Il Corsivo

Il Corsivo

By Giornale RadioNews
Download on the App Store

Il Corsivo episodes

  • 10/11/2023 | Il Corsivo
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Il Corsivo di Venerdì 10 Novembre 2023
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • L'appello dei bimbi palestinesi per la pace | 09/11/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Per la prima volta dall'inizio del conflitto tra Hamas e Israele parlano i bambini che vengono ritratti tutti insieme, con i volti impauriti dallo stridore dei colpi delle bombe che cadono da giorni su Gaza. Alcuni sono ragazzi, altri sono piccolissimi con magliette gialle, rosse, nere. Ci sono anche adulti con in braccio piccole creature che tentano di ripararsi e cercare protezione. Davanti ai microfoni parla uno di loro che legge un foglietto stropicciato e dice: "Dal 7 ottobre noi stiamo affrontando uno sterminio, uccisioni, bombe che cadono sulle nostre teste, tutto questo di fronte al mondo. Loro mentono quando dicono che uccidono solo combattenti, ma loro uccidono solo la gente di Gaza, i loro sogni e il loro futuro. I bambini di Gaza perdono i loro progetti e le loro speranze. Siamo venuti all'ospedale di al-Shifa per salvarci dai bombardamenti, e abbiamo scampato la morte quando anche l'ospedale è stato bombardato. Gli occupanti ci stanno affamando. Non abbiamo acqua, cibo e beviamo acqua non potabile. Ora veniamo qui a gridare a voi e chiedervi di proteggerci. Noi vogliamo vivere, vogliamo la pace, vogliamo che siano giudicati gli assassini dei bambini. Chiediamo medicine, cibo e istruzione". L'appello termina con una frase che è un pugno nello stomaco e fa pensare: vogliamo vivere come tutti gli altri bambini. Certo, la situazione è terribile sul piano militare. Hamas controlla ancora Gaza, tratta sugli ostaggi, ma utilizza la tecnica degli scudi umani come denunciato dall'Onu, ma la risposta israeliana è sbilanciata e colpisce soprattutto i bambini, le cui vittime sono almeno cinquemila. Quando siamo sprofondati nei nostri bei divani di occidente pensiamo soprattutto a loro che ci mandano a dire: basta bombe, basta guerra, vogliamo vivere.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • L'accordo tra Italia e Albania sui flussi divide la politica. Serve il passaggio alle Camere, chiede l'opposizione | 08/11/2023 | Il Corsivo
    Il protocollo siglato da Italia e Albania sui flussi migratori è racchiuso in un documento di 9 pagine, composto da 14 articoli, in vigore per 5 anni, e rinnovabili di altri 5, salvo che una delle parti avvisi la sua contrarietà entro 6 mesi dalla scadenza. I migranti potranno restare non oltre il periodo massimo di trattenimento consentito dalla vigente normativa italiana. Al termine delle procedure il Governo italiano provvede all'allontanamento, con spese a nostro carico. Nei centri previsti dal protocollo Italia-Albania non possono essere presenti contemporaneamente più di tremila migranti. Nei centri per i migranti previsti dal protocollo Italia-Albania il diritto di difesa è assicurato consentendo l'accesso alle strutture di avvocati e ausiliari, organizzazioni internazionali e agenzie Ue che prestano consulenza e assistenza ai richiedenti protezione internazionale, nei limiti della legislazione italiana, europea a albanese. Ma la politica italiana e albanese è divisa sull'intesa decisa da Giorgia Meloni e Edi Rama. L'opposizione albanese di centrodestra è sul piede di guerra contro il premier. "Rama avrebbe siglato l'accordo spinto solo dai suoi loschi interessi", ha denunciato l'ex premier Sali Berisha, mentre dal Partito della Libertà (Pl) dell'ex presidente della Repubblica Ilir Meta, Rama viene accusato di "usare il Paese come se fosse una sua proprietà privata". Anche in Italia si registrano frizioni nella maggioranza. La decisione sarebbe stata presa direttamente da Giorgia Meloni che, secondo le cronache, avrebbe lasciato all'oscuro Matteo Salvini e Antonio Tajani, i due vicepremier, scavalcando il responsabile del Viminale Matteo Piantedosi. Il Pd chiede che il via libera al protocollo passi dalle Camere. La sensazione è che la mossa di Giorgia Meloni sia direttamente collegata alla campagna elettorale delle prossime europee e dall'idea che l'Albania possa entrare in Europa dalla porta principale.