniziata da giorni, quasi in sordina, senza l'impiego delle forze aeree. 
    I piani israeliani per operazioni in ogni zona di Rafah
    Ci sarebbero piani israeliani per operazioni distinte in ogni zona di Rafah. L'obiettivo di Israele sarebbe evitare lo scontro con Stati Uniti e la comunità internazionale. Israele ha informato l'Egitto i dettagli di queste "operazioni mirate" nella zona con informazioni sulle unità e le dotazioni impiegate per le attività miltari.
    La posizione americana
    Gli Stati Uniti non compiono una marcia indietro dopo l’irritazione con cui Israele ha accolto le parole del presidente americano Joe Biden che ha affermato che in caso di attacco israeliano a Rafah gli Usa sospendono gli aiuti militari. Il Segretario di Stato Antony Blinken in una telefonata con il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha ribadito: "Gli Stati Uniti non sostengono una grande operazione militare a Rafah e rifiutano qualsiasi spostamento forzato di palestinesi da Gaza". 
    Il fallimento dei negoziati in Egitto
    Le delegazioni di Israele, Stati Uniti, Qatar e Hamas hanno lasciato il Cairo dopo due giorni di colloqui per raggiungere un accordo sugli ostaggi. Secondo fonti vicine ai negoziati, negli ultimi giorni sono emerse lacune insanabili. Se nei prossimi giorni non ci saranno progressi sull'accordo per gli ostaggi, il governo di emergenza creato dal primo ministro Benjamin Netanyahu potrebbe presto cadere.
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    3 min
  • Lo scandalo ligure. Al vaglio degli inquirenti finanziamenti di privati per due milioni a favore di Toti | 10/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Gli inquirenti di Genova, titolari dell'indagine su corruzione, voto di scambio e collusioni con Cosa Nostra, lavorano sulle carte che dimostrano finanziamenti di almeno due milioni di imprenditori privati a favore di Giovanni Toti e del suo comitato elettorale. Non ci sarebbero solo i 74 mila e 100 euro ricevuti da Aldo Spinelli e da suo figlio Roberto, descritti nell'ordinanza di custodia cautelare del gip che ha disposto gli arresti domiciliari del presidente della Regione Liguria. Neppure quei 195 mila euro sborsati dall'imprenditore dei rifiuti Pietro Colucci. 
    I finanziamenti al comitato elettorale di Giovanni Toti 
    I due milioni passati al setaccio da magistrati e finanzieri riguardano i versamenti di imprese e singoli privati a sostegno dell'attività politica di Giovanni Toti. Non è detto che siano tutti soldi di dubbia provenienza. Bonifici finiti nell'originario fascicolo sui finanziamenti illeciti ai partiti risultano provenienti da imprenditori ora coinvolti nell'inchiesta per corruzione. Tra gli indagati c'è Luigi Alberto Amico, leader nella riparazione e ristrutturazione di superyacht. C'è Francesco Moncada, membro del cda di Esselunga, indagato per corruzione nell'ambito delle elezioni comunali del 2022. Ci sono Maurizio Rossi, editore della televisione locale Primocanale e Pietro Colucci, imprenditore del settore dei rifiuti. 
    I partecipanti alle cene a sostegno di Giovanni Toti
    All'ultimo evento elettorale organizzato l'11 aprile scorso da Giovanni Toti a Villa Zerbino, a Genova, erano state invitate 600 persone. In otto anni si è abbassata la quota minima di partecipazione: da mille a 450 euro, ma è moltiplicato il numero dei commensali, da 186 agli attuali 600. All'inizio erano organizzate da Fondazione Change, ma dopo le segnalazioni di Banca d'Italia sui finanziamenti sospetti, la partita è stata gestita direttamente da Giovanni Toti e dal suo comitato elettorale. Per gli inquirenti quelle cene eleganti erano un modo di compensare i favori ricevuti. Due milioni è la cifra raccolta tra il 2016 e il 2021 da Fondazione Change e vari comitati che facevano capo a Giovanni Toti. 
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  • La sfida di Meloni e Schlein sul referendum sul premierato | 09/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Lo scontro diretto tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein non si misurerà solo sul numero di preferenze ottenute alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno, ma anche sul premierato, cioè sull'elezione diretta del presidente del consiglio. Secondo Meloni, ora si dovrà esprimere il Parlamento che dovrà trovare i due terzi dei deputati e senatori per approvare la riforma Casellati. Come stabilito dalla legge, nel caso quasi certo ormai, non ci fossero i numeri sufficienti, il provvedimento sarà sottoposto al parere degli italiani attraverso un referendum . 
