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  • La vittoria di Marco Marsilio in Abruzzo e il mancato effetto Sardegna | 11/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La vittoria di Marco Marsilio e del centrodestra in Abruzzo è netta, chiara. Dimostra che la maggioranza, pur con qualche scricchiolio a livello nazionale, in alcuni territori quando si presenta agli elettori in modo compatto, coeso, alla fine si impone. Per Luciano D'Amico, ex rettore di Teramo sostenuto dai partiti dell'intera opposizione nazionale, è mancato l'effetto Sardegna sul voto regionale abruzzese. Il candidato del campo largo era anche di buona qualità, ma la coalizione che lo ha scelto non rappresenta un progetto politico compiuto, ma un cartellone elettorale unito in Abruzzo e totalmente diviso in Parlamento, dove i suoi leader Schlein, Conte, Calenda, Renzi marciano su strade diverse su temi importanti come la guerra, l'economia, lo sviluppo del Paese. Marco Marsilio ha fatto dimenticare alcuni errori soprattutto su sanità e lavoro e ha ricompattato sul suo nome l'intero centrodestra e il suo elettorato. Sul piano del peso politico delle coalizioni, Fratelli d'Italia è primo partito con il 24,1% delle preferenze, seguito da Partito Democratico al 20,4%, Forza Italia al 13,2% che doppia la Lega di Salvini ferma al 7,8%, M5s al 6,6% il cui apporto alla coalizione del campo largo è stato residuale, così come non sono risultati determinanti per D'Amico Azione, Italia viva, Alleanza Verdi Sinistra. Le province di L'Aquila, Chieti e Pescara vanno al centrodestra, mentre al campo largo resta solo Teramo. 
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    2 min
  • L'inchiesta sul dossieraggio fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti | 09/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'inchiesta sul dossieraggio sulla quale stanno indagando a vario titolo i magistrati di Perugia, la Commissione antimafia e il Copasir travolge esponenti della politica, delle istituzioni, della società civile, e fa emergere il ritorno dell'Italia delle spie e dei ricatti trasversali. Tutto ruota intorno alla figura del finanziere Pasquale Striano che risulta indagato a Perugia per accesso abusivo alle banche dati, dalle quali attingeva e comunicava le Sos, segnalazioni di operazioni sospette, ai cronisti del quotidiano il Domani che poi le hanno pubblicate. Un verminaio che riguarda una attività in gran parte illegale, secondo quanto rivelato dal Procuratore della Repubblica di Perugia Raffaele Cantone in Commissione Antimafia.  Si è quindi appreso che dal 1 gennaio 2019 al 24 novembre 2022, Striano ha consultato 4124 SOS, su 1531 persone fisiche e 74 persone giuridiche, 1123 persone sulla banca dati Serpico e 1947 ricerche alla banca dati SDI. Ma l'elemento più preoccupante è che ha scaricato 33.528 file dalla banca dati della Direzione Nazionale Antimafia. Non solo. Il fenomeno è proseguito anche dopo la pubblicazione, il 3 agosto 2023, degli articoli che hanno rivelato l’indagine umbra. “Durante la prima fuga di notizie un quotidiano ha pubblicato un riferimento a una Sos legata a un imprenditore che, secondo le ricostruzioni del tenente Striano, avrebbe avuto a che fare col ministro della Difesa Guido Crosetto”, rivela Cantone. Ma quella Sos non era stata vista da Striano. C’è quindi un secondo canale informativo, che passava notizie ai cronisti, sul quale la magistratura vuole fare chiarezza. Su questo sta investigando, per ora senza indagati, la Procura di Roma. 