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • L'asse Italia-Albania sui flussi di migranti e i dubbi di Bruxelles: l'accordo rispetti il diritto comunitario e internazionale | 07/11/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Italia e Albania firmano un protocollo sui flussi di migranti, separato dal piano più generale sul piano europeo, tanto che Bruxelles fa sapere che ogni qualsiasi accordo di questo tipo debba rispettare pienamente il diritto comunitario e internazionale. Nella conferenza stampa finale, Giorgia Meloni e il presidente albanese Edi Rama si presentano come vecchi amici. "L'Italia è il primo partner commerciale dell'Albania. C'è una strettissima collaborazione che già esiste nella lotta all'illegalità", dice Meloni. In particolare l'intesa prevede di allestire due centri migranti in Albania che possano contenere fino a 3mila persone. I due premier sono partiti dall'idea che l'immigrazione illegale di massa è un fenomeno che nessuno Stato Ue può affrontare da solo e la collaborazione tra stati Ue e stati è fondamentale. Ma in una intervista al Fatto Quotidiano, Edi Rama entra nello specifico del protocollo e spiega che il costo dell'intera operazione grava sul nostro Paese e l'Albania non tirerà fuori soldi. "Tutto sarà in carico all'Italia: le infrastrutture, l’accoglienza, il trasferimento nel centro. Mettiamo a disposizione solo la terra". Perché gli albanesi si prestano a questo tipo di accordi con l'Italia? Rama dice che Tirana ha un debito di riconoscenza con i governi e il popolo italiano. "Ci avete accolti quando da noi c’era l’inferno e sfiorammo la guerra civile”. In realtà, l'Italia è il primo partner commerciale dell'Albania. Poi Giorgia Meloni si vuole smarcare dalle decisioni di Bruxelles sui flussi migratori. "Meloni è frustrata: secondo lei l’Ue non considera l’immigrazione un problema comunitario: molti Paesi fanno muro e non voglio accogliere nessuno", dice il presidente albanese. Al di là delle dichiarazioni di facciata, la possibilità che in Albania possa nascere una piccola Guantanamo fuori dalla giurisdizione europea è alta, ed è una ipotesi che crea forti malumori nelle diplomazie del Vecchio Continente.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Anp apre al piano americano e chiede di gestire la situazione a Gaza | 06/11/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Nel conflitto tra Israele e Hamas, l'Autorità Nazionale Palestinese si trasforma in queste ore in una sorta di "Araba fenice", l'uccello mitologico che ogni cinquecento anni si bruciava da sé per poi rinascere dalle proprie ceneri. Schiacciata dal peso delle operazioni dei fondamentalisti di Hamas dello scorso 7 ottobre e dalla sproporzionata risposta militare di aria, mare e terra di Israele, Anp cerca un ruolo politico a Gaza ed è disposta persino ad accettare il piano americano illustrato dal segretario di Stato Antony Blinken. Abu Mazen ha accettato di svolgere un ruolo di responsabilità nell’amministrazione di Gaza, ma nel quadro di una "soluzione politica complessiva" che includa anche Cisgiordania e Gerusalemme Est. Fino ad oggi, Mazen si è ritagliato un profilo basso, ma importante, evitando l’apertura di un secondo fronte in Cisgiordania, nonostante gli attacchi lanciati da alcuni coloni israeliani. Così ha chiesto un immediato stop della guerra di Israele a Gaza, e sollecitato l’urgente fornitura di aiuti umanitari. Non ha condannato apertamente Hamas, per non compromettere la sua inesistente popolarità tra i palestinesi, ma ha cercato di seguire una linea, diciamo così, di responsabilità. Il piano americano prevede un nuovo ruolo dell’Autorità palestinese: il Governo dell'intera Striscia di Gaza, al termine dell'offensiva militare israeliana. In questo modo, secondo gli americani, Anp colmerebbe il vuoto di potere. Nel ragionamento dell'amministrazione Biden, lo Stato palestinese dovrebbe far parte del pacchetto per il futuro della regione, come hanno ribadito tutti i leader arabi e ripeterà oggi Erdogan. Ma Anp è debole e non può permettersi di tornare a Gaza sulle ali dell’offensiva israeliana. Abu Mazen ha bisogno che riprenda il negoziato di pace e il ritorno avvenga nel quadro della creazione dello Stato palestinese. La sensazione che questa manovra politica sia travolta dagli eventi bellici.