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Questa settimana Sara ha intervistato Antonio Pagano, founder di Caffè Carnera.
Antonio ci ha raccontato del suo percorso professionale, iniziato nella moda e poi proseguito nel settore musicale; e di come sia poi approdato al mondo del caffè, in cui riesce a mescolare tutte le sue precedenti esperienze grazie al concetto di contaminazione settoriale. C’è anche un piccolo spoiler sul finale che riguarda l’evoluzione di Flowerista nel ramo food! Facci sapere poi cosa ne pensi!
Se ti è piaciuta questa puntata puoi lasciarci un feedback, scriverci, oppure puoi condividerla sui tuoi canali social.
E se vuoi approfondire questi e molti altri argomenti legati al fare impresa nelle Creative Industries c’è il sito flowerista.it e il nostro progetto di indagine permanente Osservatorio Imprese Creative.
La pandemia ha minato profondamente le istituzioni culturali, obbligandole talvolta a reinventarsi totalmente o comunque a digitalizzare e rendere fruibile in altro modo il patrimonio artistico e culturale di cui sono portavoce. Cosa è cambiato oggi nel loro approccio verso la tecnologia e l’innovazione digitale? Come possono i nuovi strumenti influenzare e impattare l’attività e l’offerta di questi enti?
Ne discutono insieme a Orsola Banelli:
* Cesare Fialà, co-founder di Culture Hint, agenzia che offre un software in grado di ottimizzare le risorse per incrementare la soddisfazione dei visitatori
* Federico Borreani, co-founder di BAM! Strategie Culturali, cooperativa che supporta da un punto di vista strategico le realtà culturali
* Prof. Furio Camillo, docente di Business Statistics all’Università di Bologna, Scientific Advisor di Flowerista e responsabile dell’Osservatorio Imprese Creative
* Daniela Furlani e Aldo Macchi, rispettivamente Presidente e Project manager di Doc Creativity, cooperativa che supporta le professioni creative
* Claudio Calveri, Digital strategist, progettista culturale e consulente editoriale, autore di Metaversi culturali e La trasformazione digitale della cultura
Qual è l’impatto della trasformazione digitale nel settore dell’Architettura? Come cambierà il modo di lavorare di architetti e interior designer? Quale potrà essere il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nelle fasi di concept e gestione del processo? Che effetto potrà avere l’uso dell’AI su studi di diversa dimensione?
Ne discutono insieme a Veronica Baraldi:
* Sara Codarin, Assistant Professor of Architecture presso la Lawrence Technological University di Detroit (USA)
* Chiara Rizzarda, esperta di digitalizzazione e ottimizzazione di processo, formatrice, autrice
* Stefano Casati, Designer e Architetto specializzato in computational design, fabbricazione digitale e nuove tecnologie
* Luca Sassi, Architetto e Vlogger
Come cambierà il mondo del design e dell’artigianato? Quali sfide e nuove opportunità si paleseranno nel prossimo futuro? Quale sarà il valore aggiunto di designer e artisti se nasceranno strumenti in grado di replicare il loro lavoro? Come le nuove tecnologie possono diventare uno strumento a supporto delle loro professioni?
Ne discutono insieme a Valentina D’Adda:
* Barbara Tulissi, designer e formatrice Canva
* Erika Grupillo e Federica Ciuci Priori, operatrici culturali founder di Da Opera Art Gallery
* Erich Giordano, responsabile del Business Development di NextAtlas
Come cambierà il nostro modo di fare storytelling, di creare contenuti, di illustrare e disegnare? Esisteranno ancora i fotografi se le immagini possono essere create ad hoc con un prompt specifico? Cosa ne pensano gli Art director? E chi ha un’agenzia di Content creators?
Ne discutono insieme a Francesca Mari:
* Federico Zaghis, co-founder dell’agenzia di talent e project management dedicata al mondo dell’illustrazione Yoonik
* Marco Barbieri, founder dell’agenzia di produzione foto e video Vivarium Creative Lab
* Niccolò Ferrari, co-founder del collettivo di freelance indipendenti Borderless
* Gio Russo, Live Content Creator, founder di Gio Russo Production
Quanto il settore Food ci sembra distante da tutto ciò che riguarda tecnologia e innovazione? Ma è davvero così? Cosa sta succedendo e succederà a chi lavora in questo ambito? Cosa ne pensano i ristoratori e i produttori? Cosa ne pensano le scuole di formazione? E i manager e gestori di questi business?