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    3 min
  • 8 marzo. La lunga strada verso l'emancipazione e la difesa dei diritti spesso violati delle donne | 08/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'8 marzo non è quel generico giorno in cui si festeggia la donna, un anniversario diciamo così rituale, trasformato in alcuni casi in un'operazione di immagine, perfino ad uso meramente commerciale. Oggi è la Giornata internazionale dei diritti delle donne. Arriva dopo i numerosi casi di femminicidio che ci hanno profondamente indignato, come l'uccisione di Giulia Cecchettin e di decine come lei, assassinate da mariti e compagni violenti, senza scrupoli, capaci di fare scempio del loro corpo nel silenzio di case senza diritti. Ha ragione Giulio Cecchettin quando dice che termini come patriarcato, espressioni come "violenza di genere", "femminicidio", quando non ci riguardano scivolano via e si confondono nel marasma degli eventi della vita quotidiana. Invece riguardano tutti, donne e uomini, l'intera società, le istituzioni.  La giornata internazionale dei diritti delle donne giunge anche nei mesi in cui le donne affermano il loro valore in ogni campo professionale. La strada è ancora lunga verso una totale emancipazione. Per questo non dobbiamo dimenticare e denunciare ogni abuso, vessazione, ma abbiamo anche il dovere di raccontare i tanti esempi di eccellenze femminili che contribuiscono a rendere migliore il nostro Paese. Per questo oggi la radio che dirigo rende omaggio al mondo femminile con una programmazione speciale: nell’arco dell’intera giornata, in tutte le trasmissioni del palinsesto, saranno presenti prevalentemente ospiti donne. E' una scelta di campo che vale per noi non solo oggi, ma è un impegno profondo sul piano editoriale di tutti i giorni.
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    3 min
  • Il trionfo di Trump al Super Tuesday, il sostegno di Musk, l'abbandono della Haley | 07/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Il Super Tuesday finisce con il trionfo di Donald Trump alle primarie repubblicane, l'abbandono della sua rivale Nikki Haley, il sostegno del miliardario Musk alla corsa alle presidenziali dell'ex presidente americano. I dati reali dimostrano che nelle file dei repubblicani non c'è partita tra Trump e gli altri candidati che mano a mano escono dalla competizione a testa bassa. La Haley dice che il suo pacchetto elettorale, Trump se lo dovrà conquistare passo dopo passo fino al 5 novembre. Trump è euforico. "Il 5 di novembre sarà il giorno più importante nella storia del nostro Paese, noi faremo l’America più grande di sempre".  L'ex presidente incassa il sostegno del miliardario Musk. Il suo rivale democratico Joe Biden lo sfida lanciando messaggi di apertura all'elettorato moderato repubblicano, alla stessa Haley, a quel mondo arabo-americano che sembra averlo abbandonato a causa delle posizioni filo israeliane. Stanotte Biden tiene l'atteso discorso sullo Stato dell’Unione al Congresso. 161 milioni di elettori ascolteranno Biden ribadire il concetto di sempre: mi considerate vecchio, incerto, debole su economia, emigrazione, Ucraina e Israele, ma ricordate che, battuto me, avrete Trump, l’uomo del tentato golpe al Capitol. L’analista del New York Times, Nate Cohn,  assegna a Trump un forte vantaggio, 48% contro 43% di Biden, e negli stati decisivi i democratici stentano a persuadere che, malgrado tutto, l’economia Usa è rimbalzata dal Covid meglio di europei e cinesi. Per il Wall Street Journal, "Trump assurge a figura unica nella politica Usa, non statista di un partito unito da una certa filosofia di governo, ma capo di un movimento fondato sulla sua persona". La verità è che al 5 novembre mancano molti mesi e la competizione non è stata ancora vinta per entrambi i candidati.