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Gli italiani ritengono responsabile Israele del conflitto, secondo un nostro sondaggio | 04/11/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    I dati del sondaggio del nostro Luigi Crespi per Giornale Radio dimostrano che l'opinione pubblica italiana pensa che anche Israele abbia una certa responsabilità nel conflitto in corso in Medio Oriente. In particolare, il 42,6% delle persone contattate crede che tutto sia partito dagli attacchi terroristici di Hamas, lo scorso 7 ottobre, ma il 40.5% sostiene che la causa di tutto sia dovuta alla leadership di Netanyahu, delle sue politiche e di quelle della destra israeliana. Il 45.8% deinnostri connazionali è convinto che la risposta di Israele all'assalto dei fondamentalisti di Hamas sia eccessiva e sproporzionata. Tra le possibili conseguenze della guerra gli italiani citano nell'ordine la possibilità che si verifichino attentati terriristici, che ci sia un allargamento del conflitto, che la guerra abbia un impatto nella nostra fragile economia e nella situazione umanitaria.
    Questi dati erano già nell'aria soprattutto dopo l'inizio dell'operazione di terra di Israele e i bombardamenti aerei contro la popolazione civile, con migliaia di morti palestinesi, in buona parte bambini. Da giorni, si avvertiva cioè un clima diverso rispetto alle ore successive alla terrificante aggressione di Hamas in Israele. E ciò avveniva nonostante la pressione mediatica per nulla equidistante tra israeliani e palestinesi e sbilanciata verso Tel Aviv. Su questo cambio di orientamento degli italiani possono aver influito la crescente mobilitazione pacifista nel Paese, la sproporzione delle azioni militari israeliane contro i i civili, ma molto deve aver pesato anche la nostra generale stanchezza di affrontare un nuovo conflitto dopo quello tra Russia e Ucraina, ancira in corso. Qualcosa che non ci possiamo permettere.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Israele diviso tra l'operazione di terra a Gaza e la pausa umanitaria chiesta da Biden | 03/11/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Israele resta diviso tra l'accelerazione dell'operazione militare di terra a Gaza e la pausa umanitaria chiesta dal Presidente americano Joe Biden. In poche ore il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, offre in pubblico due versioni del conflitto e dei suoi sviluppi. Prima annuncia di essere al culmine della battaglia, di aver ottenuto successi impressionanti e di aver superato la periferia di Gaza, circondando, nei fatti, la città. Ma, nel giorno del vertice con il segretario di Stato americano Antony Blinken, Netanyahu starebbe valutando la richiesta Usa di una breve pausa umanitaria: in quel caso Tel Aviv potrebbe consentire lo stop degli attacchi per qualche ora. Da cosa dipende questo repentino cambio di strategia del premier Netanyahu? In primis, cresce la preoccupazione all'interno dell'amministrazione Biden sulla guerra condotta da Israele. Diversi alti funzionari temono un progressivo isolamento degli Stati Uniti sul palcoscenico internazionale sulla scia del sostegno incondizionato di Joe Biden a Israele, culminato con l'approvazione da parte della Camera americana di un provvedimento che prevede 14,5 miliardi di dollari di aiuti militari. Poi aumenta la pressione diplomatica internazionale, si registra la condanna dell'Onu contro il bombardamento che causa migliaia di vittime civili. Oggi Blinken chiede a Netanyahu brevi pause nelle operazioni militari a Gaza per consentire il rilascio in sicurezza degli ostaggi e la distribuzione degli aiuti umanitari. Ma la sommatoria di brevi pause umanitarie non significa ancora un cessate il fuoco.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • Fuga da Gaza. Si apre il valico di Rafah: in migliaia camminano verso la salvezza | 02/11/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    E' bastato il solo annuncio dell'apertura del valico di Rafah, tra Gaza e l'Egitto, per far scattare i primi movimenti di un popolo in fuga dalla fame, dalla guerra, dalla morte. E' il grande esodo di chi è rimasto imprigionato dopo gli attacchi di Hamas dello scorso 7 ottobre e dalla risposta militare israeliana. Al momento ne sono usciti oltre 400, esattamente 320 cittadini stranieri e 80 feriti gravi che non potevano essere assistiti negli ospedali di Gaza, ormai al limite della sicurezza sanitaria: sono in gran parte donne e bambini, che ora saranno curati in Egitto. Fra coloro che si sono salvati dall'inferno di Gaza ci sono quattro italiani e la moglie di uno di loro, palestinese, e cittadini di Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Austria, Giordania