Ne discutono insieme a Giulia Marson e Francesca Gonzales:
* Antonio Pagano, founder di Caffè Carnera, start-up innovativa e digitale della food industry
* Eleonora Bove, co-founder di Deliverart, super app che centralizza la gestione di ordini e consegne a domicilio per i ristoranti
* Gianni Tratzi, founder di MezzaTazza Consulting, agenzia di consulenza nel settore del caffè
* Mauro Germani, founder CEO & Co-founder di Soplaya, un sistema di forniture di ingredienti per chef e ristoratori
Questa settimana Sara ha intervistato Chiara Sinchetto, editor e creatrice di percorsi culturali.
Chiara ha avviato il suo percorso come freelance nel 2020 dopo aver fatto un'esperienza nel settore finanziario, apparentemente molto slegata dalla sua laurea in filosofia. Oggi si occupa di tanti progetti diversi, ma tutti hanno a che fare con la letteratura e la filosofia; è tornata insomma al suo primo amore, i libri, ma lo ha fatto con molta più consapevolezza.
In questo episodio Chiara ci ha parlato del suo percorso personale e dell’importanza delle esperienze che ci rendono ciò che siamo, della contaminazione tra discipline e della programmazione che permette di essere multidisciplinari. Scoprirete perché Chiara rappresenta perfettamente il nostro motto #conlacreativitàsimangia.
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Questa settimana abbiamo intervistato Simona Arena, co-founder di PUNTOZERO 3D.
PUNTOZERO 3D nasce nel 2022 da un’idea di tre ingegneri e una specialista di marketing appassionati di stampa 3D. Il loro focus è il Design for Additive Marketing cioè tutto il processo di design che avviene prima della vera e propria stampa in 3D. Si occupano quindi di progettare il design di oggetti che verranno successivamente stampati in 3D.
In questo episodio Simona ci ha parlato dell'importanza della divulgazione e semplificazione di temi complessi come può essere appunto questo, il valore di un network di partner strategici e del bilanciamento smart working / lavoro in presenza, per avere riunioni efficace ma anche un po’ di sano contatto umano, foriero di nuove idee.
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Questa settimana abbiamo intervistato Niccolò Ferrari, founder di Borderless Collective.
Borderless Collective nasce nel 2019 a Milano: è un network di liberi professionisti che lavorano insieme ma senza confine. Il loro manifesto promuove l’empowerment dei freelancer attraverso un network di persone e opportunità. Per Borderless, formazione, innovazione ed inclusività sono i valori alla base di tutto quello che fanno. Valori che si avvicinano anche ai nostri in Flowerista, no?
In questo episodio Niccolò ci ha parlato di come possiamo ri-pensare il mondo del lavoro, già oggi e sempre più in futuro, come gestire i team all’interno di un'azienda per sviluppare le capacità dei singoli, quali sono le caratteristiche di una buona leadership. Per Niccolò ‘leading by example’, ovvero dare il buon esempio, è fondamentale. Infine, non potevamo non chiedergli cosa ne pensa delle AI e dell’impatto che avranno.
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Questa settimana abbiamo intervistato Filippo Chiesa Ricotti, founder di GruppoTre Architetti.
GruppoTre Architetti nasce nel 2014, da un nome che Filippo si porta dietro dall’Università, quando lavorava ancora da solo, ma il nome resta invariato oggi, quando nel team sono più di 40. È uno studio di architettura, ingegneria, interior design: una società di progettazione a 360° che gestisce tutto l’iter progettuale e burocratico di un progetto legato all’architettura.
In questo episodio Filippo ci ha parlato di come la professione dell’architetto sia molto cambiata nel corso degli anni sotto molti punti di vista: dall’immagine, comunicazione e interazione con clienti attuali e potenziali al ruolo dell’architetto, professionista non più limitato solo alla progettazione vera e propria ma anche capace di destreggiarsi con gli aspetti più tecnici e burocratici della realizzazione di un progetto.
Filippo ha avuto la prontezza di capire che non si può essere tuttologi, e che la carta del successo sta nel gioco di squadra, ovvero nel riuscire a creare una struttura organizzativa fatta di tante diverse competenze complementari che, se ben coordinate, riescono a soddisfare le richieste e le esigenze che al giorno d’oggi vengono richieste agli architetti.
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