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    3 min
  • Trump trionfa nel Super Tuesday 2024. Haley lo batte in Vermont, Biden perde i caucus nelle Samoa | 06/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Nel Super Tuesday 2024, il vincitore è certamente Donald Trump che si aggiudica gran parte degli Stati, tranne il Vermont che va all'ex governatrice Nikki Haley. Nella sostanza tra i repubblicani non c'è stata partita. tanto che Trump festeggia, e tiene un discorso nel suo resort a Mar-a-Lago. "Abbiamo fatto una cosa che nessuno avevo fatto prima nella storia". Poi aggiunge: "Il partito repubblicano sarà presto riunito, è un partito straordinario". Biden commenta: “Donald Trump è determinato a distruggere la nostra democrazia". Ma il presidente, in netto calo di consensi, vince i caucus democratici in Iowa e perde invece a sorpresa i caucus delle isole Samoa contro il candidato locale Jason Palmer.  Il Super Tuesday coinvolge 15 Stati e un territorio americano. Di fatto è la più grande tornata elettorale nelle primarie americane. Sono Alabama, Alaska, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia e isole Samoa. La competizione repubblicana riguarda tutti i 15 Stati, mentre i democratici non votano in Alaska e tengono i caucus nelle Samoa. In palio ci sono circa un terzo del totale dei delegati: 865 repubblicani e almeno 1.420 democratici. Sul fronte democratico, Joe Biden non ha rivali, pesa però il voto di protesta arabo-americano per non essere riuscito a fermare il "genocidio" a Gaza. E sul tema è arrivato il pieno sostegno di Trump a Israele in quello che è considerato il suo commento più esplicito sui combattimenti, mentre cresce la pressione internazionale sugli Stati Uniti affinché tengano a freno il loro alleato.
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    3 min
  • In Francia l'aborto viene contemplato nella Costituzione. E' un voto storico, il primo nel mondo, ma è scontro col Vaticano | 05/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    La Francia compie una seconda rivoluzione e diventa il primo paese al mondo a inserire il dirito di aborto nella sua Costituzione. L'esito parlamentare non ammette altre interpretazioni: il via libera delle camere riunite in Congresso eccezionalmente a Versailles passa con 780 voti a favore, 72 contro, quasi un plebiscito. La decisione ha riunito l'intero arco costituzionale, dall'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon all'estrema destra di Marine Le Pen. Viene introdotta nell'articolo 34 la frase: "La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita alla donna di far ricorso ad un'interruzione volontaria della gravidanza". L'immagine plastica della vittoria è condensata nella torre Eiffel completamente illuminata a giorno. Contemporaneamente, sulla place du Trocadéro a Parigi, dove erano riunite migliaia di persone davanti a un maxi schermo collegato in diretta con Versailles, è esplosa la gioia. Di fronte, la Tour Eiffel ha cominciato a scintillare per celebrare l'evento, mentre si illuminava la scritta sulla torre 'Mio il corpo, mia la scelta'. Emmanuel Macron parla di fierezza francese e di un messaggio universale, e da appuntamento ai cittadini l'8 marzo (Festa internazionale dei diritti della donna), in Place Vendome a Parigi, per celebrare "l'ingresso di una nuova libertà garantita nella costituzione con la prima cerimonia di sigillatura aperta al pubblico". Non sono mancate le critiche, a cominciare da quelle del Vaticano e della conferenza episcopale di Francia (Cef). La Pontificia Accademia per la Vita ha avvertito che "proprio nell'epoca dei diritti umani universali, non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana". Quella della Francia è una scelta di grande coraggio etico e morale, che pone il governo di Parigi all'avanguardia della difesa dei diritti universali di uno Stato laico.