e altri Paesi. E' uscito anche il personale del Comitato internazionale della Croce rossa e di alcune delle ong che lavorano a Gaza: Medici senza Frontiere ha evacuato il suo staff internazionale, lasciando sul terreno i dipendenti palestinesi. Un nuovo gruppo di medici è pronto a entrare appena le condizioni lo permetteranno. Oggi è il turno di altre 7.500 persone, secondo una lista stilata dai diversi Paesi e dalle autorità egiziane e verificata anche da Israele. Si lasciano dietro alle loro spalle il disastro umanitario, politico e diplomatico, la distruzione di intere comunità, e oltre due milioni di abitanti che vivono ormai senza acqua ed elettricità, tagliati fuori dal resto del mondo per il black out delle comunicazioni, in condizioni sanitarie ormai impossibili da gestire. Il bilancio complessivo delle vittime, fornito dalle autorità della Striscia che fanno riferimento a Hamas, è di 8.796 morti di cui 3.648 bambini, 132 sanitari, e sono numeri in difetto. Restano le parole del commissario dell’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini, dopo essere riuscito a entrare a Gaza. «Sono scioccato dal fatto che tutti chiedevano cibo e acqua. Non ho mai visto niente di simile».
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min
  • L'orrore di Jabila apre le coscienze civili del mondo | 01/11/2023 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    Jabalia finora era considerato il più grande campo profughi palestinese, quello dove nel dicembre 1987 iniziò la prima Intifada. Ci vivevano oltre 100mila persone, il 30% delle quali non sono evacuate. Si estende su appena un chilometro e mezzo e per questo è considerato uno dei luoghi più densamente popolati del mondo. Oggi è stata rasa al suolo da uno spaventoso bombardamento israeliano. Si registrano centinaia di morti, tutti civili, in gran parte bambini. Almeno 400 i feriti trasportati con mezzi di fortuna nel vicino ospedale “indonesiano” che ha sede a Bait Lahia. La struttura è al collasso: conta su appena 100 posti letto e già da settimane sta trattando un numero di pazienti dieci volte superiore alle possibilità. Le notizie arrivano a fatica perché le comunicazioni col Nord della Striscia sono interrotte da ore. Circolano però alcuni video, dove si sentono i pianti e le invocazioni d’aiuto e decine di uomini impegnati a scavare tra ciò che resta delle case. Si vedono i sopravvissuti muoversi tra i corpi senza vita dei loro cari e si sente il sollievo della folla quando da sotto le macerie viene tirato fuori un bambino incolume, poi un altro. Le bombe sono cadute su un’area densamente popolata e si sono abbattute su fabbricati popolari eretti per i profughi, gli uni sugli altri. L’esercito israeliano dice che il raid è servito ad uccidere Ibrahim Biari, comandante del “ battaglione Jabalia” di Hamas e a distruggere il commando operativo dell’area. Anche se fosse così, la reazione israeliana agli attentati terroristici del 7 ottobre è drammaticamente sproporzionata. L'orrore di Jabila dovrebbe ora aprire e scuotere le coscienze civili del mondo.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
    ___________________________________________________
    Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm
    oppure scarica la nostra App gratuita:
    iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA
    Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3
    Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio:
    Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/
    Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it
    3 min

About Il Corsivo

From the publisher's feed

"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

More shows like Il Corsivo

Giornale Radio by Radio Popolare

Giornale Radio

6 Listeners

Notizie a colazione by Pasquale Ancona, Emanuele Bonora, Anna Di Rocco e Antonino D'Anna

Notizie a colazione

4 Listeners

Start by Il Sole 24 Ore

Start

17 Listeners

Il punto by Il Sole 24 Ore

Il punto

0 Listeners

La Giornata by la Repubblica

La Giornata

12 Listeners

Il Mondo by Internazionale

Il Mondo

36 Listeners

The Essential by Will Media - Chiara Piotto

The Essential

16 Listeners

DOI - Denominazione di Origine Inventata by OnePodcast

DOI - Denominazione di Origine Inventata

23 Listeners

Circo Massimo - Lo spettacolo della politica by OnePodcast

Circo Massimo - Lo spettacolo della politica

3 Listeners