    La posizione di Giorgia Meloni
    Sul premierato, Meloni intende proseguire a colpi di maggioranza, sperando in un soccorso di pezzi dell'opposizione. Meloni si prepara al probabile mancato quorum dei due terzi dei parlamentari, e a un referendum il cui valore è già enfatizzato oltre misura: "Sarà divisivo, come quello che nel 1946 vide vincere la Repubblica sulla monarchia".
    La linea del Partito Democratico
    Schlein interviene durante l’assemblea dei senatori del Pd sulle modifiche costituzionali giunte nell’aula di Palazzo Madama. La segretaria del Pd avverte un’accelerazione sulla riforma dettata da ragioni elettoralistiche. "Usiamo i nostri corpi e le nostre voci per fare muro rispetto a questo tentativo", sostiene Schlein che annuncia una manifestazione di piazza indetta per il 2 giugno, data della festa della Repubblica.
    Pericoli della riforma Casellati 
    Insigni esperti e analisti mettono in guardia la politica sui pericoli nascosti nella riforma Casellati voluta dal centrodestra. L'elezione diretta del presidente del Consiglio renderebbe più limitata la funzione del Capo dello Stato, sconvolgendo il sistema dei pesi e contrappesi istituzionali previsti dalla nostra Costituzione. Un'accelerazione a colpi di maggioranza, per altro già tentata con risultati negativi in passato da Matteo Renzi, rischierebbe di spaccare in due il Paese, trasformando una riforma dello Stato in un referendum pro o contro Meloni. 
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  • Il sistema Toti in Liguria tra potere politico, accuse di corruzione e collusioni con la mafia | 08/05/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Le carte dell'inchiesta ligure fanno emergere un vero e proprio sistema che si muove tra l'affermazione di un potere politico fino a ieri assolutamente granitico e intoccabile, accuse di corruzione e collusioni con Cosa Nostra. Un meccanismo perfettamente collaudato fatto di mazzette, voto di scambio. L'operazione degli investigatori sta facendo emergere la questione morale: da una parte ci sono favorì per aziende e imprenditori, dall’altra il ritorno in denaro cash. I sequestri preventivi, per ora, ammontano a 570 mila euro.
    I personaggi coinvolti
    Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti avrebbe ricevuto 74 mila e 100 euro in contanti, oltre a varie promesse di finanziamenti. La stessa sorte è  toccata ad Aldo Spinelli, punto di riferimento del porto di Genova, all’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, ora amministratore delegato del colosso delle multiutility Iren, al braccio destro di Toti e suo capo di gabinetto, Matteo Cozzani. 
    I fatti accertati dall'indagine
    L'inchiesta parte dalla proroga trentennale della concessione affidata a Spinelli per le aree del terminal Rinfuse, nel dicembre 2021. Cinque giorni dopo il rinnovo del Terminal Rinfuse, da quattro società di Spinelli partono bonifici per complessivi 40 mila euro per il Comitato Giovanni Toti Liguria.
    Un altro regalo ricevuto da Spinelli sono le Colonie Bergamasche di Celle Ligure. Si tratta di un complesso collocato in una delle zone più belle ed esclusive della Liguria, con caseggiati immersi in un bosco e vista mare, più una spiaggetta privata al di là dell’Aurelia.
    A due passi dal terminal c'è il supermercato Esselunga. Per arrivare ai cantieri (dove ci sono stati anche due incidenti) e all’inaugurazione di un anno fa, per gli inquirenti sono state seguite “scorciatoie”, non solo per il punto vendita di Genova, ma anche per quello di Savona.
    Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria Nautica, e Alessandro Campagna, direttore commerciale del Salone Nautico, risultano indagati perché avrebbero favorito Filippo Cozzani nell’appalto di una fornitura di bevande dentro il Salone, proprio dopo che Matteo Cozzani aveva garantito maggiori contributi pubblici al Salone stesso in qualità di capo di gabinetto regionale.
    La corruzione elettorale
    C’è poi l’accusa di corruzione elettorale in relazione alle ultime elezioni regionali, che chiama in causa Matteo Cozzani. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, a Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato il reato di corruzione elettorale, in concorso con il presidente della Regione Liguria.
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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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