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  • Ultima settimana di campagna elettorale in Abruzzo. Domani il comizio unitario del centrodestra e l'incubo dei sondaggi | 04/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Inizia l'ultima settimana di campagna in Abruzzo. Per maggioranza e opposizione è il primo test dopo l'esito al cardiopalma dell'appuntamento elettorale in Sardegna terminato con la vittoria di Alessandra Todde sostenuta da Pd e M5s . Domani la premier Giorgia Meloni arriva a Pescara per il comizio unitario del centrodestra con Matteo Salvini e Antonio Tajani a sostegno di Marco Marsilio. A Palazzo Chigi, incombe l'incubo dei sondaggi con il margine tra il presidente uscente e il candidato di Pd, M5s, Azione, IV, Avs Luciano D'Amico ridotto ormai a piccole percentuali di voti di scarto e il netto recupero di immagine da parte di buona parte dell'opposizione dopo il voto sardo. Sulla partita abruzzese giocano numerosi fattori nazionali e locali. Meloni è reduce da un viaggio negli Stati Uniti e Canada dove ha certamente incassato il benestare politico di Biden e Trudeau alla leadership del G7, ma anche le dure critiche di Fox news che la accusa di aver tradito il verbo anti globalista, per abbracciare il credo filo europeo del capo della Casa Bianca. L’articolo dell'emittente di Murdoch sottolinea la linea atlantista scelta da Meloni su Ucraina e Medio Oriente, e il dietrofront sulle deportazioni degli immigrati illegali, con l’appoggio della Ue. Un altro fronte è quello istituzionale con lo scontro con il Quirinale. Meloni ha escluso che le sue recenti esternazioni sulle manganellate della polizia agli studenti pisani non fossero rivolte contro Mattarella, bensì rivolte alla sinistra. Il Colle non interviene, ma le fonti dicono che a Mattarella non sia piaciuto essere tirato per la giacchetta in scontri politici che dovrebbero appartenere alle dinamiche tra partiti. Infine ci sono le questioni locali. Sulla sanità in Abruzzo negli ultimi cinque anni si è giocata una lotta tra Lega e Fratelli d’Italia che proprio ora, alla vigilia del voto, giunge alla resa dei conti finale.
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    3 min
  • Biennale di Venezia: “vengo anch’io, no tu no” | 02/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Ferruccio Bovio
    Sembra siano almeno 12.000 gli artisti internazionali che, attraverso una petizione mirata, hanno chiesto l’esclusione di Israele dalla prossima Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 20 aprile al 24 novembre. L’appello – “No al padiglione del genocidio” -  è stato lanciato da un neonato collettivo denominato ANGA (Art Not Genocide Alliance).
    Il documento in questione chiede “l’esclusione di Israele dalla Biennale di Venezia”, affermando che “offrire un palcoscenico ad uno Stato impegnato in continui massacri contro il popolo palestinese a Gaza è inaccettabile”. Vengono, inoltre, fatte analogie con i boicottaggi del Sudafrica ai tempi dell’apartheid e con le sanzioni alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, a causa della quale la Biennale avrebbe escluso ogni collaborazione con il Cremlino. Per la verità, i promotori dell’iniziativa sembrano qui ignorare il fatto che, in quest’ultimo caso, nel 2022, la chiusura del Padiglione russo non fu imposta da alcuna autorità italiana, ma venne, invece, decisa autonomamente dai curatori nominati dal ministero moscovita della Cultura , il quale ha, tra l’altro, già reso noto che non intende partecipare neanche alla prossima Esposizione.
     La reazione ufficiale del ministro Gennaro Sangiuliano, rispetto al contenuto della petizione, non si è fatta certo attendere ed è stata particolarmente ferma e chiara, giudicando “inaccettabile, oltreché vergognoso il diktat di chi ritiene di essere depositario della verità e, con arroganza e odio, pensa di minacciare la libertà di pensiero e di espressione creativa in una Nazione democratica e libera come l’Italia”. Israele – secondo il ministro - non solo ha il diritto di esprimere la sua arte, ma ha pure il dovere di dare testimonianza al suo popolo,  colpito così duramente a freddo da terroristi senza pietà. Pertanto, la Biennale dovrà rimanere sempre un’occasione di incontro e dialogo, anziché un momento di censura e di intolleranza.
    Tra l’altro, i vari padiglioni nazionali appartengono ai singoli Stati che li gestiscono con fondi propri, senza dipendere minimamente dal Governo italiano o dalla Direzione della Biennale. Di conseguenza, lo stesso tipo di considerazioni, appena riportate per Israele, valgono anche nei riguardi di un altro appello - il “Non siate complici”- pervenuto, proprio in queste ore, dalla Woman Life Freedom Europe, affinchè la Biennale “annulli la partecipazione dell’Iran e degli artisti asserviti al regime”. Anche in questo caso, infatti, la Biennale ribadisce che tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica italiana possono, in totale autonomia, richiedere di partecipare ufficialmente. Ecco perché , nessuna petizione tendente ad escludere, dalla 60esima Esposizione Internazionale dell’Arte, la presenza di una qualsiasi delegazione – sia essa israeliana o iraniana – potrà mai essere presa in considerazione.
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  • La sfida dei leader socialisti europeo al sovranismo. Oggi e domani il vertice di Roma | 01/03/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    A Roma, si apre il vertice dei leader socialisti europei e i temi scelti della loro campagna elettorale rappresentano la sfida al sovranismo. Nel “manifesto” discusso da oggi al congresso del Pse la sinistra recupera i temi di un tempo, lasciati man mano cadere tentando strade alternative che si sono rivelate disastrose sul piano elettorale: la casa, i diritti dei lavoratori, il contrasto al caro energia e la lotta ai cambiamenti climatici. Insomma la sinistra torna a fare la sinistra tentando di agganciare un elettorato perduto. Il programma potrebbe avere un'impronta tedesca con il rilancio della proposta di adottare ovunque la cogestione, la partecipazione dei sindacati nei vertici delle aziende, e della battaglia del salario minimo funzionante ovunque tranne che in Italia. Sul tema cruciale della gestione dei flussi dei migranti i socialisti europei vanno in ordine sparso, e senza politiche alternative lasciano ormai campo scoperto ai sovranisti, ai populisti, ai suprematisti. Ci sarà la premier danese Mette Frederiksen, una che ha battuto la destra sul suo stesso terreno, adottando una linea dura sull’immigrazione.  Sarà presente il cancelliere tedesco Olaf Scholz che risulta il più impopolare leader della storia tedesca e che si porta la responsabilità di aver portato la Spd al 13%. Ci sarà tutto il Pd di Elly Schlein che si porta dietro la recente unica vittoria alle regionali della Sardegna. Dal congresso si attende anche un nuovo posizionamento nei rapporti con i popolari abituati da decenni a governare quasi sempre, a Bruxelles e Strasburgo, e una scelta di campo nel caso Ursula von der Leyen dovesse essere eletta anche con i voti di Giorgia Meloni.
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  • L'accordo del centrodestra sulle regionali, il processo veneto contro Salvini, la difficile convivenza tra Pd e M5s | 29/02/2024 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    A pochi giorni dalla sconfitta in Sardegna, il centrodestra sigla un accordo sulle prossime elezioni regionali e blinda sostanzialmente i Governatori uscenti: Vito Bardi in Basilicata, Alberto Cirio in Piemonte e Donatella Tesei in Umbria. Saranno loro i nomi su cui punterà la coalizione che sostiene Giorgia Meloni in vista del voto che vedrà la regione lucana alle urne il 21 e 22 aprile, quella piemontese l’8 e 9 giugno in contemporanea con le Europee e quella umbra in autunno.  Per l'elezione più imminente, il 10 marzo in Abruzzo tutti i partiti del centrodestra, almeno apparentemente, sostengono Marco Marsilio. “Impareremo dagli errori”, aveva commentato Giorgia Meloni poco dopo la debacle sarda. E al vertice di maggioranza Fratelli d'Italia ha aperto al dialogo con i suoi alleati. Ma la grana si apre in Veneto, ed è tutta interna alla Lega. Le differenze tra il leghismo modello Zaia e la Lega sovranista di matteo Salvini è ormai alla luce del sole. L'assessore allo Sviluppo economico ed Energia della Regione Veneto Roberto Marcato chiede un partito più progressista, attento ai diritti civili, non quello di Vannacci. Il potentissimo sindaco di Treviso Mario Conte mette le mani avanti e rilancia Luca Zaia rifiutando baratti e imposizioni da Palazzo Chigi. Nel centrosinistra, Schlein, Conte, Calenda, Renzi si ricompattano sulla candidatura dell'ex rettore di Teramo Luciano D'Amico, ma sono divisi in tutti gli altri appuntamenti elettorali regionali. Segno che l'indicazione uscita dal voto sardo nell'opposizione non è stata ancora compresa.
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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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